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Perdita sotto il pavimento: trovarla senza sollevare tutto

Piastrelle che si alzano, fughe umide, contatore che gira o caldaia che perde pressione: si individua il circuito, si trova il punto con gli strumenti e si apre solo sopra la perdita.

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Una perdita sotto il pavimento si riconosce da piastrelle che si staccano o fanno un rumore sordo sotto i piedi, fughe sempre umide, parquet che si deforma, una zona tiepida o il contatore che gira con tutto chiuso; si trova con prove di pressione e strumenti, prima di togliere una sola piastrella. Così si apre una volta sola, sopra il punto giusto.

Sotto il pavimento l’acqua non si vede: impregna il massetto, cioè lo strato di cemento su cui sono posate le piastrelle, e si sposta seguendo le pendenze. Il punto in cui il pavimento si rovina non è sempre quello in cui il tubo perde.

I segnali di una perdita nel pavimento

  • piastrelle che si staccano, si alzano o suonano «a vuoto» quando ci cammini sopra;
  • fughe scure o bagnate che non asciugano mai;
  • parquet che si imbarca, si gonfia o si apre tra le doghe;
  • battiscopa gonfi, muffa alla base dei muri, odore di umido in una stanza sola;
  • una zona del pavimento tiepida, segno che a perdere è acqua calda, sanitaria o dei termosifoni;
  • una macchia sul soffitto del vicino di sotto;
  • il contatore che gira o la caldaia che perde pressione senza motivo apparente.

Al piano terra, o sopra un vespaio (lo spazio vuoto o in ghiaia sotto il pavimento delle case a terra), l’acqua può finire nel terreno senza lasciare segni: l’unico indizio resta la bolletta.

Quali tubi passano sotto il pavimento e perché cedono

  • Acqua fredda e calda. Dal rubinetto generale o dal collettore partono i tubi per bagno e cucina. Negli impianti più vecchi sono in ferro zincato immerso nel massetto, che si corrode da dentro e da fuori; in altri sono in rame posato senza guaina, a contatto diretto con il cemento.
  • Riscaldamento. Negli impianti a collettore i tubi che vanno ai termosifoni corrono nel pavimento. Con il riscaldamento a pavimento ci sono interi circuiti di tubo sotto ogni stanza.
  • Scarichi. I tubi in plastica che portano l’acqua di lavandini e docce alla colonna: un giunto può aprirsi per assestamenti o pendenze sbagliate.

Le cause più frequenti sono la corrosione dei tubi vecchi, i raccordi annegati nel massetto che col tempo cedono e i fori accidentali durante lavori, per esempio fissando un mobile o un sanitario.

Contatore o caldaia: il primo indizio

Prima di cercare il punto bisogna sapere quale impianto perde, e lo si capisce da due strumenti che hai già in casa:

  • il contatore dell’acqua gira con tutto chiuso: perde un tubo dell’acqua fredda o calda;
  • il manometro della caldaia scende e devi ricaricare spesso: perde il circuito del riscaldamento, che è chiuso e non fa muovere il contatore;
  • nessuno dei due, ma il pavimento si bagna dopo una doccia o usando un lavandino: è uno scarico.

Annota per qualche giorno la pressione della caldaia al mattino e la lettura del contatore: per noi sono informazioni preziose. Ricaricare la caldaia ogni tanto, seguendo il libretto, va bene per non restare al freddo; farlo ogni giorno senza cercare la perdita no, perché l’acqua nuova porta ossigeno e calcare che rovinano caldaia e termosifoni. Le altre cause sono spiegate nella guida sulla pressione della caldaia che scende; se a gocciolare è l’apparecchio, leggi cosa fare con la caldaia che perde.

In attesa della ricerca, se perde l’acqua di casa chiudi il generale di notte o quando esci; se perde il riscaldamento, spegnilo o chiudi la zona interessata. Non mettere tappeti o mobili sulla zona bagnata, che così non asciuga, e non sollevare piastrelle a caso.

Come la troviamo e quanto apriamo

  1. Isoliamo il circuito. Con le valvole e i collettori dividiamo l’impianto e lo mettiamo in pressione un tratto alla volta, guardando il manometro. Se il riscaldamento è a pavimento, chiudiamo sul collettore tutti i circuiti tranne uno e li proviamo in sequenza, finché troviamo quello che perde pressione.
  2. Localizziamo il punto. Il gas tracciante, una miscela di azoto e idrogeno, è il metodo più adatto sotto i pavimenti: l’idrogeno attraversa massetto e fughe e il rilevatore lo segnala dove affiora. La termocamera aiuta molto sui tubi caldi e sul riscaldamento a pavimento, il geofono sui tubi in pressione.
  3. Apriamo solo lì. Tagliamo le fughe intorno alle piastrelle sopra il punto, le togliamo cercando di salvare quelle vicine e rompiamo il massetto solo quanto serve per arrivare al tubo.
  4. Ripariamo e proviamo. Sostituiamo il raccordo o il tratto con pezzi adatti al materiale; per i tubi del riscaldamento a pavimento si usano giunti di riparazione specifici. Prima di richiudere rimettiamo in pressione e controlliamo che il manometro resti fermo.

Sul parquet flottante, cioè non incollato, le doghe spesso si smontano e si rimontano; su quello incollato o sulla graniglia è ancora più importante aprire nel punto esatto. Gli strumenti sono descritti nella pagina sulla ricerca delle perdite.

Riparare il tratto o deviare il tubo

Riparare sul posto conviene quando il punto è uno, il tubo è in buone condizioni e il pavimento si può aprire senza troppi danni.

Deviare il tubo conviene quando:

  • il tubo è vecchio e corroso, e dopo questa perdita ne arriveranno altre;
  • il pavimento è di pregio, come graniglia, cotto antico o parquet incollato;
  • il tratto passa sotto mobili fissi, come la cucina.

In questi casi si chiude il vecchio tratto e se ne posa uno nuovo su un altro percorso: in una traccia nel muro, dentro un battiscopa tecnico o in vista dove è accettabile. Riparare un tubo rotto senza modificare l’impianto è manutenzione ordinaria. Una deviazione, invece, modifica l’impianto: per il tratto nuovo rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08, quando è dovuta. Se i tubi sono tutti a fine vita, il discorso diventa il rifacimento dell'impianto idraulico.

Tempi e costi di una perdita sotto il pavimento

Le voci di spesa sono la ricerca, l’apertura, la riparazione, la chiusura del massetto e la posa delle piastrelle. Prima di posare parquet o di rifare la colla, il massetto deve essere asciutto: si controlla con un misuratore di umidità, non a occhio.

Ti diciamo il prezzo della ricerca e della riparazione, o almeno una forbice, prima di iniziare. Come si compone il conto lo spieghiamo nella pagina dei prezzi.

Una perdita sotto il pavimento è spesso quella che ARERA chiama «perdita occulta»: non affiora e non si scopre con i normali controlli. Se la bolletta segna un consumo almeno doppio rispetto alla tua media degli stessi mesi negli anni precedenti, chiedi al gestore dell’acqua le tutele minime previste in questi casi; come accedervi è spiegato sul suo sito. Per le altre riparazioni c’è la pagina dell'idraulico.

Prevenzione: cosa chiedere quando rifai i pavimenti

  • Tubi nuovi dentro la loro guaina, mai a contatto diretto con il cemento.
  • Meno raccordi possibile nel massetto: dove servono giunzioni, meglio in punti ispezionabili.
  • Collettori con una valvola per ogni stanza o sanitario, così una perdita si isola senza chiudere tutta la casa.
  • Una prova di tenuta prima di chiudere il massetto, con la lettura del manometro annotata.
  • Una lettura del contatore al mese e un’occhiata alla pressione della caldaia: sono i due allarmi più precoci.

Dove interveniamo per perdita sotto il pavimento

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Guide su questo problema

Domande frequenti

Il gas tracciante funziona anche sotto parquet e graniglia?

Di solito sì. L’idrogeno passa attraverso il massetto e le giunzioni e il rilevatore lo segnala in superficie anche su parquet e graniglia. È proprio il caso in cui conviene di più, perché si evita di aprire a tentativi un pavimento difficile da ripristinare.

Il pavimento è caldo in un punto: c’è una perdita?

Non per forza. Una striscia tiepida e regolare può essere solo il percorso di un tubo del riscaldamento o dell’acqua calda. Se invece la zona calda si allarga, è umida o si accompagna al contatore che gira o alla caldaia che perde pressione, è molto probabile una perdita.

Si possono recuperare le piastrelle tolte?

A volte sì: dipende dalla colla, dal formato e da quanto è duro il materiale. Conviene sempre avere da parte qualche piastrella dello stesso lotto; se mancano, se ne cercano di simili o si progetta la riparazione in modo che si noti il meno possibile.

Chi paga se la perdita sotto il mio pavimento bagna il vicino di sotto?

Di regola chi ha in custodia il tubo che perde: il proprietario, se il tratto è dopo la diramazione verso l’appartamento, il condominio se è una parte comune. Per i dettagli guarda la pagina sulla perdita in condominio.

Quanto ci mette ad asciugare il massetto?

Dipende dallo spessore, dal materiale, dall’aerazione e dalla stagione: da alcuni giorni ad alcune settimane. Un deumidificatore accelera, ma prima di posare il parquet l’umidità va misurata.

Fonti

  • DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – art. 2 (ordinaria manutenzione: interventi su eventi accidentali che non modificano la struttura dell’impianto) e art. 7 (dichiarazione di conformità, riferita alla sola parte rifatta in caso di rifacimento parziale).
  • ARERA, delibera 609/2021/R/idr – tutele minime per le perdite occulte a valle del contatore, attivabili con consumo almeno doppio rispetto alla media di riferimento.

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