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Allagamento a Castelfranco Emilia: la rotta del Panaro, le risorgive e il piano terra

Nel dicembre 2020 il Panaro ha allagato circa 15 km² tra Castelfranco e Nonantola. Cosa significa per chi abita qui, come ci si prepara nelle corti e nelle frazioni e cosa fare quando l’acqua è già entrata.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

La mattina del 6 dicembre 2020 il Panaro ruppe l’argine destro, e secondo Arpae l’acqua coprì circa 15 chilometri quadrati, da Castelfranco Emilia fino a Nonantola. Per chi abita nella parte nord del comune quella domenica è ancora un ricordo vivo: case isolate, campagne sommerse, centinaia di persone fuori casa nei comuni colpiti. Non capita ogni inverno, ma è il motivo per cui qui conviene avere le idee chiare su cosa fare quando l’acqua entra.

Le mosse dei primi minuti, dal rubinetto generale alla sicurezza elettrica, sono nella pagina sull'allagamento in casa. Qui trovi cosa cambia a Castelfranco.

Il territorio che raccoglie acqua: Panaro, canali e risorgive

Castelfranco è in piena pianura, ma non è un terreno asciutto. Il territorio è ricco d’acqua, con risorgive, cioè punti dove la falda affiora da sola, e una rete di canali che attraversa i campi. In certi periodi l’umidità sale nei locali bassi anche senza una goccia di pioggia, e nei mesi piovosi chi ha un seminterrato lo sente prima degli altri.

Questo cambia il modo di leggere l’acqua in cantina. Se sale lentamente dal pavimento, limpida, senza odore, viene dal terreno: la soluzione è una pompa con il suo pozzetto. Se arriva scura e con odore di fogna, viene dagli scarichi: serve una valvola antiriflusso. Se scende dall’alto o da un muro con il contatore che gira, è un tubo. Tre cause diverse, tre interventi diversi.

Dopo la rotta: cosa conviene aver cambiato in casa

Chi ha avuto l’acqua in casa nel 2020 ha imparato cosa si rovina per primo: caldaie a basamento, boiler a terra, lavatrici, quadri bassi, pompe. Se abiti nella parte nord del comune, o in una casa con locali al piano terra, conviene pensarci prima di un’altra emergenza. Quando sostituisci un apparecchio, scegli un modello a parete o una posizione più alta. Tieni documenti e foto di famiglia ai piani alti.

Se la tua casa è stata raggiunta e l’impianto è stato solo asciugato, chiedi un controllo delle tubazioni interrate e dei pozzetti: il fango che è entrato allora può aver ridotto la sezione dei tubi, e te ne accorgi solo oggi con uno scarico lento. La guida sulle cantine e le alluvioni nella Bassa raccoglie altri consigli.

Corti tra i frutteti: isolamento, pompe e pozzi

Nelle corti di campagna, in mezzo ai frutteti, un allagamento ha un problema in più: le strade si interrompono prima delle case, e i soccorsi arrivano più lentamente. Se c’è un’allerta per il Panaro, sposta per tempo auto e mezzi agricoli in un punto alto e segui le indicazioni del Comune e della Protezione civile. Non attraversare a piedi o in auto una strada allagata: non vedi quanto è profonda né se il fondo ha ceduto.

Se in corte hai un pozzo, ricorda che l’acqua di piena può entrarci. Dopo un allagamento, non usarla per bere o cucinare finché non è stata analizzata. Per l’autoclave rimasta sott’acqua servono un controllo del motore e dei collegamenti prima di riattivarla: non riaccenderla finché è bagnata. Il tema pozzi è trattato nella guida su pozzo e autoclave nelle case di campagna.

Piumazzo, Manzolino e via Emilia: allagamenti da guasto

Lontano dal Panaro, nelle lottizzazioni di Piumazzo e Manzolino e nei condomini del centro, gli allagamenti più frequenti restano quelli domestici: il flessibile di un lavandino che scoppia, una lavatrice in garage, una caldaia che perde quando la casa è vuota. Se lavori fuori e rientri la sera, le ore passate senza che nessuno se ne accorga fanno la differenza tra una macchia e un pavimento da rifare.

Un rilevatore d’acqua sul pavimento vicino alla lavatrice, oppure un’elettrovalvola che chiude l’acqua automaticamente, sono piccoli investimenti che valgono molto. Chiudi il generale quando parti per più di qualche giorno. Se i piani sotto di te hanno subito danni, avvisa l’assicurazione e l’amministratore con le foto.

Quando l’acqua è in casa a Castelfranco: come ti aiutiamo

Chiamaci in qualunque momento: al telefono ti diciamo cosa chiudere e cosa evitare. Sul posto fermiamo la perdita, togliamo l’acqua con le pompe dove si può, controlliamo sifoni, scarichi e caldaia, e ti diciamo quali apparecchi non riaccendere. Il costo, o una forbice, è chiaro prima di cominciare; la fattura o ricevuta che ti lasciamo descrive il danno e serve per l’assicurazione o per eventuali richieste di contributo.

La scheda di Castelfranco Emilia presenta il comune; per il resto della provincia c’è la pagina dell'idraulico a Modena, per l’elenco dei lavori quella dell'idraulico.

Altre urgenze a Castelfranco Emilia

Domande frequenti

L’acqua in cantina è limpida e non ha odore: da dove arriva?

Probabilmente dal terreno, soprattutto se il contatore è fermo e ha piovuto molto. Serve una pompa con un pozzetto, non una riparazione. Se invece puzza di fogna, viene dagli scarichi; se il contatore gira, è un tubo.

Abito in campagna e c’è allerta per il Panaro: cosa faccio?

Segui le comunicazioni del Comune e della Protezione civile, sposta auto e attrezzi in alto, stacca la corrente nei locali più bassi e tieni pronti documenti e medicine. Se ti dicono di lasciare la casa, fallo prima che le strade si allaghino.

Dopo la piena posso usare l’acqua del pozzo?

Non per bere o cucinare finché non è stata fatta un’analisi. Il pozzo va svuotato e disinfettato. Per l’orto e i lavaggi attendi almeno che l’acqua sia limpida, e chiedi consiglio all’Ausl.

Fonti

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