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Cortocircuito a Collecchio: tagliasiepi, chiodi nei muri nuovi e sottotetti ai margini dei boschi

Nelle villette di Collecchio il corto nasce spesso da un gesto di tutti i giorni: tagliare la siepe, appendere un quadro, accendere una stufetta in garage. Come metterti al sicuro e cosa controlliamo noi.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Un colpo secco, un lampo da una presa, l’interruttore che salta e un filo di fumo: un cortocircuito si riconosce così. Prima di tutto lascia abbassato l’interruttore che è scattato, stacca la spina dell’apparecchio coinvolto se puoi farlo senza toccare parti annerite e non riarmare a ripetizione. Cosa fare nei primi minuti, e perché non bisogna insistere, è spiegato nella pagina sul cortocircuito. Qui raccontiamo i casi che vediamo più spesso nelle case di Collecchio.

Tagliasiepi, decespugliatori e prolunghe: il corto in giardino

Nelle lottizzazioni di villette quasi ogni casa ha una siepe, un prato e una presa esterna. Il corto più comune nasce proprio lì: il tagliasiepi elettrico che trancia il proprio cavo, il decespugliatore che prende la prolunga stesa nell’erba, il rasaerba che passa sopra un cavo dimenticato. Il magnetotermico, cioè l’interruttore che protegge dalle correnti troppo alte, scatta subito; se non scatta, il pericolo è serio.

Usa prolunghe da esterno, con il cavo di colore vivace e la spina adatta all’aperto, e tienile sempre alle tue spalle mentre lavori. Un cavo tagliato non si ripara con il nastro adesivo: va sostituito. Se la presa del giardino si è annerita, falla cambiare con una adatta all’esterno. Ne parliamo nella guida sulle prese esterne e il grado IP.

Il chiodo nel muro sbagliato: pareti nuove e tracce che non si vedono

Molte case del paese sono state ristrutturate di recente, con pareti in cartongesso, controsoffitti e impianti rifatti. Dentro una parete leggera i cavi corrono dove li ha messi l’elettricista, non sempre in verticale sopra le prese. Basta un tassello per la mensola o un chiodo per un quadro per colpire un cavo: a volte salta subito, a volte la guaina si rovina e il corto arriva giorni dopo.

Se hai forato e da allora un interruttore scatta, smetti di usare quella linea e chiamaci. Prima di forare, un piccolo rilevatore di cavi evita il problema. Se il muro è in mattoni, nelle case più vecchie del centro attorno alla pieve, i cavi possono correre anche in diagonale: lì il rilevatore è ancora più utile.

Sottotetti e garage vicino ai boschi: roditori e faine nei cavi

Dal margine sud-ovest del paese comincia il parco dei Boschi di Carrega, e nelle case vicine al verde capita che piccoli animali trovino rifugio nei sottotetti, nelle intercapedini e nei garage. Topi e faine rosicchiano le guaine dei cavi; il rame resta scoperto e, prima o poi, due conduttori si toccano. Spesso il corto arriva insieme ad altri segnali: rumori nel soffitto, escrementi in soffitta, una luce che sfarfalla.

Se sospetti che un animale abbia rovinato i cavi, non riarmare l’interruttore di quella zona. Controlliamo il tratto, sostituiamo i cavi danneggiati e, dove passano in ambienti accessibili agli animali, li proteggiamo in tubi rigidi. Per allontanare gli animali serve un’impresa specializzata.

Stufette, frigoriferi e congelatori in garage: le ciabatte che si fondono

D’inverno il garage diventa laboratorio, lavanderia, a volte dispensa con un secondo congelatore. Tutto collegato a una ciabatta, magari con una stufetta da duemila watt. La ciabatta non è fatta per quella potenza: le lamelle si scaldano, la plastica si deforma e i contatti si avvicinano finché si toccano.

Se trovi una ciabatta annerita o una spina fusa, buttala e non riusare la presa finché non l’abbiamo controllata. Per gli apparecchi che lavorano tutto il giorno serve una presa dedicata, non una catena di prolunghe. Il caso della presa bruciata è spiegato nella pagina sulla presa bruciata.

Dopo il botto: cosa verifichiamo prima di ridarti corrente

Sul posto individuiamo la linea, isoliamo il tratto guasto e misuriamo l’isolamento dei cavi: un corto lascia spesso danni anche a monte del punto visibile, nelle scatole e nei morsetti. Poi controlliamo che l’interruttore abbia fatto il suo lavoro e che sia della taglia giusta per la linea. Se c’è da rifare un tratto d’impianto, rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Ti diciamo prima quanto costa, almeno come forbice, e rispondiamo al telefono a ogni ora, festivi compresi. Se invece il problema è un differenziale che scatta senza botto, guarda la pagina sul salvavita che scatta a Collecchio. Paese e frazioni sono descritti nella scheda di Collecchio; l’elenco dei lavori è sulla pagina dell'elettricista, e per la città c’è l'elettricista a Parma.

Altre urgenze a Collecchio

Domande frequenti

Ho tranciato il cavo del tagliasiepi e ora non si riarma l’interruttore: cosa faccio?

Stacca la spina del tagliasiepi e scollega la prolunga dalla presa esterna. Se l’interruttore si riarma, il guasto era nell’attrezzo. Se non si riarma nemmeno così, la presa o la linea esterna si sono danneggiate: lasciala staccata e chiamaci.

Dopo aver appeso una mensola salta la luce della stanza: ho colpito un cavo?

È probabile. Non togliere il tassello con la corrente inserita e non usare quella linea. Con gli strumenti verifichiamo il cavo e lo sostituiamo nel tratto rovinato.

Sento rumori nel sottotetto e una luce sfarfalla: può essere un corto in arrivo?

Sì, se un roditore sta rosicchiando i cavi. Spegni quella linea dal quadro e chiamaci per un controllo. Il prima possibile, perché un cavo spelato può scaldarsi.

Fonti

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