Allagamento in casa a Mirandola: falda, canali e piogge lunghe della Bassa
A Mirandola la pianura è bassa, la terra è stata strappata alle paludi e l’acqua piovana passa per i canali di bonifica. Ecco da dove può entrare in casa, cosa fare subito e cosa controllare dopo.
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Se a Mirandola hai la casa, la taverna o il garage allagati, prima di tutto metti al sicuro persone e corrente: non entrare in un locale con l’acqua sopra le prese e abbassa l’interruttore generale solo se il quadro è asciutto e lo raggiungi senza camminare nell’acqua. Se l’acqua viene da un tubo, chiudi il rubinetto generale. Se sale in fretta o qualcuno è in pericolo, chiama il 112.
La sequenza completa dei primi minuti è nella pagina generale sull'allagamento in casa. Qui trovi cosa cambia a Mirandola, dove l’acqua ha regole sue.
Terra bassa tra Secchia e Panaro: perché a Mirandola l’acqua resta
Il territorio di Mirandola sta tra il Secchia, a ovest, e il Panaro, a est, ed è tra i più bassi della provincia: si va dai 9 metri sul livello del mare verso San Martino Spino ai 23 di San Giacomo Roncole. Un tempo era in gran parte palude, prosciugata con bonifiche iniziate in epoca romana e concluse solo nel Novecento. Le Valli mirandolesi, tra San Martino Spino, Gavello, Mortizzuolo e Quarantoli, ricordano ancora com’era.
Questo vuol dire che l’acqua piovana non scorre via da sola: la raccolgono fossi e canali del Consorzio della Bonifica Burana, che la portano verso il mare attraverso la rete di scolo della bonifica. Quando piove per giorni i canali si riempiono, la fognatura scarica più lentamente e i locali più bassi delle case sono i primi a soffrire.
Taverne, garage e piani terra delle case ricostruite dopo il 2012
Il terremoto del maggio 2012, con le scosse del 20 e del 29 maggio, ha colpito duramente Mirandola: il Duomo, il Castello dei Pico, il municipio e molte case e aziende. Negli anni della ricostruzione molti edifici sono stati riparati o rifatti, e nelle case nuove sono comparsi garage interrati, taverne e locali tecnici sotto il livello del cortile, con caldaie, boiler, quadri e lavatrici.
In una pianura così bassa questi locali vanno difesi con cura. Contano tre cose: la pompa di sollevamento, che deve partire da sola e va provata prima dell’autunno; la valvola di non ritorno sull’allaccio alla fognatura, che impedisce all’acqua di risalire quando la rete è piena; le bocche di lupo e le rampe, da tenere pulite da foglie e terra. Cosa controllare negli impianti delle case rifatte lo raccontiamo nella guida sulle case ricostruite dopo il sisma del 2012.
Quando piove a lungo: fognatura, falda e tubi rotti
Durante le piogge lunghe l’acqua può entrare in casa per strade diverse, e riconoscerle cambia la soluzione:
- dalla fognatura: acqua sporca che risale da pilette, WC e pozzetti, quando la rete è piena. A Mirandola il servizio idrico, fognature comprese, è gestito da AIMAG: se trabocca un tombino in strada, segnalalo al suo pronto intervento, attivo 24 ore su 24, con il numero che trovi in bolletta e sul sito;
- dal terreno: acqua pulita che filtra da pavimenti e pareti dei locali interrati, perché nella pianura bassa la falda può avvicinarsi molto alla superficie dopo settimane di pioggia;
- da un tubo o da un elettrodomestico: acqua pulita che non si ferma finché non chiudi il generale, e che con la pioggia non c’entra nulla.
Nel primo caso servono la pulizia degli scarichi e, per il futuro, la valvola antiriflusso; nel secondo una pompa che tenga asciutto il locale e, a lungo andare, un lavoro edile di impermeabilizzazione; nel terzo la riparazione del tubo. Di cantine e piene nella Bassa parliamo anche nella guida su cantine e alluvioni nella Bassa.
Nelle frazioni verso le Valli: corti, fosse e pozzi
Nelle frazioni, da Quarantoli a Gavello, da Mortizzuolo a San Martino Spino e Tramuschio, ci sono corti coloniche, fienili ristrutturati e case sparse tra i campi bonificati. Qui, dove manca la fognatura, gli scarichi finiscono in fosse biologiche, e molte case hanno un pozzo per l’orto o per gli animali. Con il terreno saturo una fossa piena può rigurgitare in casa, e l’acqua di un pozzo può sporcarsi.
Dopo un allagamento, quindi, non usare l’acqua del pozzo per bere o cucinare finché non è stata analizzata, fai controllare la fossa e, se serve, organizza uno spurgo. L’acqua dell’acquedotto è un’altra cosa: per quella valgono gli avvisi del gestore e del Comune.
Dopo l’acqua: cosa controlliamo e come interveniamo
Al telefono ti chiediamo da dove entra l’acqua, quanto è alta e cosa c’è nel locale, caldaia, quadro, prese o lavatrice. Sul posto svuotiamo, controlliamo pompe, pozzetti e scarichi e cerchiamo l’origine, per riparare un tubo, liberare uno scarico o sostituire una pompa. Una caldaia finita sott’acqua non va riaccesa: deve controllarla un tecnico, e se senti odore di gas apri le finestre, esci e chiama il pronto intervento gas indicato in bolletta o il 112.
Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare, e rilasciamo fattura o ricevuta, utile per l’assicurazione insieme alle foto dei danni. Cosa c’è da sapere sul comune è nella pagina di Mirandola, gli interventi nel capoluogo in quella dell'idraulico a Modena e tutti i servizi in quella dell'idraulico.
Altre urgenze a Mirandola
Domande frequenti
L’acqua risale dal pavimento della taverna, ma nessun tubo perde: cos’è?
Se l’acqua è pulita e compare dopo giorni di pioggia, è probabile che venga dal terreno, perché la falda si è alzata. Una pompa nel punto più basso tiene asciutto il locale; la soluzione definitiva è un’impermeabilizzazione, che è un lavoro edile. Se invece l’acqua è sporca o sa di fogna, arriva dagli scarichi.
Ci sono allerte per le piene del Secchia o del Panaro: cosa faccio in casa?
Segui le indicazioni del Comune e della protezione civile e controlla gli avvisi sul portale di allerta meteo della Regione. Prima che l’acqua arrivi sposta l’auto dal garage interrato, porta in alto documenti e oggetti di valore e non scendere nei locali interrati durante la piena.
Le ultime rotte di fiume hanno colpito Mirandola?
Le rotte più recenti in provincia sono state più a monte: il Secchia nel gennaio 2014 a San Matteo, vicino a Modena, con l’acqua arrivata a Bastiglia, Bomporto e San Prospero, e il Panaro nel dicembre 2020 a Gaggio di Castelfranco Emilia, verso Nonantola. Mirandola sta più a valle, nella pianura tra i due fiumi, e conta su argini e canali di bonifica.
Venite a Mirandola e nelle frazioni anche di notte?
Sì, rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi, in tutto il comune. Nelle frazioni dacci un punto di riferimento sulla strada; quando un’emergenza riguarda tutta la zona, al telefono ti diciamo con onestà se e quando riusciamo ad arrivare.
Fonti
- Wikipedia – Mirandola – quote del territorio da 9 a 23 metri, bonifiche dall’epoca romana al Novecento, Valli mirandolesi, danni del sisma 2012
- Wikipedia – Terremoto dell’Emilia del 2012 – scosse del 20 e del 29 maggio 2012 e danni nei comuni della Bassa modenese
- Regione Emilia-Romagna – Consorzio della Bonifica Burana, scheda degli interventi – Mirandola tra i centri del comprensorio difeso dal consorzio
- AIMAG – Territorio – Mirandola tra i comuni in cui AIMAG gestisce il servizio idrico
- Comune di Modena – Atto del Consiglio comunale sull’alluvione del gennaio 2014 – rotta del Secchia a San Matteo e comuni allagati
- Arpae – Rapporto sull’evento meteo del 4-8 dicembre 2020 – rotta del Panaro del 6 dicembre 2020 tra Castelfranco Emilia e Nonantola
- Regione Emilia-Romagna – Allerta meteo – allerte per piene e criticità idrogeologiche

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