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Grasso nello scarico del lavello: come evitare che si otturi, tra abitudini e manutenzione

Il grasso scende liquido e si indurisce nel tubo. Per evitare il tappo devi farne arrivare il meno possibile: olio raccolto a parte, padelle pulite con la carta, griglia e sifone puliti spesso.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Per evitare che il grasso otturi lo scarico del lavello devi farne arrivare nel tubo il meno possibile: raccogli l’olio di cottura in una bottiglia, togli l’unto da piatti e padelle con la carta prima di lavarli, tieni la griglia sulla piletta e pulisci il sifone prima che si riempia. L’acqua calda e il detersivo aiutano con i residui di una padella, ma non rendono innocuo l’olio versato nel lavello: il grasso si indurisce comunque, solo qualche metro più avanti.

Se il lavello è già bloccato, i rimedi sicuri e il modo in cui lavoriamo sono nella pagina sul lavello della cucina otturato. Qui ci occupiamo di come non arrivarci.

Cosa fa il grasso una volta nel tubo

Olio, burro e grassi di cottura scendono nel lavello caldi e liquidi. Nel tubo l’acqua si raffredda in fretta, e il grasso si separa, sale verso l’alto del tubo e si attacca alle pareti. Strato dopo strato succedono tre cose:

  • il passaggio si restringe: il deposito cresce sulle pareti, soprattutto nei tratti orizzontali e nelle curve;
  • il deposito trattiene tutto il resto: briciole, riso, fondi di caffè, bucce restano impigliati e lo rendono più compatto;
  • il grasso si indurisce: insieme ai detersivi e al calcare dell’acqua dura forma una pasta che con il tempo diventa simile a un sapone duro, che l’acqua calda non scioglie più.

Il problema non si ferma al tuo sifone. Il grasso che passa arriva al tubo a muro, alla colonna di scarico che magari condividi con i vicini e poi alla fognatura. Secondo il pieghevole di Hera sulla raccolta degli oli a Bologna, gli oli versati nel lavandino intasano le tubature e creano problemi alle condotte fognarie e ai depuratori.

I grassi che non sembrano grassi

L’olio della friggitrice lo riconoscono tutti. Molti altri grassi finiscono nel lavello senza che ce ne accorgiamo:

  • il fondo della padella dopo carne, salsicce o pancetta;
  • l’olio delle scatolette di tonno e dei sottoli;
  • sughi, ragù e condimenti avanzati nei piatti;
  • burro, panna e formaggi fusi rimasti in pentole e teglie;
  • il brodo di carne, che raffreddandosi forma uno strato di grasso;
  • maionese, salse e condimenti delle insalate;
  • il grasso raccolto nel cestello della friggitrice ad aria;
  • lo strutto e il grasso degli arrosti nella teglia del forno.

Quello che puoi, raccoglilo prima che arrivi all’acqua. Il grasso solido o rappreso, una volta freddo, si toglie con la carta da cucina; i liquidi si versano nella bottiglia dell’olio usato.

Olio usato: dove va al posto del lavello

L’olio di cottura usato non va nel lavello e nemmeno nel WC, che scarica negli stessi tubi verso la fognatura. Va raccolto e portato dove lo indica il gestore dei rifiuti del tuo Comune. Il pieghevole di Hera per Bologna, del 2019, dà indicazioni chiare:

  • quali oli: quelli di cucina e di frittura, lo strutto e gli oli usati per conservare gli alimenti, come tonno e sottoli; non gli oli minerali, come quello del motore;
  • come: raccolti a freddo in bottiglie di plastica ben chiuse, non in vetro;
  • dove: negli appositi contenitori per l’olio, dove ci sono, e nelle stazioni ecologiche.

Le regole possono cambiare da un comune all’altro e nel tempo: controlla sul sito o sull’app del tuo gestore dove si trova il punto di raccolta più vicino. A casa basta una bottiglia di plastica con il tappo, tenuta vicino ai fornelli e usata con un imbuto.

La routine che tiene libero lo scarico della cucina

QuandoCosa fare
Ogni volta che cuciniOlio nella bottiglia, unto delle padelle tolto con la carta prima del lavaggio
Ogni giornoGriglia sulla piletta, svuotata nell’umido
Dopo pentole e teglie unteAcqua calda con un po’ di detersivo per piatti, lasciata scorrere per un minuto
Ogni settimanaGriglia e piletta lavate, per togliere la patina di grasso
Ogni pochi mesi, o quando rallentaSifone smontato e lavato con acqua calda
Come indica il librettoFiltro della lavastoviglie pulito

Il sifone è la curva di tubo sotto il lavello: in cucina è il primo punto in cui il grasso si ferma. Smontarlo e lavarlo è un lavoro alla portata di tutti, con un secchio sotto e un po’ di attenzione alle guarnizioni: i passaggi sono nella guida su come pulire il sifone del lavandino.

La lavastoviglie, poi, scarica spesso nello stesso tubo del lavello. Il grasso dei piatti che carichi senza sciacquare passa di lì: un motivo in più per togliere i residui con la carta. Se la macchina comincia a scaricare male, la guida su la lavastoviglie non scarica ti aiuta a capire se è lo scarico o la macchina.

I segnali che il grasso sta chiudendo il tubo

Un lavello non si blocca all’improvviso: prima avvisa. Questi segnali dicono che è il momento di pulire, prima del tappo.

  • L’acqua scende più piano del solito, anche con la griglia pulita.
  • Il lavello gorgoglia quando scarichi la vasca piena o quando scarica la lavastoviglie.
  • Dalla piletta sale cattivo odore, perché il grasso e i residui fermi nel sifone fermentano. Come trovare la causa di un odore lo spiega la guida su come eliminare i cattivi odori dagli scarichi.
  • Nel lavello a due vasche l’acqua risale nell’altra vasca mentre scarichi.
  • Smontando il sifone trovi una patina grigia e collosa sulle pareti.
  • L’acqua sale nel tuo lavello quando i vicini usano il loro: il deposito è nella colonna comune, e va avvisato l’amministratore, come spieghiamo nella pagina sulla colonna di scarico.

Prodotti enzimatici, acqua bollente e falsi rimedi

  • Prodotti enzimatici e biologici. Sono pensati per la manutenzione e possono aiutare a tenere più pulite le pareti, ma non sostituiscono la pulizia del sifone e non liberano un tubo già chiuso. Usali solo come indica l’etichetta, e mai insieme ad altri prodotti.
  • Acqua bollente a pentole. Sposta il grasso di qualche metro, dove si raffredda e si attacca di nuovo, e con tubi e guarnizioni in plastica datati è un rischio inutile.
  • Soda caustica e acidi. Su un deposito vecchio fanno poco, schizzano, ustionano e rovinano guarnizioni e tubi. Ne parliamo nella guida su soda caustica e acido negli scarichi.
  • Fondi di caffè «per pulire i tubi». Non puliscono: si impastano con il grasso e peggiorano il deposito.
  • Prodotti diversi uno dopo l’altro. Mescolare prodotti negli scarichi può sviluppare gas pericolosi: uno alla volta, con risciacquo, e solo quelli adatti agli scarichi.

Case con fossa e degrassatore: un controllo in più

Nelle case non allacciate alla fognatura l’acqua della cucina va spesso in un pozzetto degrassatore prima della fossa. Il degrassatore è una vasca in cui il grasso, più leggero, sale in superficie e resta separato dall’acqua. Funziona finché viene svuotato: quando è pieno il grasso passa oltre e arriva alla fossa e alla dispersione nel terreno, con intasamenti e cattivi odori.

Se la tua casa è in questa situazione, il degrassatore va controllato e svuotato con regolarità, insieme alla fossa: è un lavoro di spurgo domestico. Ogni quanto conviene svuotare una fossa lo spieghiamo nella guida sulla fossa biologica.

Il lavaggio in pressione come manutenzione

Se nella tua cucina il lavello si intasa più volte l’anno nonostante le buone abitudini, il deposito è già nel tubo a muro e la pulizia del sifone non basta. In questi casi non serve aspettare il blocco: si può programmare un lavaggio dello scarico con l’idropulitrice da disotturazione, un tubo flessibile con un ugello che spruzza acqua ad alta pressione contro le pareti e stacca il grasso fino alla colonna.

Se il tubo ha poca pendenza o un avvallamento, il grasso torna sempre lì: con una videoispezione dei tubi si vede il punto e si decide se correggerlo. Questi lavori rientrano nel nostro servizio di idraulico, e ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Pagine utili

Domande frequenti

Il detersivo per piatti scioglie il grasso nel tubo?

Aiuta con i residui di una padella lavata subito, perché tiene il grasso sciolto nell’acqua mentre scende. Non basta per l’olio versato a bicchieri o per un deposito già formato: più avanti il grasso si separa di nuovo e si attacca alle pareti. Per questo l’olio va raccolto a parte.

Posso buttare l’olio usato nel WC?

No. Il WC scarica nella stessa rete del lavello e il grasso fa gli stessi danni nella colonna, nell’allaccio e in fognatura. L’olio usato va raccolto in una bottiglia di plastica chiusa e portato dove indica il gestore dei rifiuti del tuo Comune.

La carta da cucina sporca d’olio dove va?

Dipende dalle regole di raccolta del tuo Comune, che cambiano da un territorio all’altro: controlla sul sito o sull’app del gestore dei rifiuti. Di sicuro non va nel WC, perché la carta da cucina non si sfalda come la carta igienica e insieme al grasso forma tappi.

Il lavello della cucina è a muro esterno: d’inverno si intasa di più?

Può succedere: se il tubo passa in un muro freddo o in un locale non riscaldato, il grasso si indurisce prima e il deposito cresce più in fretta. In questi casi le buone abitudini contano ancora di più, e se i blocchi si ripetono conviene far controllare il percorso del tubo.

Fonti

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