Sanificazione di uffici e negozi: come organizzarla senza fermare il lavoro
Tastiere, casse e camerini non si trattano come un pavimento. Cosa prevede il D.Lgs. 81/2008, quali punti contano e come fissare il lavoro senza chiudere l’attività.
- Prezzo detto prima di iniziare
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Per organizzare la sanificazione di un ufficio o di un negozio bastano tre scelte: quali punti trattare, in quale momento e con quale prodotto. Tutto il resto segue da lì. La fissiamo su appuntamento, dopo un sopralluogo, in un orario che non ostacoli chi lavora e i clienti.
Il lavoro non sostituisce le pulizie quotidiane: si aggiunge a queste quando c’è un motivo. Per la differenza tra pulizia, disinfezione e sanificazione, vedi la nostra pagina sulla sanificazione di ambienti.
Cosa chiede davvero la legge al datore di lavoro
Il D.Lgs. 81/2008, all’articolo 64, chiede al datore di lavoro di sottoporre luoghi, impianti e dispositivi a «regolare pulitura», per assicurare condizioni igieniche adeguate. La parola usata è questa: pulitura regolare. Non c’è scritta, in quell’articolo, una frequenza per la sanificazione, né un obbligo uguale per ogni ufficio e negozio.
Questo non significa che la sanificazione sia inutile. Significa che la scelta dipende dalla tua attività, dalla valutazione dei rischi e da chi segue la sicurezza in azienda. Se hai dubbi su cosa debba finire nei documenti, chiedilo al tuo consulente per la sicurezza. Regole diverse valgono per chi tratta alimenti: trovi tutto nella pagina su ristoranti e locali alimentari.
I punti che si toccano di più, ufficio per ufficio
Nei luoghi di lavoro lo sporco si concentra in pochi posti. Partire da lì costa meno e serve di più che trattare tutto allo stesso modo.
| Dove | Punti da considerare | Attenzione a |
|---|---|---|
| Scrivanie | Tastiere, mouse, telefoni, braccioli delle sedie | Spegnere i dispositivi; poco liquido, mai spruzzato direttamente |
| Sale riunioni | Tavolo, telecomandi, pulsantiere | Tessuti delle sedie, che assorbono |
| Bagni | Rubinetti, maniglie, asciugamani elettrici | Griglie di aspirazione, spesso dimenticate |
| Area ristoro | Macchinetta del caffè, frigorifero, forno | Niente prodotti sulle parti a contatto con il cibo |
| Ingresso | Maniglie, pulsante dell’ascensore, badge | Sono usati da tutti, anche dai visitatori |
Negozi: cassa, camerini e retro senza finestre
Un negozio ha altri problemi rispetto a un ufficio. La merce esposta non può prendere prodotti, odori o umidità, quindi va coperta o spostata. Tessuti, pelle, carta e cosmetici richiedono una prova preliminare o il trattamento solo delle superfici intorno.
- Cassa e POS: si lavora con un panno leggermente umido, a dispositivi spenti, seguendo le istruzioni del fornitore.
- Camerini: tende, specchi, appendiabiti e panche sono i punti più toccati.
- Retro e magazzino: spesso senza finestre, sono il primo posto dove si accumulano polvere e odori.
- Vetrina: la merce esposta va tolta o coperta, e sui vetri si evitano i prodotti che lasciano aloni.
Nei centri storici dell’Emilia molti negozi sono stretti, sotto i portici, con il retro in locali senza aperture. Qui contano anche il ricambio d’aria e l’umidità: se le pareti del retro si macchiano, vale la pena leggere la pagina sulla muffa sui muri. Se invece l’odore arriva dagli scarichi, serve chiarire prima l'odore dagli scarichi.
Scegliere il momento giusto: chiusure, turni e accessi
La sanificazione di un ufficio richiede che le stanze restino vuote, almeno per il tempo indicato dal prodotto. Conviene quindi pensare a quando il locale è già chiuso.
- Giorno di chiusura o fine settimana. Per i negozi è spesso la scelta più semplice.
- Fuori dall’orario di apertura. Se il prodotto lo permette, si lavora a locale chiuso e si rientra dopo il ricambio d’aria.
- Una zona alla volta. In uffici grandi si procede a piani o a reparti, così l’attività non si ferma del tutto.
- Accessi. In ZTL o in galleria commerciale vanno considerati permessi, orari di carico e regole del centro: facci sapere come funziona da te.
Prima dell’appuntamento avvisa chi lavora lì: cosa succede, quando, con quale prodotto, quando si può rientrare. Tieni anche conto di chi ha allergie o asma.
Se un collega si ammala: a chi chiedere prima di fissare il lavoro
Dopo una malattia in ufficio la richiesta di sanificazione arriva spesso d’istinto. Prima conviene sentire il medico competente, se l’azienda ne ha uno, o chi segue la sicurezza: sono loro a dire se servono misure particolari e quali. Noi ci occupiamo dei locali e non diamo indicazioni sanitarie.
Se si decide di procedere, aiuta sapere quali stanze ha usato quella persona, così il lavoro si concentra lì. Un trattamento non può escludere un contagio e non sostituisce le indicazioni ricevute: vale la pena dirlo con chiarezza anche ai colleghi, per non creare false certezze.
Aria, filtri e ventilazione: la parte che spesso manca
Il decreto che definisce la sanificazione, il DM 274/1997, comprende tra le operazioni anche il controllo del microclima: temperatura, umidità e ventilazione. In un ufficio questo pesa quanto le superfici. Un locale pulito ma con aria ferma resta un locale poco piacevole.
Due controlli semplici possono già aiutare: finestre che si aprono davvero, griglie non coperte da armadi e scatole. Se ci sono split, conviene la manutenzione del climatizzatore. Per canali e impianti più grandi c’è la pagina sulla sanificazione degli impianti d’aria, che è un lavoro diverso.
Cosa farti lasciare e quanto costa
Per la tua documentazione conviene avere per iscritto cosa è stato fatto. Prima di affidare il lavoro chiedi a chi lo svolge, noi compresi:
- la descrizione delle operazioni e dei locali trattati, con la data;
- il nome del prodotto, l’etichetta e la scheda di sicurezza;
- i tempi per rientrare e l’eventuale ventilazione da fare;
- la visura camerale dell’impresa, perché la legge 82/1994 e il DM 274/1997 prevedono iscrizione e requisiti per chi fa sanificazione.
Rilasciamo fattura o ricevuta, e il prezzo o una forbice li conosci prima di iniziare il lavoro. Il conto dipende da metri quadri, numero di punti, altezza e momento scelto.
Trovi come si compone il conto nella guida al costo di una sanificazione e nella pagina dei prezzi.
Dove interveniamo per sanificazione di uffici e negozi
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Domande frequenti
La sanificazione dell’ufficio è obbligatoria?
L’articolo 64 del D.Lgs. 81/2008 chiede una regolare pulitura dei luoghi di lavoro, non una sanificazione a scadenza fissa. Possono esserci altri obblighi in base all’attività e alla valutazione dei rischi. Per il tuo caso chiedi al consulente o a chi segue la sicurezza in azienda.
Possiamo restare aperti durante il lavoro?
Dipende dal prodotto e dalle zone trattate. Con panni e detergenti si può lavorare a settori, con nebulizzazioni o ozono il locale deve restare vuoto. Durante il sopralluogo vediamo se ha senso dividere il lavoro in più momenti.
Computer e casse si rovinano?
Possono rovinarsi se il prodotto viene spruzzato direttamente o se è troppo aggressivo. Per questo si spengono i dispositivi e si usa pochissimo liquido su un panno, seguendo le indicazioni del produttore. Per apparecchi particolari conviene chiedere prima al fornitore.
Conviene un contratto periodico?
Solo se c’è un motivo concreto, per esempio un afflusso alto di persone o locali senza finestre. Per molti uffici bastano pulizie fatte bene e un trattamento occasionale. Meglio partire dal bisogno vero che da una cadenza decisa a priori.
Chi lo paga se il negozio è in affitto?
Di solito decide il contratto di locazione, e il lavoro viene chiesto da chi usa i locali. Se il problema nasce da una perdita o da infiltrazioni dell’edificio, il discorso può cambiare. Per questi casi conviene sentire amministratore, proprietario o avvocato.
Fonti
- D.Lgs. 81/2008, articolo 64 (Normattiva) – il datore di lavoro assicura la regolare pulitura dei luoghi di lavoro
- DM 7 luglio 1997, n. 274 (Normattiva) – definizione di sanificazione, compreso il microclima, e requisiti delle imprese
- Legge 25 gennaio 1994, n. 82 (Normattiva) – iscrizione delle imprese del settore

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