Pozzetti esterni: la pulizia d’autunno che evita gli allagamenti, e quali lasciare allo spurgo
Griglie, caditoie e canaline dell’acqua piovana si puliscono da soli in un pomeriggio. I pozzetti della fognatura no: possono contenere gas pericolosi. Come distinguerli e cosa fare.
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La pulizia dei pozzetti esterni va fatta in autunno, dopo che sono cadute le foglie e prima delle piogge lunghe: griglie, caditoie e canaline libere lasciano scendere l’acqua del cortile invece di mandarla contro la porta del garage o nella cantina. Puoi farla da solo, con guanti e paletta, ma solo sui pozzetti dell’acqua piovana. Quelli della fognatura si guardano e si richiudono: il resto spetta allo spurgo.
Qui trovi come riconoscere i due tipi, la pulizia passo per passo, i punti che allagano più spesso garage e cantine e quello che non devi fare mai.
Prima di aprire: pozzetti dell’acqua piovana e pozzetti della fognatura
Intorno a una casa ci sono pozzetti di due famiglie. Quelli dell’acqua piovana raccolgono la pioggia di tetto, cortile, rampe e terrazzi: hanno quasi sempre una griglia, sono poco profondi e si riempiono di foglie, sabbia e terra. Quelli della fognatura stanno sul percorso degli scarichi di bagno e cucina verso la strada: hanno un coperchio pieno, detto chiusino, e dentro scorrono acque sporche.
La differenza conta, perché i primi si puliscono da soli e i secondi no. Se non sei sicuro di quale pozzetto hai davanti, trattalo come uno della fognatura.
| Pozzetto | Come lo riconosci | Cosa puoi fare |
|---|---|---|
| Caditoia del cortile | griglia a terra nel punto più basso del piazzale | pulire griglia, cestello e fondo che raggiungi |
| Canalina davanti a garage e rampe | griglia lunga e stretta, di traverso alla rampa | pulirla per tutta la lunghezza |
| Pozzetto al piede del pluviale | sotto il tubo che scende dal tetto | togliere foglie e fango da griglia e cestello |
| Bocca di lupo | apertura con griglia davanti alla finestra della cantina | togliere le foglie restando fuori |
| Pozzetto d’ispezione o sifonato della fognatura | coperchio pieno, a volte odore di fogna | guardare e richiudere |
| Pozzetto della pompa di sollevamento | in cantina o in fondo alla rampa, con pompa e galleggiante | provare che la pompa parta |
| Degrassatore, fossa biologica, fossa Imhoff | vasche interrate con uno o più coperchi | niente: è lavoro di spurgo |
Il pomeriggio di pulizia, passo per passo
Scegli una giornata asciutta, quando è caduta la maggior parte delle foglie. Ti servono guanti da lavoro impermeabili, una paletta o una cazzuola, un secchio, sacchi robusti, una torcia e, se c’è fango, gli stivali.
- Spazza prima cortile, rampe e terrazzi: le foglie lasciate a terra finiscono nelle griglie alla prima pioggia.
- Solleva le griglie leggere facendo leva con un cacciavite robusto o con un gancio, mai con le dita sotto il bordo. Se una griglia è pesante o bloccata dalla ruggine, lasciala dov’è.
- Svuota il cestello raccoglifango, se c’è: molte caditoie hanno un secchiello estraibile che trattiene foglie e sabbia. Vuotalo nel sacco e sciacqualo.
- Togli il fango dal fondo con la paletta, restando fuori dal pozzetto e senza infilarci la testa. Fermati dove non arrivi comodamente.
- Libera l’imbocco del tubo di uscita, se lo vedi, togliendo le foglie che lo coprono senza spingerle dentro.
- Versa un secchio d’acqua: deve scendere in pochi secondi. Se ristagna o risale, il tubo dopo il pozzetto è intasato.
- Rimetti le griglie ben appoggiate nelle loro sedi: una griglia storta fa inciampare chi cammina e si rompe sotto le ruote dell’auto.
Foglie e fango vanno nei sacchi, non nello scarico. Se lungo il giro trovi un pozzetto con il coperchio pieno o l’odore di fogna, salta quel punto: vale quello che spieghiamo più sotto.
Canaline, rampe e bocche di lupo: dove l’acqua entra in garage e cantina
I punti più delicati sono quelli che proteggono i locali sotto il livello del cortile. La canalina davanti al garage interrato raccoglie tutta l’acqua che scende dalla rampa: se è piena di foglie, al primo temporale l’acqua la scavalca e corre verso la basculante. Le bocche di lupo, le aperture con griglia davanti alle finestre della cantina, si riempiono di foglie e terra portate dal vento; quando sono intasate, l’acqua sale fino al davanzale e filtra dal serramento.
Pulisci la canalina per tutta la sua lunghezza, non solo vicino allo scarico, e controlla che le griglie non siano rotte. Nelle bocche di lupo togli le foglie restando fuori, con una paletta dal manico lungo; se il fondo è profondo e non ci arrivi, non scendere: una rete a maglia fine sopra la griglia evita che si riempiano di nuovo.
In fondo alla rampa c’è spesso un pozzetto con una pompa di sollevamento, che spinge l’acqua verso la fogna perché da lì non potrebbe scendere da sola. Prima delle piogge va provata: la prova, e quale pompa scegliere, sono in pompa sommersa per la cantina. Se il garage è condominiale, pompe e canaline sono parti comuni e i problemi si segnalano all’amministratore, come spieghiamo in garage sotterraneo allagato. Se l’acqua è già entrata, la pagina sull'allagamento in casa ti dice da dove cominciare, a partire dalla corrente.
Pozzetti della fognatura: solo uno sguardo, poi lo spurgo
Sul pozzetto della fognatura il tuo compito è uno solo: capire se è pieno. Se il coperchio è leggero, sollevalo all’aperto, guarda restando in piedi e richiudi. È pieno se il liquido arriva vicino al bordo, oppure se non vedi scorrere niente mentre qualcuno, in casa, fa scendere acqua dal lavandino. In quel caso serve lo spurgo, cioè l’aspirazione con un mezzo attrezzato, seguita dal lavaggio del tubo: lo spieghiamo nella pagina sullo scarico fognario.
Tanta prudenza ha un motivo: i gas. Dove la materia organica si decompone senza aria si forma idrogeno solforato, il gas dall’odore di uova marce. Un documento dell’INAIL sugli spazi confinati, tra i quali mette le reti fognarie, spiega che ad alte concentrazioni l’odore non si sente più e che il gas può far perdere conoscenza di colpo. Per questo la legge vieta di far entrare i lavoratori in fogne e pozzi neri senza aver prima verificato che l’aria sia sicura.
Non versare prodotti chimici per «sciogliere» il tappo. Contro terra e radici servono a poco, e chi arriva dopo deve lavorare in mezzo a liquidi corrosivi. Perché soda caustica e acidi fanno più danni che altro lo trovi in soda caustica e acido negli scarichi.
Degrassatore e fosse: il controllo che spetta allo spurgo
Nelle case non collegate alla fognatura, e a volte anche in quelle collegate, gli scarichi passano da vasche che trattengono grassi e fanghi: il degrassatore, un pozzetto che separa i grassi delle acque di cucina, la fossa biologica o la fossa Imhoff. Si riempiono a poco a poco e, se nessuno le svuota, lasciano passare i fanghi che intasano i tubi e il terreno in cui l’acqua si disperde.
L’autunno è un buon momento per controllarne il livello e programmare lo svuotamento. Non si aprono e non si svuotano da soli: servono un mezzo da spurgo e lo smaltimento dei liquami come rifiuti. Ogni quanto farlo dipende dalla vasca e dall’uso: ne parliamo in fossa biologica, ogni quanto svuotarla e, per capire come lavora, in fossa Imhoff: come funziona. Il servizio è descritto nella pagina dello spurgo domestico.
Una piantina dei pozzetti e un calendario per l’anno
Molte case hanno pozzetti dimenticati sotto aiuole, ghiaia o pavimentazioni rifatte. Il giorno della pulizia è l’occasione per segnarli tutti su una piantina del cortile, anche disegnata a mano o fatta con le foto del telefono: per ognuno annota che tipo è, dove porta e che coperchio ha. Per capire dove va l’acqua, versane un secchio in un pozzetto e guarda in quale arriva.
| Quando | Cosa controllare |
|---|---|
| Autunno, dopo la caduta delle foglie | griglie, caditoie, canaline, bocche di lupo, piede dei pluviali; prova della pompa |
| Prima di un’allerta per temporali | griglie e canaline libere, niente vasi o oggetti davanti agli scarichi |
| Fine inverno | griglie spostate dal gelo o dai mezzi, ghiaccio e sabbia nelle canaline |
| Primavera ed estate | foglie e semi dopo i temporali, odori dai pozzetti nei periodi secchi |
Quando chiami per un intervento, la piantina fa risparmiare tempo a te e a chi arriva. Per l’acqua che scende dal tetto c’è la guida a grondaie e pluviali; la lista completa dei lavori d’autunno è in preparare casa all’inverno, e gli altri lavori del nostro servizio di idraulico sono nella pagina del servizio.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso usare l’idropulitrice per pulire i pozzetti?
Per sciacquare griglie e canaline dall’esterno sì, senza avvicinare troppo il getto. Evita invece di sparare acqua dentro il tubo per spingere via il fango: il tappo si sposta più avanti, dove non lo raggiungi, e nei tubi vecchi il getto può aprire i giunti. I tubi interrati si liberano con ugelli e sonde fatti apposta.
Il pozzetto puzza anche dopo la pulizia: perché?
Se l’odore è di fogna, può essersi asciugata l’acqua del sifone, la curva sempre piena d’acqua che ferma i gas: succede nei periodi secchi e di solito basta versare acqua. Se l’odore resta, il sifone può essere rotto o mancare. Le cause sono nella pagina sull'odore dagli scarichi e nella guida al pozzetto sifonato.
Ogni quanto vanno puliti i pozzetti esterni?
Griglie, caditoie e canaline almeno una volta l’anno, dopo la caduta delle foglie, e di nuovo dopo i temporali che portano molte foglie o terra. Con alberi vicini o rampe di garage, anche più spesso. I pozzetti della fognatura e le vasche si controllano quando compaiono i segnali di un blocco o alle scadenze previste per la vasca.
Chi pulisce le caditoie della strada davanti a casa?
Non tu: fanno parte della rete pubblica. Se una caditoia in strada è intasata e l’acqua ristagna davanti al tuo ingresso, segnalalo al Comune, che ti indica chi se ne occupa. Non sollevare le griglie stradali: sono pesanti e lavoreresti in mezzo al traffico.
Fonti
- Acido solfidrico (H2S) in ambienti confinati: un rischio spesso sottovalutato – INAIL – Rivista degli infortuni e delle malattie professionali, n. 2/2012, consultato il 25 ottobre 2026: le reti fognarie tra gli spazi confinati; gas dall’odore di uova marce che si forma dalla decomposizione della materia organica; ad alte concentrazioni l’olfatto non avverte più il pericolo e si perde conoscenza all’improvviso, anche tra i soccorritori senza precauzioni.
- D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, art. 66 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: vietato l’accesso dei lavoratori in pozzi neri, fogne e fosse senza aver accertato l’assenza di pericolo.
- Allerta Meteo Emilia-Romagna – portale della Regione consultato il 25 ottobre 2026: allerte per temporali, piogge e piene.
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