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Ristrutturazione del bagno: come si organizza il rifacimento

Rifare il bagno significa coordinare idraulico, elettricista, muratore e piastrellista. Ecco l’ordine dei lavori, dove si nascondono i costi e cosa deve esserci scritto nel preventivo.

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Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

Una ristrutturazione del bagno ben fatta parte dagli impianti, non dalle piastrelle: prima si decidono la posizione dei sanitari, il percorso degli scarichi e dei tubi, poi si chiude tutto e si passa alle finiture. Invertire l’ordine, o scegliere i sanitari a cantiere avviato, è una causa tipica di ritardi e di costi in più.

Il rifacimento del bagno è un lavoro di squadra: idraulico, elettricista, muratore e piastrellista lavorano in sequenza nello stesso spazio piccolo. In questa pagina trovi l’ordine giusto, i tempi, gli impianti da valutare e cosa deve contenere il preventivo.

Prima di demolire: rilievo, progetto e scelte

Il lavoro comincia con un rilievo: misure della stanza, posizione della colonna di scarico, dei tubi dell’acqua, della finestra e della porta. Da qui si decide dove mettere WC, bidet, lavabo e doccia. Il WC è il pezzo che vincola di più, perché il suo scarico deve raggiungere la colonna con una pendenza costante.

Prima di demolire conviene aver già scelto:

  • i sanitari, perché ogni modello ha le sue quote di scarico e di attacco: quelle vanno rispettate quando si posano i tubi;
  • il tipo di doccia, con piatto tradizionale o a filo pavimento, che cambia la quota dello scarico;
  • la rubinetteria, soprattutto se è a incasso;
  • i punti luce, le prese e l’aspiratore, se il bagno è cieco, cioè senza finestra.

Infine verifica con il tuo tecnico, o con l’ufficio tecnico del Comune, se i lavori previsti richiedono una pratica edilizia, e in condominio controlla il regolamento per orari e rumori.

Le fasi della ristrutturazione del bagno, in ordine

  1. Protezione e demolizione: si proteggono le stanze vicine, si tolgono sanitari, rivestimenti, pavimento e, se serve, il massetto. Le macerie vanno smaltite come rifiuti da costruzione.
  2. Impianto idrico: nuovi tubi, di solito in multistrato, spesso con un collettore che dà a ogni sanitario la sua linea e la sua valvola.
  3. Scarichi: nuovi tubi con le pendenze giuste e un raccordo sicuro alla colonna. Come si rifanno lo spieghiamo nella pagina sullo scarico del bagno.
  4. Impianto elettrico: il bagno ha regole proprie per prese, luci e apparecchi vicino a vasca e doccia, e il lavoro spetta a un elettricista abilitato.
  5. Prova di tenuta: prima di chiudere tracce e massetti, l’impianto dell’acqua si mette in pressione e si controlla che non perda.
  6. Massetto e impermeabilizzazione: la zona doccia va impermeabilizzata a pavimento e sulle pareti, con bandelle negli angoli.
  7. Pavimenti e rivestimenti.
  8. Montaggio di sanitari, rubinetteria, box doccia, mobili e accessori.
  9. Collaudo e documenti: prove di funzionamento e dichiarazioni di conformità degli impianti.

Gli impianti del bagno: cosa rifare e cosa si può tenere

Con pavimenti e rivestimenti aperti, rifare i tubi costa poco rispetto a doverli rifare tra qualche anno rompendo le piastrelle nuove. Se i tubi sono in ferro zincato, la scelta è quasi obbligata; se sono già in multistrato e in buono stato, si possono tenere e collegare. Quando i problemi riguardano tutta la casa, il bagno è l’occasione per valutare il rifacimento dell’impianto idraulico.

Ci sono poi casi da gestire con attenzione:

  • la colonna di scarico condominiale non è tua: si rifà il raccordo, mentre interventi sulla colonna vanno concordati con l’amministratore;
  • vecchi scarichi in fibrocemento: possono contenere amianto, non vanno tagliati né rotti e richiedono una ditta specializzata;
  • caldaia o scaldabagno a gas nel bagno: spostarli o sostituirli è un lavoro da tecnico abilitato, con regole precise per il gas e i fumi. Per questo serve l'assistenza caldaie;
  • i palazzi storici, come nei centri di Parma o di Bologna, dove a volte si lavora su solai in legno o volte: peso del massetto e impermeabilizzazione vanno pensati prima.

Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Se rifai solo la parte del bagno, la dichiarazione riguarda quella parte, ma tiene conto della sicurezza dell’impianto intero.

Quanto tempo serve per rifare un bagno

Un rifacimento completo richiede di solito alcune settimane di cantiere. Le singole lavorazioni non sono lunghe, ma devono seguire un ordine e alcune hanno bisogno di tempi di asciugatura: il massetto, l’impermeabilizzazione, le colle e le fughe.

I tempi si allungano quando:

  • i sanitari o il box doccia arrivano tardi rispetto al cantiere;
  • dietro le piastrelle si trovano sorprese, come tubi corrosi, scarichi in materiali vecchi o muri da risanare;
  • il regolamento di condominio limita gli orari dei lavori rumorosi;
  • le diverse ditte non sono coordinate.

Se è l’unico bagno di casa, organizzati per i giorni in cui non sarà utilizzabile. Le tempistiche fase per fase sono nella guida su quanto tempo serve per ristrutturare un bagno.

Quanto costa la ristrutturazione del bagno e da cosa dipende

Il costo di un bagno dipende da metratura, quantità di impianti da rifare, tipo di doccia, qualità di sanitari, rubinetteria e piastrelle, e dalle sorprese che emergono con la demolizione. Le forniture possono pesare quanto il lavoro, e cambiano molto da un modello all’altro.

La parte idraulica segue le voci del nostro listino.

Le voci e le eventuali maggiorazioni sono nella pagina dei prezzi. Per un bagno completo serve sempre un sopralluogo e un preventivo scritto, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Le principali voci di spesa sono spiegate nella guida su quanto costa rifare un bagno. Gli altri lavori del nostro servizio di idraulico sono nella pagina del servizio.

Cosa chiedere nel preventivo per il rifacimento del bagno

Un buon preventivo non è un totale, ma un elenco di voci. Controlla che ci siano:

  • demolizione e smaltimento delle macerie;
  • impianto idrico e scarichi, con i materiali indicati;
  • impianto elettrico e aspiratore, se serve;
  • massetto e impermeabilizzazione della zona doccia;
  • posa di pavimenti e rivestimenti, con la superficie;
  • forniture: sanitari, rubinetteria, box, piatto e piastrelle, con marca e modello o con un budget chiaro;
  • IVA applicata e valore dei beni significativi, cioè di sanitari e rubinetteria;
  • cosa è escluso, per esempio tinteggiatura, mobili, porta o smaltimento della vasca;
  • tempi di inizio e di durata, e chi coordina le diverse ditte;
  • documenti finali, come le dichiarazioni di conformità degli impianti;
  • modalità di pagamento, con bonifico se vuoi chiedere la detrazione.

Se il preventivo dice solo «rifacimento bagno, a corpo», chiedi il dettaglio: è l’unico modo per confrontare offerte diverse e per sapere cosa succede se a lavori in corso emerge un imprevisto.

Detrazioni e IVA per il bagno: le regole generali

Il rifacimento del bagno può rientrare nella detrazione per il recupero del patrimonio edilizio. Sulle singole abitazioni l’Agenzia delle Entrate ammette gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione, non quelli di sola manutenzione ordinaria: tra gli esempi di manutenzione straordinaria cita la realizzazione e l’integrazione dei servizi igienico-sanitari. La percentuale dipende dall’anno della spesa ed è più alta per l’abitazione principale del proprietario. I pagamenti vanno fatti con il bonifico apposito, che riporta causale, codice fiscale di chi detrae e partita IVA dell’impresa.

Sui lavori di manutenzione nelle abitazioni l’IVA è ridotta al 10%, con una regola particolare per i beni significativi come sanitari e rubinetteria. Le regole cambiano spesso con le leggi di bilancio: prima di firmare, verificale con il tuo commercialista. Un quadro aggiornato è nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti.

Dove interveniamo per ristrutturazione del bagno

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

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Domande frequenti

Si può rifare il bagno senza cambiare gli impianti?

Sì, se tubi e scarichi sono recenti e in buono stato: si rifanno solo finiture e sanitari. Se però i tubi sono in ferro zincato o gli scarichi sono lenti, conviene rifarli adesso, perché dopo la posa delle piastrelle ogni intervento significa rompere di nuovo.

Posso spostare il WC dall’altra parte del bagno?

Dipende dalla distanza dalla colonna di scarico e dallo spessore del massetto: lo scarico del WC ha bisogno di una pendenza costante e di un diametro adeguato. A volte basta allungarlo, altre volte serve alzare il pavimento. Lo verifichiamo misurando, prima di disegnare il nuovo bagno.

Posso restare in casa durante i lavori?

Di solito sì, ma ci saranno polvere, rumore e alcuni giorni senza bagno. Se è l’unico bagno di casa, organizza in anticipo un’alternativa per quei giorni e concorda con le ditte il momento in cui WC e acqua resteranno scollegati.

Chi rilascia la dichiarazione di conformità dopo il rifacimento del bagno?

L’impresa che ha realizzato l’impianto idrico la rilascia per la parte idraulica, e l’elettricista per l’impianto elettrico, ciascuno per il proprio lavoro, come prevede il DM 37/08. Conservale con il preventivo, le fatture e le ricevute dei bonifici: fatture e bonifici servono per le detrazioni, e le dichiarazioni sono documenti utili anche quando vendi o affitti casa.

Serve un permesso per ristrutturare il bagno?

Dipende dai lavori. Rifare finiture e sanitari è diverso dallo spostare tramezzi o cambiare la disposizione dei locali. Per sapere se serve una pratica edilizia chiedi a un tecnico abilitato o all’ufficio tecnico del Comune, e in condominio informa l’amministratore se il regolamento lo prevede.

Fonti

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