Il climatizzatore non raffredda: dalle cause semplici ai guasti veri
Aria tiepida, poco freddo o apparecchio che si blocca: spesso la causa è semplice, come filtri sporchi o unità esterna senza aria. Ecco cosa guardare tu e cosa invece spetta al tecnico.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Se il climatizzatore non raffredda, la causa più frequente è anche la più semplice: filtri intasati, modalità sbagliata sul telecomando o unità esterna che non riesce a smaltire il calore. Solo dopo aver escluso queste vengono i guasti veri, come la mancanza di gas, una ventola ferma o un compressore che non parte. Con pochi controlli puoi capire in quale gruppo rientri il tuo caso.
Un’avvertenza utile. Un climatizzatore non crea il gelo: sposta il calore da dentro a fuori. Nelle giornate più afose della pianura emiliana, con i muri caldi e la notte che non rinfresca, una stanza all’ultimo piano può restare calda anche con un apparecchio sano. La domanda giusta è quindi se è cambiato qualcosa rispetto al solito.
Il primo controllo: telecomando, stanza, tempo
Comincia da qui, prima di tutto il resto:
- Controlla che la modalità sia raffreddamento, di solito con il simbolo del fiocco di neve. In deumidificazione o in sola ventilazione l’aria può non essere fredda.
- Imposta una temperatura più bassa di quella della stanza e la ventola a velocità media.
- Sostituisci le pile del telecomando se il display è debole.
- Chiudi porte e finestre e abbassa le tapparelle sui vetri al sole.
- Aspetta qualche minuto: dopo l’accensione molti apparecchi aspettano prima di far partire il compressore.
- Controlla se in casa c’è un timer o una funzione risparmio attiva che limita la potenza.
Poi metti una mano davanti alla griglia: l’aria deve uscire chiaramente più fresca di quella della stanza. Un termometro da cucina è utile per confrontare aria in ingresso e aria in uscita, e il dato serve anche al tecnico.
Filtri e unità esterna: le due cause da togliere subito di mezzo
I filtri sporchi riducono il flusso d’aria. L’apparecchio raffredda poco, si può formare ghiaccio sulla batteria interna e talvolta compare acqua sotto lo split. In molti modelli i filtri si tolgono a mano aprendo il frontale: segui il libretto, con l’apparecchio spento, sciacquali con acqua tiepida e rimettili solo quando sono asciutti. Se dopo la pulizia resta cattivo odore, o le alette interne sono nere, serve una pulizia completa del climatizzatore, con il lavoro di un tecnico.
L’unità esterna è l’altra metà del problema. Deve poter buttare fuori l’aria calda, e sui balconi dei condomini delle prime periferie capita di trovarla chiusa tra scatoloni, teli stesi, vasi e stendini. In città, inoltre, pollini e polveri si depositano sulle alette. Libera lo spazio intorno all’unità senza smontare nulla e, se l’unità è difficile da raggiungere, non sporgerti dal balcone: quella è una cosa da far controllare.
Quando è un guasto: i segnali da riconoscere
Ogni segnale punta verso una parte diversa dell’impianto:
| Che cosa noti | Che cosa può essere |
|---|---|
| L’unità esterna non si accende, la ventola interna gira | alimentazione, condensatore di avviamento, scheda, compressore |
| La ventola esterna è ferma, il motore scalda e si ferma | motore della ventola, condensatore |
| Ghiaccio sui tubi o sulla batteria | filtri sporchi, ventola interna debole o poco gas |
| Aria fresca ma mai fredda, consumi in aumento | poco refrigerante, batteria esterna sporca |
| Parte, raffredda, poi si blocca con un codice | sovratemperatura, sensori, protezioni della scheda |
| Colpi o ronzio forte dall’unità esterna all’avvio | compressore che fatica a partire |
Questa tabella serve a orientarti, non a fare una diagnosi: la conferma arriva con le misure. Se è presente un codice sul display, annotalo e confrontalo con il libretto, oppure leggi come si interpreta nella guida sul climatizzatore che non si accende.
Il condizionatore si blocca dopo poco: perché succede
Un climatizzatore che parte, funziona per un po’ e poi si ferma quasi sempre sta proteggendosi da qualcosa. Le cause tipiche sono tre. La prima è la temperatura esterna troppo alta rispetto a quella che l’unità riesce a smaltire, specie se è in pieno sole o chiusa in un cortile stretto. La seconda è il flusso d’aria scarso, per filtri o batterie sporche. La terza è un componente che si scalda troppo, come il compressore o la scheda.
Se il blocco arriva insieme al salto della corrente il discorso cambia. L’apparecchio può assorbire più potenza di quella che regge la linea, oppure può esserci una dispersione: lo spieghiamo in perché il condizionatore fa saltare la corrente.
Anche il cosiddetto sbrinamento può trarre in inganno. In modalità riscaldamento l’apparecchio si ferma a intervalli per togliere il ghiaccio dall’unità esterna, ed è normale. D’estate questo comportamento non si presenta: un apparecchio che in raffreddamento si ghiaccia va controllato.
Cosa non provare a fare da solo
- Non aprire le coperture dell’unità esterna e non toccare condensatori o cavi: alcuni componenti restano in tensione anche dopo aver spento.
- Non aggiungere gas e non usare kit di ricarica. Se davvero manca refrigerante, c’è una perdita da trovare, e sul circuito può lavorare solo personale certificato.
- Non lavare l’unità con idropulitrice o acqua a pressione: le alette si piegano e l’acqua può raggiungere le parti elettriche.
- Non spruzzare bombolette sulla batteria interna senza sapere cosa contengono.
- Non lasciare acceso un apparecchio coperto di ghiaccio: spegnilo e fallo sciogliere con la ventola, se il libretto lo prevede.
Come procede il tecnico e che cosa pagherai
Al telefono ti chiediamo marca, età, che cosa hai già provato e quale stanza è interessata. Sul posto si misura la differenza di temperatura tra aria in ingresso e aria in uscita e si controllano ventole, assorbimento elettrico, filtri, batterie e scarico. Solo a quel punto si valuta il circuito, con le pressioni di lavoro e la ricerca della perdita, se manca gas. Sul circuito lavora solo chi ha il certificato previsto: chiedi sempre di vederlo.
Quanto spendi dipende da che cosa si è rotto. Pulizia e controlli pesano poco, un condensatore o una scheda di più, un compressore su una macchina datata può rendere preferibile la sostituzione. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
Tutte le voci e gli esempi sono nella pagina sul costo degli interventi. Se il caldo è un problema serio, per un’attività o per una persona fragile, vedi anche il pronto intervento. Il resto dei servizi è nella pagina dei climatizzatori.
Come evitare che ricapiti l’estate prossima
La cosa più utile è arrivare a giugno con l’apparecchio già provato. Accendilo qualche minuto in primavera, quando il caldo non è ancora arrivato e c’è tempo per un’eventuale riparazione. Pulisci i filtri con regolarità durante la stagione, tieni libera l’unità esterna e fai fare una manutenzione programmata all’inizio della stagione. Se usi spesso l’apparecchio, una protezione dal sole diretto per l’unità esterna può aiutare, purché non blocchi l’aria e non sia fatta con coperture improvvisate.
Dove interveniamo per climatizzatore che non raffredda
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Domande frequenti
Perché il condizionatore non fa freddo ma la ventola gira?
La ventola interna può funzionare anche quando il compressore è fermo. Vai a vedere se l’unità esterna è accesa: se è ferma, il guasto può essere elettrico, nel compressore o nella scheda. Se gira ma l’aria resta tiepida, dopo i filtri va controllato il refrigerante.
Quanti gradi deve fare in meno l’aria in uscita?
Come orientamento molti tecnici si aspettano qualche grado netto di differenza tra aria aspirata e aria soffiata, ma il valore corretto dipende da modello, velocità della ventola e umidità. Se la differenza è minima, è un buon motivo per far controllare l’apparecchio.
Il climatizzatore raffredda solo di notte: è un guasto?
Può essere un’unità esterna che soffre il sole diretto e smaltisce male il calore, oppure un apparecchio piccolo per la stanza. Può anche indicare poco refrigerante o alette sporche. Annota gli orari e prova a liberare lo spazio intorno all’unità: al tecnico servono queste informazioni.
Devo ricaricare il gas se raffredda poco?
Non subito, perché la mancanza di gas è solo una delle possibili cause, e gli stessi sintomi nascono spesso da filtri e batterie sporche. Prima si fanno le misure. Se il gas manca davvero, si cerca la perdita e la si ripara, poi si ricarica.
Il mio impianto multisplit raffredda in una stanza sì e nell’altra no?
Allora il motore esterno funziona, e il problema riguarda con più probabilità la singola unità interna o la sua linea: filtri, ventola, sonda, valvola. Se invece si fermano tutte le stanze, il guasto è più spesso nell’unità esterna. Dillo al telefono: cambia il tipo di controllo.
Fonti
- DPR 16 novembre 2018, n. 146 (testo pubblicato dalla Camera di commercio di Firenze) – certificazione di persone e imprese per i lavori su condizionamento d’aria e pompe di calore fisse.

È un’urgenza? Chiamaci adesso
Ti diciamo tempi e prezzo prima di partire. Su WhatsApp puoi mandarci una foto del problema.

