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Ricarica del gas del climatizzatore: quando serve davvero e chi può farla

Un climatizzatore sano non consuma gas: se manca, da qualche parte è uscito. Ecco come capirlo, chi può mettere mano al circuito e perché una ricarica senza controllo dura poco.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
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La ricarica del gas del climatizzatore serve solo quando nel circuito manca davvero refrigerante, e questo di solito vuol dire che c’è una perdita: il gas gira in un circuito chiuso e con l’uso normale non si consuma. Per questo una ricarica fatta ogni tanto «per stare tranquilli» non ha senso, e una ricarica fatta senza cercare il punto da cui il gas è uscito può durare poco.

Prima di pagare un rabbocco conviene quindi capire se il problema è davvero il gas. Molti apparecchi che sembrano scarichi hanno i filtri sporchi, l’unità esterna soffocata o un guasto elettrico: in quei casi il gas non c’entra.

Perché un climatizzatore resta senza gas

Il refrigerante esce quasi sempre da un punto preciso del circuito. I più comuni sono questi:

  • i raccordi tra i tubi e le unità, soprattutto dopo un’installazione frettolosa o dopo uno spostamento dell’apparecchio;
  • le saldature, che con il tempo e le vibrazioni possono cedere;
  • le batterie di scambio, cioè i pacchi di tubicini e alette dentro le unità, che si possono forare per corrosione;
  • le valvole di servizio sull’unità esterna;
  • i tubi rovinati da lavori in casa, da un trapano o da un’unità esterna urtata sul balcone.

C’è poi un caso meno evidente: l’impianto nuovo con poco gas fin dall’inizio, perché la linea tra le due unità è più lunga di quella prevista e nessuno ha aggiunto la quantità indicata dal costruttore. Qui non c’è una perdita, ma un errore di installazione. Se stai valutando un impianto nuovo, leggi come si monta un climatizzatore.

I segnali che fanno pensare al refrigerante, e quelli che ingannano

Nessun segnale da solo dimostra che manchi il gas, ma alcuni insieme sono un buon indizio:

  • l’aria esce fresca e non fredda, anche dopo molto tempo di funzionamento;
  • il tubo più sottile, o la valvola sull’unità esterna, si copre di brina;
  • la bolletta sale, perché il compressore lavora più a lungo per lo stesso risultato;
  • compare un codice di errore legato alla mancanza di refrigerante, se il libretto lo prevede;
  • vedi tracce di olio su un raccordo: l’olio circola insieme al gas e, quando esce, lascia una macchia unta.

Ingannano invece i filtri intasati, che danno aria debole e possono far formare ghiaccio proprio come la carenza di gas. Lo stesso vale per l’unità esterna sotto il sole senza spazio intorno, o per le alette coperte di polvere e pollini. Una giornata di afa padana, con il termometro alto anche di sera, può far sembrare scarico un apparecchio semplicemente piccolo per quella stanza. Trovi tutte le altre cause nella guida al climatizzatore che non raffredda.

Cosa puoi controllare tu senza toccare il circuito

Questi controlli non richiedono attrezzi e possono evitarti un’uscita inutile:

  1. Controlla che il telecomando sia in modalità raffreddamento, con una temperatura impostata più bassa di quella della stanza.
  2. Spegni l’apparecchio, apri il frontale dell’unità interna come spiegato sul libretto e pulisci i filtri.
  3. Guarda se intorno all’unità esterna ci sono scatoloni, teli o piante che bloccano l’aria, e liberala.
  4. Lascia funzionare il climatizzatore con porte e finestre chiuse per un po’, poi senti l’aria che esce.
  5. Fotografa la targhetta dell’unità esterna: indica il tipo di gas e la quantità di fabbrica.

Chi può mettere mano al gas: cosa chiede la norma

I refrigeranti più diffusi, come R32 e R410A, sono gas fluorurati a effetto serra. In Italia il DPR 146/2018 chiede che le persone che installano, riparano, fanno manutenzione o assistenza sulle apparecchiature fisse di condizionamento e sulle pompe di calore fisse, e che recuperano il gas, siano certificate. Anche le imprese che svolgono questi lavori devono avere un certificato ed essere iscritte al Registro telematico nazionale, che in Emilia-Romagna fa capo alla Camera di commercio di Bologna.

Dall'11 marzo 2024 il riferimento europeo è il Regolamento (UE) 2024/573. Secondo la Camera di commercio di Firenze, il DPR 146/2018 resta valido finché non viene modificato o abrogato.

Per te la regola pratica è semplice: chiedi sempre di vedere il certificato di chi lavora sul circuito, anche a noi. Diffida di chi propone un rabbocco al volo senza farsi domande e senza lasciare documenti.

Come si svolge una ricarica fatta bene

Una ricarica corretta non è un’aggiunta di gas a occhio. In genere comprende questi passaggi:

  1. Verifica iniziale: pulizia dei filtri, controllo della ventilazione, misura delle temperature in uscita e delle pressioni di lavoro.
  2. Ricerca della perdita: si usano un rilevatore elettronico e un prodotto schiumogeno sui raccordi.
  3. Riparazione: rifacimento del raccordo o della saldatura, oppure sostituzione del pezzo. Se la perdita è in una batteria vecchia, il conto può non valere la spesa.
  4. Prova di tenuta: si mette il circuito in pressione con azoto e si controlla che la pressione resti stabile.
  5. Vuoto: una pompa toglie aria e umidità dai tubi, che altrimenti danneggiano il compressore.
  6. Carica a peso: il gas si pesa con una bilancia, secondo la targhetta e la lunghezza della linea.
  7. Prova finale: si rimisurano temperature e pressioni con l’apparecchio in funzione.

Non tutti i casi sono uguali. L’R410A è una miscela, quindi dopo una perdita di solito si recupera quello che resta e si ricarica tutto da zero. Con l’R32, che è un gas unico, a volte basta integrare, sempre dopo aver riparato. In ogni caso il gas giusto è quello scritto in targhetta: non si cambia e non si mescola.

Quando ci chiami, ti chiediamo marca, modello, età dell’apparecchio e una foto della targhetta. Così capiamo se il sintomo può dipendere dal gas e che cosa va previsto. Il quadro completo dei lavori è nella pagina dell'assistenza climatizzatori.

Quanto incide la ricarica sul conto, e cosa deve comparire

Per avere un riferimento esterno, secondo una guida di BusinessOnLine aggiornata ad agosto 2024 la ricarica di un condizionatore domestico con un professionista costa tra 230 e 400 euro, mentre con perdite estese o difficili da trovare la riparazione può salire fino a 500 euro. È un dato di mercato non recente: prendilo come ordine di grandezza. I nostri prezzi sono nella tabella qui sotto.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Nel conto dovrebbero essere separati la ricerca della perdita, la riparazione e il gas, con il tipo e i chili caricati. Le altre voci sono spiegate nella pagina sul costo di un climatizzatore e nel listino generale.

Dove interveniamo per ricarica del gas del climatizzatore

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Ogni quanto va ricaricato il gas del climatizzatore?

Non esiste una scadenza. Se il circuito è integro, il gas resta lì per tutta la vita dell’apparecchio. La manutenzione periodica serve a controllare che funzioni bene, non a rabboccarlo.

Posso ricaricare da solo il climatizzatore con un kit?

No. Il lavoro sul circuito spetta a personale certificato, e un kit non ripara la perdita. Rischi di sbagliare la quantità, di far entrare aria e umidità nei tubi e di danneggiare il compressore, oltre a disperdere gas nell’ambiente.

Come faccio a sapere quale gas usa il mio apparecchio?

Lo trovi sulla targhetta dell’unità esterna e sul libretto, di solito accanto alla quantità caricata in fabbrica. Una foto della targhetta è utile al tecnico già durante la telefonata, perché il tipo di gas cambia il lavoro da fare.

Ho un apparecchio con gas R410A: cosa cambia?

Sull’apparecchio che hai la scelta del gas non è libera: si usa quello previsto dal costruttore. Secondo BusinessOnLine il prezzo dell’R410A è salito molto negli ultimi anni, perché le norme europee ne limitano l’uso. Se il modello è vecchio, chiedi di mettere a confronto la spesa della riparazione con quella di un apparecchio nuovo.

Conviene riparare o sostituire un climatizzatore vecchio senza gas?

Dipende da dove è la perdita e da quanto costa rifarla. Un raccordo si sistema con poco, una batteria forata o un compressore da cambiare su una macchina vecchia spesso no. Chiedi una stima scritta dei due scenari prima di decidere.

Fonti

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