Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Autoclave che si accende e si spegne di continuo: cause e rimedi

Quando la pompa parte e si ferma a raffica, di solito il vaso di espansione ha perso l’aria; se riparte con i rubinetti chiusi, c’è una perdita o una valvola che non tiene. Ecco come capirlo.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

Se l’autoclave si accende e si spegne di continuo, di solito il vaso di espansione ha perso il cuscino d’aria che fa da riserva: a ogni piccolo prelievo la pressione crolla e la pompa riparte. Se invece riparte da sola con i rubinetti chiusi, l’acqua se ne va da qualche parte, per una perdita nell’impianto o per una valvola di non ritorno che la lascia tornare indietro. Più di rado la colpa è del pressostato, l’interruttore che accende e spegne la pompa.

In tutti i casi conviene intervenire presto: ogni avvio consuma motore e contatti, e una pompa che lavora così si guasta prima. Per gli altri guasti, come la pompa che non parte o che non si ferma mai, c’è la pagina sull'autoclave.

Avvii a raffica o ripartenze a rubinetti chiusi: due sintomi diversi

Guarda la pompa e il manometro per qualche minuto. I comportamenti tipici sono due.

Avvii a raffica. Apri un rubinetto e la pompa parte, si ferma dopo pochi secondi, riparte, si ferma di nuovo, finché il rubinetto resta aperto. La lancetta del manometro sale e scende veloce. I tecnici lo chiamano pendolamento: il vaso non fa più da riserva e la pompa deve rincorrere ogni prelievo.

Ripartenze a rubinetti chiusi. Nessuno usa l’acqua, eppure ogni tanto la pompa parte per qualche secondo e si ferma. Tra un avvio e l’altro la lancetta scende piano. Vuol dire che la pressione si perde: o esce acqua, o torna indietro verso il pozzo o la cisterna.

Possono esserci anche tutti e due insieme. Prendi nota di quanto dura ogni avvio e di quanto tempo passa tra uno e l’altro: sono i primi dati che un tecnico ti chiederà.

Il vaso di espansione: perché è il primo sospettato

Il vaso dell’autoclave è un serbatoio diviso in due da una membrana di gomma: da una parte l’acqua, dall’altra un cuscino d’aria caricato a una certa pressione, la precarica. Quando la pompa si ferma, l’aria compressa spinge l’acqua nei tubi e ti permette di usarne un po’ senza che la pompa riparta.

Se l’aria si perde, quella riserva sparisce. Succede per due motivi:

  • la precarica cala nel tempo, perché l’aria passa piano attraverso la membrana o esce dalla valvolina di carico;
  • la membrana si rompe, e l’acqua invade anche la parte dell’aria.

Nelle case di campagna si trovano ancora vecchi serbatoi senza membrana, dove aria e acqua stanno a contatto. Lì l’acqua si porta via l’aria un po’ alla volta e il serbatoio si allaga: la pompa comincia a pendolare finché qualcuno non ripristina l’aria.

Un indizio utile è la valvolina del vaso, simile a quella delle gomme della bici. A impianto spento e senza pressione, se premendo lo spillo esce acqua invece dell’aria, la membrana è rotta. Come si misura e si ripristina la precarica è spiegato nella guida al vaso di espansione dell’autoclave.

Quando riparte con tutti i rubinetti chiusi

Se la pompa riparte con i rubinetti chiusi, la pressione si perde in uno di questi modi.

  • Una perdita dentro casa. Un colpevole frequente è la cassetta del WC che lascia scendere un filo d’acqua nella tazza: per riconoscerla c’è la pagina sulla cassetta del WC che perde. Poi rubinetti che gocciolano, un rubinetto esterno, l’irrigazione, un tubo in cantina o sotto un pavimento.
  • La valvola di non ritorno che non tiene. È la valvola che impedisce all’acqua di tornare verso il pozzo o la cisterna quando la pompa è ferma. Se sabbia o calcare la tengono socchiusa, l’acqua torna indietro piano e la pressione cala.
  • La valvola di fondo, nei pozzi con la pompa in superficie, che lascia svuotare il tubo di aspirazione: oltre alle ripartenze, la pompa fatica a riprendere e pesca aria.
  • Una perdita dalla pompa stessa, dalla tenuta dell’albero: la vedi come un gocciolamento sotto il corpo della pompa.

Pressostato e regolatori: le cause meno ovvie

Il pressostato accende la pompa quando la pressione scende a un valore minimo e la spegne quando arriva al massimo. Se i due valori sono troppo vicini, la pompa lavora a cicli brevi anche con un vaso in ordine. Può succedere per una taratura sbagliata, per una molla che con gli anni si è starata o perché il tubicino che porta l’acqua al pressostato è intasato da calcare o sabbia, e il pressostato «sente» una pressione falsata.

Ci sono poi i regolatori elettronici, che in diversi impianti hanno preso il posto del pressostato e del grande serbatoio. Alcuni fanno ripartire la pompa a ogni minimo calo di pressione: con una piccola perdita, anche solo una goccia, partono e si fermano di continuo. Anche molti sistemi a inverter, che variano la velocità della pompa, lavorano con un piccolo vaso, integrato o da affiancare: se è scarico, la pompa si accende e si spegne a ogni prelievo piccolo.

Le prove sicure da fare prima di chiamare

  1. Cronometra. Con un rubinetto aperto a metà, conta i secondi tra un avvio e l’altro. A rubinetti chiusi, annota ogni quanto riparte.
  2. Segna il manometro. Con un pennarello sul vetro, segna dove si accende e dove si spegne la pompa: sono le pressioni di accensione e di spegnimento.
  3. Chiudi le valvoline sotto WC, lavandini e lavatrice, e i rubinetti dell’irrigazione e quelli esterni. Se la pompa smette di ripartire, la perdita è dopo una di quelle valvole: riaprile una alla volta per trovarla.
  4. Controlla la cassetta del WC: se l’acqua scende nella tazza a scarico fermo, hai trovato una perdita.
  5. Isola la casa, se dopo l’autoclave c’è una valvola generale: chiudila e guarda il manometro. Se la pressione tiene, la perdita è in casa; se scende lo stesso, l’acqua torna indietro dalla parte della pompa, verso la valvola di non ritorno.
  6. Guarda il locale della pompa: acqua per terra, gocce sotto la pompa o dai raccordi del vaso sono indizi utili.

Nel frattempo puoi usare l’acqua, ma con parsimonia. Se la pompa riparte di continuo e di notte nessuno usa l’acqua, spegnerla dal suo interruttore fino al mattino le risparmia avvii inutili: ricordati di riaccenderla.

Perché non conviene lasciarla pendolare

L’avvio è il momento più faticoso per una pompa. Il motore assorbe più corrente, i contatti del pressostato fanno una piccola scintilla e si consumano, gli avvolgimenti si scaldano. Moltiplicare gli avvii accorcia la vita di tutti questi pezzi, e prima o poi la pompa si ferma nel momento meno comodo.

C’è anche il rumore: ogni arresto brusco può dare un colpo nei tubi, che col tempo sollecita raccordi e valvole, come spieghiamo nella guida al colpo d’ariete nei tubi. E se la causa è una perdita, la pompa la alimenta senza sosta: sprechi acqua e corrente, e se la perdita è sotto un pavimento il danno cresce senza che tu lo veda. In quel caso serve una ricerca della perdita.

In campagna e in condominio: cosa cambia

Case di campagna con pozzo o cisterna. Sabbia e limo sono nemici delle valvole di non ritorno e di fondo, e un pozzo che cala nei mesi secchi fa pescare aria alla pompa, con avvii irregolari e getti a scatti. Nei locali pompa non riscaldati, in collina e in Appennino, il gelo può danneggiare il vaso, il tubicino del pressostato e i raccordi. Una guida pratica per queste case è quella su pozzo e autoclave nelle case di campagna.

Condomini. L’autoclave del palazzo è un impianto comune, spesso con due pompe che lavorano a turno. Se la senti pendolare, o l’acqua ai piani alti va e viene, non intervenire: segnalalo all’amministratore, possibilmente con orari e descrizione. Cosa fare se resti senz’acqua è spiegato nella guida all'autoclave condominiale guasta.

Cosa chiedere al tecnico

Quando chiami un idraulico, digli cosa hai osservato: quanto durano gli avvii, se la pompa riparte a rubinetti chiusi, i valori segnati sul manometro, da dove pesca l’acqua e, se lo sai, quanti anni ha l’impianto. Poi chiedigli:

  • di misurare la precarica del vaso e verificare la membrana;
  • di provare la tenuta della valvola di non ritorno e, se c’è, di quella di fondo;
  • di controllare che la taratura del pressostato sia coerente con la precarica del vaso;
  • se il vaso è della misura giusta per la pompa e per i consumi della casa;
  • se conviene riparare o sostituire, anche con un sistema a inverter, con i costi delle due strade.

Installare un’autoclave nuova o rifare l’impianto è un lavoro che rientra nel DM 37/08, il decreto che riguarda anche gli impianti idrici e sanitari: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Per orientarti sulle voci di spesa c’è la guida su quanto costa un’autoclave.

Pagine utili

Domande frequenti

Quanto deve durare un ciclo normale della pompa?

Non c’è un numero valido per tutti: dipende dalla misura del vaso, dalla pompa e da quanta acqua stai usando. Il segnale d’allarme è il cambiamento: se prima la pompa restava accesa e poi ferma per un po’, e ora con lo stesso rubinetto aperto parte e si ferma in pochi secondi, qualcosa è cambiato, di solito nel vaso.

Dalla valvolina del vaso esce acqua: cosa significa?

Che l’acqua è passata dalla parte dell’aria, quindi la membrana è rotta. Rigonfiare il vaso non serve: va cambiata la membrana, se il modello lo permette, o il vaso intero. Nel frattempo la pompa continua a pendolare, quindi conviene non aspettare troppo.

Posso rigonfiare il vaso con un compressore o la pompa della bici?

L’aria si aggiunge proprio da quella valvolina, ma solo con la pompa spenta, l’impianto senza pressione e conoscendo il valore di precarica giusto, che dipende dalla taratura del pressostato e dal libretto del vaso. Un valore sbagliato fa lavorare male l’impianto. Se non sei sicuro, lascialo fare al tecnico, che controlla anche la membrana.

L’autoclave a inverter può accendersi e spegnersi di continuo?

Sì. Succede soprattutto con piccole perdite, con prelievi molto piccoli o quando il piccolo vaso previsto da molti di questi sistemi è scarico o manca. Anche qui il primo controllo è il manometro a rubinetti chiusi: se la pressione cala, c’è acqua che se ne va.

Il pozzo si sta abbassando: può far pendolare la pompa?

Può renderla irregolare. Quando il livello scende vicino alla presa, la pompa pesca aria insieme all’acqua: la pressione sale e scende a scatti, l’acqua esce sputacchiando e la pompa si accende e si spegne senza un ritmo. Spegnila e fai controllare il livello: una pompa che gira a secco si danneggia in fretta.

Fonti

  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Normattiva) – l’art. 1 comprende gli impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie; per l’art. 7, al termine dei lavori l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità (consultato il 21 ottobre 2026)

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp