Lavori urgenti sulle parti comuni: quando può intervenire il singolo
Il condomino che interviene da solo sulle parti comuni ha diritto al rimborso solo se la spesa era urgente. Ecco cosa conta come urgenza, fin dove spingersi e come si chiede il rimborso.
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Il singolo condomino può far eseguire lavori urgenti sulle parti comuni quando aspettare l’amministratore o l’assemblea farebbe crescere un danno, e in quel caso ha diritto al rimborso della spesa; se la spesa non era urgente, invece, il rimborso non è dovuto, anche se il lavoro era utile. È la regola del codice civile sulla gestione di iniziativa individuale, ed è più stretta di quanto molti pensino.
Qui vediamo cosa si considera urgente, dove passa il confine tra messa in sicurezza e lavoro definitivo, come si calcola il rimborso e cosa conservare. Se il tuo problema è un amministratore irraggiungibile, parti dalla guida su cosa fare quando l’amministratore non risponde; per le perdite d’acqua c’è la pagina sulla perdita in condominio. Sono indicazioni generali: in caso di lite è il giudice a valutare se l’urgenza c’era, e prima di anticipare una spesa importante conviene sentire un avvocato.
Lavori urgenti sulle parti comuni: cosa dice la regola
Il codice civile stabilisce che il condomino che ha assunto la gestione delle parti comuni senza autorizzazione dell’amministratore o dell’assemblea non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente. Ne derivano tre conseguenze pratiche:
- conta l’urgenza, non la buona intenzione: un lavoro utile, anche ben fatto e conveniente, non si rimborsa se poteva aspettare una decisione;
- la prova spetta a te: chi chiede il rimborso deve dimostrare i fatti su cui si basa, compreso il fatto che la spesa non si poteva rinviare;
- si valuta caso per caso: non esiste un elenco di lavori urgenti fissato dalla legge.
Per una semplice comproprietà, come un cortile in comune tra due case, il codice è più largo: chi sostiene le spese necessarie per conservare la cosa comune, quando gli altri o l’amministratore la trascurano, ha diritto al rimborso. Le regole sulla comunione si applicano al condominio solo per quanto non è previsto espressamente, e la regola sulle spese urgenti è espressa. Per questo, in condominio, non basta che l’amministratore abbia trascurato il problema: serve anche l’urgenza.
Messa in sicurezza o lavoro definitivo: la linea da non superare
Quasi ogni guasto ha due momenti: fermare il danno e rimettere a posto. Il primo può essere urgente, il secondo quasi mai. La tabella mostra qualche esempio tipico:
| Impianto | Intervento che di solito non può aspettare | Lavoro da lasciare all’amministratore o all’assemblea |
|---|---|---|
| Acqua | chiudere e riparare il tratto di colonna che allaga | rifare la colonna o l’impianto del palazzo |
| Scarichi | liberare la colonna che rigurgita negli appartamenti | videoispezione completa e risanamento della colonna |
| Elettricità delle parti comuni | mettere in sicurezza cavi scoperti o un punto che scalda | rifare l’impianto delle scale o il quadro comune |
| Portone | chiudere un portone che resta aperto di notte, sbloccare una serratura che impedisce di entrare o uscire | cambiare serrature e cilindri, montare un portone nuovo |
| Tetto | copertura provvisoria quando piove in casa | rifacimento del tetto o della guaina |
| Autoclave | rimettere in funzione l’impianto che lascia il palazzo senz’acqua | sostituire pompe o serbatoio |
La regola pratica è chiedere il minimo che serve a fermare il danno o il pericolo. Tutto quello che va oltre, anche se in quel momento sembra comodo farlo, rischia di restare a carico tuo. Se il tecnico propone un lavoro più ampio, chiedigli di metterlo in un preventivo separato, da girare all’amministratore.
Chi chiamare e cosa chiedere al tecnico
In un’urgenza chiami chi può arrivare, ma con qualche attenzione:
- le ditte con un contratto: se il condominio ha un manutentore per ascensore, autoclave, cancello o caldaia centralizzata, prova prima lui. Conosce l’impianto ed eviti problemi con contratti e garanzie;
- un’impresa abilitata: per gli impianti degli edifici, elettrici, idraulici, del gas o del riscaldamento, la legge riserva i lavori alle imprese in possesso dei requisiti previsti. Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta;
- il prezzo prima di iniziare: noi ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. È il dato da comunicare subito all’amministratore;
- le maggiorazioni: di notte e nei festivi molte imprese applicano un supplemento. Chiedi che sia compreso nella cifra che ti comunicano, così l’amministratore non avrà sorprese;
- una descrizione scritta: cosa è stato trovato, cosa è stato fatto, cosa resta da fare, con le foto prima e dopo;
- i pezzi sostituiti, se sono piccoli: un raccordo rotto o un cavo bruciato sono la prova più semplice dell’urgenza.
Una cosa non devi fare: mettere le mani sugli impianti comuni. Al massimo chiudi una valvola dell’acqua che sai usare; quadri elettrici comuni, gas e tetti restano ai tecnici.
Il calcolo del rimborso: la tua quota resta a te
Il rimborso non copre tutta la spesa che hai anticipato, ma la parte che spetta agli altri condomini. Anche tu, infatti, sei un condomino e paghi la tua quota come per qualsiasi spesa comune. Un esempio: se possiedi 80 millesimi e anticipi l’intero intervento, il condominio ti restituisce la parte corrispondente a 920 millesimi su mille.
La tabella da usare è quella prevista per quella spesa. Se l’impianto serve solo una parte del palazzo, come la colonna di una scala, la spesa tocca ai condomini che ne traggono utilità, e il calcolo si fa su di loro.
Per chiedere il rimborso manda all’amministratore, per iscritto:
- la richiesta, con l’importo anticipato e il calcolo della quota degli altri;
- la fattura, con la descrizione del lavoro e l’indicazione che riguarda una parte comune;
- le foto, la descrizione del tecnico e la prova dei tentativi di contattare l’amministratore.
Chiedi che la spesa venga inserita nel rendiconto e, se serve, discussa nella prossima assemblea. Se il rimborso viene negato, chiedi le ragioni per iscritto: è da lì che un legale può valutare se insistere.
Lavori urgenti dentro casa d’altri o nei locali chiusi
Le parti comuni non sono sempre a portata di mano. Una colonna può passare dentro il bagno di un vicino, una valvola può stare in un locale chiuso a chiave.
- Appartamento di un altro condomino: il codice civile obbliga il proprietario a permettere l’accesso quando serve a riparare un’opera comune, con un’adeguata indennità se l’accesso gli provoca un danno. Ma l’accesso va chiesto, non preso: se il vicino non c’è, si cerca tramite amministratore e vicini.
- Locali tecnici: le chiavi del locale contatori, della centrale termica o del vano autoclave le hanno di solito l’amministratore, il portiere o le ditte di manutenzione. Non forzare porte e lucchetti.
- Pericolo immediato: se l’acqua raggiunge impianti elettrici, se c’è fumo o odore di gas e non riesci a entrare, chiama il 112.
Se la perdita arriva da un appartamento chiuso, la guida sull'allagamento dal vicino che non è in casa spiega cosa fare nell’attesa.
Finita l’urgenza, la parola passa all’amministratore
Fermato il danno, il resto torna a chi ha il compito di gestire le parti comuni. L’amministratore deve compiere gli atti conservativi e può ordinare lavori straordinari urgenti, riferendone alla prima assemblea; i lavori straordinari che non sono urgenti, invece, li decide l’assemblea, che deve anche costituire un fondo speciale pari al loro importo.
Due situazioni da gestire con prudenza:
- l’amministratore è raggiungibile e si sta già muovendo: un tuo intervento parallelo rischia di non essere considerato urgente. Se pensi che stia perdendo tempo, scriviglielo e chiedi una data;
- l’amministratore dice di aspettare, ma il danno cresce: fotografa e annota come cambia la situazione, e scrivigli che senza un intervento farai mettere in sicurezza. Se poi intervieni, avrai la prova di come stavano le cose.
Nella prima assemblea utile chiedi che a verbale risulti cosa è successo, cosa è stato fatto e chi ha anticipato la spesa: il verbale aiuta anche il rimborso. Un buon modo per evitare queste situazioni è chiedere in assemblea un elenco di ditte e numeri da chiamare nelle urgenze, esposto nell’androne. Per i guasti fuori orario trovi i nostri recapiti nella pagina del pronto intervento.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso scegliere io la ditta per un lavoro urgente?
Sì, in un’urgenza puoi chiamare chi è disponibile. Se però il condominio ha un manutentore con contratto per quell’impianto, prova prima lui, e per gli impianti scegli comunque un’impresa abilitata. Così riduci il rischio che l’amministratore contesti la scelta o che saltino le garanzie di lavori recenti.
Anche l’inquilino può chiedere il rimborso al condominio?
La regola sulle spese urgenti riguarda il condomino, cioè il proprietario. Se sei in affitto, avvisa subito proprietario e amministratore e chiedi a loro come procedere; se hai già pagato un intervento sulle parti comuni, chiedi al proprietario di girare la richiesta al condominio. Per le riparazioni urgenti dentro l’appartamento a carico del proprietario, il codice civile ti permette di farle eseguire e di farti rimborsare, avvisandolo nello stesso momento.
Il lavoro urgente ha causato altri danni: chi ne risponde?
Dipende da cosa è andato storto. Se l’errore è del tecnico, ne risponde in genere l’impresa che ha eseguito il lavoro; se il problema è nelle istruzioni che le hai dato, potresti doverne rispondere anche tu. Conserva preventivi, descrizioni e foto, avvisa l’amministratore e, se c’è una contestazione, senti un legale.
Se il lavoro è urgente, devo comunque avvisare l’amministratore prima?
Devi provarci, e lasciarne traccia: è proprio il tentativo fallito di raggiungerlo, insieme al danno in corso, che dimostra l’urgenza. Se lo trovi, fai decidere a lui: può ordinare subito l’intervento, che diventa così una spesa del condominio fin dall’inizio.
Fonti
- Codice civile, art. 1134 (Normattiva) – il condomino che gestisce le parti comuni senza autorizzazione non ha diritto al rimborso, salvo che si tratti di spesa urgente.
- Codice civile, art. 1110 (Normattiva) – nella comunione, rimborso delle spese necessarie per la conservazione in caso di trascuranza degli altri o dell’amministratore.
- Codice civile, art. 1139 (Normattiva) – al condominio si applicano le norme sulla comunione per quanto non è espressamente previsto.
- Codice civile, art. 2697 (Normattiva) – chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.
- Codice civile, art. 1123 (Normattiva) – spese per millesimi; impianti che servono una parte dell’edificio a carico del gruppo che ne trae utilità.
- Codice civile, art. 843 (Normattiva) – accesso al fondo per riparare un’opera comune, con indennità se l’accesso cagiona danno.
- Codice civile, art. 1130 (Normattiva) – l’amministratore compie gli atti conservativi relativi alle parti comuni.
- Codice civile, art. 1135 (Normattiva) – lavori straordinari decisi dall’assemblea con fondo speciale; quelli urgenti ordinati dall’amministratore, che ne riferisce alla prima assemblea.
- Codice civile, art. 1577 (Normattiva) – il conduttore può eseguire le riparazioni urgenti a carico del locatore, salvo rimborso, dandone contemporaneo avviso.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Normattiva) – art. 3: imprese abilitate ai lavori sugli impianti degli edifici; art. 7: al termine dei lavori l’impresa installatrice rilascia la dichiarazione di conformità.
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