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Elettricista 24 ore su 24: guasti, quadri e impianti in Emilia

Corrente che salta, casa al buio, odore di bruciato: quando chiamare subito, cosa fare in sicurezza nei primi minuti e come lavoriamo, dal preventivo alla dichiarazione di conformità.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

Il nostro elettricista interviene 24 ore su 24, festivi compresi, nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza. Ci chiami quando la corrente salta, la casa resta al buio o una presa si annerisce, ma anche per un quadro da rifare, prese nuove o un impianto da mettere a norma.

Se senti odore di bruciato o vedi fumo uscire da una presa, togli corrente dall’interruttore generale, se puoi farlo senza rischi, e leggi i primi passi qui sotto. Se ci sono fiamme, esci e chiama il 112.

Guasti urgenti e impianti su misura: cosa fa il nostro elettricista

Le urgenze più frequenti sono queste:

Poi ci sono i lavori da programmare: il quadro elettrico da sostituire, il rifacimento dell’impianto elettrico, prese e punti luce in più, illuminazione, citofoni, automazioni dei cancelli, aumento di potenza del contatore elettrico e documenti come la dichiarazione di rispondenza. Per motorizzare le tapparelle c’è la pagina sulla riparazione delle tapparelle.

Quando la corrente è un pericolo e quando può aspettare

Cosa succedeCosa fare
Odore di bruciato, fumo o scintille da prese, ciabatte o quadroUrgenza: togli corrente dal generale se puoi; con fumo o fiamme esci e chiama il 112
Presa o interruttore caldi, anneriti o che sfrigolanoUrgenza: non usarli e togli corrente a quella linea
Acqua su prese, quadro o elettrodomesticiUrgenza: non toccare nulla di bagnato
Il salvavita scatta e non si riarma piùUrgente se restano fermi frigorifero, riscaldamento o pompe
Casa al buio, ma anche i vicini e la via sono senza luceGuasto della rete: chiama il numero guasti del distributore, in bolletta
Una sola presa o un punto luce non funzionaPuò aspettare l’orario normale
Il salvavita scatta ogni tanto, di solito con la pioggiaDa far controllare presto, su appuntamento
Impianto vecchio, prese senza terra, quadro piccoloLavoro da programmare con un preventivo

Salvavita, odore di bruciato, acqua: cosa fare nei primi minuti

  1. Il salvavita è scattato. Riarmalo una volta. Se scatta subito di nuovo, stacca le spine degli elettrodomestici e riprova. Se hai più interruttori, abbassali tutti, riarma il salvavita e rialzali uno alla volta: quello che lo fa scattare è la linea con il guasto, da lasciare spenta. C’è una guida su perché il salvavita continua a scattare.
  2. Il contatore ha staccato. Se è successo mentre avevi molti apparecchi accesi, spegnine qualcuno e riarma il contatore. Se stacca anche con pochi carichi, chiamaci.
  3. Senti odore di bruciato. Non toccare la presa o l’apparecchio. Abbassa il generale dal quadro, se è asciutto e raggiungibile. Non buttare acqua su apparecchi sotto tensione.
  4. C’è acqua vicino all’impianto. Se il quadro è all’asciutto, abbassa il generale con le mani asciutte. Se per arrivarci devi camminare nell’acqua, non farlo: esci e chiama il 112.
  5. Una persona ha preso la scossa e resta attaccata. Non toccarla: togli corrente dal generale e chiama subito il 112.

Come lavoriamo su un guasto elettrico

Al telefono ti chiediamo cosa è successo, quali stanze sono senza corrente e che cosa era acceso. Una foto del quadro su WhatsApp ci dice molto su com’è fatto l’impianto. Ti diamo una stima dei tempi e, quando il guasto è chiaro, una prima idea del costo.

Sul posto mettiamo in sicurezza la linea guasta e cerchiamo la causa con misure strumentali, linea per linea, invece di cambiare pezzi a tentativi. Un salvavita che scatta può dipendere da un elettrodomestico, da una scatola piena d’acqua o da un cavo rovinato: trovare il punto giusto evita di ripresentarsi.

Prima di iniziare ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice. Se l’impianto è troppo vecchio per una riparazione sicura, te lo diciamo chiaramente e ti spieghiamo le alternative, dal rifacimento di una sola linea a quello completo.

Alla fine proviamo il salvavita con il suo tasto di prova, ridiamo corrente e controlliamo le linee interessate. Rilasciamo fattura o ricevuta e, per gli impianti, la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Prezzi dell’elettricista: da cosa dipende il conto

Le voci che pesano sono quasi sempre le stesse:

  • l’orario, perché di notte, la domenica e nei festivi si applicano le maggiorazioni del listino;
  • il tipo di guasto: riarmare una protezione è veloce, trovare una dispersione su un impianto vecchio può richiedere più tempo;
  • i materiali, da una presa a un interruttore differenziale o a un tratto di cavo;
  • l’accesso: un cavo che corre in una canalina a vista si sostituisce prima di uno murato in un tubo schiacciato.

Il listino completo, con le maggiorazioni, è nella pagina dei prezzi. Come si forma un conto, voce per voce, lo spieghiamo nella pagina su quanto costa un elettricista.

Dichiarazione di conformità, di rispondenza e aumento di potenza

Gli impianti elettrici degli edifici seguono il decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37, il DM 37/08. Comprende l’impianto elettrico vero e proprio, la protezione dai fulmini, l’automazione di porte e cancelli. Il decreto regola anche antenne e impianti elettronici per segnali tv, telefono e dati, compresi quelli di sicurezza.

Le regole che ti riguardano più spesso:

  • chi fa il lavoro: installazioni, trasformazioni, ampliamenti e manutenzione straordinaria vanno affidati a imprese abilitate. Ogni impresa dichiara per quali tipi di impianto, cioè per quali lettere del decreto, è abilitata: chiedilo prima di affidare il lavoro;
  • regola dell’arte: un impianto realizzato secondo le norme tecniche, per l’elettrico quelle del CEI, si considera eseguito a regola d’arte;
  • progetto: per installare, trasformare o ampliare l’impianto di casa serve il progetto di un professionista quando la potenza impegnata supera i 6 kW o l’abitazione supera i 400 metri quadrati, e sempre per le utenze condominiali; negli altri casi basta lo schema preparato dal responsabile tecnico dell’impresa;
  • dichiarazione di conformità: a fine lavori l’impresa la rilascia al committente; se l’impianto è rifatto solo in parte, riguarda la parte rifatta;
  • dichiarazione di rispondenza: per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto, se la dichiarazione di conformità manca o non si trova più, può sostituirla una dichiarazione di rispondenza, rilasciata dopo sopralluogo e verifiche da un professionista iscritto all’albo o, per gli impianti che non richiedono il progetto di un professionista, dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata, in entrambi i casi con almeno cinque anni di esperienza nel settore;
  • aumento di potenza: se lo chiedi dopo lavori sull’impianto, o se arrivi a 6 kW, devi consegnare al distributore o al venditore copia della dichiarazione di conformità o di rispondenza.

Per gli impianti di casa realizzati prima del 13 marzo 1990 il decreto considera adeguato l’impianto se ha almeno sezionamento e protezione dalle sovracorrenti all’inizio della linea, protezione contro i contatti diretti e indiretti, oppure un differenziale da non più di 30 milliampere. Per compravendite e affitti, il consiglio è sentire il notaio o l’agenzia su quali documenti servono.

Impianti vecchi, temporali e linee aeree: il contesto emiliano

  • Centri storici. Nei palazzi antichi gli impianti sono cresciuti a strati: tratti senza terra, cavi vecchi infilati in tubi pieni, quadri piccoli. Molti guasti partono dalle scatole di derivazione più vecchie.
  • Condomini degli anni '60 e '70. Impianti nati per pochi elettrodomestici reggono a fatica piano a induzione, climatizzatori e pompe di calore: il contatore stacca e i cavi scaldano.
  • Case riparate dopo il sisma del 2012. Nella Bassa modenese, reggiana e bolognese molte case sono state consolidate: dove l’impianto non è stato rifatto, conviene una verifica.
  • Allagamenti. Dopo un’alluvione la corrente si ridà solo quando quadro, prese basse e scatole sono asciutti e controllati.
  • Collina e montagna. Temporali e fulmini colpiscono linee aeree, caldaie e motori dei cancelli; neve e vento interrompono le linee che servono le frazioni. Gli scaricatori di sovratensione, installati nel quadro, proteggono gli apparecchi più delicati.
  • Negozi, laboratori e capannoni lavorano spesso in trifase, con macchine e celle che non possono restare ferme a lungo.

Per zone servite e tempi stimati guarda le pagine dell’elettricista a Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza. Di notte e nei festivi vale il pronto intervento H24.

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Domande frequenti

Perché il salvavita scatta di notte o quando piove?

Spesso c’è una dispersione, cioè corrente che finisce verso terra attraverso l’umidità: prese esterne, scatole in giardino, pompe in cantina, luci del portico. Con la pioggia o l’umidità notturna l’isolamento cede e il salvavita interviene. Non è un capriccio dell’interruttore: va cercata la linea, come spieghiamo nella pagina sulla dispersione di corrente.

Resto senza corrente di notte: venite?

Sì, rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi. Prima guarda se anche i vicini sono al buio: in quel caso il guasto è sulla rete e va chiamato il distributore. Se il problema è solo in casa tua, chiamaci: la maggiorazione notturna te la diciamo prima di partire.

Ho comprato casa e manca la dichiarazione di conformità: cosa posso fare?

Se l’impianto è stato eseguito prima del 27 marzo 2008, data di entrata in vigore del DM 37/08, la dichiarazione mancante può essere sostituita da una dichiarazione di rispondenza, rilasciata dopo un sopralluogo e le verifiche del caso. Se l’impianto è più recente o è stato modificato, la strada passa dalla verifica e, quando serve, dal rifacimento delle parti non conformi. Ne parliamo nella pagina sulla certificazione dell’impianto elettrico.

Posso aumentare la potenza del contatore senza toccare l’impianto?

La richiesta si fa al venditore di energia. Prima, però, conviene capire se cavi e protezioni reggono la potenza in più. Se arrivi a 6 kW, o se l’aumento segue lavori sull’impianto, il distributore o il venditore chiede copia della dichiarazione di conformità o di rispondenza.

Dopo un temporale il salvavita non si riarma: cosa faccio?

Stacca le spine degli apparecchi, soprattutto quelli collegati anche all’antenna o alla rete, e prova a riarmare una volta. Se non tiene, lascia tutto spento e chiamaci: un fulmine vicino può danneggiare linee, schede e protezioni. Per il futuro valuta uno scaricatore di sovratensione nel quadro.

Una presa è calda o annerita: posso usarla finché non arrivate?

No. Una presa che scalda ha un contatto allentato o è sovraccarica, e può prendere fuoco. Stacca quello che c’è collegato senza toccare le parti annerite, togli corrente a quella linea e non usarla fino alla riparazione.

Fonti

  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – art. 1 (impianti elettrici, protezione dalle scariche atmosferiche, automazione di porte e cancelli, impianti elettronici), art. 2 (ordinaria manutenzione), art. 3 (imprese abilitate), art. 5 (progetto oltre 6 kW o 400 m² e per le utenze condominiali), art. 6 (regola dell’arte, norme CEI, requisiti degli impianti prima del 13 marzo 1990), art. 7 (dichiarazione di conformità e di rispondenza), art. 8 (aumento di potenza e documenti al distributore); entrata in vigore il 27 marzo 2008.

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