Ricerca perdite a Sasso Marconi: il geofono vicino a treni e A1, muri in sasso e sei mesi di riscaldamento
Tra Porrettana, ferrovia e A1 il rumore disturba l’ascolto dei tubi; i muri in pietra confondono la termocamera; il riscaldamento lavora sei mesi l’anno. Come cerchiamo una perdita nascosta qui.
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Un geofono è, in pratica, un orecchio molto sensibile appoggiato al pavimento: ascolta il sibilo dell’acqua che esce da un tubo in pressione. Funziona benissimo, tranne quando sotto i piedi vibra qualcos’altro. E Sasso Marconi è un comune attraversato da una statale, una ferrovia con tre stazioni e l’autostrada A1 con due caselli. Sembra un dettaglio, ma decide come e quando si fa una ricerca perdite nel fondovalle.
Passo per passo, le tecniche strumentali sono spiegate nella pagina sulla ricerca delle perdite d’acqua. Qui trovi cosa le complica, o le aiuta, in questo territorio.
Porrettana, binari e A1: quando il geofono chiede silenzio
Nelle palazzine e nelle villette tra il capoluogo, Borgonuovo e Pontecchio il traffico pesante e il passaggio dei treni mettono un rumore di fondo nelle strutture. Non impedisce di trovare una perdita, ma costringe a organizzarsi: si chiude ogni apparecchio di casa, si spengono pompe e frigoriferi dove possibile e si ascolta nei momenti di quiete, ripetendo la misura in più punti per confrontare il suono.
Se l’ascolto resta incerto, passiamo ad altro: il gas tracciante, una miscela innocua immessa nel tubo vuoto che esce dal punto rotto e viene rilevata in superficie, non teme le vibrazioni. Per questo, quando prendiamo l’appuntamento, chiediamo di poter chiudere l’acqua per il tempo della prova e di avere libero l’accesso a contatore e collettori.
Muri in pietra: cosa vede la termocamera e cosa no
Nei borghi collinari le case hanno pareti in sasso molto spesse, che scaldano e raffreddano lentamente. La termocamera, che legge le differenze di temperatura delle superfici, su un intonaco sottile mostra bene il percorso di un tubo dell’acqua calda. Su un muro massiccio il segnale arriva attenuato e in ritardo, e l’umidità di risalita può disegnare macchie che con la perdita non c’entrano nulla.
Qui la termocamera serve solo se la leggiamo insieme ad altre prove. La sequenza più utile è questa:
- prova di tenuta sui singoli tratti, per capire quale ramo perde;
- colorante negli scarichi, se la macchia compare solo dopo l’uso del bagno;
- igrometro su muro e pavimento, per distinguere la risalita dalla fuga;
- termocamera e tracciante soltanto sul ramo sospetto.
Se ti chiedi se la tua macchia è davvero una perdita, c’è la guida su umidità o perdita.
Sei mesi di caldaia accesa: la perdita che non si vede nel contatore
In zona climatica E l’accensione degli impianti è consentita dal 15 ottobre al 15 aprile, e sulle colline il riscaldamento lavora parecchio. Una perdita nei tubi dei termosifoni o in un pavimento radiante non muove il contatore dell’acqua in modo evidente: l’impianto è un circuito chiuso, e l’unico segnale è la pressione della caldaia che scende e va rabboccata sempre più spesso.
Annota ogni quanto ricarichi e di quanto scende la lancetta: è il dato che ci serve per partire. Con l’impianto caldo la termocamera torna utile, perché il tubo che perde allarga una chiazza tiepida sul pavimento. Prima di smontare qualcosa, leggi la guida sulla pressione della caldaia che scende: a volte il colpevole è il vaso di espansione, non un tubo.
Sabbie e argille: lo stesso tubo rotto dà segnali diversi
Il territorio del comune non è uniforme. Dove prevalgono le sabbie e le arenarie del Contrafforte, l’acqua che esce da un tubo interrato può sparire verso il basso senza bagnare il prato. Dove il terreno trattiene di più, la chiazza fangosa affiora e aiuta a orientarsi. Quindi l’assenza di un punto bagnato in giardino non assolve l’impianto: se la prova del contatore dice che l’acqua se ne va, va cercata.
Conviene anche ricordare che a volte il tubo sospetto non è quello di casa: la linea verso un orto, un pozzetto dimenticato o un vecchio rubinetto da giardino. Se hai una mappa degli scavi fatti negli anni, anche solo su un foglio, portala fuori: vale più di mezza mattina di ricerca.
Appuntamento di giorno, urgenza di notte
Una ricerca strumentale si programma: se l’acqua non sta uscendo a vista, conviene farla di giorno, con calma. Se invece qualcosa gocciola dal soffitto, chiamaci subito: siamo raggiungibili anche di notte e nei festivi, si ferma l’acqua e la ricerca si fa dopo.
Il prezzo, o una forbice se dipende da quanti rami vanno provati, te lo diamo prima di cominciare. A fine lavoro ricevi fattura o ricevuta e, se la compagnia la chiede, una descrizione del punto trovato. Le zone che copriamo sono elencate sotto Sasso Marconi; per la città esiste idraulico a Bologna, mentre idraulico riunisce gli altri lavori.
Altre urgenze a Sasso Marconi
Domande frequenti
Il contatore si muove solo di notte: può dipendere dal treno o dal traffico?
No, le vibrazioni non fanno avanzare un contatore. Se si muove con tutto chiuso, l’acqua sta uscendo: può essere una cassetta del WC che trafila, un’autoclave o un addolcitore che lavora di notte. Chiudi i rubinetti d’arresto uno alla volta e guarda quando si ferma.
La casa è in pietra e ha pareti molto spesse: dovrete aprire tanto?
Si apre sempre il meno possibile, ma il punto preciso lo cerchiamo prima, ramo per ramo. Su una parete in pietra il foro è spesso più piccolo di quanto si teme, perché i tubi corrono di solito nell’intonaco o a pavimento. Decidiamo insieme dove aprire e come richiudere.
La pressione della caldaia cala, ma nessuna macchia: da dove si comincia?
Dal vaso di espansione e dalla valvola di sicurezza, che possono scaricare acqua senza farsi notare. Se sono a posto, si prova il circuito a settori e si passa con la termocamera a impianto caldo. Tieni un foglio con date e rabbocchi: accorcia molto la ricerca.
Fonti
- Wikipedia – Sasso Marconi – zona climatica E; ferrovia Porrettana con tre stazioni; A1 con due caselli; statale 64.
- Normattiva – DPR 16 aprile 2013, n. 74 – in zona climatica E gli impianti termici possono funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile.
- Italia.it – Riserva naturale Contrafforte Pliocenico – la dorsale tra Sasso Marconi, Monzuno e Pianoro.

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