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Cortocircuito a Parma: palazzi antichi, cucine dei locali e impianti bagnati

Un foro nel muro sbagliato in un palazzo antico, una ciabatta che si fonde, l’acqua entrata in una scatola: i cortocircuiti più frequenti in città e come rimettiamo in sicurezza l’impianto.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Un cortocircuito fa scattare la protezione all’istante, a volte con un lampo, uno schiocco o odore di bruciato. Se vedi fumo o fiamme, esci e chiama il 112; se è tutto spento e non c’è fumo, lascia abbassato l’interruttore della linea coinvolta e chiamaci. I segnali e la sequenza di sicurezza sono spiegati nella pagina sul cortocircuito; qui trovi i casi che incontriamo più spesso in città.

Palazzi antichi e linee invisibili: il corto dopo un foro nel muro

Nei palazzi del centro e dell’Oltretorrente gli impianti sono stati rifatti più volte, e le linee non sempre seguono i percorsi che ti aspetteresti: corrono in diagonale, risalgono dietro una porta, passano in vecchie tracce sotto l’intonaco. Per questo, quando appendi un quadro o monti una mensola, il rischio di prendere un cavo con il trapano è più alto che in una casa recente.

Se è successo, non riarmare la linea: il cavo danneggiato dentro il muro può scaldare anche se la protezione si richiude. Lascia il foro com’è, senza estrarre il tassello, e chiamaci. Il tratto danneggiato si trova misurando la linea e si ripara con una giunzione a regola d’arte o sostituendo il cavo.

Ciabatte fuse e prese annerite nelle case piccole

Nelle case dei borghi e negli appartamenti più vecchi le prese sono poche, e attorno a una sola presa finiscono stufetta, phon, ciabatta e caricabatterie. D’inverno, quando l’umidità e il freddo della pianura fanno accendere le stufette elettriche, spine e ciabatte scaldano, la plastica cede e i contatti si toccano.

Una presa annerita o una spina deformata sono il segnale che qualcosa ha già ceduto. Non usarle più, stacca la linea e falle sostituire; per evitare che succeda di nuovo servono prese in più nei punti giusti, non altre multiprese. Ne parliamo nella guida sui rischi di ciabatte e multiprese.

Acqua nei muri e negli impianti: tetti, piene e temporali

L’acqua e la corrente insieme sono la causa più subdola dei cortocircuiti. Nei palazzi antichi un’infiltrazione dal tetto o dal bagno di sopra può scendere lungo una traccia e arrivare a una scatola di derivazione. Con i temporali estivi l’acqua entra in prese esterne, faretti e motori dei cancelli. Con la piena del Baganza del 13 ottobre 2014, a Montanara e Molinetto, l’acqua è arrivata direttamente agli impianti dei piani bassi.

Dopo un’infiltrazione o un allagamento non riaccendere le linee bagnate per vedere se funzionano: anche quando sembrano asciutte, dentro scatole e tubi può restare umidità. Si misura l’isolamento, si asciuga, si sostituisce quello che si è rovinato e solo dopo si ridà tensione.

Cucine di ristoranti e botteghe: il corto che ferma il servizio

Parma è una città di osterie, trattorie, salumerie e gastronomie, e le loro cucine lavorano con forni, friggitrici, affettatrici e lavastoviglie industriali. Calore, vapore e grasso mettono alla prova spine, prese e cavi, e un corto in cucina può fermare il servizio nel momento peggiore.

Per un locale conta avere un quadro diviso per zone, con le linee della cucina separate da luci e frigoriferi: così un corto sulla friggitrice non spegne le celle frigo. Se in cucina c’è stato un corto con fumo, non riaccendere l’apparecchio coinvolto finché non è stato controllato.

Dopo il corto: come rimettiamo in sicurezza l’impianto

Al telefono ti chiediamo cosa è successo, se c’è stato fumo e quale linea è scattata. Sul posto troviamo il punto del corto, sostituiamo prese, scatole o tratti di cavo danneggiati e misuriamo l’isolamento prima di riaccendere. Se i cavi sono vecchi, magari ancora con l’isolamento in tela, valutiamo con te se conviene il rifacimento dell’impianto.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, compresa l’eventuale maggiorazione notturna o festiva indicata nei prezzi. Per gli altri guasti in città trovi la pagina dell'elettricista a Parma; per tutto il resto quella dell'elettricista.

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Domande frequenti

Dopo il corto in cucina posso usare le altre prese di casa?

Sì, se la linea della cucina resta abbassata, il resto della casa funziona e non senti odore di bruciato. Non usare l’apparecchio che ha provocato il corto e non riarmare la linea della cucina finché non è stata controllata.

C’è stato un corto nella cantina del condominio: chi lo ripara?

Se la linea parte dal tuo contatore e serve solo la tua cantina, è impianto tuo. Se si tratta di luci e prese comuni, è del condominio: avvisa l’amministratore. In entrambi i casi, se c’è odore di bruciato, chiamaci subito.

Nel palazzo dove abito i cavi sono ancora in tela: rischio un cortocircuito?

L’isolamento in tela, con gli anni, si secca e si sbriciola, e due fili scoperti possono toccarsi. Non è detto che succeda domani, ma è un impianto da rifare. Leggi la guida sui cavi in tela e i fili vecchi per capire come riconoscerli.

L’assicurazione copre i danni di un cortocircuito?

Dipende dalla polizza: molte coperture per la casa prevedono i danni da «fenomeno elettrico» agli impianti e agli apparecchi. Fotografa i danni, conserva le parti bruciate e chiedi la fattura dell’intervento: ti serviranno per la pratica.

Fonti

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