Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Come ricaricare l’impianto della caldaia senza fare danni, passo per passo

Ricaricare la pressione è un’operazione da utente, se il libretto la prevede: si fa a impianto freddo, piano, richiudendo bene. I tipi di rubinetto di carico, i passaggi e gli errori più comuni.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per ricaricare l’impianto della caldaia senza fare danni, spegnila e aspetta che l’impianto sia freddo, apri piano il rubinetto di carico guardando il manometro, fermati al valore indicato dal libretto e richiudi il rubinetto fino in fondo, senza forzare. Bastano pochi minuti, ma ogni passaggio ha un motivo: chi ricarica a caldo, apre troppo o lascia il rubinetto socchiuso si ritrova con la valvola di sicurezza che gocciola o con la caldaia di nuovo in blocco.

Prima, però, chiediti perché la pressione è scesa. Una ricarica ogni tanto è normale, per esempio dopo aver sfiatato i termosifoni. Se invece è la seconda in poche settimane, c’è una perdita o un problema al vaso di espansione, come spieghiamo nella guida sulla pressione della caldaia che scende.

Tre controlli prima di aprire l’acqua

  1. Leggi la pressione a freddo. Il manometro, l’indicatore della pressione sul pannello della caldaia, segna valori diversi a impianto caldo e freddo, perché l’acqua calda si dilata. Il confronto con il libretto va fatto a freddo.
  2. Cerca perdite visibili. Guarda sotto la caldaia, ai termosifoni e ai raccordi: se esce acqua, prima si ferma la perdita. Ricaricare mentre l’impianto perde manda solo altra acqua sul pavimento.
  3. Apri il libretto d’uso. Indica il valore giusto della pressione, dove si trova il rubinetto di carico e se la caldaia ha un caricamento automatico o semiautomatico. Se il libretto di carta non c’è più, leggi il modello sulla targhetta e cercalo sul sito del produttore.

Se abiti in un condominio con riscaldamento centralizzato, questa operazione non ti riguarda: la pressione dell’impianto comune la gestisce la centrale termica, e se i termosifoni restano freddi si avvisa l’amministratore.

Dove si trova il rubinetto di carico

Ogni marca lo mette in un posto suo, ma i tipi sono pochi.

TipoDove lo troviCome si usa
Manopola sotto la caldaiaTra i tubi in basso, a volte un po’ nascostaA mano, di solito in senso antiorario per aprire
Rubinetto a cacciaviteSotto la caldaia, con una testa a taglioCon un cacciavite piatto, poco alla volta
Manopola sul frontaleDietro uno sportellino del pannello, in alcuni modelliA mano, come indica il libretto
Carico dal displayCaldaie con carico semiautomaticoCon un tasto o una voce del menu
Gruppo di riempimento sul tuboSul tubo dell’acqua fredda vicino alla caldaia, a volte con un piccolo manometroCon la manopola del gruppo

Non confonderlo con il rubinetto del gas, che spesso ha la leva gialla e con l’acqua non c’entra niente. Se non sei sicuro di quale sia quello giusto, non provare a caso: guarda il disegno del libretto, oppure chiedi al tecnico di mostrartelo alla prossima manutenzione.

La ricarica, un passaggio alla volta

  1. Spegni la caldaia, o mettila in attesa come indica il libretto, e aspetta che i termosifoni siano freddi o appena tiepidi.
  2. Fotografa il manometro, così sai da dove sei partito.
  3. Metti un panno sotto il rubinetto: qualche goccia quando lo apri è normale.
  4. Apri piano, un quarto di giro. Devi sentire il fruscio dell’acqua che entra nel circuito.
  5. Guarda solo la lancetta, o il numero sul display: la pressione può salire in fretta, quindi non allontanarti.
  6. Chiudi appena arrivi al valore del libretto. Meglio fermarsi un filo sotto che un filo sopra.
  7. Chiudi del tutto, senza forzare: il rubinetto deve fermarsi da solo, non va stretto con la pinza.
  8. Aspetta qualche minuto e ricontrolla. Se la lancetta continua a salire, il rubinetto non ha chiuso bene.
  9. Riaccendi la caldaia. Se era in blocco per la pressione bassa, sbloccala una sola volta, come spiega la guida sulla caldaia in blocco.
  10. Dopo un’ora di riscaldamento guarda di nuovo. Con l’acqua calda la pressione sale un po’, ed è normale; se si avvicina al limite della scala o la valvola di sicurezza gocciola, spegni e chiama.

Gli errori da evitare con il rubinetto di carico

  • Ricaricare a impianto caldo. La lettura è falsata dalla dilatazione dell’acqua: quando l’impianto si raffredda la pressione scende sotto il valore giusto e la caldaia può fermarsi di nuovo.
  • Esagerare. Oltre il limite la valvola di sicurezza si apre e scarica, e dopo essersi aperta può non richiudere bene.
  • Lasciare il rubinetto socchiuso. L’acqua continua a entrare piano, la pressione cresce giorno dopo giorno e la valvola di sicurezza comincia a gocciolare. È una causa classica di pressione che sale da sola.
  • Stringere con gli attrezzi. Rovini la sede o la guarnizione, e il rubinetto gocciola finché non viene sostituito.
  • Ricaricare con una perdita in corso. Acqua sul pavimento oggi e, nel tempo, ossigeno e calcare nell’impianto.
  • Usare la valvola di sicurezza come rubinetto di scarico. È un dispositivo di protezione: si lascia al tecnico.
  • Ricaricare ogni settimana. Non è manutenzione, è un sintomo da far controllare.

Se hai messo troppa acqua

Capita: la lancetta corre e la mano chiude in ritardo. Se a impianto freddo la pressione è di poco sopra il valore del libretto e la caldaia è spenta, puoi far uscire un po’ d’acqua da un termosifone.

  1. Metti un panno e un bicchiere sotto la valvolina di sfiato, il piccolo tappo in alto sul termosifone.
  2. Aprila piano con la chiavetta e lascia uscire l’acqua poco alla volta, guardando il manometro o facendoti aiutare da qualcuno che lo guarda.
  3. Richiudi appena la pressione torna nel campo giusto.

Non farlo a impianto caldo, perché l’acqua scotta, e non farlo se la pressione è salita da sola: lì il problema è il rubinetto di carico o il vaso di espansione, e togliere acqua non risolve niente. Se la valvola di sicurezza ha già cominciato a gocciolare, spegni e fai controllare.

Caricamento automatico e acqua potabile da proteggere

Alcune caldaie ricaricano da sole o con un tasto. È comodo, ma ha un difetto: se l’impianto perde, il caricamento continua a rabboccare e la perdita resta nascosta. Se la tua caldaia lo fa, chiedi al tecnico come accorgerti di quante volte interviene.

Il rubinetto di carico, poi, mette in contatto due acque diverse: quella potabile dei rubinetti e quella del riscaldamento, che dopo anni nei tubi è sporca e a volte contiene prodotti protettivi. Perché non possa tornare indietro nell’acqua di casa si usano dispositivi antiriflusso, come le valvole di non ritorno e i disconnettori, scelti in base al rischio. La norma tecnica di riferimento per proteggere l’acqua potabile dal riflusso è la UNI EN 1717, aggiornata nel 2026: alla prossima manutenzione chiedi se il carico del tuo impianto ha il dispositivo adatto.

Dopo la ricarica: i giorni che contano

  • Annota la pressione per qualche giorno, sempre a freddo e alla stessa ora.
  • Ascolta i termosifoni. Se gorgogliano, con l’acqua nuova è entrata aria: sfiatali come spiega la guida su come sfiatare i termosifoni, poi ricontrolla la pressione, che dopo lo sfiato cala un poco.
  • Se cala di nuovo, non ricaricare all’infinito: c’è qualcosa da cercare. Il nostro servizio di idraulico cerca le perdite nei tubi e nei termosifoni, mentre per il vaso di espansione e le parti interne interviene la nostra assistenza caldaie.
  • Se sale da sola, il rubinetto di carico non chiude o c’è un guasto interno: le cause sono nella pagina sulla caldaia che perde acqua.

Il DM 37/08 chiede al proprietario di conservare la sicurezza dell’impianto seguendo le istruzioni d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti. La ricarica rientra tra le operazioni che il libretto affida a chi usa la caldaia, quando la prevede; il resto spetta a imprese abilitate.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso ricaricare l’impianto con la caldaia accesa?

Segui il tuo libretto, che di solito chiede di farlo a caldaia spenta e impianto freddo. Con l’acqua calda la pressione è più alta e la lettura inganna, e cresce il rischio di superare il limite. Spegni, aspetta che i termosifoni si raffreddino e poi ricarica.

Apro il rubinetto di carico ma la pressione non sale: perché?

Controlla prima che in casa arrivi acqua: se il rubinetto generale è chiuso o manca l’acqua in zona, dal carico non entra niente. Se l’acqua c’è, il rubinetto può essere bloccato dal calcare, o intasato il filtrino del gruppo di riempimento. Non forzarlo: va visto da un idraulico.

Dopo la ricarica i termosifoni gorgogliano: è normale?

Un po’ sì: con l’acqua nuova entra aria, che si raccoglie in alto nei termosifoni. Sfiata quelli che gorgogliano o restano freddi in alto, poi ricontrolla la pressione. Se i rumori restano per giorni, segnalalo al tecnico.

Un termosifone è freddo in alto ma la pressione è giusta: devo ricaricare?

No: un termosifone freddo in alto ha aria, non poca acqua. Sfiatalo con la chiavetta e solo dopo guarda il manometro, perché con l’aria esce anche un po’ d’acqua e la pressione può scendere. Ricarica solo se a impianto freddo è finita sotto il valore del libretto.

In affitto posso ricaricare io la pressione della caldaia?

La ricarica, quando il libretto la prevede, è un’operazione per chi usa la caldaia, quindi anche per te. Riparazioni e manutenzione, invece, vanno concordate con il proprietario secondo il contratto. Chi è responsabile dell’impianto lo spiega la guida sul libretto di impianto della caldaia.

Quanto tempo ci vuole per ricaricare la caldaia?

Pochi minuti: il tempo di aprire, guardare la lancetta salire e chiudere. La parte più lunga è aspettare prima che l’impianto sia freddo e ricontrollare dopo, nelle ore e nei giorni seguenti.

Fonti

  • UNI EN 1717:2026 – catalogo UNI – consultato il 25 ottobre 2026: norma in vigore dal 30 luglio 2026 sulla protezione dell’acqua potabile dall’inquinamento per riflusso, con indicazioni su analisi del rischio, dispositivi antiriflusso e loro installazione.
  • DM 22 gennaio 2008, n. 37, art. 8 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: il proprietario conserva la sicurezza dell’impianto seguendo i manuali d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti; i lavori di manutenzione straordinaria vanno affidati a imprese abilitate.

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp