Spurgo domestico: svuotare fosse biologiche, Imhoff, pozzi neri e degrassatori
Se la casa non è allacciata alla fognatura, i reflui finiscono in vasche da svuotare con l’autospurgo. Ecco come capire quando sono piene, cosa non fare e come funziona lo spurgo.
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Lo spurgo domestico è lo svuotamento, con un mezzo autospurgo, delle vasche in cui finiscono gli scarichi di casa: fosse biologiche, fosse Imhoff, pozzi neri e degrassatori. Va fatto con regolarità, e subito quando gli scarichi rallentano tutti insieme, quando senti odore di fogna intorno alla vasca o quando il liquido affiora nel terreno. Nell’attesa riduci l’uso dell’acqua e non aprire né tentare di svuotare la vasca da solo: dentro si formano gas pericolosi. Per il resto dell’impianto, dai tubi ai sanitari, c’è la pagina dell'idraulico.
Fossa biologica, Imhoff, pozzo nero e degrassatore: le differenze
- Fossa biologica, o settica: una vasca, spesso divisa in due o tre scomparti, in cui i solidi si depositano sul fondo e in parte si decompongono. Il liquido chiarificato esce e prosegue verso la fognatura o verso un sistema di dispersione nel terreno.
- Fossa Imhoff: una vasca a due piani. Sopra c’è il comparto di sedimentazione, dove il liquame rallenta e lascia cadere i solidi; sotto c’è il comparto di digestione, dove i fanghi si decompongono senza ossigeno.
- Pozzo nero: una vasca a tenuta che raccoglie e basta, senza uscita. Si svuota quando è piena; se non si riempie mai, probabilmente perde nel terreno e va controllato.
- Degrassatore: un pozzetto sulle acque della cucina che trattiene grassi e oli, che galleggiano, prima che arrivino alla fossa o alla fognatura. Lo strato di grasso va tolto periodicamente.
Per gli edifici isolati i sistemi di trattamento adeguati li individua la Regione, e lo scarico che non va in fognatura deve essere autorizzato: nell’autorizzazione trovi il tipo di impianto ed eventuali prescrizioni di manutenzione. Come lavora una Imhoff, e perché i due piani contano, lo spiega la guida alla fossa Imhoff.
Quando la fossa biologica è piena: i segnali
- Gli scarichi di tutta la casa rallentano e gorgogliano.
- Il WC si svuota male anche senza un tappo nel vaso.
- C’è odore di fogna in giardino, intorno ai coperchi o vicino alle finestre.
- Il terreno sopra la vasca o sopra la zona di dispersione è molle, bagnato o ha l’erba molto più verde del resto.
- Il liquido esce dai coperchi o risale dal pozzetto d’ingresso.
Aspettare troppo costa caro: quando i fanghi riempiono la vasca, i solidi passano oltre e intasano la dispersione nel terreno, che a quel punto va rifatta.
Perché lo spurgo non è un lavoro fai-da-te
Dentro fosse e pozzi neri la materia organica fermenta e libera gas: idrogeno solforato, anidride carbonica e metano. L’idrogeno solforato ha il tipico odore di uova marce, ma ad alte concentrazioni il naso non lo sente più; molti gas asfissianti non hanno odore e fanno perdere conoscenza senza preavviso. Anche smuovere i fanghi, ad esempio con un getto d’acqua, può liberare di colpo grandi quantità di gas.
La legge sulla sicurezza sul lavoro vieta di far entrare i lavoratori in pozzi neri, fogne e fosse senza aver prima accertato che l’aria sia sicura. Per lo stesso motivo non conviene svuotare la vasca con una pompa da giardino: oltre al rischio, i fanghi sono rifiuti e devono finire in un impianto autorizzato, non nel campo o in un fosso.
Come funziona l’autospurgo
L’autospurgo è un camion con una cisterna e una pompa a vuoto che aspira i liquami attraverso un tubo flessibile; molti mezzi hanno anche il lavaggio ad alta pressione, il canal jet, per pulire i tubi. Un intervento fatto bene segue questi passi:
- si aprono tutti i coperchi d’ispezione e si controlla la vasca: crosta in superficie, livello dei fanghi, tubi di ingresso e di uscita;
- si aspirano crosta, liquido e fanghi da tutti gli scomparti, sciogliendo con l’acqua le parti più dure;
- nella Imhoff si svuota il comparto di digestione e si pulisce quello di sedimentazione; di solito si lascia una piccola parte di fango, che aiuta il processo biologico a ripartire;
- si controllano tubi a T, deflettori, sfiato e pozzetti, e si lavano i tubi se sono intasati;
- dove la falda è alta, le vasche in plastica si riempiono subito di acqua pulita: una vasca vuota può sollevarsi, spinta dall’acqua del terreno.
I fanghi aspirati sono rifiuti. La legge li considera prodotti da chi esegue la pulizia: viaggiano con un documento di trasporto e finiscono in impianti di smaltimento o di recupero. Chi fa lo spurgo deve essere iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali e all’albo degli autotrasportatori. Chiedi a chi fa lo spurgo, anche a noi, il numero di iscrizione: puoi verificarlo nella sezione «Elenchi iscritti» del sito dell’Albo.
Ogni quanto svuotare fosse e pozzi neri
Non esiste un intervallo valido per tutte le case: dipende dal volume della vasca, da quante persone ci vivono, da quanta acqua si usa e da quanto grasso arriva dalla cucina. Il pozzo nero, che non ha uscita, si svuota quando si riempie; per fosse e Imhoff si misurano lo strato di fanghi e la crosta e si decide. Se l’autorizzazione allo scarico contiene prescrizioni di manutenzione, valgono quelle. Annota date e quantità aspirate: dopo qualche spurgo saprai qual è il ritmo giusto per la tua casa. Più indicazioni nella guida su ogni quanto va svuotata una fossa biologica.
Nelle case sparse di collina e di montagna, come nelle campagne di pianura lontane dalla rete, conta anche la strada: l’autospurgo è un camion pesante e va programmato quando il percorso è praticabile, anticipando lo spurgo prima dell’inverno nelle case in quota. Nelle seconde case usate solo d’estate, conviene controllare la vasca prima della riapertura.
Tempi e costi dello spurgo domestico
Il prezzo dipende soprattutto dai metri cubi da aspirare, dalla distanza tra il punto in cui si ferma il camion e la vasca, da quanto è dura la crosta, dal costo di smaltimento dei fanghi nell’impianto e dall’urgenza.
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Per organizzarlo ci servono il tipo di vasca, il volume se lo conosci e una foto dell’accesso per il camion. Tutte le voci, maggiorazioni comprese, sono riassunte nel listino prezzi.
Come allungare la vita della fossa e della dispersione
- Non buttare nel WC salviette, assorbenti, olio, vernici, solventi o medicinali: i prodotti chimici danneggiano i batteri che fanno lavorare la fossa.
- Tieni le grondaie fuori dalla fossa: l’acqua piovana la riempie e spinge i fanghi oltre.
- Ripara subito rubinetti che gocciolano e la cassetta del WC che perde: un filo d’acqua che scorre senza sosta sovraccarica la vasca.
- Svuota con regolarità il degrassatore della cucina.
- Non passare con l’auto o con mezzi pesanti sopra la vasca e lascia i coperchi raggiungibili, senza coprirli di terra o piastrelle.
- Nessun prodotto versato nel WC evita lo svuotamento: gli additivi non sostituiscono lo spurgo.
Dove interveniamo per spurgo domestico
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Posso usare la fossa mentre aspetto lo spurgo?
Il meno possibile. Rimanda lavatrice e lavastoviglie, fai docce brevi e scarica il WC solo quando serve: ogni litro in più spinge liquami verso la dispersione o li fa risalire in casa. Se il liquido esce in superficie, delimita la zona e tieni lontani bambini e animali.
I fanghi della fossa si possono spargere nel campo?
No. I fanghi delle fosse sono rifiuti: chi esegue lo spurgo li trasporta con un documento apposito e li conferisce a impianti di smaltimento o di recupero. Spargerli nel terreno o in un fosso inquina e può essere sanzionato.
Che documenti devo chiedere a chi fa lo spurgo?
Chiedi il numero di iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali e conserva la fattura, con la data e la quantità aspirata. Ti serve per ricordare quando è stato fatto l’ultimo intervento e, se l’autorizzazione allo scarico prevede una manutenzione periodica, per dimostrare di averla fatta.
Il degrassatore va svuotato anche se la casa è allacciata alla fognatura?
Sì, se c’è. Il grasso trattenuto si accumula in superficie e, quando il degrassatore è pieno, passa oltre e si attacca ai tubi verso la fognatura, dove forma tappi difficili da togliere. La frequenza dipende da quanto si cucina: in un ristorante è molto più alta che in una casa.
Dopo lo spurgo l’odore resta?
Durante l’intervento l’odore è forte, poi si attenua quando i coperchi vengono richiusi e l’aria si rinnova. Se la puzza resta nei giorni seguenti, vanno controllati coperchi, sfiato della vasca e sifoni di casa: la pagina sul cattivo odore dagli scarichi spiega dove guardare.
Fonti
- D.Lgs. 152/2006, art. 230 (Normattiva) – i rifiuti della pulizia di reti fognarie, fosse settiche e sistemi individuali si considerano prodotti da chi esegue la pulizia; trasporto con documento unico; iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali e all’albo degli autotrasportatori
- D.Lgs. 152/2006, art. 100 (Normattiva) – per gli edifici isolati le Regioni individuano sistemi individuali adeguati
- D.Lgs. 152/2006, art. 124 (Normattiva) – tutti gli scarichi devono essere autorizzati; il regime degli scarichi domestici è definito dalle Regioni
- D.Lgs. 81/2008, art. 66 (Normattiva) – divieto di accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne e fosse senza aver accertato l’assenza di pericolo
- INAIL, Manuale illustrato per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati – gas da fermentazione delle sostanze organiche; odore dell’idrogeno solforato non più percepito ad alte concentrazioni; incidenti causati dal movimento dei fanghi
- Albo nazionale gestori ambientali, Elenchi iscritti – consultazione pubblica delle imprese iscritte

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