Installazione del climatizzatore: come si sceglie, come si monta, cosa farsi lasciare
Un climatizzatore rende bene se potenza, posizione, tubi e linea elettrica sono scelti prima di ordinarlo. Ecco come si decide e cosa controllare a lavoro finito.
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L’installazione di un climatizzatore comprende molto più del fissaggio di due scatole: bisogna scegliere potenza e posizione, far passare tubi e scarico, controllare la linea elettrica e collegare il circuito del gas nel modo corretto. Il montaggio va fatto da un’impresa certificata per i gas fluorurati, e, per un climatizzatore nuovo, a te conviene decidere le cose principali prima di ordinarlo.
Qui trovi le decisioni da prendere, come si svolge il lavoro e cosa farti consegnare alla fine. Per tutto ciò che riguarda facciate e assemblee c’è la pagina sul climatizzatore in condominio; il quadro completo dei lavori è nella pagina dei climatizzatori.
Quanti kW servono davvero alla tua stanza
Sugli scaffali la potenza è spesso scritta in BTU: 9.000 BTU corrispondono a circa 2,6 kW, 12.000 BTU a circa 3,5 kW. Le tabelle che collegano i BTU ai metri quadri vanno bene solo come punto di partenza, perché due stanze uguali possono avere bisogni molto diversi.
Contano soprattutto:
- l’esposizione: una stanza a ovest con grandi vetrate scalda molto di più di una a nord;
- il piano: sotto il tetto il caldo arriva dall’alto, specie se il sottotetto non è isolato;
- l’isolamento: muri vecchi senza cappotto o infissi che lasciano passare aria;
- chi e cosa c’è dentro: un ufficio con persone e computer, o una cucina aperta sul soggiorno;
- l’uso in inverno: se vuoi anche scaldare, il calcolo va fatto anche sul freddo, come spieghiamo per la pompa di calore aria-aria.
Una macchina troppo piccola gira sempre al massimo e non arriva alla temperatura voluta. Una troppo grande raffredda in fretta e si ferma presto, togliendo poca umidità: nelle giornate afose della pianura la casa resta fresca ma appiccicosa.
Monosplit, dual o multisplit: quale configurazione scegliere
| Configurazione | Com’è fatta | Quando ha senso | Limite da sapere |
|---|---|---|---|
| Monosplit | una unità esterna, una interna | una stanza o un open space | per due stanze servono due motori |
| Dual o trial split | una esterna, due o tre interne | appartamento con poco spazio fuori | se si guasta il motore, restano ferme tutte le interne |
| Multisplit | una esterna, più interne | più stanze con un solo motore visibile | percorsi dei tubi più lunghi e impegnativi |
| Monoblocco senza unità esterna | tutto in una macchina a parete, con due fori nel muro | dove il motore esterno non si può mettere | più rumoroso in stanza, meno adatto a grandi spazi |
Pensaci prima di scegliere, non dopo: aggiungere un’unità in seguito non è sempre possibile. Se prevedi di climatizzare una seconda stanza più avanti, dillo subito.
Dove mettere le unità: gli sbagli che si pagano per anni
L’unità interna va in alto, con aria libera attorno, in modo che il flusso non punti dritto su letti, scrivanie o divani. Evita di metterla sopra un mobile alto o dietro una trave: l’apparecchio legge la temperatura vicino a sé, e in un angolo chiuso si spegnerà prima di aver raffrescato la stanza. Sopra un televisore o un quadro elettrico meglio di no, perché in caso di perdita di condensa l’acqua cadrebbe proprio lì.
L’unità esterna ha bisogno di aria e di spazio per la manutenzione. Le distanze minime dai muri sono nel manuale del modello e vanno rispettate. Se possibile, tienila lontana dalla finestra di una camera, tua o del vicino, ed evita balconi chiusi con teli o vetrate: il motore finirebbe per respirare la propria aria calda.
Prima di forare, si controlla anche dove passano tubi dell’acqua, cavi e travi. Nelle case con muri molto spessi dei centri storici il foro è un lavoro a parte, e spesso va studiato insieme al percorso esterno.
Scarico della condensa e linea elettrica: i due lavori che non si vedono
Quando l’apparecchio è in funzione, dall’aria si separa acqua, che deve uscire in pendenza per il suo tubo. La soluzione più semplice è portarla all’esterno; se non è possibile, si valuta un collegamento a uno scarico di casa con sifone o una pompetta dedicata. Ogni soluzione ha i suoi pro e contro: il sifone evita i cattivi odori, la pompetta è un componente in più che può fare rumore e guastarsi.
Anche l’impianto elettrico va guardato prima di iniziare. Molti contratti domestici sono da 3 kW: forno, lavatrice e climatizzatore insieme possono far staccare il contatore. Se invece salta una levetta del quadro, potrebbe trattarsi di una linea troppo carica. L’articolo su perché il condizionatore fa saltare la corrente aiuta a distinguere i casi, mentre per aggiungere una linea o rivedere il quadro serve un elettricista.
Non attaccare mai uno split fisso a una ciabatta o a una presa di fortuna: è una causa tipica di surriscaldamento.
Come si svolge il montaggio, dalla staffa alla prova finale
- Protezioni e tracciamento. Si coprono i mobili e si segnano staffe e percorso.
- Foro e passaggio dei tubi. Si fora il muro con una leggera pendenza verso l’esterno, così l’acqua non torna dentro.
- Fissaggio delle unità. L’interna va in bolla sulla sua piastra. L’esterna va su staffe adatte o su piedini, con supporti che riducono le vibrazioni.
- Collegamenti. Si uniscono tubi del gas, cavi e scarico, seguendo il manuale del modello.
- Prova di tenuta e vuoto. Il circuito va messo in pressione per verificare che non perda, poi si estrae l’aria con una pompa del vuoto. Saltare questa fase è uno degli errori più gravi: aria e umidità rovinano il compressore nel tempo.
- Apertura del gas e prova. Si avvia l’apparecchio in freddo, si controllano la temperatura dell’aria in uscita, lo scarico della condensa e il telecomando.
- Consegna. Ti si spiega come lavare i filtri, ti si lasciano i documenti e si annotano modello e seriale.
Questi passaggi sono validi anche per le sostituzioni. In più, la vecchia macchina va scollegata recuperando il gas: non può essere semplicemente sfiatato in aria.
Cosa farti consegnare a lavoro finito
Sono poche carte, ma tornano utili quando vendi casa, chiedi un intervento in garanzia o discuti con il condominio.
- Il certificato dell’impresa. Chiedi di vederlo già prima di fissare il lavoro. Il DPR 146/2018 richiede la certificazione alle imprese che installano climatizzatori fissi e pompe di calore fisse contenenti gas fluorurati. Puoi fare una verifica sul Registro telematico nazionale. Vale per chiunque, noi compresi.
- La dichiarazione di conformità. Il DM 37/08 include gli impianti di climatizzazione: quando è dovuta, la rilascia l’impresa installatrice a fine lavori.
- Manuale e garanzia. Leggi le condizioni: alcuni produttori le legano al montaggio fatto da personale qualificato e a una manutenzione documentata.
- Il libretto di impianto, se la potenza dei tuoi apparecchi fissi lo richiede. In Emilia-Romagna riguarda i casi sopra i 12 kW, sommando le macchine della stessa unità immobiliare. Il tema è spiegato nella pagina sulla manutenzione del climatizzatore.
Che cosa fa salire il preventivo di un montaggio
Per un confronto onesto serve sapere cosa è compreso. Le voci che fanno cambiare il conto sono sempre le stesse:
- metri di tubo oltre a quelli inclusi;
- forature in muri molto spessi o in cemento armato;
- passaggi a vista da nascondere con canaline;
- unità esterna su facciata alta, che richiede una piattaforma o un trabattello;
- linea elettrica dedicata o modifica del quadro;
- scarico della condensa lungo o con pompetta;
- smontaggio e recupero del gas della vecchia macchina.
Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Per i dettagli sulle voci c’è la pagina su quanto costa un climatizzatore montato; i nostri criteri generali sono nella pagina dei prezzi.
Dove interveniamo per installazione del climatizzatore
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Domande frequenti
Posso comprare il climatizzatore online e farlo montare a parte?
Sì, ma prima di ordinare controlla che la macchina si possa installare nel punto che hai in mente, e che potenza e lunghezza dei tubi siano adatte. Conserva la fattura e leggi le condizioni di garanzia. Se il modello risulta sbagliato per la stanza, cambiarlo è più difficile una volta aperta la scatola.
Quando conviene installarlo?
Meglio fuori stagione, per esempio in primavera, così hai tempo di scegliere la posizione e gestire eventuali comunicazioni al condominio. Nei giorni del primo vero caldo le richieste si concentrano, e le attese si allungano per tutti.
Serve un’autorizzazione per mettere il motore fuori casa?
Dipende dall’edificio. Nei centri storici e sugli edifici tutelati possono valere limiti specifici per ciò che si vede da fuori: chiedi all’ufficio tecnico del Comune prima di iniziare. In condominio devi anche guardare il regolamento e avvisare l’amministratore.
Esiste un climatizzatore senza unità esterna?
Sì, il monoblocco a parete, che ha tutto all’interno e scambia aria con l’esterno attraverso due fori nel muro. Risolve i casi in cui il motore non può stare fuori, ma in stanza si sente di più e di solito è meno adatto ad ambienti grandi. Va valutato con la scheda tecnica alla mano.
Il climatizzatore portatile può sostituire un impianto fisso?
Può aiutare in una stanza piccola, come rimedio temporaneo o dove non puoi forare. Però scarica aria calda da un tubo che passa per una finestra socchiusa, quindi rende meno ed è più rumoroso. Ha senso se l’alternativa è non avere niente.
Fonti
- DPR 16 novembre 2018, n. 146, art. 8 (Normattiva) – certificazione delle imprese che installano condizionatori e pompe di calore fissi
- Portale FGAS delle Camere di commercio – Registro telematico nazionale
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, art. 7 (Normattiva) – dichiarazione di conformità rilasciata a fine lavori
- CRITER, Regione Emilia-Romagna – Domande frequenti – libretto di impianto e somma delle potenze di più split

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