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Scarico intasato a Sasso Marconi: sabbia dai versanti, lavelli delle cucine sulla Porrettana e griglie delle officine

Sotto il Contrafforte il tappo può essere sabbia portata dalla pioggia; nei locali della statale, grasso freddo; nelle officine di Borgonuovo, fango nelle griglie a pavimento. Come ragionare e come interveniamo.

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Furgone bianco con la scritta TecnicoGianluca sulla fiancata e Gianluca in piedi davanti

Il Contrafforte Pliocenico, la lunga dorsale che domina il comune, è fatto di antiche sabbie marine diventate roccia. Lo sanno bene gli scarichi delle case ai suoi piedi: quello che la pioggia stacca dai versanti, sabbia, terriccio, aghi e foglie, finisce nelle canalette dei vialetti e nei pozzetti dei cortili. Per questo, a Sasso Marconi, uno scarico che rallenta dopo un acquazzone merita uno sguardo fuori casa prima che dentro.

Se invece si è fermato il lavello in cucina con il cielo sereno, il ragionamento cambia. La regola generale, un solo apparecchio o tutta la casa, e i tentativi senza rischi sono nella pagina sullo scarico intasato. Qui entriamo nei casi di questo territorio.

Sabbia e foglie: il tappo che arriva da fuori

Sulle strade in salita verso Badolo e Fontana, molte case hanno terrazzi, cortili e vialetti in pendenza, con pilette e griglie collegate agli scarichi esterni. Basta un temporale perché l’acqua trascini sabbia fine fin dentro al primo gomito. A differenza della carta, la sabbia non si scioglie: si deposita, compatta, e riduce il tubo a una fessura.

Il sintomo è una piletta del terrazzo che tiene l’acqua per ore, o un pozzetto che resta pieno dopo la pioggia. Apri il coperchio, se ci riesci senza sforzo: se dentro trovi un letto di sabbia, toglila a mano con una paletta prima di usare acqua in pressione, perché un getto la spingerebbe più avanti. Anche in autunno vale la pena una ripulita ai pozzetti esterni, soprattutto sotto gli alberi.

Lavelli di bar e cucine lungo la statale

La Porrettana attraversa capoluogo, Borgonuovo e Pontecchio con i suoi bar, ristoranti e laboratori. In una cucina che lavora ogni giorno il nemico è il grasso: scende liquido con l’acqua calda, si raffredda nel tratto orizzontale e si attacca alle pareti, finché una mattina il lavello non scarica più. Succede spesso in piena attività, con i piatti che si accumulano.

Se il locale ha un degrassatore, cioè la vaschetta che trattiene i grassi prima della fogna, per prima cosa controlla quando è stato pulito l’ultima volta. Se non c’è, chiedici di valutarlo. E non versare soda caustica in un tubo pieno di acqua ferma: ti ritroveresti con un liquido corrosivo da togliere a mano. Come si forma il tappo lo spiega la guida al grasso nello scarico del lavello.

Docce piene di fango: chi ospita i camminatori della Via degli Dei

Badolo è una delle tappe della Via degli Dei, il cammino che porta da Bologna a Firenze, e la Rocca di Badolo richiama anche chi arrampica. Chi affitta una stanza da queste parti lo sa: scarponi e zaini lavati sotto la doccia lasciano terra e sabbia nel piatto, e l’impianto di una casa pensata per una famiglia si trova a lavorare per molti ospiti.

Un cestello nel sifone della doccia e una vaschetta esterna per sciacquare le scarpe costano poco e risparmiano una disotturazione a stagione piena. Se gli scarichi di più bagni rallentano insieme, il problema non è più il sifone: va controllato il tratto comune prima che arrivi il prossimo gruppo.

Griglie e piazzali nella zona industriale di Borgonuovo

Attorno all’area della vecchia cartiera ci sono capannoni, officine e magazzini. Qui si intasano soprattutto griglie a pavimento e pozzetti dei piazzali: polvere, trucioli, residui di lavaggio, fango portato dalle ruote. Se la griglia del reparto trabocca, ferma i lavaggi e tieni l’acqua lontana da quadri e prolunghe.

Noi liberiamo il condotto con la sonda o con l’acqua in pressione e, se serve, con la videoispezione capiamo se il tubo è ceduto sotto il passaggio dei mezzi. Le regole sugli scarichi di lavorazione sono un’altra questione: per quelle fa fede l’autorizzazione della tua attività, che ti conviene avere a portata di mano.

Sonda fino in fondo a una strada di collina: come prepararti

Se la casa è in fondo a una strada stretta, cerca i chiusini del cortile prima che arriviamo: a volte sono coperti da terra o da una fioriera, e trovarli al buio fa perdere tempo a tutti. Spegni lavatrice e lavastoviglie, e dicci dove hai visto l’acqua fermarsi.

Rispondiamo anche di notte e nei festivi, e il costo, o una forbice, lo conosci prima che la sonda entri nel tubo. A fine lavoro ricevi la fattura o la ricevuta, che in un’attività serve comunque. Le località raggiunte sono nella scheda di Sasso Marconi; il nostro lavoro nel capoluogo è raccontato in idraulico a Bologna, il panorama dei servizi in idraulico.

Altre urgenze a Sasso Marconi

Domande frequenti

La piletta del terrazzo non scarica da quando ha piovuto forte: è grave?

Di solito no, ma non lasciarla così: l’acqua ferma trova la via sotto la guaina e può arrivare al soffitto di sotto. Togli foglie e sabbia dalla griglia e versa un secchio d’acqua. Se resta ferma, il tappo è più giù e serve la sonda.

Ho un B&B e gli scarichi si fermano solo in alta stagione: dipende dagli ospiti?

Probabilmente sì: più docce vuol dire più capelli, sapone e terra in tubi che magari hanno poca pendenza. Prima della stagione fai pulire sifoni e tratti orizzontali, e metti i cestelli. Se il problema ritorna, una telecamera dice se c’è un tratto in contropendenza.

Il tubo del lavello del ristorante è tappato: posso usare un prodotto sturante professionale?

Meglio di no con il tubo pieno d’acqua e il personale in cucina: i prodotti forti non sciolgono del tutto il grasso solidificato e rendono pericoloso il lavoro di chi deve aprire. Una sonda con testa adatta o il lavaggio in pressione tolgono il tappo senza chimica.

Fonti

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