Scarichi del bagno: come funzionano, difetti tipici e quando rifarli
Lo scarico del bagno è un piccolo impianto: sifoni, diramazioni, braga e colonna con la sua ventilazione. Se un pezzo è sbagliato o vecchio, i problemi tornano anche dopo la pulizia.
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Lo scarico del bagno non è un tubo unico ma un piccolo impianto: ogni apparecchio ha il suo sifone, il suo tubo di collegamento e una pendenza che porta l’acqua fino alla colonna di scarico dell’edificio. Quando un bagno ha problemi che tornano, come scarichi lenti, gorgoglii, odori o perdite al piano di sotto, la causa di solito è in uno di questi pezzi e non in un singolo tappo.
Qui vediamo come è fatto, i difetti più comuni e quando conviene rifarlo invece di continuare a riparare. Se hai un apparecchio bloccato adesso, parti dalla pagina sullo scarico intasato; per tutti gli altri lavori c’è la pagina dell'idraulico.
Come è fatto lo scarico di un bagno
- Sifoni. Sotto lavabo, bidet, doccia e vasca c’è un sifone, una curva che resta sempre piena d’acqua e fa da tappo agli odori della fognatura. Il WC ha il sifone già dentro la ceramica.
- Diramazioni. Sono i tubi che portano l’acqua da ogni apparecchio verso la colonna. Quella del WC è molto più grande delle altre, perché deve far passare anche i solidi.
- Collettore. Spesso le diramazioni si uniscono in un unico tubo sotto il pavimento prima di arrivare alla colonna. Nei bagni più vecchi capita di trovare un sifone a pavimento, un pozzetto con tappo a vite in cui scaricano vasca e bidet.
- Braga. È il raccordo che innesta il tubo del bagno nella colonna. È un punto delicato: se è incrostata o montata male, rallenta tutto quello che arriva da monte.
- Colonna e ventilazione. La colonna scende fino alla fognatura e in alto prosegue oltre il tetto. Quel prolungamento si chiama ventilazione primaria: fa entrare e uscire l’aria, così l’acqua che scende non risucchia quella dei sifoni.
Pendenze e percorsi: dove nascono i difetti
Un impianto di scarico funziona a gravità: l’acqua scende solo se ogni tubo ha una pendenza costante verso la colonna. Il valore giusto dipende dal diametro e dal tipo di impianto e si ricava dai criteri della norma UNI EN 12056-2, che riguarda gli scarichi a gravità all’interno degli edifici. Nella pratica i problemi nascono quasi sempre da tre situazioni.
- Pendenza troppo bassa: l’acqua scorre lenta e lascia depositi lungo il percorso.
- Contropendenze e avvallamenti: un tratto che risale o una «pancia» del tubo trattengono acqua sporca, che ristagna e fa crosta.
- Percorsi lunghi e tortuosi: un WC spostato lontano dalla colonna, troppe curve strette o un tubo ridotto per farlo passare nel massetto, lo strato di cemento sotto le piastrelle, rallentano lo scarico e lo rendono rumoroso.
Questi difetti non si vedono dall’esterno. Si scoprono con una prova di scarico fatta bene o con la telecamera, ed è per questo che in un bagno con problemi ricorrenti la videoispezione evita spesso di rompere nel punto sbagliato.
Perché gli scarichi del bagno gorgogliano o puzzano
Quando scarichi il WC, l’acqua scende nella colonna come un pistone: spinge l’aria davanti a sé e lascia una depressione dietro. Se l’impianto non è ventilato bene, quella depressione risucchia l’acqua dai sifoni degli altri apparecchi, che si svuotano. Senti il glu glu dal lavabo o dalla doccia e poco dopo arriva l’odore di fogna.
Le cause tipiche sono una colonna senza ventilazione o con lo sfiato chiuso sul tetto, diramazioni molto lunghe senza ventilazione propria, oppure collegamenti fatti in modo che un apparecchio scarichi dentro il tubo di un altro. Dove non si può portare un tubo fino al tetto, per esempio in un bagno cieco, si usano le valvole di aerazione: lasciano entrare l’aria quando serve ma non fanno uscire gli odori, e i loro requisiti sono fissati dalla norma UNI EN 12380. Ne parliamo nell’articolo su ventilazione e scarichi del bagno cieco.
Se il problema principale è la puzza, trovi le altre cause possibili nella pagina sui cattivi odori dagli scarichi.
I difetti più comuni negli scarichi del bagno
| Cosa noti | Causa probabile | Cosa si fa |
|---|---|---|
| Lavabo e bidet lenti insieme | Diramazione comune o sifone a pavimento incrostati | Pulizia del tratto comune e del pozzetto |
| Gorgoglio quando scarichi il WC | Ventilazione insufficiente o restringimento più avanti | Verifica dello sfiato, valvola di aerazione o pulizia |
| Odore nel bagno poco usato | Sifoni asciutti per evaporazione | Far scorrere acqua ogni settimana |
| La lavatrice fa traboccare il sifone | Scarico della lavatrice piccolo o in parte ostruito | Pulizia o scarico dedicato |
| Macchie sul soffitto del vicino | Perdita da una guarnizione, dalla braga o da un tubo crepato | Ricerca della perdita e riparazione |
| Scarichi lenti dopo la ristrutturazione | Pendenze, diametri o raccordi sbagliati | Videoispezione e correzione del tratto |
Sulla lavatrice c’è un articolo dedicato, lo scarico della lavatrice allaga il bagno. Se vedi segni d’acqua al piano di sotto, leggi la pagina sulla perdita in bagno.
Rifare lo scarico del bagno: quando conviene
Riparare un tratto ha senso quando il difetto è isolato. Conviene invece rifare gli scarichi quando:
- i tubi sono in ghisa o in piombo, materiali dei palazzi più vecchi che con gli anni si corrodono e si incrostano all’interno;
- ci sono state perdite ripetute da raccordi diversi;
- stai già rifacendo pavimento e rivestimenti: aprire due volte costa più che farlo una volta sola;
- vuoi spostare i sanitari, passare dalla vasca alla doccia o montare un WC sospeso, perché cambiano percorsi e quote;
- gli scarichi sono lenti o rumorosi per un difetto di pendenza che non si corregge senza rompere.
Oggi si usano di solito tubi in polipropilene con giunti a bicchiere e guarnizione, oppure in polietilene saldato, anche nelle versioni insonorizzate che riducono il rumore dell’acqua nei muri. Nei centri storici e nei condomini degli anni '60 e '70 il punto critico è spesso l’innesto nella colonna: se la colonna è vecchia, conviene valutare con l’amministratore se intervenire anche lì.
Per scegliere tra WC a terra e sospeso c’è la guida WC sospeso o a terra. Se il lavoro fa parte di un rifacimento completo, vedi la pagina sulla ristrutturazione del bagno.
Come lavoriamo sugli scarichi del bagno
- Prove apparecchio per apparecchio. Facciamo scaricare lavabo, bidet, doccia o vasca e WC, da soli e insieme, e osserviamo velocità, rumori e risalite.
- Ispezione. Smontiamo i sifoni e, dove c’è, il sifone a pavimento; se serve, passiamo la telecamera per vedere percorso, pendenze e stato dei tubi fino alla colonna.
- Verifica della ventilazione, quando ci sono gorgoglii o odori.
- Proposta. Ti diciamo se basta una riparazione mirata, come cambiare un sifone, una guarnizione o la braga, oppure se conviene rifare le diramazioni, e quanti muri e pavimenti vanno aperti.
- Lavoro e collaudo. A fine lavoro proviamo tenuta e scarico di tutti gli apparecchi prima che tracce e pavimenti vengano chiusi.
Per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta.
Costi e preventivo per gli scarichi del bagno
Il costo cambia molto tra una riparazione e un rifacimento. Per una riparazione contano il punto in cui si trova il difetto e quanto è accessibile. Per un rifacimento contano i metri di tubo, il numero di apparecchi, i materiali e soprattutto le opere murarie, cioè rompere e ripristinare pavimento e rivestimenti. In un preventivo chiaro queste voci sono separate, così sai cosa stai pagando.
Le tariffe sono nella pagina dei prezzi. Per un rifacimento ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, dopo aver visto il bagno. Per farti un’idea delle spese di un bagno completo c’è l’articolo quanto costa rifare un bagno. Se la casa è a Piacenza o in provincia, nella pagina della città trovi come lavoriamo in zona.
Piccole attenzioni che allungano la vita agli scarichi
- Fai scorrere acqua ogni settimana nei bagni poco usati, doccia compresa.
- Pulisci pilette e sifone a pavimento prima che rallentino.
- Nel WC va solo carta igienica.
- Durante i lavori tappa gli scarichi e non buttarci acqua con cemento, colla o stucco: induriscono nei tubi e non si sciolgono più.
- Se compaiono gorgoglii nuovi, fai controllare la ventilazione prima che i sifoni comincino a svuotarsi.
Dove interveniamo per scarichi del bagno
Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.
Problemi collegati
Guide su questo problema
Domande frequenti
In condominio lo scarico del bagno di chi è?
In genere i tubi che servono solo il tuo bagno sono tuoi, mentre la colonna che raccoglie gli scarichi di tutti è una parte comune. Il punto di confine, spesso proprio la braga, va visto caso per caso: conviene chiarirlo con l’amministratore prima dei lavori. Trovi le indicazioni generali nell’articolo su chi paga la colonna di scarico.
Si può spostare il WC lontano dalla colonna?
Si può, se c’è spazio per un tubo del diametro giusto con una pendenza costante fino alla colonna. Più il WC si allontana, più serve altezza nel massetto o un rialzo del pavimento. Quando non c’è modo, esistono i WC con trituratore, una pompa che sminuzza e spinge gli scarichi: funzionano, ma hanno bisogno di corrente e manutenzione e restano una soluzione di ripiego.
Ogni quanto vanno rifatti gli scarichi del bagno?
Non c’è una scadenza. I tubi in plastica moderni, posati bene, durano a lungo; la ghisa e il piombo dei bagni più vecchi tendono invece a incrostarsi e a perdere dai raccordi. Il momento giusto per rifarli è quando ristrutturi il bagno, o quando le riparazioni cominciano a ripetersi.
Perché il bagno di servizio puzza anche se lo pulisco?
Se un bagno si usa poco, l’acqua dei sifoni evapora e lascia passare l’aria della fognatura. Basta far scorrere un po’ d’acqua in ogni scarico una volta alla settimana. Se l’odore resta anche con i sifoni pieni, la causa è un’altra, per esempio una guarnizione o la ventilazione.
Gli scarichi rumorosi si possono rendere più silenziosi?
Il rumore dell’acqua nei muri dipende dal materiale dei tubi e da come sono fissati. Se rifai il bagno, tubi insonorizzati e collari con gomma antivibrante lo riducono molto. Senza rompere, a volte aiuta isolare un tratto a vista o un cassonetto.
Fonti
- UNI EN 12056-2:2001 – UNI Store – sistemi di scarico a gravità all’interno degli edifici: principi di progettazione e calcolo degli impianti per acque reflue.
- UNI EN 12380:2004 – UNI Store – requisiti e prove delle valvole di ingresso aria per i sistemi di scarico degli edifici.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – regolamento sulle attività di installazione degli impianti negli edifici, compresi gli impianti idrici e sanitari.
- Regione Emilia-Romagna – Elenco delle aziende addette alla bonifica – la rimozione dei materiali con amianto spetta alle aziende iscritte alla categoria 10 dell’Albo nazionale gestori ambientali.
- Regione Emilia-Romagna – Amianto, F.A.Q. – piano di lavoro da presentare all’AUSL prima della bonifica e analisi dei manufatti realizzati prima del 1992.

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