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Preparare casa all’inverno: i controlli su acqua e riscaldamento da fare in autunno

Un pomeriggio d’autunno basta per mettere al riparo tubi, contatore e scarichi esterni e per preparare il riscaldamento. Ecco cosa controllare, in che ordine, e cosa lasciare al tecnico.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per preparare casa all’inverno bastano un pomeriggio e una lista: prova il rubinetto generale, metti al riparo dal gelo i tubi e il contatore che stanno fuori o in locali freddi, svuota i rubinetti del giardino, libera grondaie e pozzetti e fai controllare la caldaia prima della prima accensione. Sono lavori semplici, quasi tutti alla tua portata, e costano molto meno di un tubo spaccato a gennaio.

Qui trovi l’ordine giusto, cosa guardare in ogni punto della casa e cosa invece conviene affidare all’idraulico o al tecnico della caldaia.

Il momento giusto: prima delle notti sotto zero

In Emilia l’inverno non è uguale dappertutto. In pianura le notti sotto zero non sono rare tra dicembre e febbraio, spesso con nebbia e umidità; in collina e in Appennino il gelo arriva prima, dura di più e può durare giorni interi senza che la temperatura risalga.

Per questo la lista va fatta in autunno, quando fa ancora abbastanza caldo da lavorare all’aperto e i negozi hanno guaine, coppelle isolanti e ricambi a scaffale. Rimandare a dopo la prima gelata significa scoprire il problema dal rubinetto che non dà acqua, o dalla macchia che compare sul soffitto della cantina.

Un buon ordine è questo: prima l’acqua che arriva in casa (rubinetto generale, contatore, tubi esposti), poi l’acqua che deve uscire (giardino, grondaie, pozzetti), infine il riscaldamento. Se in casa c’è qualcosa che già perde o gocciola, mettilo in cima: con il freddo i piccoli difetti peggiorano.

Il rubinetto generale va provato adesso, non durante un guasto

Il rubinetto generale è la valvola che chiude l’acqua di tutta la casa. Di solito sta vicino al contatore o subito dopo il punto in cui il tubo entra in casa: sotto il lavello, in bagno, in un’anta del corridoio o in cantina. Se non sai dov’è, la guida su dove si trova il rubinetto generale ti aiuta a trovarlo.

Una volta l’anno va chiuso e riaperto del tutto:

  1. chiudilo piano fino in fondo, senza forzare;
  2. apri un rubinetto in cucina e controlla che l’acqua smetta di uscire dopo pochi secondi;
  3. riaprilo lentamente e guarda il perno: se gocciola o resta umido, segnalo all’idraulico.

Se la manopola è bloccata dal calcare, non usare la pinza con tutta la forza: rischi di rompere il perno e di avere una perdita proprio lì. Meglio farlo sostituire con calma, prima che ti serva davvero. Cosa fare quando invece l’acqua esce e devi chiuderla in fretta lo spieghiamo in come chiudere l’acqua in emergenza.

Fai la stessa prova con le valvoline sotto lavandini e WC e con il rubinetto che alimenta il giardino, se c’è.

Tubi e contatore nei punti freddi della casa

Il gelo colpisce prima l’acqua ferma nei punti dove la casa non scalda: contatori in nicchie esterne o in pozzetti, tubi che passano in cantina, in garage, nel sottotetto o dentro un muro esposto a nord. L’acqua che ghiaccia aumenta di volume e può spaccare tubi e raccordi; il danno si vede spesso solo al disgelo, quando il ghiaccio torna acqua e comincia a uscire.

Hera, il gestore dell’acqua in gran parte dell’Emilia, dà indicazioni precise per i contatori:

  • rivestire con polistirolo o poliuretano espanso, spesso almeno due centimetri e mezzo, i contatori all’esterno, nelle nicchie o in locali non riscaldati, lasciando il quadrante leggibile;
  • non avvolgere i tubi con stracci, che si inzuppano e possono ghiacciare a loro volta;
  • lasciar scorrere un filo d’acqua dal rubinetto quando la temperatura resta sotto zero per diversi giorni.

Per i tubi a vista in cantina o in garage si usano guaine isolanti della misura giusta, chiuse bene nei giunti e nelle curve, che sono i punti più deboli. Dove il freddo è forte e il tubo non si può svuotare, si possono montare cavi scaldanti con termostato: vanno collegati da un elettricista, non a una prolunga volante. Il passo per passo sul contatore è nella guida al contatore dell’acqua e il gelo.

Guarda anche le finestre di cantina e garage: un vetro rotto o una basculante che non chiude bene fanno entrare l’aria fredda proprio dove passano i tubi.

Giardino, terrazzo e irrigazione: l’acqua da togliere prima del gelo

Il rubinetto esterno è il primo a gelare, perché il tubo che lo alimenta è pieno d’acqua e fermo per settimane. La regola è semplice: chiudi la valvola interna che lo alimenta, apri il rubinetto fuori e lascialo aperto finché il tratto esterno si svuota. Se il tubo non scende verso il rubinetto, una parte d’acqua resta dentro: in quel caso conviene far montare una valvola di scarico. Lo spieghiamo meglio nella guida al rubinetto esterno del giardino d’inverno.

Poi:

  • stacca e svuota le canne e riponile al coperto: una canna piena lasciata attaccata può far gelare anche il rubinetto;
  • svuota l’impianto di irrigazione seguendo le istruzioni della centralina e delle valvole: le elettrovalvole nei pozzetti e i tubi poco interrati sono i più esposti;
  • non dimenticare docce da giardino, fontanelle e lavatoi in terrazzo o nel cortile;
  • chiudi i rubinetti di arresto dei tratti che non userai fino alla primavera, così una crepa non diventa una perdita continua.

Se in primavera riaprendo trovi un tratto spaccato, si ripara: ma è più semplice evitarlo adesso.

Grondaie, pozzetti e pompa della cantina: l’acqua che arriva da fuori

L’autunno in Emilia è anche stagione di piogge lunghe e acquazzoni improvvisi. L’acqua che non riesce a scendere da grondaie e pluviali trabocca contro i muri e finisce in cantina; un pozzetto pieno di foglie e fango manda in crisi lo scarico del cortile. D’inverno, poi, l’acqua ferma in una grondaia otturata può ghiacciare.

I controlli da fare:

  1. grondaie e pluviali: togli foglie e rametti, controlla che i pluviali scarichino liberi e che i raccordi a terra non siano spaccati. Se devi salire su una scala alta o sul tetto, lascia il lavoro a chi ha l’attrezzatura: trovi cosa guardare in grondaie e pluviali;
  2. pozzetti e caditoie di cortile, rampe e terrazzi: apri i coperchi, togli fango e foglie, versa un secchio d’acqua e guarda se scende. La pulizia passo per passo è in pozzetti esterni, la pulizia d’autunno;
  3. pompa della cantina o del garage interrato: alza il galleggiante, o versa acqua nel pozzetto, e verifica che la pompa parta e che l’acqua esca fuori. Una pompa che non parte la scopri quando la cantina è già allagata. Quale pompa e come si controlla lo spieghiamo in pompa sommersa per la cantina;
  4. valvola antiriflusso, se la casa ce l’ha: deve essere pulita e chiudere bene, altrimenti con i temporali forti la fogna può risalire nei locali più bassi.

Se nonostante tutto l’acqua entra, la pagina sull'allagamento in casa ti dice cosa fare nei primi minuti, a partire dalla corrente.

Caldaia, termosifoni e boiler: cosa preparare prima di accendere

Per la stagione 2026-2027, nei comuni di pianura e nell’agglomerato di Bologna, le misure antismog della Regione fissano l’accensione dal 1° novembre e un massimo di 19 gradi in casa: le settimane prima sono il momento giusto per preparare l’impianto. La parte idraulica del riscaldamento ha bisogno di poche cose, che però vanno fatte prima della prima accensione:

  • controlla la pressione sul manometro della caldaia, a impianto freddo, e confrontala con il valore indicato nel libretto;
  • prenota la manutenzione della caldaia, se è il momento: il controllo lo fa una ditta abilitata, con la periodicità indicata dall’installatore o dal fabbricante, e non a stagione già iniziata quando i tecnici sono pieni di chiamate;
  • guarda sotto la caldaia e i termosifoni: gocce, aloni o ruggine sui raccordi vanno segnalati prima di rimettere in pressione e in temperatura l’impianto;
  • boiler e scaldabagno in locali freddi, come garage o lavanderie esterne, soffrono il gelo quanto i tubi: se non li usi d’inverno, chiedi come proteggerli o svuotarli in sicurezza.

La lista completa per la prima accensione, dalle valvole dei termosifoni al cronotermostato, è nella guida per riaccendere il riscaldamento in autunno. La caldaia non si apre e non si smonta da soli: per controlli e guasti serve il tecnico dell'assistenza caldaie.

Ondata di gelo in arrivo o casa vuota per le feste

Quando le previsioni annunciano più giorni sotto zero, poche mosse fanno la differenza:

  • lascia il riscaldamento acceso, anche al minimo, nelle ore più fredde: una casa che si raffredda del tutto mette a rischio i tubi nei muri esterni;
  • apri le ante sotto lavelli e lavandini appoggiati a muri esterni, così il calore della stanza arriva ai tubi;
  • chiudi bene garage, cantine e locali tecnici, e non lasciare finestre socchiuse vicino ai tubi;
  • lascia un filo d’acqua dal rubinetto più esposto, come consiglia Hera quando il gelo dura giorni;
  • tieni a portata di mano il numero del pronto intervento del gestore dell’acqua, scritto in bolletta, per i guasti al contatore o prima del contatore.

Se parti per le vacanze di Natale o lasci una casa chiusa per settimane, il discorso cambia: bisogna scegliere se svuotare l’impianto o lasciarlo protetto dal riscaldamento, e pensare anche a corrente, gas e frigorifero. Ne parliamo nella guida alla seconda casa chiusa per l’inverno e, per la montagna, in tubi congelati in Appennino. Se l’acqua smette di uscire perché un tubo è già gelato, segui le indicazioni della pagina sui tubi congelati: niente fiamme libere.

Cosa fare da solo e cosa lasciare all’idraulico

Quasi tutta la lista è alla tua portata: manovrare valvole, isolare un contatore, svuotare un rubinetto esterno, pulire un pozzetto. Ci sono però lavori che conviene affidare a noi o al tecnico giusto:

  • valvole bloccate o che perdono dal perno, da sostituire prima che servano;
  • tubi da spostare o da proteggere dentro muri e pavimenti, o tratti esterni senza scarico;
  • valvola di scarico sul tubo del giardino o del garage, per svuotarlo ogni autunno in due minuti;
  • pompe di sollevamento che non partono o valvole antiriflusso da pulire;
  • perdite piccole che con il freddo diventerebbero grandi.

Se vuoi fare tutto in una volta, un controllo dell’impianto in autunno rientra nella manutenzione dell’impianto idraulico: passiamo valvole, contatore, tubi esposti e scarichi e ti lasciamo l’elenco di cosa sistemare. Gli altri lavori del nostro servizio di idraulico sono nella pagina dedicata.

Pagine utili

Domande frequenti

Devo svuotare il rubinetto del giardino anche in pianura?

Sì. Anche in pianura bastano poche notti sotto zero per far gelare un tubo pieno d’acqua e fermo, come quello di un rubinetto esterno. Chiudi la valvola interna, apri il rubinetto fuori e lascialo aperto finché il tratto si svuota.

Il filo d’acqua dal rubinetto serve davvero?

Sì, quando il gelo dura più giorni: l’acqua che scorre ghiaccia molto più difficilmente di quella ferma. È uno dei consigli di Hera per proteggere contatori e tubi. Ne basta poca, per non sprecare: non sostituisce l’isolamento dei punti esposti.

Posso isolare da solo il contatore dell’acqua?

Sì, se è in una nicchia, in un pozzetto o in un locale non riscaldato a cui hai accesso: Hera consiglia pannelli di polistirolo o poliuretano espanso di almeno due centimetri e mezzo, che lascino leggere il quadrante. Non toccare sigilli e raccordi del contatore. Se il contatore è in un vano condominiale, avvisa l’amministratore.

Ogni quanto va fatta la manutenzione della caldaia?

Con la periodicità indicata dall’installatore o, se mancano le sue istruzioni, dal fabbricante: lo prevede il DPR 74/2013, che affida controllo e manutenzione a ditte abilitate. In Emilia-Romagna i rapporti di controllo sono registrati nel catasto regionale degli impianti termici, che puoi consultare con lo SPID.

Fonti

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