Installazione del box doccia e sostituzione della vasca con la doccia
Un box doccia montato bene non perde per anni, e un piatto ben raccordato non manda infiltrazioni al piano di sotto. Ecco come si sceglie, come si monta e cosa comporta togliere la vasca.
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L’installazione di un box doccia è un lavoro breve quando il piatto è già posato, in piano e ben raccordato allo scarico; diventa un lavoro idraulico vero quando bisogna togliere la vasca, spostare lo scarico o posare un piatto a filo pavimento. In entrambi i casi le perdite nascono di solito negli stessi punti: scarico del piatto, raccordo tra piatto e parete, siliconi e profili.
Ecco come scegliere il box, come si monta e cosa comporta la sostituzione della vasca con la doccia.
Box doccia: modelli e misure da prendere
I modelli si distinguono per forma e apertura:
- ad angolo, quadrato, rettangolare, semicircolare o pentagonale, con due lati di cristallo;
- in nicchia, chiuso tra tre pareti, con la sola anta frontale;
- walk-in, cioè una parete fissa senza porta, che richiede più spazio per non bagnare il bagno;
- con apertura a battente, scorrevole o pieghevole, da scegliere in base allo spazio davanti alla doccia.
Le misure da prendere sono quelle del piatto, l’altezza disponibile, lo spazio di apertura dell’anta e il fuori squadro dei muri: le pareti dei bagni raramente sono perfettamente dritte, e i profili regolabili del box servono proprio a recuperare qualche millimetro. Prima di ordinare, verifica anche dove passano i tubi del miscelatore nella parete, perché lì non si deve forare.
Il piatto: materiali e misure
Anche il piatto va scelto con attenzione, perché condiziona la posa:
- ceramica: dura e facile da pulire, ma ha misure fisse e non si taglia;
- resina o materiali compositi: molti modelli si possono tagliare su misura, utili quando la doccia prende il posto della vasca o entra in una nicchia;
- acrilico: leggero e poco costoso, ma ha bisogno di un appoggio ben fatto per non flettere sotto il peso.
Per chi ha difficoltà a muoversi, un piatto basso o a filo pavimento, un’apertura ampia e un maniglione ben fissato rendono la doccia molto più sicura.
Il piatto doccia e lo scarico: dove nascono le perdite
Il box trattiene gli spruzzi, ma è il piatto a portare via l’acqua. Le perdite più insidiose non si vedono nel bagno: compaiono come macchie sul soffitto del vicino di sotto, e allora la pagina da leggere è quella sulla perdita dal soffitto.
I punti critici sono:
- la piletta di scarico del piatto, con la sua guarnizione e il raccordo al tubo;
- la pendenza dello scarico fino alla colonna: se è scarsa l’acqua ristagna, il piatto scarica lento e i capelli si fermano prima, come nel caso della doccia otturata;
- l’impermeabilizzazione sotto il piatto e sulle pareti della zona doccia, con bandelle negli angoli;
- il raccordo tra piatto e piastrelle, che deve essere sigillato con un silicone sanitario adatto.
Se l’acqua esce già oggi dal box o dal piatto, prima di cambiare tutto conviene capire da dove: le cause tipiche sono nella pagina sulla perdita in bagno e nella guida al box doccia che perde dal silicone.
Sostituzione della vasca con la doccia: cosa comporta
Togliere la vasca per mettere una doccia rende il bagno più comodo, soprattutto per chi fatica a scavalcare il bordo, ma non è solo un cambio di sanitario. Le fasi sono queste:
- Rimozione della vasca, che spesso è murata e rivestita: si smonta il rivestimento, si stacca la vasca e si smaltisce.
- Verifica dello scarico: quello della vasca è di solito basso, vicino al pavimento. Il piatto doccia ha bisogno di uno scarico alla quota giusta, e a volte va abbassato nel massetto o il piatto va rialzato.
- Spostamento degli attacchi: il miscelatore della vasca non è all’altezza giusta per la doccia. Si spostano gli attacchi o si monta una colonna doccia adatta.
- Impermeabilizzazione del fondo e delle pareti della zona doccia, prima delle piastrelle.
- Piastrelle: dietro la vasca spesso il muro non è rivestito fino in fondo, e bisogna integrare o rifare il rivestimento.
- Posa del piatto e montaggio del box, con la prova finale di scarico e tenuta.
Prima di partire verifica con il tuo tecnico o con l’ufficio tecnico del Comune se il lavoro richiede una pratica edilizia; in condominio rispetta orari e regolamento per i lavori rumorosi. Tempi e permessi nel dettaglio sono nella guida su come sostituire la vasca con la doccia.
Sul piano fiscale, l’Agenzia delle Entrate precisa che la sostituzione della vasca con un box doccia non è un intervento di eliminazione delle barriere architettoniche, se la doccia non ha le caratteristiche tecniche previste dal DM 236/1989. Può comunque rientrare nella detrazione per il recupero edilizio quando l’intervento si configura come manutenzione straordinaria: verifica con il tuo commercialista.
Installazione del box doccia, passo per passo
- Controllo del piatto: in piano, ben sigillato, senza scricchiolii.
- Tracciatura dei profili a parete, con livella e piombo.
- Foratura delle piastrelle con punte adatte, lontano dai tubi del miscelatore.
- Fissaggio dei profili e montaggio di pareti fisse e ante.
- Regolazione di ante, guarnizioni e chiusure magnetiche.
- Siliconatura di profili e base, nei punti indicati dal produttore: di solito sul lato esterno, così l’acqua che entra nei profili torna nel piatto.
- Asciugatura: la doccia si usa solo dopo il tempo indicato sulla confezione del silicone.
Doccia a filo pavimento: quando si può fare
Il piatto a filo pavimento, senza gradino, è comodo e facile da pulire, ma richiede uno scarico incassato nel massetto con la sua pendenza fino alla colonna. In un appartamento con il solaio sotto e gli scarichi che corrono nel massetto, lo spessore disponibile non sempre basta: a volte si risolve con un sifone a basso ingombro o una canalina, altre volte bisogna alzare leggermente il pavimento del bagno.
La fattibilità si decide con un sopralluogo, misurando la quota della colonna e lo spessore del massetto. Le soluzioni possibili sono nella guida sul piatto doccia a filo pavimento.
Tempi e costi del box doccia e della trasformazione vasca-doccia
Montare un box doccia su un piatto esistente è un lavoro di qualche ora. Sostituire la vasca con una doccia richiede invece più giorni, perché ci sono demolizione, scarico, impermeabilizzazione, piastrelle e asciugature. Il costo cambia di conseguenza: tipo di box e di piatto, modifiche allo scarico e agli attacchi, superficie di piastrelle da rifare.
Le voci del listino e le eventuali maggiorazioni sono nella pagina dei prezzi. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Se il lavoro si allarga al resto della stanza, leggi la pagina sulla ristrutturazione del bagno; gli altri lavori del nostro servizio di idraulico sono nella pagina del servizio.
Dove interveniamo per installazione del box doccia
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
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Domande frequenti
Si può montare un box doccia sulla vasca?
Un vero box no, ma esistono pareti sopravasca, fisse o pieghevoli, che si fissano al bordo della vasca e al muro. Sono una soluzione rapida per fare la doccia nella vasca senza bagnare il bagno, con le stesse attenzioni ai siliconi.
Quanto tempo dopo il montaggio posso usare la doccia?
Dipende dal silicone: va rispettato il tempo di asciugatura indicato sulla confezione, di solito almeno un giorno. Se è stato posato anche un piatto nuovo con collanti o malte, bisogna aspettare anche la loro presa.
Il box doccia perde dal basso: devo cambiarlo?
Di solito no. Spesso la perdita viene da siliconi invecchiati, guarnizioni delle ante consumate o profili montati storti. Rifare la sigillatura e cambiare le guarnizioni risolve molti casi; se l’acqua compare sotto il piatto, il problema può essere lo scarico.
Posso trasformare la vasca in doccia senza rompere le piastrelle?
In parte sì: esistono piatti su misura che occupano lo spazio della vasca e pannelli che coprono la zona dove c’era. Di solito, però, una parte di piastrelle va toccata, per lo scarico e per gli attacchi del miscelatore.
Meglio cristallo temperato o pannelli in plastica?
Il cristallo temperato è più resistente e, se si rompe, va in frammenti piccoli invece che in schegge taglienti. I pannelli in plastica costano meno, ma si graffiano e con il tempo si opacizzano. Per un box che deve durare anni conviene il cristallo temperato.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali – la sostituzione della vasca con il box doccia senza i requisiti del DM 236/1989 non è eliminazione delle barriere architettoniche, ma può rientrare tra la manutenzione straordinaria

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