Ricerca perdite con termocamera e gas tracciante: come funziona
Non c’è uno strumento che trova tutto: la prova di pressione dice quale tubo perde, termocamera e gas tracciante dicono dove. Ecco come lavorano, i loro limiti e cosa chiedere nella relazione finale.
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La termocamera trova le perdite leggendo le differenze di temperatura sulla superficie di muri e pavimenti; il gas tracciante le trova facendo uscire dalla crepa del tubo un gas leggerissimo, che un rilevatore fiuta in superficie. Sono due metodi diversi, che funzionano meglio insieme a una prova di pressione e che servono a una cosa sola: aprire il muro o il pavimento una volta, nel punto giusto.
Qui spieghiamo come lavorano, cosa vedono davvero, quando si sceglie l’uno o l’altro e cosa aspettarti il giorno della ricerca. Il servizio completo, con le altre tecniche e i costi, è descritto nella pagina sulla ricerca perdite non distruttiva.
Prima degli strumenti: la prova di pressione
Termocamera e gas dicono dove, ma prima bisogna sapere quale tubo perde. Per questo una ricerca fatta bene comincia quasi sempre da una prova di pressione: si chiudono le valvole, si isola un tratto di impianto, lo si mette in pressione con una pompa di prova e si guarda il manometro. Se la lancetta scende, quel tratto perde; se resta ferma, si passa al successivo.
La prova separa acqua fredda, acqua calda e riscaldamento, e negli impianti con il collettore permette di provare una linea alla volta. Dice anche quanto è grande la perdita: una lancetta che crolla in pochi secondi racconta una storia diversa da una che scende di poco in un’ora. Solo dopo, sul tratto che perde, si usano gli strumenti per trovare il punto.
Termocamera: cosa vede davvero e cosa no
La termocamera è una specie di macchina fotografica che, invece della luce, registra il calore emesso dalle superfici e lo traduce in colori. Non vede dentro il muro: vede la temperatura della sua superficie. Funziona quando la perdita cambia quella temperatura, e succede in due modi:
- con l’acqua calda, il tubo che perde e la zona bagnata intorno compaiono più caldi: è il caso dei tubi dell’acqua calda e del riscaldamento, anche a pavimento;
- con l’acqua fredda o con una zona bagnata da tempo, la superficie umida appare più fredda, perché l’acqua evaporando la raffredda.
Per questo il tecnico, prima di inquadrare, fa scorrere l’acqua calda o accende il riscaldamento per un po’: serve una differenza di temperatura, altrimenti l’immagine non mostra niente. La termocamera rende bene sui pavimenti radianti, dove disegna i circuiti e la zona che si allarga, e sulle pareti sottili.
I suoi limiti:
- piastrelle lucide, specchi e superfici metalliche riflettono il calore dell’ambiente e confondono la lettura;
- muri molto spessi, pareti esterne battute dal sole o vicine a termosifoni accesi danno immagini difficili da leggere;
- un tubo freddo in un ambiente alla sua stessa temperatura non si distingue;
- l’immagine va interpretata: una macchia fredda può essere una perdita, ma anche un ponte termico che fa condensa. Ne parliamo nella guida su umidità o perdita.
Gas tracciante: come si trova una perdita che non si sente
Il gas tracciante usato per gli impianti idraulici è una miscela di azoto e idrogeno. Una miscela in commercio per questo uso, secondo la scheda del produttore, è fatta per il 95% di azoto e per il 5% di idrogeno ed è inerte, non tossica e non corrosiva. L’idrogeno ha molecole piccolissime: passa dove l’acqua resterebbe ferma, attraversa massetto, fughe e terreno e risale in superficie.
La ricerca si svolge così:
- si chiude e si svuota il tratto di tubo che la prova di pressione ha indicato come difettoso;
- si collega la bombola, con un riduttore, e si riempie il tubo di gas a una pressione controllata;
- il gas esce dalla crepa e comincia a risalire: serve un po’ di attesa, più lunga se il tubo è profondo o sotto un massetto spesso;
- il tecnico passa lentamente il rilevatore, una sonda che «annusa» l’idrogeno, sul pavimento o sul terreno, seguendo il percorso probabile del tubo;
- il segnale più forte indica il punto da segnare;
- alla fine si sfiata il gas, che si disperde nell’aria, e si rimette l’acqua.
È il metodo adatto alle perdite piccole, che non fanno rumore, e ai tubi sotto pavimenti, cortili e giardini, anche sotto parquet e graniglia. Ha però dei limiti: il tubo va svuotato, quindi in quella zona resti senz’acqua per il tempo della prova; le correnti d’aria forti disperdono il gas; guaine e strati impermeabili lo rallentano e possono deviarlo. Negli scarichi non si usa, perché non lavorano in pressione: lì servono colorante e telecamera.
Gli altri strumenti della ricerca
- Geofono: un microfono molto sensibile che si appoggia al pavimento o al muro e amplifica il fruscio dell’acqua che esce in pressione. È utile sui tubi in pressione e sulle perdite che fanno rumore, meno in ambienti rumorosi o con perdite minime.
- Misuratore di umidità: disegna la mappa della zona bagnata su muri e soffitti e trova il punto più umido, che di solito è il più vicino alla perdita.
- Colorante tracciante: si versa nello scarico sospetto e si guarda dove compare l’acqua colorata; con alcuni coloranti si usa una lampada a luce ultravioletta.
- Videoispezione ed endoscopio: una telecamera che entra negli scarichi, o una sonda sottile che passa da un piccolo foro, per vedere giunti aperti e crepe. Come funziona lo spieghiamo nella pagina sulla videoispezione dei tubi.
Quale metodo per quale perdita
| Dove perde | Prima prova | Strumenti più adatti |
|---|---|---|
| Tubo dell’acqua calda nel massetto | Pressione sull’acqua calda | Termocamera, poi gas tracciante |
| Tubo dell’acqua fredda nel muro o nel pavimento | Pressione sull’acqua fredda | Gas tracciante, geofono, misuratore di umidità |
| Riscaldamento a pavimento | Pressione circuito per circuito dal collettore | Termocamera con l’impianto acceso |
| Tubo interrato in cortile o giardino | Contatore con il generale chiuso | Gas tracciante, geofono |
| Scarico della doccia o del bagno | Uso di un sanitario alla volta | Colorante, videoispezione |
| Macchia che arriva dal piano di sopra | Prove con il vicino | Misuratore di umidità, termocamera, colorante |
Come si svolge il giorno della ricerca
All’inizio il tecnico ti fa qualche domanda: da quando hai notato il problema, cosa fa il contatore, se la caldaia perde pressione, se ci sono stati lavori. Poi cerca valvole e collettori e ricostruisce il percorso probabile dei tubi. Durante le prove in alcune zone l’acqua resta chiusa, e può servire accendere il riscaldamento o far scorrere l’acqua calda anche fuori stagione. Il punto trovato viene segnato sul pavimento o sul muro con un pennarello o un nastro.
Puoi preparare la casa così:
- libera l’accesso al contatore, al rubinetto generale, ai collettori e alla caldaia;
- sposta mobili leggeri e tappeti dalle zone sospette;
- tieni pronte le letture del contatore e della caldaia che hai annotato, e le foto delle macchie con le date;
- cerca foto o disegni delle tracce dei tubi, se hai rifatto bagno o cucina;
- avvisa il vicino di sopra o di sotto, se la ricerca deve passare anche da lui;
- in condominio, chiedi all’amministratore come raggiungere eventuali valvole comuni.
La ricerca in sé non rompe niente. Per riparare, invece, bisogna raggiungere il tubo: si apre una piccola zona sopra il punto segnato, togliendo poche piastrelle o un tratto di intonaco.
La relazione finale e le domande da fare prima
Alla fine chiedi una relazione scritta. Dovrebbe indicare il circuito che perde, la posizione del punto con le misure prese da riferimenti fissi, le immagini termografiche o le letture degli strumenti, l’esito delle prove di pressione e il consiglio sulla riparazione: sostituire il raccordo, cambiare un tratto o far passare un tubo nuovo da un’altra parte. È il documento che chiedono amministratore e assicurazione, e quello che serve per chiedere al gestore le tutele sulle perdite nascoste, come spieghiamo nella guida sulla bolletta dell’acqua troppo alta.
Prima di prenotare, invece, chiedi:
- quali strumenti avrà con sé il tecnico e se comincerà dalla prova di pressione;
- se la riparazione è compresa o si valuta a parte;
- quanto pensa di dover aprire e chi ripristina piastrelle e intonaco;
- cosa succede se la perdita è così piccola da richiedere più prove;
- quanto costa la ricerca, prima che cominci. Sulle voci di spesa c’è la guida su quanto costa una ricerca perdite, e gli altri servizi sono nella pagina dell'idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
La termocamera vede i tubi dentro il muro?
No. Vede la temperatura della superficie: se nel tubo scorre acqua calda, il suo percorso si disegna sul muro come una striscia più calda, ma il tubo in sé non si vede. Per questo funziona meglio con l’acqua calda o il riscaldamento accesi.
Il gas tracciante è sicuro con bambini e animali in casa?
Sì. La miscela usata è inerte e non tossica, viene immessa solo nel tratto di tubo svuotato e isolato, e la parte che esce dalla crepa si disperde nell’aria. Puoi restare in casa durante la prova.
Si può fare la ricerca d’estate, con il riscaldamento spento?
Sì. Per la termocamera il tecnico può far scorrere l’acqua calda o accendere il riscaldamento per il tempo necessario, oppure usare gli altri strumenti. Per i pavimenti radianti di solito serve accendere l’impianto, almeno per un po’.
Servono le foto dei vecchi lavori o i progetti?
Non sono indispensabili, ma aiutano molto. Foto delle tracce aperte, disegni del bagno rifatto o la posizione del collettore fanno risparmiare tempo nel ricostruire il percorso dei tubi. Se non hai niente, il tecnico parte da valvole, sanitari e collettori.
Fonti
- Air Liquide, scheda Formingas – miscela per ricerca perdite e prove di tenuta composta al 95% di azoto e al 5% di idrogeno, inerte, non tossica e non corrosiva, indicata anche per reti idriche interne e di riscaldamento.
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