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Prese esterne: cosa significano IP44, IP55 e IP65 e quale scegliere per ogni posto

La sigla IP dice quanto una presa resiste a polvere e acqua, ma va letta cifra per cifra e insieme al posto in cui la monti. Ecco come scegliere quella giusta per balcone, giardino e box.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

IP44, IP55 e IP65 indicano quanto una presa esterna resiste a polvere e acqua: la prima cifra riguarda i corpi solidi e la polvere, la seconda l’acqua. In breve, IP44 regge gli spruzzi, IP55 anche i getti d’acqua e lascia entrare al massimo un po’ di polvere, IP65 regge i getti ed è chiusa del tutto alla polvere. Quale ti serve dipende dal posto: sotto un portico profondo basta meno che su un muro battuto dalla pioggia o vicino agli irrigatori.

La sigla, però, non dice tutto. Conta se la protezione vale solo a coperchio chiuso o anche con la spina inserita, quanto la presa resiste a urti e gelo e come entra il cavo. Qui li vediamo uno per uno. Per il progetto completo di prese, luci e linee all’aperto c’è la pagina sull'impianto elettrico esterno; per tutti gli altri lavori il nostro servizio di elettricista.

Prima cifra e seconda cifra: come si legge la sigla

Il codice IP, cioè il grado di protezione degli involucri, è definito dalla norma CEI EN 60529, la versione italiana della norma internazionale IEC 60529. Le due cifre vanno lette separatamente: una presa IP55 non è «più protetta» di una IP64 in tutto, perché la prima è migliore contro l’acqua e la seconda contro la polvere.

Prima cifraProtezione da corpi solidi e polvere
2dalle dita e dagli oggetti più grandi di circa un centimetro
4da fili e piccoli attrezzi, oltre 1 millimetro
5dalla polvere: un po’ può entrare, ma non abbastanza da creare problemi
6stagna alla polvere: non entra
Seconda cifraProtezione dall’acqua
4spruzzi da ogni direzione
5getti d’acqua da ogni direzione
6getti d’acqua potenti
7immersione temporanea
8immersione continua, nelle condizioni dichiarate dal produttore
9getti ad alta pressione e ad alta temperatura

Se al posto di una cifra c’è una X, quella protezione non è dichiarata: IPX4, per esempio, dice solo che il prodotto regge gli spruzzi. Le prese da interno sono pensate per stare all’asciutto e non sono protette dall’acqua.

IP44, IP55, IP65 e IP67 messe a confronto

SiglaPolvereAcquaDove ha senso di solito
IP44protetta da fili e piccoli corpispruzzibalconi e logge coperti, portici profondi
IP55protetta dalla polveregetti d’acquamuri esposti alla pioggia, cortili, box dove si lava
IP65stagna alla polveregetti d’acquaposti polverosi ed esposti, laboratori, capanni
IP66stagna alla polveregetti potentizone lavaggio, vicino a idropulitrici e irrigatori
IP67stagna alla polvereimmersione temporaneapunti dove l’acqua può ristagnare per poco tempo

Una cifra alta non è sempre la risposta. Il 7 e l'8 riguardano l’immersione, una prova diversa dai getti: un prodotto che regge entrambe le situazioni di solito riporta tutte e due le sigle, per esempio IP66 e IP67. E nessuna sigla rende sensata una presa montata dove si forma una pozza: lì la soluzione è spostarla più in alto.

La protezione con la spina inserita

È il dettaglio che fa più differenza nell’uso vero. Molte prese da esterno raggiungono il grado dichiarato solo con il coperchio chiuso. Quando infili una spina il coperchio resta aperto, la guarnizione non lavora e la presa diventa, di fatto, una presa con un tetto sopra.

Va bene se la usi per tagliare l’erba e poi richiudi. Non va bene se ci lasci collegato qualcosa per settimane:

  • la pompa del pozzo o della fontana;
  • le luci decorative o quelle delle feste, di cui parliamo in luci di Natale e prese;
  • un riscaldatore per l’acqua della vasca dei pesci;
  • il caricabatterie di un attrezzo lasciato fuori.

Per questi usi esistono prese che restano protette anche a spina inserita, con un coperchio che si chiude sopra la spina e lascia uscire il cavo da un passaggio con la guarnizione. Sulla confezione o sulla scheda tecnica lo trovi indicato, a volte con due gradi diversi: uno a coperchio chiuso e uno con la spina dentro. Ricorda che anche la spina, la prolunga e l’eventuale ciabatta devono essere adatte all’esterno: la catena è protetta quanto il suo anello più debole.

Balcone, muro del giardino, box: la sigla giusta per ogni posizione

PosizioneCosa la mette alla provaOrientamento
Balcone o loggia copertiqualche schizzo, umiditàIP44 a coperchio chiuso, se la pioggia non arriva di lato
Terrazzo o muro espostopioggia battente, vento, soleIP55 o più, meglio se protetta anche a spina inserita
Vicino a irrigatori o punto lavaggiogetti diretti, ristagniIP55 o IP66, e posizione fuori dalla traiettoria dei getti
Box, cantina, capannoumidità, polvere, urti di attrezziIP44 o IP55, con involucro robusto
Cortile dove si lava l’autogetti, detergentiIP66 e una posizione riparata
Bordo piscina, laghetti e fontaneacqua e persone bagnateregole specifiche: serve un progetto dedicato

Sono orientamenti, non regole fisse: il tecnico sceglie guardando il posto, l’esposizione al vento e alla pioggia e l’uso che farai della presa. Nelle nostre zone vale la pena di guardare due cose in più. In pianura nebbie e umidità lunghe ossidano i contatti, quindi conta la qualità delle guarnizioni. In collina e in Appennino gelo e disgelo induriscono le plastiche più economiche e il vento porta la pioggia di lato anche sotto le tettoie.

Oltre l’IP: urti, gelo, sole e altezza dal suolo

Una presa esterna lavora per anni in condizioni che quella del soggiorno non conosce. Quando la scegli, o quando la valuti, guarda anche questo:

  • resistenza agli urti: il codice IK, definito dalla norma CEI EN 62262, dice quanto l’involucro regge colpi e impatti, utile in box e passaggi;
  • materiali: plastiche adatte al sole e al freddo, viti che non arrugginiscono, coperchio con molla di richiamo che si chiude da solo;
  • altezza dal suolo: abbastanza alta da restare fuori da pozze, neve e schizzi del terreno;
  • entrata del cavo dal basso: con il pressacavo o il raccordo giusto, così l’acqua non può scendere dentro la scatola lungo il tubo;
  • posizione rispetto ai getti: lontana da irrigatori, gronde e pluviali.

Un’ultima cosa che non si vede: la linea che alimenta la presa. Conviene che le prese esterne abbiano un loro salvavita, separato da quello del resto della casa. Se un giorno entra acqua, scatta solo la parte esterna e il frigorifero resta acceso. Come succede, e come si capisce, lo spiega la guida sul salvavita che scatta quando piove.

Prese industriali e prese con interruttore di blocco

Per gli usi più pesanti si scelgono spesso prese di tipo industriale, quelle tonde con il coperchio a molla, blu per la tensione di casa. Sono robuste, la spina si aggancia bene e molti modelli hanno un grado di protezione alto anche a spina inserita. Servono, per esempio, per idropulitrici, attrezzi da laboratorio o il collegamento di un camper. Richiedono spine dello stesso tipo, quindi vanno pensate insieme agli apparecchi che userai.

Un’altra soluzione utile è la presa con interruttore di blocco, detta anche interbloccata. Nei modelli tipici si dà corrente con l’interruttore solo dopo aver inserito la spina, e la spina si sfila solo a corrente tolta. Così non inserisci né togli mai una spina sotto carico, con le mani magari bagnate: è una scelta sensata nei posti dove si lavora con l’acqua.

Quando una presa esterna va cambiata

Una presa all’aperto invecchia più in fretta di quanto sembri. Smetti di usarla e falla controllare se noti:

  • il coperchio rotto, che non si chiude più o non torna giù da solo;
  • la guarnizione indurita, crepata o mancante;
  • crepe nell’involucro o viti arrugginite;
  • acqua o condensa dentro lo sportellino;
  • segni scuri o odore di bruciato attorno ai fori;
  • la spina che entra lasca e scalda;
  • il salvavita che scatta quando piove o al mattino presto.

Le domande da fare prima dell’installazione

  1. Che grado IP ha a coperchio chiuso e con la spina inserita? Se pensi di lasciarci collegato qualcosa, la seconda risposta è quella che conta.
  2. È su una linea con un salvavita dedicato? Così un guasto fuori non spegne la casa.
  3. A che altezza la montate e da dove entra il cavo? Fuori da pozze e getti, con l’entrata dal basso.
  4. Che materiali e che resistenza agli urti ha? Soprattutto nel box e nei passaggi.
  5. Serve una presa industriale o interbloccata? Dipende da cosa collegherai.
  6. Che documenti riceverò? Una presa nuova è un ampliamento dell’impianto: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Se stai progettando anche le luci all’aperto, conviene decidere tutto insieme, così gli scavi si fanno una volta sola: ne parliamo nella guida su come progettare l’illuminazione del giardino.

Pagine utili

Domande frequenti

Per il balcone basta una presa IP44?

Spesso sì, se il balcone è coperto e la pioggia non arriva di lato. Su un balcone esposto, o se ci lasci collegato qualcosa a lungo, conviene una protezione più alta e un modello protetto anche con la spina inserita. Il coperchio va sempre richiuso dopo l’uso.

IP67 è sempre meglio di IP65?

No: misurano cose diverse. Il 5 riguarda i getti d’acqua, il 7 l’immersione temporanea, e una prova non comprende l’altra. Se ti serve resistenza a entrambe le cose, cerca un prodotto che riporti tutte e due le sigle.

Posso usare una ciabatta normale all’aperto?

No. Le ciabatte da interno non sono protette dall’acqua e, appoggiate per terra, raccolgono umidità e sporco. Per un uso occasionale servono prolunghe e prese multiple adatte all’esterno, tenute sollevate da terra; per un uso fisso, una presa in più. Ne parliamo in ciabatte e multiprese.

Il coperchio della presa si è rotto: posso continuare a usarla?

Meglio di no. Senza coperchio la presa perde la protezione dichiarata e la pioggia arriva direttamente ai contatti. Tienila inutilizzata, e se la linea esterna ha la sua levetta nel quadro abbassala, finché il coperchio o la presa non vengono sostituiti.

Una presa da interno dentro una scatola stagna va bene?

Solo se l’insieme di scatola, coperchio e presa è progettato e dichiarato per quell’uso. Una presa da interno chiusa in una scatola qualsiasi non ha nessun grado di protezione garantito, e quando apri il coperchio per usarla torna esposta alla pioggia.

Fonti

  • IEC – Ingress Protection (IP) ratings – struttura del codice IP: prima cifra da 0 a 6 per i corpi solidi e la polvere, seconda cifra da 0 a 9 per i liquidi; descrizione completa nella IEC 60529. Consultato il 25 ottobre 2026.
  • CEI – Classificazioni IP e condizioni ambientali – la norma CEI EN 60529 classifica la protezione degli involucri contro polvere e liquidi con il codice IP a due cifre. Consultato il 25 ottobre 2026.
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – articolo 2: gli impianti esterni collegati all’edificio rientrano negli impianti elettrici; articolo 7: dichiarazione di conformità a fine lavori. Consultato il 25 ottobre 2026.

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