Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Sanificazione dopo un allagamento: acqua pulita, acque nere e cantine

Viene alla fine, quando l’acqua è ferma e gli impianti sono stati controllati. Ecco cosa cambia con liquami e fango, come proteggerti e cosa si può davvero recuperare.

  • Prezzo detto prima di iniziare
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gianluca, titolare di TecnicoGianluca, a braccia conserte con il gilet da lavoro
Gianluca titolare, oltre 15 anni di esperienza

La sanificazione dopo un allagamento è l’ultima fase, non la prima: si fa quando l’acqua è ferma, gli impianti sono stati controllati e i locali sono stati svuotati. Se l’acqua sta ancora entrando o salendo, cosa fare subito è spiegato nella guida all'allagamento in casa. Questa pagina parla del dopo: fango, acque nere, cantine e muffa. Il lavoro si fa su appuntamento, dopo un sopralluogo, ed è uno dei casi del nostro servizio di sanificazione degli ambienti.

Prima di pulire: puoi davvero rientrare?

  • Acqua del rubinetto. Prima di berla controlla che ordinanze o avvisi del Comune non lo vietino.
  • Scarichi. Dopo una piena informati che fognatura, fossa biologica e pozzo non siano danneggiati, prima di usarli.
  • Generatori a combustione. Possono produrre monossido di carbonio, che non ha odore. Tienili all’aperto, in zone ventilate, mai in cantina.
  • Foto. Fotografa locali, livello dell’acqua e oggetti danneggiati prima di spostare o buttare qualcosa: l’assicurazione può chiederli.

Acqua pulita, acqua sporca, acque nere: cosa cambia

La sanificazione dipende prima di tutto da che acqua è entrata.

Da dove arrivaCosa può portareCome si procede
Tubo dell’impianto, flessibile, boileracqua pulita, ma bagna muri e arrediasciugatura veloce, poi controllo dell’umidità
Lavatrice, lavandino, scarico domesticodetersivi e sporcolavaggio con detergente, asciugatura, disinfezione delle superfici dure
WC o piletta che rigurgitano, fossa biologicaacque nere, cioè liquamiprotezioni complete, rimozione dei materiali assorbenti, lavaggio e disinfezione
Piena, esondazione, fangoreflui fognari, sostanze chimiche, rifiuti agricoli o industrialicome le acque nere, con più attenzione ai materiali sconosciuti

L’agenzia ambientale statunitense, l’EPA, indica di asciugare entro 24-48 ore i materiali bagnati, perché in genere dopo la muffa inizia a crescere. Con acqua contaminata consiglia di rivolgersi a un professionista. Per questo conviene chiamare presto l'idraulico e prendere appuntamento per la sanificazione appena i locali sono accessibili, anche se il trattamento vero arriverà più avanti.

Acque nere: le regole di sicurezza da seguire

Queste indicazioni vengono dal vademecum che il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’AUSL Romagna ha scritto per cittadini e volontari dopo l’alluvione del maggio 2023. Sono scritte per l’alluvione, ma sono il riferimento più vicino anche per una cantina invasa da liquami.

  • Guanti impermeabili, lavabili e disinfettabili.
  • Stivali o calzature impermeabili. Mai ciabatte o infradito.
  • Abiti lavabili a 60 °C, oppure tuta monouso.
  • Occhiali o visiera, se puoi.
  • Mascherina, meglio FFP2, quando lavori vicino a superfici coperte di muffa.
  • Ferite e abrasioni coperte con medicazioni impermeabili.
  • Mani lontane da occhi, naso e bocca; alla fine acqua corrente e sapone.
  • Antitetanica. Il vademecum chiede l’ultimo richiamo entro 10 anni. Controlla sul Fascicolo Sanitario Elettronico o chiedi al tuo medico.
  • Bambini fuori dai locali: non devono toccare né fango né acqua.

Se vomito o diarrea compaiono dopo la pulizia, senti il medico e digli cosa hai fatto. Svolgi questi lavori solo se le tue condizioni di salute lo permettono: non è una prova di forza.

Cosa si butta e cosa si può recuperare

Il vademecum è netto: va rimosso ciò che è contaminato o ammuffito, compresi i detriti sporchi di liquami o fango, e ogni cosa di cellulosa, legno o fibre naturali che può assorbire acqua e liquami. Questi materiali possono far crescere muffa anche quando non si vede.

MaterialeDi solito
Pavimenti in ceramica, cemento, superfici duresi recuperano: acqua calda, detergente, spazzola rigida sulle parti ruvide, poi disinfezione
Abiti e tessuti lavabilisi lavano in acqua calda
Oggetti rimasti bagnati per più di due giornisi portano fuori ad asciugare, quando è possibile, e si valutano
Cartone, carta, mobili in truciolare, moquette, materassiquasi sempre da buttare se li hanno toccati liquami o fango
Cibi venuti a contatto con l’acquada buttare

Prima di buttare parla con l’assicurazione, che può voler vedere gli oggetti. Per gli ingombranti segui le indicazioni del gestore dei rifiuti del tuo Comune e non ostruire la strada davanti a casa.

Sanificazione della cantina allagata: perché è il caso più lento

Cantine e seminterrati sono i primi locali ad allagarsi, e gli ultimi ad asciugarsi. Hanno muri contro terra, poche finestre e aria ferma. Nella Bassa, dove la falda è vicina alla superficie, il muro può restare umido a lungo anche senza nessun guasto. Lo stesso accade nelle case di fondovalle dell’Appennino colpite dalle piene, come nel maggio 2023 nel Bolognese.

Tre cose fanno la differenza:

  • Togli tutto da terra, comprese le scaffalature di legno che hanno assorbito.
  • Fai circolare l’aria e isola le zone rimaste pulite, chiudendo le porte, per non portare polvere e spore nel resto della casa.
  • Controlla da dove è entrata l’acqua: se è risalita dagli scarichi, guarda la pagina sullo scarico fognario; se filtra dai muri, quella sulle infiltrazioni in cantina. Altrimenti il prossimo temporale riporta tutto al punto di partenza.

Trattare un muro ancora bagnato serve a poco. Se qualche settimana dopo compaiono macchie scure, la pagina sulla rimozione della muffa spiega come si procede.

Come lavoriamo dopo un allagamento

  1. Telefonata. Ci dici che acqua è entrata, da quanto tempo, quanti metri quadri, se gli impianti sono stati controllati.
  2. Sopralluogo su appuntamento. Si guardano materiali, livello raggiunto dall’acqua, umidità dei muri. Per misurarla si usa un igrometro.
  3. Rimozione. Fango e materiali contaminati, con le protezioni adatte.
  4. Lavaggio e disinfezione delle superfici dure, sempre in quest’ordine: un disinfettante sopra il fango lavora male.
  5. Asciugatura e aria. Sono tempi che non si possono comprimere più di tanto.
  6. Controllo finale, con l’elenco di ciò che resta da fare: elettricista, intonaci, valvola antiriflusso.

Un limite va detto chiaro: la sanificazione riduce sporco e contaminazione sulle superfici che raggiunge. Non asciuga un muro di colpo, non recupera ciò che ha assorbito liquami e non ripara la causa.

Il conto, l’assicurazione e il condominio

Il prezzo dipende da superficie, tipo di acqua, quantità di materiale da togliere e smaltire, accessibilità del locale.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro, e rilasciamo fattura o ricevuta: conservala per l’assicurazione. Il listino è nella pagina dei prezzi. Se l’acqua ha colpito cantine o locali comuni, la decisione passa dall’amministratore, e la pagina sulla sanificazione in condominio spiega come ci si organizza.

Dove interveniamo per sanificazione dopo un allagamento

Interveniamo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Piacenza.

Problemi collegati

Domande frequenti

Se l’acqua è uscita da un tubo serve una sanificazione?

Spesso no. Con acqua pulita conta soprattutto asciugare presto muri, pavimenti e arredi, e controllare che non si formi muffa nelle settimane dopo. Serve valutare un trattamento se l’acqua è rimasta ferma a lungo o ha toccato materiali che si sono impregnati.

Posso pulire da solo le acque nere?

Una piccola quantità, se stai bene e usi tutte le protezioni indicate sopra, sì. Se il locale è grande, se c’è fango o se non sai cosa l’acqua ha portato con sé, meglio affidarsi a un professionista, come consiglia anche l’EPA. Bambini e chi ha problemi di salute restano fuori.

Basta la candeggina?

No. Prima vanno tolti fango e sporco con acqua calda e detergente, altrimenti il disinfettante lavora male. Segui l’etichetta del prodotto, arieggia e non mescolarlo mai con altri prodotti. Sui materiali porosi che hanno assorbito liquami la candeggina non basta: di solito vanno rimossi.

C’è ancora odore dopo la pulizia: cosa faccio?

Può venire da muri ancora umidi, da materiali rimasti impregnati o dagli scarichi. Controlla sifoni e pozzetti: la pagina sugli odori dagli scarichi aiuta a capire. Coprire l’odore con un profumatore non risolve nulla.

L’assicurazione paga la sanificazione?

Dipende dalla polizza. Alcune coprono le spese di pulizia e ripristino, altre no, e spesso ci sono limiti per i danni da eventi naturali. Leggi le condizioni e chiedi conferma prima del lavoro, tenendo foto e fatture. Per dubbi sulla copertura senti l’agente o un legale.

Fonti

Vuoi un preventivo?

Ti diciamo tempi e prezzo prima di partire. Su WhatsApp puoi mandarci una foto del problema.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp