Cortocircuito a Rubiera: lavori nei palazzi del borgo, prese stanche e cavi mobili nei capannoni
A Rubiera un corto nasce spesso durante una ristrutturazione nei palazzi del borgo, da prese e spine consumate nelle case del boom o da cavi mobili nei capannoni. Cosa fare nei primi minuti e cosa no.
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Un botto secco, una scintilla dalla presa, il magnetotermico che scatta e un leggero odore di plastica: a Rubiera, come ovunque, sono i segni di un cortocircuito. Il primo gesto è lasciare abbassato l’interruttore che è scattato e staccare la spina dell’apparecchio coinvolto, se lo puoi fare senza toccare parti annerite. Se vedi fumo o fiamme, esci e chiama il 112.
Come riconoscere un corto e distinguerlo da un sovraccarico lo spiega la guida al cortocircuito. Qui guardiamo le situazioni che capitano più spesso a Rubiera; per frazioni e zone c’è la scheda del comune.
Lavori nel borgo: il trapano che trova un cavo fuori posto
Molti palazzi storici del centro, lungo la via Emilia, sono stati restaurati e divisi in appartamenti. Nei muri antichi i cavi non corrono sempre in verticale o in orizzontale rispetto a prese e interruttori, come prevede la buona regola di oggi: chi ha rifatto l’impianto anni fa ha seguito il percorso più comodo nella muratura. Così basta un foro per una mensola per tranciare un conduttore.
Se succede, non toccare il tassello né la punta rimasta nel muro, lascia giù l’interruttore e non riattivare quella linea. Il punto colpito va aperto e il cavo giuntato a regola d’arte in una scatola ispezionabile, oppure sostituito. Prima di forare, nelle case del borgo, un rilevatore di cavi da pochi euro evita la maggior parte di questi incidenti.
Case degli anni del boom: spine annerite e ciabatte in cascata
Dagli anni '60 Rubiera è cresciuta con le fabbriche, e con loro le palazzine e le villette per chi ci lavorava. In molte di queste case le prese sono poche rispetto agli apparecchi di oggi, e la soluzione è diventata una catena di ciabatte e adattatori. Una spina che scalda in una presa allentata, o un adattatore che porta più corrente di quanta ne regga, finisce per annerire i contatti: è lì che nasce il corto.
Se trovi una presa scura o deformata, non usarla più e non nasconderla dietro un mobile. Va sostituita, e conviene chiedersi se quella stanza ha bisogno di prese in più. I rischi delle multiprese sono spiegati nell’articolo su ciabatte e multiprese.
Capannoni e magazzini: cavi mobili e prese industriali
Nei capannoni del distretto ceramico i cavi mobili, le prolunghe dei reparti e le prese industriali lavorano in condizioni dure: vengono trascinati, calpestati, a volte schiacciati dalle ruote di un carrello elevatore. Un isolamento tagliato mette a contatto i conduttori, e la protezione stacca un’intera linea di lavoro.
In questi casi il corto si cerca a valle della protezione scattata: si scollegano le utenze una alla volta e si misura la linea. Un cavo mobile danneggiato non va riparato con il nastro, ma sostituito. Al telefono dicci quale quadro è sceso e cosa è collegato a quella linea.
Odore di bruciato senza un colpevole evidente
A volte il corto non è un botto ma un odore persistente di bruciato, con un interruttore che scatta ogni tanto. Può venire da una scatola di derivazione dove due fili si toccano appena, da un portalampada surriscaldato o da un morsetto allentato nel quadro. Spegni la linea sospetta, annusa vicino a prese e scatole e non riaccendere finché il punto non è trovato. Le indicazioni per quando l’odore viene dal quadro sono nell’articolo sull'odore di bruciato dal quadro.
Puoi chiamarci a qualsiasi ora, festività comprese, e ti diciamo il prezzo prima di iniziare, oppure una forbice. A lavoro concluso, se è dovuta, rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08. Per chi abita in città c’è la pagina dell'elettricista a Reggio Emilia; il ventaglio dei lavori elettrici è nel servizio di elettricista.
Altre urgenze a Rubiera
Domande frequenti
Ho forato il muro di casa nel borgo ed è saltata la corrente: posso riattivarla?
Riattiva solo le altre linee, se il quadro le separa. Quella colpita lascia abbassata e non toccare la punta nel muro. Il cavo tranciato va riparato in una scatola accessibile o sostituito: non chiudere il buco con lo stucco.
La spina della stufetta è annerita: basta cambiare la spina?
No, se anche la presa è scura va cambiata insieme alla spina, perché i contatti rovinati scaldano di nuovo. E se la stufetta resta collegata per ore su una ciabatta, è il momento di darle una presa dedicata.
In capannone salta sempre la stessa linea quando passa il carrello: c’entra?
Probabilmente sì: un cavo o una presa schiacciati dal carrello possono andare in corto ogni volta che vengono mossi. Isola la linea e falla controllare; un cavo mobile danneggiato va sostituito, non nastrato.
Fonti
- Wikipedia – Rubiera – palazzi storici del centro restaurati; fabbriche dagli anni '60; distretto ceramico.
- Normattiva – DM 22 gennaio 2008, n. 37 – regolamento sugli impianti negli edifici e dichiarazione di conformità.

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