Sanificazione a Piacenza: dalle mura farnesiane alle Mose
Rigurgiti di fognatura, palazzi dentro le mura, uffici e spogliatoi alle Mose, alloggi per studenti: come funziona una sanificazione a Piacenza, sempre su appuntamento e dopo un sopralluogo.
- Prezzo detto prima di iniziare
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Tra il 13 e il 14 settembre 2015 le piene di Trebbia e Nure hanno devastato le valli. La Regione ricorda però anche quello che è successo più a valle: allagamenti diffusi nei centri urbani dei fondovalle e nella città di Piacenza, con il rigurgito degli impianti fognari. È un danno sgradevole da sistemare, perché quello che risale dagli scarichi non è solo acqua. È uno dei casi in cui serve una sanificazione, che in città riguarda anche case, uffici, negozi, magazzini e locali con altri problemi. Si fa solo su appuntamento, dopo un sopralluogo.
Di seguito trovi cosa cambia tra centro, quartieri e poli di lavoro. La presentazione generale del servizio è nella pagina sulla sanificazione.
Quando risalgono le fogne: acque nere in cantina e nei bagni
Un rigurgito fognario si riconosce dall’odore e dal punto da cui arriva: piletta del garage, doccia del seminterrato, WC al piano più basso. La Regione, nel vademecum per le zone alluvionate, ricorda che le acque alluvionali possono contenere reflui e sostanze chimiche, e in un rigurgito i reflui ci sono per forza. Quindi niente contatto a mani nude, e bambini e animali lontani.
Prima si chiude la causa. Se lo scarico è ancora in pressione, serve un idraulico: la pagina sullo scarico fognario spiega cosa controllare, mentre quella sulla cantina allagata a Piacenza segue il caso in cui l’acqua sia arrivata in quantità.
Poi si passa alla pulizia, in un ordine che vale anche per un negozio:
- rimozione dei residui solidi, con guanti impermeabili e stivali;
- lavaggio con acqua e detergente di pavimenti e pareti fino a dove è arrivato il liquame;
- asciugatura con finestre aperte e, se serve, deumidificatori;
- disinfezione delle superfici dure, con un prodotto solo e seguendo l’etichetta;
- controllo nei giorni dopo: se l’odore torna, il problema può essere ancora nello scarico.
Tappeti, cartoni e materassi toccati dal liquame, di norma, vanno buttati. Quali passaggi facciamo noi si concorda al sopralluogo, e il percorso completo è nella guida alla pulizia dopo acque nere.
Le Mose: magazzini, spogliatoi e mense
A est della città, vicino al casello di Piacenza Sud, il polo logistico delle Mose è cresciuto dagli anni Duemila fino a diventare uno dei tratti riconoscibili dell’economia piacentina. Qui il tema è diverso: pochi ambienti domestici, molti spazi di servizio usati a turni.
Gli scaffali di un magazzino raramente hanno bisogno di una sanificazione, mentre spogliatoi, bagni, sale ristoro, mense e uffici sì. In questi spazi passano molte persone in poche ore. Si lavora nei cambi turno o nei fermi programmati, in accordo con chi segue la sicurezza del sito. Per uffici e aree comuni aziendali vedi la pagina sulla sanificazione dei luoghi di lavoro.
Se nelle palazzine degli uffici l’aria è il vero problema, si guarda agli impianti: griglie, filtri, canali. Quello è un lavoro a sé, che trovi alla voce canali e impianti d’aria. Roditori e insetti attorno ai magazzini, invece, rientrano nella disinfestazione a Piacenza.
Piazza Cavalli e i palazzi antichi: muffa dietro gli armadi
Fondata dai Romani nel 218 avanti Cristo sulla riva destra del Po, la città ha un centro di palazzi con cortili e cantine, chiuso dalla cinta cinquecentesca. In pianura, tra autunni nebbiosi e inverni umidi, una parete fredda e una stanza poco arieggiata bastano per far comparire le prime macchie.
Le trovi di solito dietro gli armadi addossati ai muri esterni, negli angoli alti delle camere, nei bagni senza finestra. Non è detto che sia condensa: nei palazzi antichi può entrare acqua da una gronda, da un terrazzo o da un tubo vecchio. Con l’igrometro e, quando serve, con la termocamera si cerca di distinguere. Se il sospetto è un’infiltrazione, parti dalla ricerca perdite e infiltrazioni in città; se vuoi capire meglio il legame tra clima e impianti, c’è l’articolo sull'umidità della pianura padana.
Dopo aver tolto la causa si può procedere con il trattamento della muffa sui muri. In casa conta poi l’abitudine: aprire le finestre poco ma spesso, staccare gli armadi di qualche centimetro dalle pareti fredde, usare la cappa quando cucini.
Farnesiana, Besurica, Galleana: cantine e parti comuni
Nei quartieri cresciuti fuori dalle mura tra anni Sessanta e Ottanta le palazzine hanno cantine comuni, garage, locali rifiuti e ascensori. Dopo un allagamento o una lunga trascuratezza, è spesso un condomino a segnalare l’odore, ma la decisione spetta all’amministratore.
Un intervento in questi palazzi richiede di avvisare tutti, far liberare gli spazi e scegliere orari con poco passaggio. Si comincia dal locale più problematico, di solito il vano rifiuti o la cantina. Se il lavoro nasce da una perdita condominiale, conviene chiarire chi paga prima di iniziare. Altri casi sono nella pagina sulla sanificazione di androni e ascensori.
Studenti tra via Emilia Parmense e via Scalabrini
In città ci sono il campus dell’Università Cattolica, il polo del Politecnico di Milano in via Scalabrini e una sede dell’Università di Parma per i corsi di area sanitaria. Di conseguenza ci sono stanze e bilocali che cambiano mano a ogni anno accademico, spesso in case datate.
Chi affitta di solito chiede un intervento quando un alloggio resta vuoto: cucina e bagno da riportare in ordine, tracce di muffa, odore di fumo. Si tratta la casa quando è libera, cosa che rende facile spostare i mobili e vedere le pareti. La pagina sulla sanificazione domestica spiega cosa si può chiedere e cosa no.
Un trattamento non sostituisce la pulizia settimanale e non dura per sempre: agisce su quello che trova. Se il prossimo inquilino tiene chiuse le finestre in inverno, la muffa può tornare, e conviene spiegarglielo alla consegna delle chiavi.
Trattorie, salumerie e ospitalità lungo la Francigena
Coppa, pancetta e salame piacentini sono DOP, e la tradizione gastronomica della città passa da trattorie e salumerie con banchi, celle e retro piccoli. In locali così una sanificazione straordinaria si fa in chiusura, partendo da grassi e residui. Il piano di autocontrollo resta quello di ogni giorno, e l’intervento si aggiunge. I passaggi sono nella pagina sui locali alimentari.
La via Francigena passa da Piacenza, e tra pellegrini, fiere e trasferte di lavoro le camere e gli appartamenti brevi non mancano di ospiti. Per chi li gestisce la routine è la pulizia tra un ospite e l’altro; il trattamento straordinario serve quando c’è un motivo, come una riapertura, muffa o odori. Ne parliamo nella pagina dedicata a hotel e B&B.
Cosa incide sul prezzo a Piacenza
Il costo dipende da quanti metri sono, da cosa si deve togliere e da come ci si arriva. Una cantina con il liquame richiede più tempo e smaltimenti di un ufficio da disinfettare; un palazzo dentro le mura può richiedere più trasporti a mano di una villetta alla Besurica.
Se ti interessa una sanificazione economica, ricordati di confrontare preventivi con le stesse operazioni, compreso lo smaltimento. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Rilasciamo fattura o ricevuta. Il costo è spiegato nel dettaglio nella pagina sul prezzo di una sanificazione, e il riepilogo è in quella dei prezzi.
Chi chiamare e come prepararsi al sopralluogo
Prima di affidare il lavoro a un’impresa, guarda tre cose. Per la legge 82 del 1994 chi svolge questa attività dev’essere iscritto in Camera di commercio o tra gli artigiani, quindi puoi chiedere la visura. Sotto il nome di sanificazione, il DM 274 del 1997 fa stare pulizia, disinfezione, disinfestazione e microclima, quindi fatti scrivere le operazioni comprese. E chiedi il nome del prodotto e la sua scheda di sicurezza.
Al telefono dicci via, piano, metri quadri e cosa è successo; una foto su WhatsApp aiuta. Al sopralluogo capiamo come arrivare fino al locale. Dentro le mura il furgone non sempre può fermarsi davanti al portone, quindi segnala cortili e passi carrai. Prima del trattamento metti via alimenti, stoviglie, biancheria e giochi. Il rientro dipende dal prodotto: lo diciamo prima.
Oltre alla città lavoriamo in provincia. Sul Trebbia, per esempio, a Rivergaro e Gossolengo, e sul Nure a Ponte dell’Olio, sempre su appuntamento.
Sanificazione nei comuni della provincia di Piacenza
Piacenza e prima cintura
Val Tidone e Val Luretta
- Castel San Giovanni
- Sarmato
- Borgonovo Val Tidone
- Ziano Piacentino
- Pianello Val Tidone
- Alta Val Tidone
- Agazzano
- Piozzano
Val Trebbia
Val Nure
Val d’Arda
- Fiorenzuola d’Arda
- Cadeo
- Carpaneto Piacentino
- Alseno
- Castell’Arquato
- Lugagnano Val d’Arda
- Vernasca
- Morfasso
- Gropparello
Bassa piacentina, lungo il Po
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Domande frequenti
Dallo scarico del garage è salita acqua nera: da chi comincio?
Dall’idraulico, se lo scarico è ancora in pressione o c’è il rischio che l’acqua risalga. Una volta fermato il rigurgito, si toglie il liquame e si lava, poi si disinfetta. Fotografa prima di pulire, se hai una polizza. Se più palazzi della via hanno lo stesso problema, avvisa anche il gestore della fognatura.
Ho un’azienda alle Mose: si può sanificare durante un fermo?
Sì, ed è il momento più pratico. Concordiamo aree, orari e accessi con chi segue il sito, compresi i badge per entrare se servono. Spogliatoi, bagni e mense si trattano a locali vuoti, e i tempi di rientro dipendono dal prodotto scelto.
La casa è in centro e la muffa torna ogni inverno: serve ogni anno un trattamento?
Sarebbe il segno che la causa è ancora lì. Prima misuriamo l’umidità, cercando ponti termici e infiltrazioni. A volte bastano più ricambio d’aria e armadi staccati dal muro, altre volte serve una riparazione. Il trattamento ha senso quando la causa è stata affrontata.
Affitto un bilocale vicino alla Cattolica: quando conviene chiamare?
Quando l’alloggio è libero, tra un contratto e l’altro. Non serve a ogni cambio: una buona pulizia spesso è sufficiente. Chiamaci se trovi muffa, cattivi odori che non se ne vanno o una casa lasciata in cattive condizioni.
Dopo una sanificazione la salumeria è a posto per i controlli?
La fattura documenta un lavoro fatto, ma i controlli guardano il tuo piano di autocontrollo e come lo applichi ogni giorno. Non può sostituirlo. Per gli adempimenti senti il tuo consulente e i servizi dell’AUSL.
Lavorate nei giorni in cui il negozio è chiuso per turno?
Se ne può parlare quando fissiamo l’appuntamento. Dicci il giorno di chiusura e chi può aprire, così vediamo come organizzarci. Non è un servizio con orari fissi: lo si concorda caso per caso.
Fonti
- Regione Emilia-Romagna – Piano degli interventi per gli eventi del 13-14 settembre 2015 – allagamenti diffusi, rigurgito degli impianti fognari, centri urbani dei fondovalle e città di Piacenza.
- Arpae – Alluvione nel piacentino, livelli record di piene – Trebbia, Nure e date dell’evento.
- Regione Emilia-Romagna – Gestione delle emergenze, vademecum per le zone alluvionate – rischi delle acque alluvionali e abbigliamento per lo sgombero.
- Istituto Superiore di Sanità – Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020 – definizione del DM 274/1997 e divieto di miscelare prodotti diversi.
- Normattiva – Legge 25 gennaio 1994, n. 82 – requisiti e iscrizione delle imprese del settore.
- Wikipedia – Piacenza – fondazione romana, posizione sul Po, polo logistico delle Mose, sedi universitarie.
- Università Cattolica – Campus di Piacenza – il campus piacentino dell’ateneo.
- Politecnico di Milano – Polo territoriale di Piacenza – la sede di via Scalabrini.

Sanificazione ambienti a Piacenza
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