Come ricaricare l’impianto della caldaia senza fare danni, passo per passo
Ricaricare la pressione è un’operazione da utente, se il libretto la prevede: si fa a impianto freddo, piano, richiudendo bene. I tipi di rubinetto di carico, i passaggi e gli errori più comuni.
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Per ricaricare l’impianto della caldaia senza fare danni, spegnila e aspetta che l’impianto sia freddo, apri piano il rubinetto di carico guardando il manometro, fermati al valore indicato dal libretto e richiudi il rubinetto fino in fondo, senza forzare. Bastano pochi minuti, ma ogni passaggio ha un motivo: chi ricarica a caldo, apre troppo o lascia il rubinetto socchiuso si ritrova con la valvola di sicurezza che gocciola o con la caldaia di nuovo in blocco.
Prima, però, chiediti perché la pressione è scesa. Una ricarica ogni tanto è normale, per esempio dopo aver sfiatato i termosifoni. Se invece è la seconda in poche settimane, c’è una perdita o un problema al vaso di espansione, come spieghiamo nella guida sulla pressione della caldaia che scende.
Tre controlli prima di aprire l’acqua
- Leggi la pressione a freddo. Il manometro, l’indicatore della pressione sul pannello della caldaia, segna valori diversi a impianto caldo e freddo, perché l’acqua calda si dilata. Il confronto con il libretto va fatto a freddo.
- Cerca perdite visibili. Guarda sotto la caldaia, ai termosifoni e ai raccordi: se esce acqua, prima si ferma la perdita. Ricaricare mentre l’impianto perde manda solo altra acqua sul pavimento.
- Apri il libretto d’uso. Indica il valore giusto della pressione, dove si trova il rubinetto di carico e se la caldaia ha un caricamento automatico o semiautomatico. Se il libretto di carta non c’è più, leggi il modello sulla targhetta e cercalo sul sito del produttore.
Se abiti in un condominio con riscaldamento centralizzato, questa operazione non ti riguarda: la pressione dell’impianto comune la gestisce la centrale termica, e se i termosifoni restano freddi si avvisa l’amministratore.
Dove si trova il rubinetto di carico
Ogni marca lo mette in un posto suo, ma i tipi sono pochi.
| Tipo | Dove lo trovi | Come si usa |
|---|---|---|
| Manopola sotto la caldaia | Tra i tubi in basso, a volte un po’ nascosta | A mano, di solito in senso antiorario per aprire |
| Rubinetto a cacciavite | Sotto la caldaia, con una testa a taglio | Con un cacciavite piatto, poco alla volta |
| Manopola sul frontale | Dietro uno sportellino del pannello, in alcuni modelli | A mano, come indica il libretto |
| Carico dal display | Caldaie con carico semiautomatico | Con un tasto o una voce del menu |
| Gruppo di riempimento sul tubo | Sul tubo dell’acqua fredda vicino alla caldaia, a volte con un piccolo manometro | Con la manopola del gruppo |
Non confonderlo con il rubinetto del gas, che spesso ha la leva gialla e con l’acqua non c’entra niente. Se non sei sicuro di quale sia quello giusto, non provare a caso: guarda il disegno del libretto, oppure chiedi al tecnico di mostrartelo alla prossima manutenzione.
La ricarica, un passaggio alla volta
- Spegni la caldaia, o mettila in attesa come indica il libretto, e aspetta che i termosifoni siano freddi o appena tiepidi.
- Fotografa il manometro, così sai da dove sei partito.
- Metti un panno sotto il rubinetto: qualche goccia quando lo apri è normale.
- Apri piano, un quarto di giro. Devi sentire il fruscio dell’acqua che entra nel circuito.
- Guarda solo la lancetta, o il numero sul display: la pressione può salire in fretta, quindi non allontanarti.
- Chiudi appena arrivi al valore del libretto. Meglio fermarsi un filo sotto che un filo sopra.
- Chiudi del tutto, senza forzare: il rubinetto deve fermarsi da solo, non va stretto con la pinza.
- Aspetta qualche minuto e ricontrolla. Se la lancetta continua a salire, il rubinetto non ha chiuso bene.
- Riaccendi la caldaia. Se era in blocco per la pressione bassa, sbloccala una sola volta, come spiega la guida sulla caldaia in blocco.
- Dopo un’ora di riscaldamento guarda di nuovo. Con l’acqua calda la pressione sale un po’, ed è normale; se si avvicina al limite della scala o la valvola di sicurezza gocciola, spegni e chiama.
Gli errori da evitare con il rubinetto di carico
- Ricaricare a impianto caldo. La lettura è falsata dalla dilatazione dell’acqua: quando l’impianto si raffredda la pressione scende sotto il valore giusto e la caldaia può fermarsi di nuovo.
- Esagerare. Oltre il limite la valvola di sicurezza si apre e scarica, e dopo essersi aperta può non richiudere bene.
- Lasciare il rubinetto socchiuso. L’acqua continua a entrare piano, la pressione cresce giorno dopo giorno e la valvola di sicurezza comincia a gocciolare. È una causa classica di pressione che sale da sola.
- Stringere con gli attrezzi. Rovini la sede o la guarnizione, e il rubinetto gocciola finché non viene sostituito.
- Ricaricare con una perdita in corso. Acqua sul pavimento oggi e, nel tempo, ossigeno e calcare nell’impianto.
- Usare la valvola di sicurezza come rubinetto di scarico. È un dispositivo di protezione: si lascia al tecnico.
- Ricaricare ogni settimana. Non è manutenzione, è un sintomo da far controllare.
Se hai messo troppa acqua
Capita: la lancetta corre e la mano chiude in ritardo. Se a impianto freddo la pressione è di poco sopra il valore del libretto e la caldaia è spenta, puoi far uscire un po’ d’acqua da un termosifone.
- Metti un panno e un bicchiere sotto la valvolina di sfiato, il piccolo tappo in alto sul termosifone.
- Aprila piano con la chiavetta e lascia uscire l’acqua poco alla volta, guardando il manometro o facendoti aiutare da qualcuno che lo guarda.
- Richiudi appena la pressione torna nel campo giusto.
Non farlo a impianto caldo, perché l’acqua scotta, e non farlo se la pressione è salita da sola: lì il problema è il rubinetto di carico o il vaso di espansione, e togliere acqua non risolve niente. Se la valvola di sicurezza ha già cominciato a gocciolare, spegni e fai controllare.
Caricamento automatico e acqua potabile da proteggere
Alcune caldaie ricaricano da sole o con un tasto. È comodo, ma ha un difetto: se l’impianto perde, il caricamento continua a rabboccare e la perdita resta nascosta. Se la tua caldaia lo fa, chiedi al tecnico come accorgerti di quante volte interviene.
Il rubinetto di carico, poi, mette in contatto due acque diverse: quella potabile dei rubinetti e quella del riscaldamento, che dopo anni nei tubi è sporca e a volte contiene prodotti protettivi. Perché non possa tornare indietro nell’acqua di casa si usano dispositivi antiriflusso, come le valvole di non ritorno e i disconnettori, scelti in base al rischio. La norma tecnica di riferimento per proteggere l’acqua potabile dal riflusso è la UNI EN 1717, aggiornata nel 2026: alla prossima manutenzione chiedi se il carico del tuo impianto ha il dispositivo adatto.
Dopo la ricarica: i giorni che contano
- Annota la pressione per qualche giorno, sempre a freddo e alla stessa ora.
- Ascolta i termosifoni. Se gorgogliano, con l’acqua nuova è entrata aria: sfiatali come spiega la guida su come sfiatare i termosifoni, poi ricontrolla la pressione, che dopo lo sfiato cala un poco.
- Se cala di nuovo, non ricaricare all’infinito: c’è qualcosa da cercare. Il nostro servizio di idraulico cerca le perdite nei tubi e nei termosifoni, mentre per il vaso di espansione e le parti interne interviene la nostra assistenza caldaie.
- Se sale da sola, il rubinetto di carico non chiude o c’è un guasto interno: le cause sono nella pagina sulla caldaia che perde acqua.
Il DM 37/08 chiede al proprietario di conservare la sicurezza dell’impianto seguendo le istruzioni d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti. La ricarica rientra tra le operazioni che il libretto affida a chi usa la caldaia, quando la prevede; il resto spetta a imprese abilitate.
Pagine utili
Domande frequenti
Posso ricaricare l’impianto con la caldaia accesa?
Segui il tuo libretto, che di solito chiede di farlo a caldaia spenta e impianto freddo. Con l’acqua calda la pressione è più alta e la lettura inganna, e cresce il rischio di superare il limite. Spegni, aspetta che i termosifoni si raffreddino e poi ricarica.
Apro il rubinetto di carico ma la pressione non sale: perché?
Controlla prima che in casa arrivi acqua: se il rubinetto generale è chiuso o manca l’acqua in zona, dal carico non entra niente. Se l’acqua c’è, il rubinetto può essere bloccato dal calcare, o intasato il filtrino del gruppo di riempimento. Non forzarlo: va visto da un idraulico.
Dopo la ricarica i termosifoni gorgogliano: è normale?
Un po’ sì: con l’acqua nuova entra aria, che si raccoglie in alto nei termosifoni. Sfiata quelli che gorgogliano o restano freddi in alto, poi ricontrolla la pressione. Se i rumori restano per giorni, segnalalo al tecnico.
Un termosifone è freddo in alto ma la pressione è giusta: devo ricaricare?
No: un termosifone freddo in alto ha aria, non poca acqua. Sfiatalo con la chiavetta e solo dopo guarda il manometro, perché con l’aria esce anche un po’ d’acqua e la pressione può scendere. Ricarica solo se a impianto freddo è finita sotto il valore del libretto.
In affitto posso ricaricare io la pressione della caldaia?
La ricarica, quando il libretto la prevede, è un’operazione per chi usa la caldaia, quindi anche per te. Riparazioni e manutenzione, invece, vanno concordate con il proprietario secondo il contratto. Chi è responsabile dell’impianto lo spiega la guida sul libretto di impianto della caldaia.
Quanto tempo ci vuole per ricaricare la caldaia?
Pochi minuti: il tempo di aprire, guardare la lancetta salire e chiudere. La parte più lunga è aspettare prima che l’impianto sia freddo e ricontrollare dopo, nelle ore e nei giorni seguenti.
Fonti
- UNI EN 1717:2026 – catalogo UNI – consultato il 25 ottobre 2026: norma in vigore dal 30 luglio 2026 sulla protezione dell’acqua potabile dall’inquinamento per riflusso, con indicazioni su analisi del rischio, dispositivi antiriflusso e loro installazione.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, art. 8 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: il proprietario conserva la sicurezza dell’impianto seguendo i manuali d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti; i lavori di manutenzione straordinaria vanno affidati a imprese abilitate.
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