Scarico intasato ad Anzola dell’Emilia: fossi pieni, pluviali, cucine e lavatrici
Ad Anzola molte case scaricano l’acqua piovana in una rete fitta di fossi e canali: quando sono pieni, cortili e pozzetti non smaltiscono. Poi ci sono lavelli, lavatrici in garage e gli scarichi esterni che gelano.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Il territorio di Anzola dell’Emilia è attraversato da un reticolo d’acqua che pochi comuni hanno: oltre a Lavino, Samoggia, Martignone e Ghironda, ci sono il canale Carpeneda, il Padergnana, il Lavinello e fossi come il Cavanella, il Podice, il Casola e il Sanguineta, eredità delle bonifiche iniziate dai monaci benedettini attorno al Mille. Questo conta anche per uno scarico che non va giù, perché non tutti gli scarichi di una casa finiscono nella stessa rete. Come capire dov’è il tappo, e cosa non versarci dentro, lo spiega la pagina sullo scarico intasato; qui restano i casi legati al posto.
Quando il fosso è alto, il cortile non smaltisce
In campagna, e in parte delle frazioni, l’acqua piovana di tetti e cortili non va in fognatura ma in un fosso vicino, attraverso tubi e pozzetti privati. Quando il fosso è pieno dopo giorni di pioggia, il tubo di uscita resta sommerso: il pozzetto del cortile si riempie, i pluviali rigurgitano e la caditoia davanti al garage sembra intasata. In realtà il tubo è libero, è il recapito a non ricevere.
Prima di chiamare, guarda il livello del fosso dove arriva il tuo scarico. Se è alto, aspettare che cali è la sola soluzione sensata; se invece il fosso è basso e il pozzetto resta pieno, il tubo è ostruito da terra, foglie o radici e va pulito. Se lo sbocco è sempre sommerso, si può valutare una valvola che impedisca all’acqua del fosso di risalire. La manutenzione dei pozzetti esterni ha una guida dedicata: pozzetti esterni, la pulizia d’autunno.
Pluviali e scarichi esterni nelle notti di gelo
Ad Anzola il 15 febbraio 1956 il termometro è sceso a −26,2 °C, la temperatura più bassa mai registrata nella Pianura Padana. Inverni così sono rari, ma anche poche notti sotto zero bastano a creare un tappo di ghiaccio nei tratti esposti: il piede del pluviale, lo scarico della condensa della caldaia che esce sul muro, il tubo della lavatrice in un garage non riscaldato.
Il segnale è uno scarico che al mattino non funziona e nel pomeriggio riparte da solo. Non versare acqua bollente in un tubo di plastica gelato e non scaldarlo con una fiamma: si deforma. Se lo scarico della condensa si blocca, la caldaia può andare in errore; in quel caso chiama il tecnico della caldaia oppure noi per isolare il tubo esterno. Per la casa nel suo insieme c’è la guida su come preparare casa all’inverno.
Lavelli e lavastoviglie nelle cucine dei quartieri nuovi
Nelle palazzine e nelle villette cresciute attorno al capoluogo molte cucine hanno lavello e lavastoviglie sullo stesso scarico, collegato con un sifone sotto il piano. È il punto dove si fermano grasso raffreddato, fondi di caffè e residui: lo scarico rallenta, gorgoglia quando parte la lavastoviglie, poi si ferma.
Quando a fermarsi è soltanto il lavello, il colpevole sta di solito nel sifone: smontalo con un secchio sotto e puliscilo. Se rallentano insieme lavello e bagno, il blocco è più a valle. Non usare soda caustica o acidi: rovinano le guarnizioni e, se poi serve la sonda, chi lavora rischia schizzi. Le abitudini che tengono pulito lo scarico della cucina sono nella pagina sul lavello della cucina otturato.
Lavatrici in garage o in taverna: la pendenza che manca
In tante villette la lavatrice sta in garage o in un locale tecnico, con lo scarico che sale in un tubo verticale o finisce in un pozzetto a pavimento. Se il tubo è troppo corto, troppo lungo o senza pendenza, la lavatrice scarica lenta, lascia acqua nel cestello o allaga il pavimento a fine ciclo. Pelucchi e detersivo in eccesso completano l’opera.
Pulisci il filtro della lavatrice, poi controlla che il tubo di scarico non sia schiacciato dietro l’elettrodomestico. Se l’acqua esce dal pozzetto a pavimento, il problema è nel tubo sotto: lì interveniamo noi con la sonda.
Anzola, dalla via Emilia ai poderi: cosa ci aiuta saperlo
Quando chiami, dicci se l’acqua che non scende è quella di casa, cioè di bagni, cucina e lavatrice, o quella piovana di cortile e pluviali: sono due impianti diversi, e nel secondo caso ci serve sapere se finisce in fognatura o in un fosso. Rispondiamo a ogni ora, anche nei festivi, e la cifra, o almeno una forbice, la sai prima che apriamo il pozzetto. Chi vuole sapere di più sul comune trova la scheda di Anzola dell’Emilia; per le chiamate in città c’è l'idraulico a Bologna, e tutto il resto sta nella sezione idraulico.
Altre urgenze ad Anzola dell’Emilia
Domande frequenti
Il pozzetto del cortile si riempie quando piove da giorni: è intasato?
Non per forza. Se il tubo finisce in un fosso pieno, l’acqua non ha dove andare e il pozzetto resta colmo. Guarda il livello del fosso: se è basso e il pozzetto non si svuota, allora il tubo è ostruito e va pulito.
Al mattino lo scarico della lavatrice in garage non va, nel pomeriggio sì: perché?
Con ogni probabilità di notte gela un tratto di tubo esposto al freddo. Isolarlo o spostarlo in un punto riparato risolve. Non scaldarlo con fiamme o acqua bollente: il tubo di plastica si deforma.
Lavello e lavastoviglie gorgogliano insieme: è grave?
È il segnale di uno scarico che si sta restringendo, di solito nel sifone o nel primo tratto di tubo. Puliscilo subito: aspettare porta al blocco completo, spesso nel momento peggiore.
Fonti
- Anzola dell’Emilia – Wikipedia – torrenti, canali e fossi del territorio (Carpeneda, Padergnana, Lavinello, Cavanella, Podice, Casola, Sanguineta), bonifiche benedettine dal Mille, minimo di −26,2 °C del 15 febbraio 1956

Scarico intasato ad Anzola dell’Emilia? Chiamaci
Ti diciamo tempi e prezzo prima di partire. Su WhatsApp puoi mandarci una foto.

