Umidità di risalita o perdita d’acqua: come distinguerle
Altezza, forma, stagione e contatore: quattro indizi bastano spesso a capire se il muro è bagnato da un tubo, dal terreno, dalla condensa o dalla pioggia. Ecco come leggerli e quali errori evitare.
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L’umidità di risalita bagna la parte bassa dei muri del piano terra in modo uniforme e costante, mentre una perdita d’acqua parte da un punto preciso, spesso vicino a tubi, sanitari o termosifoni, e si allarga anche quando fuori è asciutto. Per distinguerle guarda dove sta la macchia, come cambia nel tempo e cosa fa il contatore: in molti casi bastano questi tre indizi, e gli strumenti servono a confermare.
Distinguere conta perché le soluzioni sono diverse, e per la risalita o la condensa l’idraulico non serve. Se invece si tratta di un tubo, la pagina sulla perdita nel muro spiega come si localizza e si ripara aprendo il meno possibile.
Le cause di una macchia sul muro, a confronto
| Causa | Dove compare | Quando peggiora | Come si presenta | L’indizio decisivo |
|---|---|---|---|---|
| Tubo dell’acqua che perde | A qualsiasi altezza, vicino a sanitari, rubinetti, termosifoni | Sempre, anche con il bel tempo | Macchia con un centro più scuro, che si allarga | Il contatore si muove con tutto chiuso, o la caldaia perde pressione |
| Scarico che perde | Dietro e sotto doccia, vasca, lavandini, WC | Dopo l’uso di quel sanitario | Macchia che si bagna e si asciuga a seconda dell’uso | Se non usi il sanitario per qualche giorno, si asciuga |
| Umidità di risalita | Base dei muri al piano terra e in cantina | Costante, con poche variazioni | Fascia lungo tutto il muro, sali bianchi, intonaco che si sbriciola | Non c’è ai piani alti e non dipende dall’acqua che usi |
| Condensa | Angoli, dietro i mobili, intorno alle finestre, sui muri esterni | D’inverno, con poca aerazione e panni stesi in casa | Puntini neri di muffa, vetri appannati | Migliora arieggiando e riducendo l’umidità dell’aria |
| Infiltrazione da fuori | Sotto finestre e davanzali, vicino ai pluviali, all’ultimo piano | Dopo la pioggia, soprattutto con il vento | Macchia che cresce con il maltempo e si ferma con il sereno | Segue il meteo, non i consumi |
Altezza, forma e bordo: leggere la macchia
- L’altezza. La risalita parte dal pavimento e sale per capillarità, come l’acqua in una zolletta di zucchero; non va oltre una certa quota e riguarda i muri a contatto con il terreno. Una macchia a metà parete, o alla base di un muro al terzo piano, non è risalita.
- La forma. La risalita disegna una fascia continua lungo il muro, con il bordo superiore ondulato ma più o meno orizzontale. La perdita disegna un alone con un centro: più bagnato vicino al tubo, più chiaro verso i bordi, spesso allungato verso il basso perché l’acqua scende.
- Il bordo. Sul bordo della risalita si accumulano i sali che l’acqua porta dal terreno: una riga bianca e polverosa che gonfia la pittura. Anche una vecchia perdita lascia sali quando asciuga, quindi da soli non bastano.
- La posizione rispetto ai tubi. Dall’altra parte del muro ci sono il bagno, la cucina, un termosifone, la caldaia? Una macchia che corrisponde a un attacco, a un miscelatore o a una linea verticale fa pensare a un tubo.
- Il piano. Ai piani alti la risalita non c’è: restano tubi, scarichi, condensa e infiltrazioni.
Tre prove da fare in casa, senza strumenti
- Il foglio sul muro. Taglia un quadrato di pellicola trasparente o di alluminio da cucina, grande come un foglio da stampante, e fissalo sulla macchia con nastro adesivo su tutti i lati, in modo che l’aria non passi. Dopo uno o due giorni staccalo. Se le goccioline sono sul lato verso la stanza, l’umidità viene dall’aria: è condensa. Se sono sul lato verso il muro, l’acqua arriva dall’interno della parete: tubo, scarico, risalita o infiltrazione.
- Matita, foto e meteo. Segna il bordo della macchia con una matita e scrivi la data; fotografala ogni giorno dalla stessa posizione e annota se ha piovuto, se hai acceso il riscaldamento, se hai usato quel bagno. Dopo una settimana saprai se la macchia cresce sempre, solo quando piove o solo quando usi un sanitario.
- Contatore e caldaia. Chiudi tutti i rubinetti e guarda se il contatore si muove; controlla anche, per qualche giorno, la pressione della caldaia. Se uno dei due si muove senza motivo, la pista del tubo diventa la più probabile. Come fare la prova lo spieghiamo nella guida sul contatore che gira con i rubinetti chiusi.
Un aiuto in più lo dà un igrometro da tavolo, il misuratore dell’umidità dell’aria: se d’inverno segna valori alti per giorni e i vetri si appannano ogni mattina, la condensa è una sospettata seria.
Cosa usano i tecnici per avere la certezza
Quando gli indizi non bastano, servono le misure:
- il misuratore di umidità a contatto, passato sul muro a diverse altezze, disegna il profilo dell’umidità: nella risalita cala salendo dal pavimento, nella perdita ha un massimo intorno a un punto. I sali dell’intonaco possono falsare le letture, quindi va usato con esperienza;
- la termocamera mostra le zone fredde e umide e, con l’acqua calda che scorre, il percorso dei tubi. Aiuta anche a vedere i ponti termici, i punti freddi dove si forma la condensa;
- la prova di pressione dei tubi dice se un circuito perde davvero;
- la misura dell’acqua contenuta nella muratura, per esempio con il metodo al carburo, si fa su un campione di materiale prelevato con il trapano: è il modo con cui i tecnici della deumidificazione misurano quanta acqua c’è nel muro.
Come lavorano gli strumenti della ricerca perdite lo spieghiamo nella guida a termocamera e gas tracciante.
Quando le cause si sommano
Non sempre la risposta è una sola, e nelle case emiliane i casi misti non mancano:
- una vecchia perdita al piano terra può aver impregnato il muro fino a sembrare umidità di risalita: riparato il tubo, la macchia resta per mesi;
- nelle corti e nelle case coloniche della pianura, con muri in mattoni pieni a contatto con il terreno e senza barriera contro l’umidità, la risalita c’è spesso davvero, e può sommarsi alla condensa nelle stanze fredde e poco riscaldate;
- nella Bassa, dove la falda è vicina alla superficie, cantine e taverne sono umide di loro, e un tubo che perde lì si nota più tardi;
- d’estate, nelle taverne e nei seminterrati, l’aria calda e umida forma condensa sui muri freddi contro terra: sembra acqua che esce dal muro, ma arriva dall’aria;
- nei condomini degli anni '60 e '70, pilastri e balconi in cemento sono spesso punti freddi dove la condensa fa muffa negli angoli, mentre i tubi in ferro zincato nei muri possono perdere a loro volta.
In questi casi si procede per esclusione: prima si escludono, o si riparano, i tubi, poi si affrontano risalita e condensa.
Chi chiamare per ciascuna causa
- Tubo o scarico che perde: l’idraulico, che trova il punto e lo ripara. Gli interventi sono nella pagina dell'idraulico.
- Umidità di risalita: un’impresa edile o un tecnico specializzato nella deumidificazione delle murature, che valuta barriere, intonaci adatti e ventilazione del vespaio o della cantina.
- Condensa: si lavora su aerazione, riscaldamento e isolamento, a volte con un impianto di ventilazione meccanica; servono un termotecnico o un serramentista più che un idraulico.
- Infiltrazione dalla pioggia: lattoniere, impermeabilizzatore o muratore, e in condominio l’amministratore se c’entrano facciata, tetto o terrazzi comuni.
Se la macchia è sul soffitto invece che sul muro, le prime mosse sono diverse: le trovi nella guida sulla macchia d’acqua sul soffitto.
Gli errori che fanno spendere nel posto sbagliato
- Coprire la macchia con antimuffa o pittura prima di aver capito la causa: si nasconde l’unico segnale da seguire.
- Mettere intonaci o pitture impermeabili su un muro con risalita: l’acqua non riesce più a evaporare e sale più in alto.
- Fare una barriera contro la risalita senza aver escluso un tubo che perde nello stesso muro.
- Affidarsi solo al deumidificatore: asciuga l’aria, ma non ferma un tubo che perde né l’acqua che sale dal terreno.
- Rompere il muro per cercare un tubo senza prove: si rischia di aprire nel punto sbagliato.
Pagine utili
Domande frequenti
L’umidità di risalita può arrivare al primo piano?
In pratica no: la risalita riguarda i muri a contatto con il terreno e resta nella parte bassa del piano terra o della cantina. Una macchia alla base di un muro ai piani alti fa pensare a un tubo, a uno scarico o al riscaldamento nel pavimento, oppure a condensa e infiltrazioni.
La muffa nera è sempre condensa?
Di solito la muffa a puntini neri negli angoli e dietro i mobili è legata alla condensa. Ma la muffa cresce su qualsiasi muro che resti umido a lungo, anche per una perdita. Se compare in un punto preciso vicino a tubi o sanitari, o cresce anche d’estate, fai controllare.
Il deumidificatore può risolvere?
Aiuta contro la condensa, perché toglie umidità dall’aria, e accelera l’asciugatura di un muro dopo una riparazione. Non risolve una perdita né la risalita: l’acqua continuerebbe ad arrivare e il muro tornerebbe a bagnarsi.
Quanto ci mette un muro ad asciugare dopo una perdita?
Dipende dallo spessore, dal materiale, dalla stagione e da quanto a lungo è rimasto bagnato: possono servire settimane, e per i muri spessi anche mesi. Prima di ritinteggiare va misurata l’umidità, altrimenti la macchia ritorna.
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