Cortocircuito a Fiorano Modenese: quando il rivestimento nuovo incontra i cavi vecchi
Nel distretto della piastrella si rifanno spesso bagni e cucine, e trapani, flessibili e tagliapiastrelle ad acqua lavorano a pochi centimetri dai cavi. Molti cortocircuiti nascono lì: come riconoscerli e cosa fare.
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Un colpo secco, una piccola fiammata dalla presa del bagno, la casa al buio: chi a Fiorano Modenese sta rifacendo il rivestimento conosce bene questa scena. Qui le piastrelle sono di casa, e rinnovare bagno e cucina è un lavoro frequente. Ma un rivestimento nuovo vuol dire forare, tagliare, scalpellare intonaci vecchi, e i cavi dell’impianto sono spesso proprio lì sotto.
Come si riconosce un cortocircuito e cosa fare nei primi minuti è spiegato nella pagina sul cortocircuito. Qui ci concentriamo sui casi che vediamo più spesso nel comune.
Trapano e scalpello: i cavi che corrono dove non te li aspetti
Negli impianti fatti decenni fa i cavi non seguono sempre i percorsi che ci si aspetta oggi, cioè dritti in verticale e in orizzontale dalle scatole. A volte tagliano in diagonale, a volte sono in tracce poco profonde, coperte da pochi centimetri di intonaco. Quando si tolgono le vecchie piastrelle con lo scalpello elettrico, o si fora per fissare un mobile o un sanitario sospeso, il ferro incontra il rame.
Se succede, non toccare il punto e non ritirare la punta del trapano con la corrente inserita: abbassa il generale. Poi non riarmare finché il cavo non è stato controllato. Un cavo forato, anche se dopo la luce torna, ha l’isolante rovinato e può scaldare nel tempo. Si interrompe il tratto, si inserisce una scatola di giunzione accessibile o si rifà la linea.
Il tagliapiastrelle ad acqua attaccato alla presa di casa
Nei cantieri domestici capita di vedere il tagliapiastrelle ad acqua, la smerigliatrice o la miscelatrice per la colla attaccati a una ciabatta, magari nella stessa stanza dove si lavora con acqua e boiacca. L’acqua che schizza sulla presa, una prolunga calpestata e schiacciata, un cavo dell’attrezzo spellato: sono le condizioni perfette per un corto, e per una scossa.
Chi lavora in casa, anche per pochi giorni, dovrebbe alimentare gli attrezzi da un quadretto di cantiere con il suo differenziale, o almeno da una presa protetta lontana dai punti bagnati. E se un attrezzo provoca lo scatto, non va riattaccato «per vedere se lo rifà»: va controllato.
Cucine rifatte: piano a induzione, forno e una sola linea
Quando si rinnova la cucina, spesso si cambia anche il modo di cucinare: arriva il piano a induzione, si aggiunge un forno nuovo, magari la lavastoviglie si sposta. Se l’impianto è rimasto quello vecchio, con una linea sola per tutta la cucina, i collegamenti fatti in fretta dietro i mobili, con morsetti volanti o prese multiple, diventano punti deboli. Un morsetto allentato scalda, l’isolante si cuoce e un giorno va in corto.
Il segnale arriva prima: odore di bruciato vicino ai mobili, una presa annerita, l’interruttore che salta quando cucini con più fuochi. Fallo controllare prima che diventi un corto. Sul piano a induzione e sulla linea dedicata ne parliamo nella pagina sull'impianto elettrico dell’appartamento.
Dopo il corto: cosa guardiamo prima di ridare corrente
Dopo un cortocircuito non basta rialzare l’interruttore. Cerchiamo il punto: la presa bruciata, il cavo forato, la giunzione scaldata. Misuriamo l’isolamento della linea, cioè quanto il cavo è ancora integro, e controlliamo che l’interruttore magnetotermico abbia fatto il suo lavoro. Se la protezione non è scattata e c’è stata una fiammata, è un segnale serio: il quadro va rivisto.
Se il lavoro tocca l’impianto in modo importante, a fine intervento rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta: serve anche quando vendi o affitti.
Per chi sta ristrutturando a Fiorano
Se il corto è avvenuto durante i lavori, dicci al telefono che attrezzo era collegato, dove si stava forando e se il resto della casa ha corrente. Se hai già un’impresa in casa, organizziamo il controllo prima che si chiudano tracce e si posino le piastrelle sopra i cavi: rifare dopo costa molto di più. Ti diamo una cifra, o almeno una forbice, prima di iniziare. Puoi chiamarci in qualsiasi momento, anche nei giorni festivi.
Il comune è descritto nella pagina di Fiorano Modenese; per il capoluogo c’è l'elettricista a Modena, e tutti i servizi sono nella sezione elettricista.
Altre urgenze a Fiorano Modenese
Domande frequenti
Ho forato un cavo mentre montavo il mobile del bagno: posso riarmare?
No. Abbassa il generale, lascia la punta dov’è finché non c’è più tensione e chiama un elettricista. Anche se il cavo sembra intatto, l’isolante può essere danneggiato e scaldare. Il tratto va controllato e riparato con una giunzione accessibile o rifatto.
Il piastrellista ha fatto saltare la corrente con il tagliapiastrelle: è grave?
Dipende da cosa è successo: acqua sulla presa, prolunga danneggiata o guasto dell’attrezzo. Fai staccare l’attrezzo e controlla presa e prolunga prima di riprovare. Per il resto dei lavori conviene un quadretto di cantiere con il suo differenziale.
Dopo il corto c’è odore di bruciato ma non vedo niente: cosa faccio?
Tieni staccata la linea interessata e cerca con il naso vicino a prese, interruttori e scatole. Non aprire le scatole da solo. Se l’odore viene dal quadro o persiste, chiamaci subito: un collegamento che ha scaldato può essere dietro un mobile o dentro il muro.
Fonti
- Fiorano Modenese – Wikipedia – cuore del distretto industriale della piastrella, sviluppo industriale ed edilizio dagli anni Sessanta
- Normattiva – Decreto ministeriale 22 gennaio 2008, n. 37 – regole sugli impianti negli edifici e dichiarazione di conformità

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