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Cortocircuito a Modena: cosa fare subito e dove nasce nelle case della città

Cavi vecchi nei palazzi del centro, prese sovraccariche nei condomini, acqua che entra da un vicino o da una scatola esterna: ecco dove nasce un cortocircuito a Modena e come lo mettiamo in sicurezza.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Se a Modena hai avuto un cortocircuito, con un lampo, un piccolo botto e l’interruttore che scatta, non provare a riarmare più volte. Stacca la spina dell’apparecchio coinvolto, se puoi farlo senza toccare parti annerite, e lascia abbassato l’interruttore del circuito. Se senti odore di bruciato che non passa o vedi fumo, abbassa il generale solo se è lontano dal punto caldo, esci dalla stanza e chiama il 112.

Che cos’è un cortocircuito e come si distingue da un sovraccarico lo spieghiamo nella pagina sul cortocircuito. Qui trovi dove nasce più spesso nelle case di Modena e come interveniamo.

Scatole di derivazione e cavi vecchi nei palazzi del centro

Nei palazzi dentro i viali gli impianti sono stati rifatti più volte, appartamento per appartamento. Capita di trovare, nello stesso alloggio, linee nuove e tratti originali con isolanti ormai secchi, giunte fatte con il nastro dentro scatole di derivazione nascoste sotto l’intonaco, cavi infilati in tubi troppo pieni. Con gli anni l’isolante si sbriciola e due conduttori finiscono per toccarsi.

In questi edifici il punto del corto non è sempre dove si vede il danno: una presa annerita può dipendere da una giunta surriscaldata in una scatola vicina. Per questo, prima di ridare corrente, controlliamo tutto il tratto del circuito e non solo la presa. Nei palazzi tutelati, se serve sostituire una linea, il percorso va scelto per rovinare il meno possibile muri e soffitti.

Prese multiple e stufette nei condomini del dopoguerra

Nei condomini cresciuti tra gli anni '50 e '70, alla Sacca, alla Crocetta, al Buon Pastore o a San Faustino, molti appartamenti hanno ancora pochi circuiti e poche prese per stanza. Si rimedia con ciabatte e prese multiple, a volte una dentro l’altra. D’inverno, quando si accendono stufette e scaldabagni elettrici, i contatti consumati scaldano, la plastica si ammorbidisce e il corto arriva lì, dentro la spina o la presa.

Se trovi una presa annerita, o una spina calda al tatto, non usarla più: è il segnale che precede il corto. Come riconoscere i segnali lo spieghiamo nella pagina sulla presa bruciata.

Acqua e corrente: infiltrazioni, temporali e luci esterne

Molti cortocircuiti a Modena hanno un’origine idraulica. In condominio l’acqua di una perdita del piano di sopra scende dentro i tubi dei cavi e arriva a un lampadario o a una scatola di derivazione; nei palazzi del centro, una pioggia forte trova la strada da un tetto vecchio fino ai cavi del sottotetto. Se l’acqua gocciola da un lampadario, non accendere la luce e stacca il generale: poi serve anche un idraulico, e trovi cosa fare nella pagina sulla perdita d’acqua a Modena.

Nelle villette e nelle case delle frazioni, invece, i punti deboli sono fuori: faretti del giardino, prese esterne, motori dei cancelli, scatole sul muro esposte alla pioggia. Dopo un temporale estivo, un corto su queste linee può far scattare tutta la casa.

Negozi e laboratori: insegne, vetrine e macchine

Sotto i portici del centro e lungo la via Emilia, negozi e locali hanno insegne luminose, vetrine illuminate, frigoriferi e macchine da caffè accesi per molte ore. Nei laboratori dei villaggi artigiani, dalla Madonnina a Modena Est, ci sono macchine con motori, cavi che si muovono e polveri che si depositano nei quadri. Un corto qui ferma il lavoro, e spesso succede di sera, alla chiusura, o al mattino, all’accensione.

Se gestisci un locale, dicci al telefono cosa deve ripartire per primo, come celle frigorifere o banchi refrigerati: si isola il circuito guasto e si rimette in funzione il resto, poi si ripara.

Dopo il corto: cosa controlliamo prima di ridarti la luce

Sul posto isoliamo il circuito, troviamo il punto del corto, sostituiamo i componenti danneggiati e misuriamo l’isolamento dell’intero circuito prima di riattivarlo. Se il corto ha rivelato un impianto vecchio, ti diciamo con chiarezza cosa conviene rifare e cosa può aspettare. Quando il lavoro diventa un rifacimento, per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare, e rilasciamo fattura o ricevuta. In centro il furgone entra in ZTL solo con un permesso giornaliero per pronto intervento: indicaci via, civico e se c’è un cortile. Gli altri interventi in città sono nella pagina dell'elettricista a Modena, tutti i servizi in quella dell'elettricista.

Quartieri a Modena

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Domande frequenti

C’è stato un lampo dalla presa e ora è annerita: posso usarla?

No. Lascia abbassato l’interruttore di quel circuito e non collegarci niente. Una presa annerita va sostituita, e prima bisogna controllare cavi e scatola dietro, perché il danno spesso continua dentro il muro.

L’interruttore scatta appena lo rialzo: cosa vuol dire?

Che sul circuito c’è ancora il guasto, oppure che è collegato l’apparecchio che lo ha causato. Stacca tutte le spine di quel circuito e riprova una sola volta. Se scatta ancora, lascialo giù e chiamaci: insistere scalda i contatti e peggiora il danno.

Un cortocircuito può dipendere dall’acqua del vicino di sopra?

Sì, ed è frequente nei condomini e nei palazzi antichi: l’acqua scende lungo i tubi dei cavi fino a una scatola o a un lampadario. Prima si ferma la perdita, poi si asciuga e si controlla l’impianto, che va riacceso solo quando è asciutto.

Dopo un corto devo rifare tutto l’impianto?

Non sempre. Spesso basta sostituire il tratto danneggiato. Se però le misure mostrano isolanti deteriorati su più circuiti, o manca la messa a terra, conviene programmare un rifacimento: te lo diciamo con il preventivo, senza fretta.

Fonti

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