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TecnicoGianluca 378 003 1410

Il box doccia perde dal silicone: come rifare la sigillatura, passo per passo

Prima si capisce se perde davvero il silicone, poi lo si rifà nel punto giusto: dentro o fuori dai profili, con il prodotto adatto e rispettando i tempi di asciugatura.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Se il box doccia perde dal silicone, la soluzione è toglierlo tutto, pulire e asciugare bene le superfici e rifare la sigillatura con un silicone per sanitari antimuffa: lungo il giunto tra piatto e piastrelle e, sui profili del box, di solito solo dal lato esterno, così l’acqua che entra nei profili torna nel piatto. Prima conviene però accertarsi che il colpevole sia davvero il silicone: guarnizioni delle ante consumate, profili storti e fughe porose fanno uscire l’acqua negli stessi punti.

Il lavoro si fa in due tempi, perché tra la rimozione e la nuova sigillatura il giunto deve asciugare. Se l’acqua compare al piano di sotto e non sul tuo pavimento, leggi anche la guida sulle infiltrazioni dal piatto doccia: lì il problema può essere più in basso.

Silicone, guarnizioni o fughe: da dove esce davvero l’acqua

Un silicone nero o staccato è un indizio, non una prova. Per sapere cosa rifare, bagna una zona alla volta con il soffione, a doccia ferma e con il pavimento del bagno asciutto, e guarda dove compare l’acqua.

Dove compare l’acquaQuandoCausa probabile
Sul pavimento davanti all’antaDurante la doccia, con l’anta chiusaGuarnizione inferiore dell’anta consumata, anta che non chiude in battuta
Sul pavimento accanto a un profilo verticaleQuando bagni il vetro vicino al muroSilicone esterno del profilo staccato, profilo non a piombo
Sotto il bordo del box, tutto intornoQuando l’acqua ristagna sul piattoSilicone tra box e piatto rovinato, piatto che scarica lento
Sul muro accanto alla doccia, nel bagno o nella stanza vicinaDopo docce lungheGiunto tra piatto e piastrelle, fughe del rivestimento
Sul soffitto del piano di sottoDopo ogni doccia, con ritardoGiunto tra piatto e piastrelle, fughe, piletta di scarico

Se il soffione puntato solo dentro la piletta basta a far comparire la macchia di sotto, il silicone non c’entra: il guaio è nello scarico. Le altre prove per esclusione sono nella pagina sulla perdita in bagno.

Ricordati anche di un caso banale: se il piatto scarica piano, l’acqua sale verso i bordi e trova i punti deboli che con uno scarico veloce non raggiungerebbe mai. Prima di rifare il silicone, controlla che la piletta sia pulita, come spieghiamo nella guida allo scarico della doccia lento.

Dove va il silicone: piatto, profili e punti da lasciare liberi

Nel box doccia ci sono due sigillature diverse, con compiti diversi.

Il giunto tra piatto e piastrelle è quello che impedisce all’acqua di scendere dietro il piatto, nel massetto e verso il piano di sotto. Va sigillato tutto intorno, lungo i lati appoggiati ai muri, dal lato interno della doccia. È la sigillatura più importante e va rifatta per prima.

I profili del box sono le guide in alluminio fissate al muro e appoggiate al piatto. Di solito i produttori indicano di sigillarli dal lato esterno, lungo il muro e lungo la base. Il motivo è semplice: l’acqua che durante la doccia entra nei profili deve poter tornare nel piatto. Se sigilli dentro, la intrappoli nel profilo e prima o poi esce dalla parte sbagliata.

Ci sono poi punti da lasciare liberi:

  • i fori e le asole di scolo nei profili inferiori, che servono proprio a far rientrare l’acqua nel piatto;
  • le guide delle ante scorrevoli, dove il silicone blocca i carrelli;
  • le zone di regolazione dei profili estensibili, se pensi di doverli aggiustare.

Le istruzioni del tuo box hanno l’ultima parola: se le hai ancora, guarda il disegno della siliconatura. La posa completa di un box, con tutte le fasi, è descritta nella pagina sull'installazione del box doccia.

Il materiale: silicone giusto, attrezzi e condizioni

Per la doccia serve un silicone per sanitari, cioè per giunti in bagni, docce e cucine, con additivi contro la muffa. Questi prodotti hanno una norma europea dedicata, la UNI EN 15651-3: puoi cercarne il riferimento sulla cartuccia.

Due varianti da conoscere:

  • acetico, riconoscibile dall’odore di aceto mentre asciuga: è il più comune per ceramica e vetro;
  • neutro, senza quell’odore: è quello da usare su marmo, pietre naturali e superfici delicate, che l’acetico può macchiare. In caso di dubbio, la cartuccia indica su quali materiali va bene.

Il colore è una scelta estetica: bianco o trasparente lavorano allo stesso modo.

Ti servono anche:

  • una pistola per cartucce;
  • un cutter e un raschietto di plastica, che non graffia acrilico e smalto;
  • un gel rimuovi-silicone, per i residui;
  • alcool denaturato e panni puliti;
  • nastro di carta;
  • una spatolina per lisciare, o acqua e sapone neutro;
  • guanti.

Lavora in un bagno asciutto e non freddo, con la finestra socchiusa. Il silicone fa presa male su superfici umide o gelate, e una giornata di pioggia con il bagno pieno di vapore non è il momento giusto.

Togliere il vecchio silicone senza graffiare

È la parte più noiosa e quella che decide la durata del lavoro: il silicone nuovo non aderisce su quello vecchio né sui suoi residui.

  1. Incidi i bordi del cordone con il cutter, tenendo la lama quasi piatta contro la piastrella. Sui piatti in acrilico o in resina usa il raschietto di plastica.
  2. Tira via la striscia afferrandola da un’estremità: spesso viene via in pezzi lunghi.
  3. Togli i residui con il gel rimuovi-silicone, lasciandolo agire il tempo indicato, poi raschia.
  4. Elimina la muffa dal giunto con un prodotto antimuffa per bagni, seguendo l’etichetta. Non mescolare mai prodotti diversi, per esempio candeggina con anticalcare o ammoniaca: insieme liberano gas pericolosi. Sciacqua bene.
  5. Sgrassa le superfici con un panno e l’alcool.
  6. Lascia asciugare a fondo, almeno fino al giorno dopo, senza usare la doccia. Il giunto deve essere asciutto anche in profondità, non solo in superficie: aria tiepida e finestra aperta aiutano.

Mentre il giunto è aperto, guarda dentro: se le piastrelle sopra il piatto si muovono o suonano vuote, o se dal giunto esce acqua anche dopo un giorno, il problema non è solo il silicone.

La nuova sigillatura, passo per passo

  1. Metti il nastro di carta sui due lati del giunto, sulla piastrella e sul piatto, lasciando scoperta una striscia larga quanto il cordone che vuoi fare.
  2. Taglia il beccuccio della cartuccia in obliquo, con un foro di poco più largo del giunto.
  3. Stendi un cordone continuo, con una pressione costante, spingendo il silicone dentro il giunto. Sui giunti verticali parti dal basso.
  4. Lisciala subito con la spatolina o con un dito bagnato in acqua e sapone neutro, con un solo passaggio deciso.
  5. Togli il nastro finché il silicone è fresco, tirandolo verso l’esterno del giunto.
  6. Fai gli angoli con calma: sono i punti dove il cordone si interrompe più spesso.
  7. Aspetta il tempo indicato sulla cartuccia prima di fare la doccia, di solito almeno un giorno. Tieni il bagno arieggiato e non bagnare il giunto nel frattempo.

Se sigilli una vasca invece di un piatto, riempila d’acqua prima di cominciare e svuotala solo quando il silicone ha fatto presa: con il peso la vasca si abbassa un poco, e il giunto non si strapperà la prima volta che la usi.

Guarnizioni delle ante, profili e chiusure: l’altra metà delle perdite

Quando l’acqua esce davanti al box, il silicone è spesso innocente. Controlla:

  • la guarnizione inferiore dell’anta, quella con l’aletta che spazzola il piatto: con gli anni si indurisce, si accorcia o si strappa, e lascia passare gli spruzzi;
  • le guarnizioni verticali, magnetiche o a palloncino, dove l’anta si chiude: se non combaciano, l’acqua passa in alto e cola giù;
  • la regolazione delle ante: cerniere allentate e carrelli consumati fanno chiudere l’anta storta;
  • i profili: se non sono a piombo, il vetro lascia una fessura in alto o in basso;
  • il piatto: se non è in piano, l’acqua si raccoglie dal lato del box invece che verso la piletta.

Le guarnizioni si trovano come ricambio: porta quella vecchia o misura lo spessore del vetro e la forma del profilo. Se il box ha molti anni, i ricambi del modello non esistono più e le perdite vengono da più punti, valutare un box nuovo ha senso. Le pareti doccia per uso domestico hanno una norma di prodotto, la UNI EN 14428: puoi chiedere al venditore se il modello che scegli la rispetta.

Quando il silicone nuovo non basta

Hai rifatto tutto con cura, ma la macchia torna. I casi tipici sono quattro.

  • Le fughe assorbono acqua. Lo stucco cementizio delle fughe è poroso: l’acqua passa tra le piastrelle e scende dietro il piatto. Nelle zone doccia le fughe si possono rifare con stucco epossidico, che assorbe molto meno.
  • Il piatto si muove. Se il piatto scricchiola o si flette quando ci sali, sotto c’è un vuoto: il silicone si strappa a ogni doccia. Va rifissato o riposato.
  • Perde la piletta. L’acqua scende dallo scarico, non dai bordi: la guarnizione della piletta va cambiata, a volte sollevando il piatto.
  • Il massetto è già impregnato. Dopo mesi di infiltrazioni la macchia di sotto continua a farsi vedere per un po’ anche a perdita risolta. Va lasciato asciugare e controllato con un misuratore di umidità.

In questi casi conviene un controllo dell'idraulico, che può distinguere con prove mirate tra fughe, piletta e raccordi del miscelatore incassato. Se il bagno ha problemi in più punti, ragionare su una ristrutturazione del bagno può costare meno che riparare un pezzo alla volta.

Pagine utili

Domande frequenti

Il silicone è diventato nero: basta pulirlo?

Quasi mai. Quando il silicone annerisce, la muffa è cresciuta dentro il materiale, non solo in superficie, e i prodotti antimuffa la schiariscono solo per poco. Se il cordone è anche staccato o crepato, rifallo. Per rallentare la muffa nella nuova sigillatura arieggia il bagno dopo ogni doccia e asciuga i giunti con un tergivetro.

Posso stendere il silicone nuovo sopra quello vecchio?

No. Il silicone fresco aderisce male su quello vecchio, e la muffa rimasta sotto riaffiora in poche settimane. In più, un doppio strato crea un cordone spesso che si stacca prima. Va tolto tutto, sgrassato e asciugato.

Quanto deve asciugare il silicone prima di usare la doccia?

Il tempo giusto è quello scritto sulla cartuccia, che dipende dal prodotto, dallo spessore del cordone, dalla temperatura e dall’umidità del bagno. Di solito serve almeno un giorno. Una doccia troppo presto può lasciare il giunto molle o staccarlo in un punto.

Il box perde dalla parte bassa dell’anta scorrevole: è il silicone?

Raramente. Più spesso è la guarnizione inferiore dell’anta, consumata o montata al contrario, oppure il carrello che fa scendere l’anta più in basso da un lato. Controlla anche che i fori di scolo del profilo inferiore non siano tappati da calcare o silicone.

Ogni quanto va rifatto il silicone della doccia?

Non c’è una scadenza: dipende dall’uso, dall’aerazione del bagno e dalla qualità della posa. Guardalo una volta l’anno: quando annerisce in profondità, si stacca dalla piastrella o si crepa, va rifatto prima che l’acqua cominci a passare.

Fonti

  • UNI EN 15651-3:2017 (catalogo UNI) – consultata il 25 ottobre 2026: definizioni e requisiti dei sigillanti per giunti in aree sanitarie all’interno degli edifici, come bagni, docce e cucine domestiche.
  • UNI EN 14428:2018 (catalogo UNI) – consultata il 25 ottobre 2026: caratteristiche delle pareti doccia per impieghi domestici.

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