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Impianto elettrico per l’appartamento: cosa serve in casa e cosa cambia in condominio

In un appartamento l’impianto elettrico va pensato stanza per stanza ma dentro le regole del condominio. Ecco le parti dell’impianto, le dotazioni minime e le stanze con più vincoli.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

L’impianto elettrico di un appartamento parte dal contatore, arriva con il montante fino al quadro di casa e da lì si divide in circuiti per luci, prese e grandi elettrodomestici. Va pensato stanza per stanza, ma dentro i limiti del condominio: le parti comuni non si toccano senza l’amministratore e alcune scelte dipendono dall’impianto del palazzo. Qui trovi com’è fatto l’impianto di casa, le dotazioni che chiede la norma e i punti in cui un appartamento è diverso da una casa indipendente.

Per tutti gli altri lavori, dai guasti alle prese nuove, c’è la pagina del nostro servizio di elettricista.

Dal contatore al quadro: com’è fatto l’impianto di casa

  • Contatore. È del distributore di energia ed è il punto di consegna: lì comincia il tuo impianto. In molti condomini i contatori sono riuniti al piano terra o in cantina.
  • Montante. È la linea che porta la corrente dal contatore al tuo appartamento, ed è tua. Nei palazzi più vecchi può essere sottile, pensata per i consumi di allora.
  • Interruttore generale e quadro. La norma CEI 64-8 vuole in ogni abitazione uno o più quadri e un interruttore generale facilmente raggiungibile da chi ci abita. Nel quadro ci sono salvavita e magnetotermici, uno per circuito: come si legge lo spieghiamo nella pagina sul quadro elettrico.
  • Circuiti. Ogni circuito parte da un interruttore del quadro e alimenta un gruppo di punti: le luci della zona notte, le prese del soggiorno, la lavatrice.

Per gli impianti nuovi e i rifacimenti completi la norma chiede che montante e interruttore generale reggano almeno 6 kW, salvo impedimenti dell’edificio. È il primo dato da controllare se vuoi passare al piano a induzione o a una pompa di calore.

Quante prese, punti luce e circuiti servono in un appartamento

La norma CEI 64-8 dedica un capitolo agli ambienti residenziali e fissa tre livelli di dotazione: il livello 1 è il minimo, il 2 aggiunge punti e servizi, il 3 è quello con la domotica. Le quantità dipendono dalla superficie dell’appartamento e di ogni stanza: una camera grande ha più prese di una piccola, e il numero di circuiti cresce con i metri quadri. La tabella la commentiamo nella guida sui livelli dell’impianto elettrico.

Alcune regole valgono a ogni livello:

  • accanto a ogni presa TV, telefono o dati ci vuole almeno una presa di corrente;
  • la protezione differenziale va divisa su almeno due circuiti, così un guasto non spegne tutta la casa;
  • gli apparecchi fissi sopra 1000 W, come piano cottura elettrico, scaldacqua o condizionatori, hanno un circuito dedicato;
  • i cavi devono restare sfilabili, cioè sostituibili senza rompere i muri;
  • il comando della luce va vicino alla porta della stanza.

Se vuoi solo aggiungere qualche punto senza rifare tutto, guarda la pagina sull'installazione di nuove prese.

Cucina e bagno, le stanze con più regole

In cucina la potenza si concentra in pochi metri: forno, lavastoviglie, frigorifero e piccoli elettrodomestici sul piano di lavoro. Servono prese all’altezza del piano, l’alimentazione della cappa e linee separate per gli apparecchi più potenti. Anche se oggi cucini a gas, la norma chiede di predisporre almeno il tubo per un futuro piano a induzione. Se l’induzione è già in programma, controlla prima potenza del contratto e montante: ne parliamo nella guida al piano a induzione.

In bagno acqua e corrente convivono. La norma divide lo spazio intorno a vasca e doccia in zone dove prese, interruttori e apparecchi sono vietati o limitati, secondo la distanza. Se in bagno c’è la lavatrice, tieni presente che per i circuiti di lavatrici e condizionatori fissi la norma raccomanda differenziali di tipo F, più adatti agli apparecchi con motore a inverter e meno soggetti a scatti senza guasto. Spostare una presa in bagno «di pochi centimetri» non è mai un lavoro da fare da soli.

Cosa cambia quando l’appartamento è in condominio

In condominio alcune parti dell’impianto non sono solo tue:

  • impianto di terra: dispersore e montante di terra servono tutti gli appartamenti;
  • locale contatori e montanti: passano per scale, cavedi e cantine comuni;
  • citofono e videocitofono: dipendono dall’impianto del palazzo;
  • luci delle scale e servizi comuni: hanno un loro quadro e un loro contatore.

Per i lavori su queste parti serve l’amministratore, e per l’impianto delle utenze condominiali il DM 37/08 chiede sempre il progetto di un professionista. Per il tuo appartamento, invece, il progetto lo firma un professionista di regola oltre 6 kW di potenza impegnata o 400 m²; sotto, lo prepara il responsabile tecnico dell’impresa.

Quando rifai l’impianto di un appartamento in condominio, le dotazioni per TV, citofono e videocitofono previste dai livelli non contano se sono incompatibili con l’impianto condominiale esistente. Per i guasti al citofono condiviso c’è la pagina sul citofono.

Appartamenti datati: i casi tipici in Emilia

Nei centri storici capita di trovare impianti rifatti a pezzi nel tempo: un quadro moderno accanto a linee vecchie, prese nuove su fili in tela. Nei condomini degli anni '60 e '70 delle prime periferie si incontrano montanti sottili, camere senza filo di terra e un solo salvavita per tutto. Da fuori non si vede: per questo, prima di comprare o ristrutturare, conviene una verifica con misure.

Dopo la verifica si sceglie tra rifacimento o adeguamento. Nei palazzi storici, come quelli del centro di Bologna, contano anche muri, soffitti decorati e vincoli, che decidono dove possono passare tubi e cavi.

Come lavoriamo in un appartamento

Al sopralluogo guardiamo quadro, montante, terra e potenza del contratto, poi ascoltiamo come usi la casa. Proponiamo il livello di dotazione e lo schema delle linee, con le opere murarie necessarie. Durante i lavori vanno protetti pianerottolo, scale e ascensore, e gli stacchi di corrente si concordano con te e, se serve, con i vicini. A fine lavori rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta, con lo schema dell’impianto che ne fa parte.

Quanto costa l’impianto elettrico di casa

Contano metri quadri, numero di stanze, livello scelto, stato di montante e quadro e quante tracce servono. Un bilocale e un quadrilocale non differiscono solo per i metri: cambiano circuiti, prese e componenti del quadro.

Il listino aggiornato è anche nella pagina prezzi. Dopo il sopralluogo ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Dove interveniamo per impianto elettrico per appartamento

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

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Domande frequenti

Sono in affitto: posso far modificare l’impianto elettrico?

Serve il consenso del proprietario, perché l’impianto è suo e la dichiarazione di conformità resterà con la casa. Accordati prima con lui, meglio per iscritto. Per gli aspetti del contratto chiedi consiglio a un’associazione degli inquilini o a un legale.

Quanti kW servono per un appartamento?

Dipende dagli apparecchi e da quanti ne usi insieme: con piano a induzione, pompa di calore o auto elettrica può servire un contratto più alto di quello standard. Per un impianto nuovo o rifatto la norma chiede montante e interruttore generale per almeno 6 kW; la potenza del contratto si sceglie poi con il venditore. Ne parliamo nella guida su quanta potenza ti serve davvero.

Il quadro elettrico deve stare per forza all’ingresso?

No. La norma chiede un interruttore generale facilmente accessibile a chi abita la casa. Spesso si mette all’ingresso perché è vicino all’arrivo del montante, ma conta soprattutto che si raggiunga in fretta, anche al buio.

Le luci di emergenza servono anche in casa?

La norma CEI 64-8 prevede nelle abitazioni alcuni dispositivi per l’illuminazione di sicurezza, il cui numero cresce con la superficie e con il livello: servono a muoversi se manca la luce. Vanno bene anche le lampade estraibili da usare come torcia, non quelle alimentate con una spina.

Posso aggiungere prese senza rifare l’impianto?

Sì, se linea e quadro lo permettono: il tecnico controlla sezione dei cavi, protezioni e spazio nei tubi. È un ampliamento dell’impianto, quindi a fine lavoro si rilascia la dichiarazione di conformità per la parte nuova.

Fonti

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