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Sanificazione di ambienti: cos’è davvero, quando serve e come si fa

Case, uffici, condomini e locali alimentari, su appuntamento e dopo un sopralluogo. Cosa dice la norma, cosa fa un trattamento e dove finisce il suo effetto.

  • Prezzo detto prima di iniziare
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

La sanificazione di ambienti è un insieme di operazioni che serve a rendere più sano un locale: pulizia, disinfezione, a volte disinfestazione, oppure il miglioramento di umidità, ventilazione e temperatura. Non è un prodotto spruzzato nell’aria e non è una parola più elegante per dire «pulizia». La facciamo su appuntamento, nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza, dopo aver visto i locali.

Non è un servizio per le emergenze. Se l’acqua sta uscendo in questo momento, prima serve un idraulico: trovi cosa fare nella pagina sulla casa allagata. Alla sanificazione si pensa dopo, con calma, quando la causa è stata tolta.

Pulizia, disinfezione e sanificazione: le definizioni del DM 274/1997

La differenza non è un’opinione. La fissa l’articolo 1 del DM 274/1997, il regolamento delle imprese del settore, che attua la legge 82/1994. Questa tabella mette accanto le parole del decreto e il loro significato pratico.

AttivitàCosa dice il decretoIn pratica
Puliziarimuovere «polveri, materiale non desiderato o sporcizia» da superfici, oggetti e ambientiDetergente, acqua, aspirazione, panni: lo sporco se ne va
Disinfezionerendere sani ambienti confinati con «la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni»Un disinfettante su una superficie già pulita, con la dose e il tempo di contatto scritti in etichetta
Sanificazionerendere sani determinati ambienti «mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione», oppure controllando e migliorando il microclimaUn lavoro scelto per quel locale, che può unire più operazioni

Da qui vengono tre conseguenze pratiche.

  • La sanificazione comprende anche l’aria e il clima del locale. Il decreto cita temperatura, umidità e ventilazione, oltre a illuminazione e rumore. Una cantina che resta bagnata non diventa sana con un solo passaggio di prodotto.
  • Senza pulizia, il resto rende poco. Lo sporco copre le superfici e ostacola il disinfettante: per questo si comincia sempre togliendolo.
  • Insetti e topi sono un altro lavoro. Disinfestazione e derattizzazione hanno definizioni proprie nello stesso articolo e, se servono, si programmano a parte: lo spieghiamo nella pagina sulla disinfestazione.

Anche le parole sui flaconi non sono sinonimi. Il Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 dell’Istituto Superiore di Sanità ha un glossario che distingue disinfettante, sanificante, igienizzante per l’ambiente e detergente. I disinfettanti, poi, rientrano tra i presìdi medico-chirurgici, la cui autorizzazione alla produzione e alla vendita è regolata dal DPR 392/1998.

Quando ha senso chiedere una sanificazione, e quando no

Ci sono situazioni in cui una pulizia accurata e un buon ricambio d’aria bastano. Te lo diciamo, se dal sopralluogo emerge questo. Una sanificazione ha più senso in questi casi:

  • dopo un allagamento o un ritorno di acque nere, quando restano fango, odori e materiali bagnati: vedi la sanificazione dopo un allagamento;
  • quando ci sono muffe, insieme alla ricerca della causa: la pagina sulla rimozione della muffa spiega perché il prodotto da solo non basta;
  • prima di entrare in una casa rimasta chiusa a lungo o lasciata in cattive condizioni;
  • in un’attività aperta al pubblico che vuole affiancare un trattamento periodico alle pulizie quotidiane;
  • in cantine, garage e locali rifiuti con odori persistenti, una volta eliminato ciò che li produce.

Se in casa c’è una persona malata o molto fragile, la prima domanda va fatta al medico: è lui a dire quali precauzioni servono. Noi possiamo occuparci degli ambienti, non dare indicazioni sanitarie.

Case, uffici, condomini, attività: ogni locale chiede un lavoro diverso

Lo stesso prodotto non va bene ovunque. Le domande del sopralluogo cambiano, perciò abbiamo dedicato una pagina a ogni situazione.

Dal sopralluogo alla riapertura: come si svolge il lavoro

Prima di tutto ci parli al telefono o su WhatsApp di cosa è successo e fissiamo un appuntamento. Poi il lavoro segue questo ordine.

  1. Sopralluogo. Si guardano superfici, materiali, aperture, ventilazione, presenza di umidità e la causa del problema.
  2. Proposta. Ti diciamo quali operazioni servono e quali no, con il prezzo o almeno una forbice prima di iniziare il lavoro.
  3. Preparazione. Concordiamo cosa togliere o coprire: alimenti, stoviglie, giochi, biancheria, piante, acquari. Persone e animali restano fuori dalle stanze trattate per il tempo necessario.
  4. Pulizia. Si rimuove lo sporco, con aspirazione e lavaggio secondo il tipo di superficie.
  5. Trattamento. Si applica il prodotto scelto, seguendo etichetta e scheda di sicurezza: su alcuni locali si usano nebulizzatori, su altri basta il panno.
  6. Ricambio d’aria e riconsegna. I tempi per rientrare dipendono dal prodotto. Ti spieghiamo cosa è stato fatto e cosa fare nei giorni successivi.

Cosa può fare un trattamento e dove finisce il suo effetto

Un trattamento ben fatto riduce lo sporco e la carica di microrganismi sulle superfici trattate, nel momento in cui viene eseguito. È utile, ma ha limiti chiari, e conviene conoscerli prima di pagare.

  • Non protegge per il futuro. Appena il locale torna in uso, persone, scarpe e aria riportano polvere e microrganismi. Per questo contano le pulizie di ogni giorno.
  • Non toglie la causa. Se una perdita bagna il muro, la muffa torna: vanno prima chiarite le infiltrazioni nei muri. Se il cattivo odore arriva dai sifoni, serve controllare gli scarichi che puzzano.
  • Non sostituisce il medico. Non è una terapia né una prevenzione delle malattie, e nessun trattamento può escludere un contagio.

Diffida di chi promette risultati assoluti senza aver visto i locali. Una proposta seria ti dice cosa si tratta, con quale prodotto e perché.

Cosa chiede la legge a chi fa sanificazione

La legge 82/1994 chiede alle imprese del settore di iscriversi al registro delle imprese o all’albo delle imprese artigiane. Il DM 274/1997 aggiunge i requisiti: per disinfestazione, derattizzazione e sanificazione chiede un preposto alla gestione tecnica interno all’impresa, con esperienza o titoli di studio attinenti. Dal 2007, per le sole attività di pulizia e disinfezione basta una dichiarazione di inizio attività, come prevede l’articolo 10 del decreto-legge 7/2007.

Quindi una ditta di pulizie non è, per questo solo fatto, una ditta di sanificazione. Prima di affidare il lavoro, a chiunque tu lo dia, puoi chiedere:

  • la visura camerale, per vedere quali attività risultano;
  • il nome del prodotto, con etichetta e scheda di sicurezza;
  • una descrizione scritta di cosa viene fatto, dove e con quali tempi di rientro.

Da cosa dipende il prezzo di una sanificazione

Il conto dipende dalla superficie, dallo stato dei locali e dal numero di operazioni: un ufficio già pulito chiede meno lavoro di una cantina dove è entrata acqua sporca. Pesano anche accessi, altezze, arredi da spostare e la necessità di lavorare fuori dall’orario di apertura. Il dettaglio delle voci è nella pagina su quanto costa una sanificazione.

Gli altri listini sono raccolti nella pagina dei prezzi. Per fissare il sopralluogo puoi usare i contatti.

Umidità, nebbia e locali senza finestre: il contesto emiliano

In pianura gli inverni sono lunghi e umidi, e l’aria esterna asciuga poco. Nelle case dei centri storici, con muri spessi e cantine interrate, l’umidità resta facilmente nelle pareti. Nei condomini delle prime periferie, costruiti tra gli anni '60 e '70, capita di trovare ponti termici e bagni ciechi con aspirazioni deboli.

Altro caso tipico sono i negozi stretti sotto i portici, con il retro senza finestre, e le seconde case in Appennino, chiuse per mesi. In tutte queste situazioni il prodotto da solo dura poco: la parte del decreto che parla di microclima è la più utile. Spesso il consiglio più concreto riguarda come arieggiare, deumidificare e far girare l’aria.

Sanificazione nei capoluoghi e in provincia

Sanificazione ambienti nei comuni

Parma e provincia

Reggio Emilia e provincia

Modena e provincia

Bologna e provincia

Piacenza e provincia

Sanificazione ambienti: tutti gli interventi

Domande frequenti

Qual è la differenza tra sanificazione e disinfezione?

La disinfezione ha un compito preciso: distruggere o inattivare i microrganismi patogeni. La sanificazione è più ampia e può comprendere pulizia, disinfezione e disinfestazione, oppure interventi sul microclima del locale. Una disinfezione può quindi essere una parte di una sanificazione.

Fate anche sanificazioni in giornata o nei festivi?

Lavoriamo solo su appuntamento, perché serve vedere i locali e preparare il lavoro. Non è un servizio per le emergenze. Il giorno lo concordiamo insieme, tenendo conto di quando i locali possono restare vuoti.

Quanto dura l’effetto di una sanificazione?

Non c’è una durata che valga per tutti. L’effetto riguarda il momento del trattamento e cala man mano che il locale viene usato. Più il locale è frequentato, più contano le pulizie quotidiane e il ricambio d’aria.

L’ozono è la soluzione migliore?

Dipende dal locale, e non sempre è la scelta adatta. L’ozono è irritante per le vie respiratorie, perciò la stanza deve restare vuota durante il trattamento e va ventilata prima di rientrare. Inoltre non toglie lo sporco: la pulizia va fatta comunque.

La sanificazione è obbligatoria per la mia attività?

La legge chiede ai datori di lavoro di tenere i luoghi di lavoro regolarmente puliti, per assicurare condizioni igieniche adeguate, e alle attività alimentari regole di igiene e autocontrollo. Una sanificazione periodica con frequenza fissa non è detto che sia prevista nel tuo caso. Chiedi conferma al consulente della tua attività.

Devo uscire di casa durante il trattamento?

Dalle stanze trattate sì, per il tempo indicato dal prodotto usato, insieme agli animali. Spesso non serve lasciare tutta la casa, ma dipende da quante stanze sono coinvolte e da come circola l’aria. Te lo diciamo durante il sopralluogo.

Fonti

Ti serve una sanificazione?

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