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Cortocircuito a Monte San Pietro: cavi rosicchiati nei fienili, chiodi nei muri di sasso, prolunghe in cantina

Nelle case tra i boschi i roditori rosicchiano i cavi nei sottotetti, nei cantieri delle coloniche un chiodo trova la linea, in cantina le prolunghe stanno sul pavimento bagnato. Come riconoscere il corto e metterti al sicuro.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Un colpo secco, l’interruttore che scatta all’istante e, a volte, un odore di plastica bruciata: è il quadro tipico di un cortocircuito. Prima di tutto la sicurezza. Se vedi fumo o fiamme non usare acqua, stacca il generale solo se puoi farlo senza avvicinarti al punto e, se il fuoco non si spegne da solo, chiama il 115. Segnali, cause e prime mosse sono nella pagina sul cortocircuito in casa. Qui guardiamo alle cause che a Monte San Pietro hanno una storia propria.

Ghiri e topi nei sottotetti delle case di bosco

Molte case sparse del comune confinano con il bosco. D’autunno ghiri, topi e talvolta faine cercano riparo nei sottotetti, nelle intercapedini e nei fienili ristrutturati, e per farsi i denti rosicchiano quello che trovano, cavi elettrici compresi. Quando la guaina sparisce e due conduttori si toccano, il magnetotermico scatta: è un corto vero, non un falso allarme.

I segni sono rumori nel soffitto la sera, escrementi in soffitta, un circuito che salta sempre allo stesso modo, magari quello delle luci del piano alto. Non riarmare più volte: un cavo spellato in mezzo a paglia, nidi o isolanti può scaldarsi prima che la protezione intervenga. Si chiude il circuito, si individua il tratto e lo si rifà in un tubo protettivo che i roditori non riescono a mordere.

Ristrutturazioni nelle coloniche: il chiodo che trova la linea

Nei muri di sasso e mattoni delle case coloniche i cavi corrono spesso dove nessuno se lo aspetta: tracce fatte decenni fa, tubi passati in diagonale per evitare una pietra, linee aggiunte durante i lavori di recupero. Basta un chiodo per un quadro, un tassello per una mensola o il foro per una zanzariera per arrivare dritti sul cavo.

Se dopo una foratura salta la corrente, non togliere subito la punta dal muro e non riarmare: lascia il circuito spento e chiamaci. Con un cercafili si segue il percorso del cavo e si capisce se basta una giunzione in una scatola nuova o se il tratto va sostituito. Prima di forare, la prossima volta, un rilevatore di linee costa poco ed evita il problema.

Cantine, vendemmia e prolunghe sul pavimento bagnato

In un comune dove tutto il territorio è zona del Pignoletto, in molte cantine di casa si lavora con pompe da travaso, idropulitrici, piccole presse elettriche. Spesso sono collegate con prolunghe e ciabatte appoggiate a terra, su pavimenti che durante i lavaggi restano bagnati. Una spina che finisce in una pozza, o un cavo schiacciato da una damigiana, possono provocare un corto o una dispersione.

Le regole sono semplici: prese fisse in alto, protette dagli spruzzi, prolunghe per esterni srotolate del tutto e tenute sollevate da terra, nessuna ciabatta collegata a un’altra. Se in cantina servono attrezzi elettrici per tutta la stagione, conviene una linea dedicata con un suo differenziale, così un guasto lì non lascia al buio la casa.

Luci del giardino e prese esterne sui viali lunghi

Le ville e le case di crinale hanno spesso viali lunghi illuminati da lampioncini e faretti, collegati con cavi interrati. Con gli anni le guarnizioni dei corpi illuminanti cedono, entra acqua, e il primo temporale estivo fa scattare il magnetotermico delle luci esterne. A volte si trova un faretto con il vetro annerito: è lì che è avvenuto il corto.

Lascia spento quel circuito finché non lo controlliamo. Per le linee esterne usiamo materiali con un grado di protezione adatto alla pioggia e scatole a tenuta, e verifichiamo che il cavo interrato non sia stato tagliato da un lavoro in giardino.

Dopo il corto: la riparazione e la documentazione

Un cortocircuito lascia quasi sempre un segno: un morsetto fuso, una scatola annerita, un cavo con la guaina bruciata. Lo cerchiamo partendo dal circuito che è scattato, lo ripariamo e controlliamo che le protezioni del quadro siano adatte a quella linea. Se il lavoro modifica l’impianto, rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando la legge la richiede.

Siamo reperibili a ogni ora, anche di domenica. Il costo, o almeno una forbice, lo conosci prima che iniziamo, e ti lasciamo fattura o ricevuta del lavoro.

Le località servite sono nella scheda di Monte San Pietro; per la città c’è la pagina dell'elettricista a Bologna, e l’insieme dei nostri interventi è nella pagina dell'elettricista.

Altre urgenze a Monte San Pietro

Domande frequenti

Sento rumori nel sottotetto e il circuito delle luci salta: è collegato?

Può esserlo: i roditori rosicchiano le guaine e mettono in contatto i fili. Tieni spento quel circuito e fai controllare il tratto nel sottotetto. Insieme alla riparazione conviene chiudere le vie d’ingresso degli animali.

Ho forato il muro e è saltata la corrente: posso riarmare?

No, finché non sai cosa hai toccato. Lascia la punta dove si trova, tieni spento il circuito e chiamaci: dobbiamo capire se il cavo è tagliato o solo ammaccato e ripararlo in una scatola ispezionabile.

La ciabatta della cantina ha fatto una scintilla: devo buttarla?

Sì, e con lei la prolunga se ha la guaina rovinata. Poi controlla la presa a cui era collegata: se è annerita, va sostituita. In una cantina che si bagna servono prese fisse, protette e collegate a una linea con differenziale.

Fonti

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