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Detrazioni per porta blindata e serrature nel 2026: cosa rientra e come non perderle

Porte blindate, serrature, grate e casseforti a muro rientrano tra le misure contro i furti che si possono detrarre. Ecco aliquote 2026, casi particolari, documenti e cosa chiedere al fabbro.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Porta blindata, serrature, spioncini, grate e casseforti a muro si possono detrarre come misure per prevenire furti e altri atti illeciti, con la detrazione per il recupero del patrimonio edilizio: per le spese pagate nel 2026 vale il 50% sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale e il 36% negli altri casi, su un massimo di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, divisi in dieci rate annuali.

È la stessa detrazione dei lavori di ristrutturazione, con una particolarità utile: per queste misure non servono altri lavori in casa. Basta che la spesa riguardi un intervento sull’immobile e che sia pagata con il bonifico apposito. Qui trovi cosa rientra, come cambia la percentuale, quando conviene l’ecobonus e quali errori fanno perdere la detrazione.

Le misure antifurto che rientrano nella detrazione

Per «atti illeciti» l’Agenzia delle Entrate intende i reati, come furto, aggressione o sequestro di persona. Tra le misure che li prevengono, la sua guida cita come esempi:

  • porte blindate o rinforzate;
  • apposizione o sostituzione di serrature, lucchetti, catenacci e spioncini;
  • grate alle finestre, nuove o al posto di quelle vecchie;
  • rafforzamento, sostituzione o installazione di cancellate e recinzioni murarie;
  • rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti;
  • saracinesche e tapparelle metalliche con bloccaggi;
  • vetri antisfondamento;
  • casseforti a muro;
  • fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati;
  • apparecchi rilevatori antifurto e relative centraline.

La detrazione riguarda solo le spese per interventi sull’immobile. Non rientra, per esempio, il contratto con un istituto di vigilanza, e la guida parla di casseforti a muro, non di quelle da appoggiare in un mobile. Valgono invece anche le pertinenze, come cantine e garage, perché la detrazione comprende gli interventi sulle pertinenze dell’abitazione.

Il cilindro, cioè il blocchetto in cui entra la chiave, è il cuore della serratura, ma la guida non lo nomina a parte: per il cambio del solo cilindro chiedi conferma al commercialista su come descriverlo in fattura. Quando basta il cilindro e quando serve la serratura intera lo spieghiamo nella pagina sul cambio della serratura, e le caratteristiche dei cilindri di sicurezza sono in quella sul cilindro europeo.

Quanto si detrae nel 2026 e negli anni successivi

Anno della spesaAbitazione principale, se paga il proprietario o il titolare di un diritto realeAltri casiSpesa massima per unità
202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro
dal 2028 al 203330%30%48.000 euro

La riga del 2027 è la regola in vigore oggi: il disegno di legge di bilancio 2027 annuncia la conferma, ma non è ancora legge. La percentuale più alta richiede due condizioni. La prima: all’inizio dei lavori devi essere proprietario, nudo proprietario o titolare di un diritto reale come usufrutto, uso o abitazione. La seconda: la casa deve essere l’abitazione principale tua o di un tuo familiare, e se non lo è all’inizio dei lavori deve diventarlo entro la fine. Inquilini, comodatari e familiari conviventi detraggono nel 2026 il 36%.

La detrazione si divide in dieci rate annuali di pari importo e si scala dall’Irpef che devi pagare: chiedi al commercialista se la tua imposta basta ad assorbirla. Dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro ha anche un tetto complessivo alle detrazioni, nel quale conta la rata dell’anno.

Porta isolata: quando conviene l’ecobonus

Se la porta blindata sostituisce una porta d’ingresso che separa la casa riscaldata dall’esterno o da un vano non riscaldato, come un vano scala, e rispetta i valori di trasmittanza termica richiesti, può rientrare anche nell’ecobonus, la detrazione per la riqualificazione energetica. Secondo il vademecum dell’ENEA:

  • per le spese del 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale e del 36% negli altri casi, come per il recupero edilizio;
  • il limite è di 60.000 euro di detrazione per unità immobiliare;
  • deve trattarsi di una sostituzione, non di una porta nuova dove prima non c’era;
  • la trasmittanza della vecchia porta deve superare i limiti di legge, e quella della nuova restare entro i limiti;
  • entro 90 giorni dalla fine dei lavori va inviata all’ENEA la scheda descrittiva, sul portale bonusfiscali.enea.it, e va conservata la scheda con il codice CPID insieme alle schede di prodotto con la marcatura CE.

Le due detrazioni non si sommano sulla stessa spesa: si sceglie l’una o l’altra. L’ecobonus chiede più documenti tecnici; il bonus per il recupero edilizio è più semplice, ma il suo tetto di 96.000 euro vale per tutti i lavori della stessa casa. Anche con il bonus per il recupero edilizio, se la porta migliora l’isolamento di un ambiente riscaldato, va fatta la comunicazione all’ENEA, che però, se manca, non fa perdere la detrazione.

Come pagare e quali documenti tenere

  1. Preventivo con le voci separate: porta o serratura, posa, eventuali opere murarie e smaltimento.
  2. Bonifico parlante: bancario o postale, anche online, con la causale della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA o il codice fiscale dell’impresa. Su questi bonifici la banca trattiene all’impresa una ritenuta d’acconto dell'11%, ed è per questo che il modulo va compilato bene.
  3. Fattura intestata a chi detrae, con la descrizione del lavoro. Rilasciamo fattura o ricevuta per ogni intervento.
  4. Dati catastali dell’immobile, da indicare nella dichiarazione dei redditi; se sei inquilino o comodatario, anche gli estremi di registrazione del contratto e il consenso scritto del proprietario ai lavori.
  5. Dichiarazione sostitutiva con la data di inizio dei lavori, quando il lavoro non richiede un titolo edilizio.
  6. Comunicazione all’ENEA, se la porta migliora l’isolamento termico di un ambiente riscaldato.

Con carta, bancomat o contanti la detrazione non spetta: il pagamento deve passare dal bonifico apposito. Se il bonifico è stato compilato in modo errato, la guida dell’Agenzia prevede come rimedio una dichiarazione sostitutiva dell’impresa che attesti di aver ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità.

IVA sulla porta blindata e sulla serratura

Per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria nelle abitazioni l’IVA è ridotta al 10% sulla prestazione dell’impresa, e sui beni solo se li fornisce l’impresa nell’ambito del lavoro. Se compri tu la porta o la serratura e la fai solo montare, sul bene l’aliquota ridotta non si applica.

C’è poi la regola dei beni significativi, tra cui la guida elenca gli infissi esterni e interni e gli impianti di sicurezza. Se la porta o il sistema che installi rientrano in queste voci, il 10% copre il bene solo fino al valore del resto del lavoro: sulla parte che eccede si paga l’aliquota ordinaria, e la fattura deve indicare il valore dei beni significativi. Il meccanismo, con un esempio di calcolo, è spiegato nella guida su IVA agevolata e beni significativi.

Affitto, condominio, casa venduta: i casi particolari

  • Inquilino o comodatario: può detrarre se sostiene la spesa, ha il consenso del proprietario e un contratto registrato già all’inizio dei lavori; nel 2026 la percentuale è il 36%. Prima di cambiare la serratura di una casa in affitto accordati comunque con il proprietario.
  • Familiare convivente: detrae il 36% se sostiene la spesa ed è intestatario di bonifico e fattura, con la convivenza già in corso all’inizio dei lavori.
  • Condominio: portone d’ingresso e cancellate comuni sono parti comuni, e la detrazione spetta ai condòmini in base ai millesimi, con la certificazione dell’amministratore. Per la serratura del portone c’è la guida su chi la ripara e chi paga.
  • Casa venduta: le rate non ancora usate passano all’acquirente persona fisica, salvo un accordo diverso nell’atto. L’inquilino che ha detratto, invece, le conserva anche quando lascia la casa.
  • Lavoro fatto da te: puoi detrarre solo l’acquisto dei materiali. Ma una porta blindata ha la sua classe di resistenza solo se montata come prevede il produttore: come si sceglie e si posa lo spieghiamo nella pagina sulla porta blindata.

Le domande da fare al fabbro per non perdere la detrazione

Prima di confermare il lavoro, chiedi:

  • come verrà descritto l’intervento in fattura e se la fattura sarà intestata a chi detrae;
  • la partita IVA o il codice fiscale da indicare nel bonifico;
  • marca, modello e classe antieffrazione dichiarata della porta, da riportare nei documenti;
  • per l’ecobonus, la trasmittanza della porta nuova e le schede di prodotto con la marcatura CE;
  • se in fattura comparirà il valore dei beni significativi;
  • i tempi di consegna, per capire in quale anno cadrà il pagamento.

L’ultimo punto conta più di quanto sembri: la detrazione segue la data del bonifico, quindi un acconto pagato a dicembre 2026 e il saldo a gennaio 2027 cadono in due anni diversi, ciascuno con la sua percentuale. Gli altri lavori su porte e serrature sono nella pagina del fabbro; per un ordine di grandezza della spesa c’è la guida su quanto costa una porta blindata.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso detrarre la porta blindata della seconda casa?

Sì, con la percentuale prevista per gli altri casi: per le spese del 2026 è il 36%, sempre entro 96.000 euro di spesa per unità immobiliare e con il bonifico apposito.

Ho pagato la porta blindata con la carta: posso detrarla?

No. Per questa detrazione serve il bonifico bancario o postale con causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell’impresa: un pagamento con carta, bancomat o contanti non dà diritto al beneficio. Per i prossimi lavori chiedi i dati per il bonifico già nel preventivo.

La serratura nuova della cantina rientra?

Sì: la detrazione comprende gli interventi sulle pertinenze dell’abitazione, come cantine e garage, e tra le misure antifurto c’è la sostituzione di serrature, lucchetti e catenacci. Per le cantine in condominio ci sono altri accorgimenti nella guida su come proteggere le cantine dai furti.

Le telecamere di casa si possono detrarre?

La guida dell’Agenzia cita le fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati e gli apparecchi antifurto con le loro centraline. Per videocitofoni e telecamere c’è un approfondimento nella guida sulle detrazioni per videocitofono e telecamere.

Se cambio solo la porta, devo comunicare qualcosa all’ENEA?

Solo se la porta delimita un ambiente riscaldato e ne migliora l’isolamento. Con l’ecobonus la scheda all’ENEA entro 90 giorni è obbligatoria; con il bonus per il recupero edilizio è prevista, ma se manca non fa perdere la detrazione. Per una porta tra due ambienti riscaldati non serve.

Fonti

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