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Illuminazione del giardino: come progettarla e cosa serve, dal sopralluogo alle regole regionali

Un buon giardino illuminato si progetta a partire da come lo vivi di sera. Ecco come scegliere i punti luce, gli apparecchi e i comandi, e cosa chiedono le regole dell’Emilia-Romagna.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per progettare l’illuminazione del giardino si parte da come lo usi di sera: dove cammini, dove ti siedi, cosa vuoi vedere dalla finestra e quando le luci devono accendersi. Poi si scelgono apparecchi schermati che illuminano verso il basso, si disegnano le linee prima di scavare e si decide come comandarle. Le lampade si comprano per ultime, non per prime.

È un lavoro che conviene impostare con un elettricista prima di toccare il prato: gli scavi sono la parte che costa di più e quella che non vuoi rifare. Come si posano cavi e pozzetti e come si scelgono le prese all’aperto lo trovi nella pagina sull'impianto elettrico esterno; qui ci concentriamo sul progetto della luce.

Una passeggiata al tramonto prima di comprare le lampade

Il modo più semplice per cominciare è uscire in giardino quando fa buio, con una torcia, un foglio e una matita. Un giro con calma ti dice più di qualsiasi catalogo.

  1. Segna i percorsi che fai davvero: dal cancello alla porta, dal garage alla cucina, verso il capanno o i bidoni della raccolta.
  2. Segna i punti critici: gradini, dislivelli, bordi di aiuole, il passo carraio, l’ingresso della cantina.
  3. Segna dove ti fermi: il tavolo sotto il pergolato, il barbecue, la panchina.
  4. Guarda dalle finestre di casa: quale albero, siepe o angolo vorresti vedere illuminato dal soggiorno?
  5. Segna gli ostacoli sotto terra: tubi dell’irrigazione, dell’acqua e del gas, fosse e pozzetti, radici grandi, pavimentazioni da non rompere.
  6. Annota le prese e le luci che hai già, e da dove arriva oggi la corrente in giardino.

Con questo disegno in mano il sopralluogo con il tecnico diventa concreto: si parla di metri di cavo, di punti luce e di comandi, non di impressioni.

Tre luci diverse: per camminare, per stare fuori, per guardare

Un giardino ben illuminato non è un giardino pieno di luce. Di solito servono tre livelli, ognuno con il suo comando.

  • Luce per camminare. Percorsi, gradini, ingressi. Deve essere bassa, uniforme e senza abbagliare: l’obiettivo è vedere dove metti i piedi, non illuminare il cielo.
  • Luce per stare fuori. Terrazzo, pergolato, zona pranzo. Più calda e regolabile, da accendere solo quando sei lì.
  • Luce per guardare. Un albero, una siepe, un muro in pietra. È la più scenografica e la più facile da esagerare: poca luce ben puntata rende più di molta luce sparsa.

Un dettaglio che si sottovaluta: in giardino lo sfondo è buio, quindi anche una sorgente poco potente può abbagliare se la vedi direttamente. Per questo gli apparecchi bassi lungo i percorsi devono avere la sorgente nascosta e mandare la luce verso terra. Quanto alla tinta, in giardino si sceglie di solito una luce calda, intorno ai 3000 K, che si sposa con il verde e la pietra e disturba meno.

Paletti, segnapasso, faretti: quale apparecchio per ogni punto

DoveApparecchio tipicoCosa verificare
Vialetti e percorsipaletti bassi con luce verso il bassoschermatura, robustezza contro urti e tosaerba
Gradini e murettisegnapasso incassati nel muroposizione che non abbagli chi scende
Ingresso e cancelloapplique o plafoniere, spesso con sensoregrado di protezione per l’esposizione alla pioggia
Zona pranzo e pergolatoapplique, sospensioni da esterno, strisce LED protettepossibilità di regolare la luce
Alberi e cespuglifaretti a picchetto, orientabiliflusso contenuto e fascio stretto, regole regionali
Prato e passaggi carrabiliapparecchi incassati a terraresistenza al calpestio o al passaggio delle auto, ristagni d’acqua

Per ogni apparecchio conta il grado IP, la sigla che indica la protezione da polvere e acqua: un faretto a terra che rimane nell’acqua dopo un temporale ha bisogno di una protezione molto diversa da un’applique sotto il portico. Le sigle sono spiegate nella guida su cosa significano IP44, IP55 e IP65. Per gli apparecchi calpestabili o esposti agli urti conta anche il codice IK, che indica la resistenza meccanica.

Le lampade solari vanno bene come decorazione, ma d’inverno, con giornate corte e cielo coperto, danno poca luce proprio quando servirebbe: per percorsi e gradini serve un impianto collegato alla rete.

Luce verso il cielo: le regole dell’Emilia-Romagna per i giardini privati

In Emilia-Romagna l’illuminazione esterna, pubblica e privata, è regolata dalla legge regionale 19 del 2003 contro l’inquinamento luminoso e dalla sua direttiva applicativa, la terza, approvata dalla Giunta nel 2015 e modificata nel 2022. Le regole valgono anche per i giardini di casa. In sintesi, per i nuovi impianti privati fino a 10 apparecchi, che non richiedono un progetto illuminotecnico:

  • gli apparecchi, così come sono montati, non devono mandare luce sopra l’orizzonte;
  • le sorgenti LED sono ammesse con una temperatura di colore fino a 4000 K, che scende a 3000 K nelle zone di particolare protezione, come le aree naturali protette, i siti della Rete Natura 2000 e le aree attorno agli osservatori astronomici;
  • ogni apparecchio non deve superare i 100 watt e l’impianto i 200 watt in tutto;
  • sono preferiti i sensori di presenza, per accendere solo quando serve.

Ci sono delle deroghe per gli impianti privati più piccoli: per esempio quando la luce emessa verso l’alto da tutti gli apparecchi non supera in totale 2250 lumen e nessun apparecchio supera i 1500 lumen, oppure quando l’impianto assorbe in tutto non più di 60 watt, con apparecchi da non più di 20 watt. Sono escluse anche le sorgenti «internalizzate», come quelle sotto un portico o una loggia, e le luci temporanee spente entro le 20, le 22 con l’ora legale. Qualche piccolo faretto puntato su un albero, quindi, può rientrare nelle deroghe; un giardino pieno di proiettori verso l’alto no.

La direttiva prevede anche un passaggio che molti non conoscono: per un nuovo impianto di illuminazione esterna privata va inviata al Comune una comunicazione preventiva, con un modulo semplice per gli impianti fino a 10 apparecchi, anche quando l’impianto rientra nelle deroghe. Chi installa rilascia poi una dichiarazione di conformità alla legge regionale, a cui si allega quella prevista dal DM 37/08. Oltre i 10 apparecchi serve un progetto illuminotecnico; per i giardini privati l’obbligo scatta da 20 apparecchi. Prima di cominciare chiedi all’ufficio tecnico del tuo Comune come preferisce ricevere la comunicazione.

230 volt o bassissima tensione: come si alimenta il giardino

Le luci del giardino si possono alimentare in due modi, e la scelta cambia il progetto.

Impianto a 230 voltImpianto a 12 o 24 volt
Dove ha sensopercorsi lunghi, ingressi, apparecchi potentigiardini piccoli, aiuole, faretti da spostare
Preginessun limite pratico di distanza, scelta ampia di apparecchitensione bassa lungo i cavi, più libertà nel riposizionare le luci
Limiticavi e giunzioni da proteggere con più curaserve un alimentatore protetto, e sulle distanze lunghe la luce cala
Attenzione atubi, pozzetti e scatole stagnedimensionare cavi e alimentatore sulla lunghezza reale

In tutti e due i casi il punto di partenza è lo stesso: una linea dedicata al giardino, con il suo interruttore e il suo salvavita nel quadro. Così, se d’inverno entra acqua in un faretto, scatta solo la linea esterna e il frigorifero resta acceso. Se ti è già capitato, la guida sul salvavita che scatta quando piove spiega dove l’acqua raggiunge i fili.

Un consiglio che vale oro: durante lo scavo fai posare un tubo vuoto in più e fotografa il tracciato con un metro accanto. Il giorno in cui vorrai una presa vicino al pergolato o una luce sul nuovo vialetto, non dovrai scavare di nuovo.

Accendere e spegnere senza pensarci: sensori, crepuscolari e orologi

Le luci del giardino dimenticate accese tutta la notte sono uno spreco e, con le regole regionali, anche un problema. I comandi automatici risolvono quasi tutto.

  • Interruttore crepuscolare: accende quando fa buio, grazie a una piccola sonda di luce montata all’esterno.
  • Orologio programmabile: spegne a un’ora stabilita. Quelli detti astronomici calcolano da soli l’ora del tramonto giorno per giorno.
  • Sensore di presenza o di movimento: accende per qualche minuto quando qualcuno passa. È la scelta tipica per ingressi, passi carrai e percorsi poco usati.
  • Comando da app: utile per accendere la zona pranzo dal divano o controllare le luci quando sei via.

La combinazione più comune è semplice: crepuscolare più orologio per le luci di cortesia, che si spengono a un’ora decisa, e sensori per gli ingressi. Le luci della zona pranzo restano su un comando manuale, magari regolabile; se usi un dimmer, scegli lampade compatibili, come spiega la guida su dimmer e LED.

Gli errori che si notano solo di notte

  • Troppa luce. Un vialetto illuminato come un parcheggio appiattisce il giardino e abbaglia chi ci cammina.
  • Sorgenti a vista. Un faretto che punta verso chi arriva acceca proprio nel punto in cui serve vedere.
  • Luce nelle finestre dei vicini. Un proiettore sul muro di confine può diventare una lite; orientalo verso terra e dentro la tua proprietà.
  • Luci fredde e calde mescolate. Il colpo d’occhio dalla casa ne risente subito.
  • Apparecchi nel punto sbagliato. Faretti dove ristagna l’acqua, paletti sulla traiettoria del tosaerba, lampade investite dagli irrigatori.
  • Cavi senza tubo sotto il prato. Una vanga o un picchetto li trovano, prima o poi.
  • Giunzioni nascoste nella terra. Ogni collegamento va fatto in un pozzetto ispezionabile, con componenti stagni.
  • Nessun comando automatico. Le luci restano accese fino al mattino, giorno dopo giorno.

Dal disegno alla fine dei lavori: i passaggi in ordine

  1. Sopralluogo e disegno: percorsi, punti luce, comandi, linee e posizione nel quadro.
  2. Verifica delle regole: numero di apparecchi, deroghe regionali, comunicazione al Comune.
  3. Scelta degli apparecchi: grado di protezione, schermatura, temperatura di colore, potenza.
  4. Scavi e posa: tubi adatti all’interramento, pozzetti, cavi, tubo di riserva.
  5. Collegamenti e quadro: linea dedicata con il suo salvavita.
  6. Prove: misure di isolamento della linea, prova del salvavita, regolazione di sensori e orologi, controllo notturno degli abbagliamenti.
  7. Documenti: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Conserva insieme il disegno del tracciato e le foto degli scavi.

Conviene programmare i lavori prima di rifare prato, aiuole o pavimentazioni, e coordinarli con l’avvio dell’irrigazione, di cui parliamo nella guida all'irrigazione del giardino in primavera. Se il progetto comprende anche prese esterne, il cancello automatico o la pompa del pozzo, è il momento di ragionarci insieme.

Pagine utili

Domande frequenti

Serve un permesso del Comune per le luci del giardino?

Non si parla di permesso, ma la direttiva regionale chiede di inviare al Comune una comunicazione preventiva per i nuovi impianti di illuminazione esterna privata, anche piccoli. Per i giardini oltre i 20 apparecchi serve anche un progetto illuminotecnico firmato da un progettista qualificato. Chiedi all’ufficio tecnico del tuo Comune quale modulo usare.

Posso illuminare un albero dal basso?

Sì, se resti nelle deroghe previste per gli impianti privati più piccoli, per esempio con pochi faretti di flusso contenuto. Fuori dalle deroghe gli apparecchi non devono mandare luce sopra l’orizzonte. Un faretto con fascio stretto, ben puntato sulla chioma, illumina l’albero senza disperdere luce intorno.

Che temperatura di colore scegliere per il giardino?

Una luce calda, intorno ai 2700-3000 K, è quella che valorizza meglio piante, legno e pietra. Le regole regionali ammettono i LED fino a 4000 K, e fino a 3000 K nelle zone di particolare protezione, come le aree naturali protette.

Quanto si spende per illuminare un giardino?

Dipende soprattutto dagli scavi: metri di trincea, tipo di terreno, pavimentazioni da tagliare e ripristinare. Poi contano il numero di punti luce, gli apparecchi scelti e i comandi. Il listino è nella pagina dei prezzi, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Posso collegare le luci del giardino a una presa esterna?

Per una luce decorativa temporanea, con prodotti adatti all’esterno, sì. Per percorsi, ingressi e luci fisse no: servono una linea fissa, cavi e giunzioni protetti e un salvavita dedicato, perché un impianto volante sotto la pioggia è la causa più comune di scatti e guasti.

Fonti

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