Autoclave che non parte o non dà pressione: cosa fare
Quando l’autoclave si ferma resti senza acqua o con un filo di pressione. Ecco come capire se il guasto è nella pompa, nel pressostato o nel vaso e cosa puoi controllare da solo.
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Se l’autoclave non parte, o parte ma l’acqua esce senza forza, il problema sta in uno di questi punti: la corrente che alimenta la pompa, l’acqua da pescare, la pompa stessa, il pressostato o il vaso di espansione. Alcuni li puoi controllare da solo, in sicurezza e senza aprire niente; per gli altri serve un tecnico.
L’autoclave è il gruppo che spinge l’acqua nei tubi quando la pressione della rete non basta, oppure quando l’acqua arriva da un pozzo o da una cisterna, come succede in molte case di campagna. Quando si ferma, di solito resti senza acqua del tutto o con un filo che scende appena dai rubinetti.
Pompa, vaso, pressostato: come lavorano e dove si rompono
Un impianto ad autoclave ha quattro parti principali:
- la pompa (elettropompa), che pesca l’acqua dal pozzo, dalla cisterna o dalla rete e la spinge in casa;
- il vaso di espansione, o serbatoio, che tiene una riserva d’acqua in pressione: nei modelli moderni una membrana di gomma separa l’acqua da un cuscino d’aria precaricata;
- il pressostato, cioè l’interruttore che accende la pompa quando la pressione scende sotto un certo valore e la spegne quando arriva al massimo;
- il manometro, l’indicatore che mostra la pressione in bar.
Completano l’impianto la valvola di non ritorno, che impedisce all’acqua di tornare indietro, e, nei pozzi con la pompa in superficie, la valvola di fondo con la sua griglia. Negli impianti più recenti pressostato e grande serbatoio sono sostituiti da un regolatore elettronico, spesso a inverter, che varia la velocità della pompa e tiene la pressione costante.
Ogni parte ha il suo guasto tipico. La pompa si blocca per calcare o sabbia, si brucia se gira a secco o perde acqua dalla tenuta. Il pressostato ha contatti che si consumano e molle che si starano. Il vaso perde l’aria di precarica o rompe la membrana. Le valvole si sporcano e non chiudono più.
Autoclave guasta: sintomi e cause probabili
| Cosa succede | Causa probabile | Cosa puoi fare tu |
|---|---|---|
| Non parte e non fa rumore | Manca corrente, protezione scattata, contatti del pressostato bruciati | Controlla l’interruttore della pompa e riarmalo una volta |
| Ronza ma non gira | Pompa bloccata da calcare o sabbia, condensatore di avviamento guasto | Spegnila: insistere può bruciare il motore |
| Si accende e si spegne ogni pochi secondi | Vaso senza aria o con membrana rotta | Usa poca acqua e fai controllare il vaso |
| Gira senza fermarsi mai | Perdita, pozzo o cisterna vuoti, aria in aspirazione, girante consumata, pressostato starato | Spegnila e controlla il livello dell’acqua |
| Riparte da sola con i rubinetti chiusi | Perdita nell’impianto o valvola di non ritorno che non tiene | Chiudi le valvoline dei sanitari una per volta |
| L’acqua esce a scatti, con aria | Pozzo basso, aria che entra nel tubo di aspirazione, vecchio serbatoio con troppa aria | Spegni e fai verificare l’aspirazione |
Un sintomo da riconoscere subito è la pompa che «pendola», cioè si accende e si spegne a raffica a ogni rubinetto aperto: il vaso non lavora più e la pompa si consuma a ogni avvio. Come si misura la precarica lo spieghiamo nella guida al vaso di espansione dell’autoclave.
Se invece la pompa riparte con tutti i rubinetti chiusi, l’acqua se ne va da qualche parte: una cassetta del WC che scarica di continuo, un tubo che perde in cantina o sotto un pavimento. In quel caso, oltre all’autoclave, serve una ricerca della perdita.
Cosa controllare subito, senza aprire niente
- Leggi il manometro. Se segna zero e la pompa è ferma, il guasto è nell’alimentazione elettrica, nel pressostato o nella protezione contro la marcia a secco, se c’è, che ferma la pompa quando manca l’acqua. Se la pressione sale e scende a scatti, il sospettato è il vaso.
- Controlla l’interruttore della pompa nel quadro elettrico. Se è abbassato, riarmalo una sola volta: se scatta di nuovo, lascialo giù, perché c’è un guasto elettrico da cercare.
- Verifica che ci sia acqua da pescare. Guarda il livello della cisterna; con il pozzo, ricorda se nei mesi secchi il livello è già calato altre volte.
- Chiudi tutti i rubinetti e ascolta. Se dopo qualche minuto la pompa riparte da sola, c’è una perdita: chiudi le valvoline sotto WC e lavandini una alla volta per capire dove.
- Se la pompa gira a vuoto, spegnila. Una pompa che lavora senz’acqua si rovina in poco tempo.
Case di campagna e condomini: cosa cambia
Case di campagna con pozzo o cisterna
Nelle case sparse di pianura e collina l’autoclave pesca spesso da un pozzo o da una cisterna, e i guasti hanno cause in più. Sabbia e limo consumano la girante e intasano il filtro. Il livello del pozzo cala nei mesi secchi. Una valvola di fondo che non tiene fa perdere l’adescamento, cioè il riempimento d’acqua del tubo di aspirazione, e la pompa gira senza tirare su niente.
Se il locale della pompa non è riscaldato, d’inverno il gelo può spaccare il corpo della pompa, il vaso o i raccordi: come proteggerli lo trovi nella pagina sui tubi congelati. Dopo un temporale, se l’autoclave non riparte, guarda prima l’interruttore: gli sbalzi di tensione fanno scattare le protezioni e possono danneggiare le centraline elettroniche.
Un’ultima cosa: l’autoclave dà pressione, non rende l’acqua potabile. Se bevi l’acqua del pozzo, falla analizzare periodicamente da un laboratorio.
Autoclave condominiale
Nei condomini l’autoclave serve di solito a portare l’acqua ai piani alti, dove la pressione della rete non arriva. Spesso è un gruppo con due pompe che lavorano a turno e una vasca di accumulo. È un impianto comune: il guasto va segnalato all’amministratore, che incarica il tecnico.
Se resti senza acqua, chiedi prima ai vicini. Se manca a tutti, il problema è all’autoclave o alla rete; se manca solo a te, è nel tuo impianto. Cosa fare nell’attesa lo trovi nella guida all'autoclave condominiale guasta. Se ai piani alti l’acqua arriva ma debole, leggi anche le cause della pressione dell’acqua bassa.
Come interveniamo su pompa, pressostato e vaso
Al telefono ti chiediamo cosa fa la pompa, cosa segna il manometro e da dove pesca l’acqua: spesso basta per capire che ricambi portare. Sul posto misuriamo pressione e precarica, controlliamo assorbimento elettrico e protezioni, verifichiamo valvole e aspirazione. Gli interventi tipici sono:
- ripristino della precarica, sostituzione della membrana dove il modello lo permette o del vaso intero;
- sostituzione del pressostato o del regolatore elettronico;
- sostituzione del condensatore, della tenuta meccanica o della valvola di non ritorno;
- pulizia o sostituzione della valvola di fondo e del filtro;
- revisione o sostituzione della pompa, quando il motore è bruciato o il corpo è rovinato.
Se l’impianto è vecchio e si guasta spesso, mettiamo a confronto riparazione e sostituzione, anche con un sistema a inverter, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro. Installare un’autoclave nuova o cambiare tipo di impianto è un lavoro sull’impianto idrico: secondo il DM 37/08 va affidato a un’impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità quando è dovuta.
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresi: un’autoclave ferma ti lascia senza acqua, e con bambini o anziani in casa è un’urgenza vera. Trovi gli altri interventi del nostro servizio di idraulico nella pagina dedicata.
Quanto costa riparare o sostituire un’autoclave
Il costo dipende da cosa si è rotto. Ripristinare la precarica o cambiare un pressostato è un intervento breve; sostituire il vaso o la pompa, o passare a un sistema a inverter, richiede ricambi più cari e più ore di lavoro. Contano anche l’accesso al locale tecnico, la profondità del pozzo e l’orario della chiamata.
Le voci del listino e le eventuali maggiorazioni per notte e festivi sono nella pagina dei prezzi. Per orientarti tra le voci di spesa c’è anche la guida su quanto costa installare o riparare un’autoclave.
Come evitare che la pompa si guasti di nuovo
- Controlla la precarica del vaso almeno una volta l’anno, a impianto scarico.
- Tieni pulito il filtro, soprattutto se peschi da un pozzo.
- Proteggi la pompa con una sonda o un galleggiante che la fermi quando l’acqua nella cisterna finisce.
- Tieni il locale asciutto, aerato e al riparo dal gelo.
- Non ignorare una pompa che parte più spesso del solito: è il primo segnale di un problema.
Questi controlli fanno parte di un giro completo di manutenzione dell’impianto idraulico, utile soprattutto nelle case isolate.
Dove interveniamo per autoclave
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Guide su questo problema
Domande frequenti
Perché l’autoclave si accende e si spegne in continuazione?
Di solito il vaso di espansione ha perso la precarica d’aria o ha la membrana rotta: senza il cuscino d’aria, ogni goccia prelevata fa crollare la pressione e la pompa riparte subito. Può dipendere anche da una piccola perdita o da un pressostato starato. Va sistemato presto, perché gli avvii continui consumano motore e contatti.
Posso lasciare accesa un’autoclave che non si ferma mai?
No. Se la pompa gira senza sosta, o pesca aria perché l’acqua è finita, o sta compensando una perdita: nel primo caso si brucia, nel secondo spreca acqua e corrente. Spegnila dall’interruttore e riaccendila solo dopo aver capito la causa.
Ogni quanto si controlla la precarica del vaso?
Una verifica all’anno è una buona abitudine, da anticipare se la pompa comincia a partire più spesso. La precarica si misura con l’impianto spento e senza pressione, sulla valvolina del vaso, e va tenuta poco sotto la pressione di accensione della pompa, come indica il libretto del vaso.
Chi paga la riparazione dell’autoclave condominiale?
L’autoclave che serve tutto il palazzo è un impianto comune, quindi la spesa si divide tra i condòmini secondo il regolamento e le tabelle millesimali. Per i casi particolari, per esempio un’autoclave che serve solo alcuni piani, chiedi all’amministratore.
Conviene riparare la vecchia autoclave o passare all’inverter?
Dipende dall’età dell’impianto, da quanto spesso si guasta e da cosa si è rotto. Un sistema a inverter tiene la pressione più costante e parte in modo più dolce, ma costa di più e va protetto dagli sbalzi di tensione. Dopo la diagnosi ti mostriamo le due strade con i rispettivi costi.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Normattiva) – include gli impianti idrici e sanitari, chiede imprese abilitate e la dichiarazione di conformità a fine lavori

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