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Videocitofono e telecamere: si possono detrarre? Le regole nel 2026

Telecamere e antifurto possono rientrare nella detrazione come misure contro i furti; il videocitofono di solito si detrae solo dentro un lavoro agevolato. Ecco come capire in quale caso sei.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Sì, in alcuni casi. Le telecamere collegate a un centro di vigilanza privato e gli apparecchi antifurto con le loro centraline rientrano nella detrazione per il recupero edilizio come misure per prevenire furti e altri reati, anche senza altri lavori in casa. Il videocitofono, invece, non compare in quell’elenco: si detrae di regola quando fa parte di un intervento agevolato, come una manutenzione straordinaria del tuo appartamento o un lavoro sulle parti comuni del condominio, dove è ammessa anche la manutenzione ordinaria.

Le percentuali sono quelle del bonus per il recupero edilizio: per le spese pagate nel 2026 il 50% sull’abitazione principale del proprietario e il 36% negli altri casi, fino a 96.000 euro di spesa per unità. Abbiamo verificato le regole il 28 ottobre 2026 sui documenti dell’Agenzia delle Entrate. Sono indicazioni generali: prima di firmare, fai valutare il tuo caso al commercialista o al CAF.

Due strade diverse per la stessa detrazione

La detrazione per il recupero del patrimonio edilizio comprende diverse categorie di lavori. Per videocitofoni e telecamere contano soprattutto due.

  1. Le misure contro gli atti illeciti. L’Agenzia delle Entrate intende per atti illeciti i reati, come furto, aggressione o sequestro di persona. Tra gli esempi di misure agevolate la sua guida cita le fotocamere o cineprese collegate con centri di vigilanza privati e gli apparecchi rilevatori antifurto con le relative centraline. Queste spese si detraggono anche da sole, purché riguardino interventi sull’immobile.
  2. I lavori sugli impianti. Nelle singole abitazioni la detrazione spetta per la manutenzione straordinaria, il restauro e la ristrutturazione, non per la manutenzione ordinaria; sulle parti comuni dei condomini spetta anche per la manutenzione ordinaria. Il videocitofono rientra qui, come parte dell’impianto.

Le misure antifurto più diffuse, come porte blindate, serrature e grate, sono trattate nella guida sulle detrazioni per porta blindata e serrature.

Telecamere e antifurto: quando rientrano

ImpiantoCosa dice la guida dell’AgenziaCosa verificare
Telecamere collegate a un centro di vigilanza privatocitate tra gli esempi di misure agevolateche la spesa riguardi l’installazione sull’immobile
Allarme con rilevatori e centralinacitati tra gli esempisensori e centralina installati in casa o nelle pertinenze
Rilevatori di apertura ed effrazione sui serramenticitati tra gli esempicome sopra
Telecamere non collegate a una vigilanzanon citate espressamentel’elenco è esemplificativo: valuta il caso con il commercialista
Contratto con l’istituto di vigilanzaesclusoè un servizio, non un intervento sull’immobile

L’elenco della guida è dichiaratamente un esempio, non una lista chiusa. Per le telecamere che registrano solo su un’app o su un disco di casa, senza collegamento a una vigilanza, non abbiamo trovato un chiarimento ufficiale specifico: è il caso in cui conviene avere il parere scritto di un professionista prima di contare sulla detrazione.

Il videocitofono: quando la spesa è detraibile

Nell’elenco delle misure contro gli atti illeciti il videocitofono non compare. Le strade per detrarlo sono quindi quelle dei lavori sull’impianto.

  • In condominio, sulle parti comuni. Sostituire o rifare l’impianto videocitofonico comune è un lavoro sulle parti comuni, per il quale la detrazione spetta anche se è manutenzione ordinaria. La pratica la segue l’amministratore, e ogni condomino detrae la sua quota.
  • Nel tuo appartamento, dentro un lavoro più ampio. Se il videocitofono fa parte di una ristrutturazione o del rifacimento dell’impianto elettrico, segue la categoria del lavoro principale, di solito la manutenzione straordinaria.
  • Da solo, nel tuo appartamento. La semplice sostituzione del monitor con uno nuovo, senza altri interventi, rischia di essere manutenzione ordinaria, che nelle singole abitazioni non dà diritto alla detrazione. Fatti confermare l’inquadramento prima della spesa.

Un caso a parte riguarda le persone con disabilità grave: tra i lavori per eliminare le barriere architettoniche l’Agenzia cita anche il rifacimento o l’adeguamento degli impianti citofonici, quando hanno le caratteristiche tecniche previste dalle norme di settore. Ne parliamo nella guida sul bagno senza barriere.

Che impianto scegliere, cablato o WiFi, e come si installa lo spieghiamo nella pagina sul videocitofono; se vivi in condominio e vuoi un sistema solo tuo, leggi la guida sul videocitofono per il tuo appartamento.

Tre casi pratici, dalla villetta al condominio

Villetta con allarme e telecamere. Installi sensori sulle finestre, una centralina e due telecamere sul giardino collegate a un istituto di vigilanza. Sensori, centralina e telecamere rientrano tra le misure contro gli atti illeciti; il canone della vigilanza no. Se in un secondo momento aggiungi telecamere non collegate, chiedi al commercialista come trattarle.

Condominio che rifà il videocitofono. L’assemblea delibera di sostituire pulsantiera, alimentatore e monitor di tutti gli appartamenti. È un lavoro sulle parti comuni: l’amministratore paga con il bonifico apposito e ti comunica la quota detraibile. Se nel tuo appartamento scegli un monitor più costoso di quello deciso per tutti, chiedi come verrà ripartita la differenza.

Appartamento in ristrutturazione. Rifai l’impianto elettrico e con l’occasione sposti e sostituisci il videocitofono. Il lavoro segue la categoria dell’intervento principale, di solito la manutenzione straordinaria, e la spesa entra nella detrazione insieme al resto, con un unico limite di 96.000 euro.

Quanto si detrae nel 2026 e nel 2027

Anno della spesaAbitazione principale, spesa del proprietario o di chi ha un diritto realeAltri casiSpesa massima per unità
202650%36%96.000 euro
202736%30%96.000 euro

Conta la data del pagamento. La detrazione si divide in dieci rate annuali e si scala dall’Irpef: se paghi poche imposte, chiedi al commercialista se riesci ad assorbirla. Il limite di 96.000 euro vale per tutti i lavori di recupero sulla stessa unità nell’anno, non solo per la sicurezza. Per le spese del 2027 controlla se la legge di bilancio ha cambiato qualcosa prima di pianificare i pagamenti.

Come pagare e quali carte conservare

Le regole sono quelle del bonus per il recupero edilizio.

  1. Bonifico parlante. Paga con il bonifico bancario o postale per le detrazioni sul recupero edilizio, con la causale, il codice fiscale di chi detrae e la partita IVA dell’impresa. Contanti e carta non vanno bene.
  2. Fattura descrittiva. Deve dire chiaramente cosa è stato installato e dove: per esempio telecamere collegate a un centro di vigilanza, o il rifacimento dell’impianto videocitofonico.
  3. Dichiarazione di conformità. Antifurto e telecamere rientrano di solito tra gli impianti elettronici del DM 37/08, che comprendono i segnali di sicurezza; i videocitofoni non sono nominati, ma l’alimentazione fa parte dell’impianto elettrico. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
  4. Delibera condominiale, se i lavori riguardano le parti comuni.
  5. Ricevute del bonifico, conservate insieme alla fattura.

Come funziona il bonifico passo per passo lo spieghiamo nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti, e il decreto sugli impianti in quella sul DM 37/08.

IVA: videocitofoni e impianti di sicurezza sono beni significativi

Sui lavori di manutenzione in casa l’IVA è al 10%, ma videocitofoni e impianti di sicurezza sono tra i beni significativi del decreto del 29 dicembre 1999. Se il loro valore supera la metà del totale dell’intervento, la parte in eccesso paga il 22%. Il calcolo, con gli esempi dell’Agenzia, è nella guida su IVA agevolata e beni significativi.

Le voci di un preventivo per il videocitofono, dal monitor ai cavi, sono nella guida su quanto costa un videocitofono installato.

Telecamere e privacy: le regole da rispettare comunque

La detrazione non cambia le regole sulla privacy. Secondo le indicazioni del Garante per la protezione dei dati personali:

  • le telecamere installate da un privato per la sicurezza della propria casa devono inquadrare solo gli spazi di sua esclusiva pertinenza: niente cortili, scale, pianerottoli o garage comuni, né strade e marciapiedi, anche senza registrazione;
  • vanno informate le persone che lavorano in casa, come colf o baby sitter, e le immagini non vanno diffuse;
  • in condominio le telecamere sulle parti comuni richiedono una delibera dell’assemblea e cartelli che le segnalino, e le registrazioni vanno conservate per poco tempo, secondo il Garante non oltre sette giorni.

Prima dell’installazione decidi con l’installatore l’inquadratura, anche per il posto esterno del videocitofono. Gli altri lavori sull’impianto sono nella pagina dell'elettricista.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso detrarre le telecamere WiFi che controllo dal telefono?

La guida dell’Agenzia cita come esempio le telecamere collegate con centri di vigilanza privati. Per quelle che registrano solo su un’app, senza vigilanza, non c’è un chiarimento ufficiale specifico: l’elenco è esemplificativo, ma conviene il parere del commercialista prima di contare sulla detrazione.

Il nuovo videocitofono del condominio si detrae?

Sì, se è un lavoro sulle parti comuni: per queste la detrazione spetta anche per la manutenzione ordinaria. L’amministratore paga con il bonifico apposito e comunica a ogni condomino la quota detraibile.

Cambio solo il monitor in casa: posso detrarlo?

Probabilmente no, se è una sostituzione senza altri lavori: nelle singole abitazioni la manutenzione ordinaria non è agevolata. Diverso è il caso in cui il videocitofono fa parte di un intervento più ampio di manutenzione straordinaria.

L’allarme si detrae anche se non faccio altri lavori?

Sì: gli apparecchi rilevatori antifurto con le loro centraline sono tra le misure contro gli atti illeciti citate dall’Agenzia, che si detraggono anche da sole. Serve comunque il pagamento con bonifico parlante e la fattura con la descrizione dell’intervento.

Le telecamere nel box o in cantina si possono detrarre?

La detrazione comprende anche gli interventi sulle pertinenze dell’abitazione, come box e cantine, con le stesse regole. Se però il box è in un’autorimessa condominiale, ricorda i limiti del Garante: la telecamera deve inquadrare solo il tuo spazio, non le parti comuni.

Fonti

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