Filtro anticalcare per caldaia e lavatrice: quale serve, dove si monta e come si mantiene
Con «filtro anticalcare» si indicano apparecchi diversi. Per la caldaia di solito si usa un dosatore sull’acqua fredda, per lavatrice e lavastoviglie contano prima le impostazioni. Ecco come scegliere.
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Per la caldaia che fa anche l’acqua calda il filtro anticalcare più usato è un dosatore di polifosfati, montato sul tubo dell’acqua fredda che entra nell’apparecchio: rilascia piano un prodotto che limita le incrostazioni nello scambiatore. Per lavatrice e lavastoviglie, prima di aggiungere filtri, conviene regolare impostazioni e dosi di detersivo sulla durezza reale dell’acqua, come indicano libretti e confezioni. Un addolcitore per tutta la casa ha senso solo in alcuni casi, e un filtro di sicurezza, da solo, il calcare non lo toglie.
Il calcare si forma soprattutto dove l’acqua si scalda: per questo i primi a soffrire sono scambiatori, boiler e resistenze. Quanto è dura l’acqua da noi lo raccontano le guide sull'acqua calcarea a Modena e Reggio Emilia e sulla durezza dell’acqua a Bologna.
Quattro apparecchi diversi chiamati «filtro anticalcare»
In negozio e online lo stesso nome copre oggetti che fanno cose molto diverse. Prima di comprare, chiarisci quale ti stanno proponendo.
| Apparecchio | Cosa fa | Cosa non fa |
|---|---|---|
| Filtro di sicurezza | Trattiene sabbia, ruggine e particelle con una rete o una cartuccia | Non toglie il calcare sciolto nell’acqua |
| Dosatore di polifosfati | Rilascia un prodotto che limita la formazione di incrostazioni | Non abbassa la durezza; protegge solo a valle del punto in cui è montato |
| Addolcitore | Toglie calcio e magnesio con resine che si rigenerano con il sale | Non è un filtro per le particelle e chiede manutenzione costante |
| Apparecchi magnetici o elettronici | Dichiarano di cambiare il modo in cui il calcare si deposita | Le prestazioni dichiarate devono basarsi su prove o su fonti riconosciute: chiedile al venditore |
C’è poi un quinto oggetto che spesso si confonde con questi: il filtro defangatore della caldaia. Sta sul circuito dei termosifoni e trattiene fanghi e ruggine, non il calcare dell’acqua di casa. Ne parliamo più sotto.
Per la caldaia: proteggere lo scambiatore dell’acqua calda
Nelle caldaie che scaldano anche l’acqua di doccia e rubinetti, l’acqua di rete passa ogni giorno in uno scambiatore con canali stretti. Con l’acqua dura il calcare li restringe: l’acqua calda arriva a singhiozzo, la temperatura oscilla e la caldaia fa rumore mentre scalda.
Il dosatore di polifosfati si monta sull’ingresso dell’acqua fredda della caldaia, rispettando la freccia del senso di passaggio, in un punto dove si possa raggiungere per cambiare la ricarica. Molti modelli hanno un bicchiere trasparente che lascia vedere quanto prodotto resta. Tre cose da sapere:
- è un apparecchio per acqua potabile: l’acqua calda che passa dal dosatore arriva alla doccia e ai rubinetti, quindi l’apparecchio rientra nel DM 25/2012, il decreto sugli apparecchi che trattano l’acqua potabile, e va usato come dice il suo manuale;
- protegge solo a valle: un dosatore sotto la caldaia non protegge rubinetti, lavatrice e lavastoviglie, che prendono l’acqua da altri tubi;
- senza ricarica non fa niente: quando il prodotto è finito, la caldaia è di nuovo senza protezione.
Un aiuto gratuito c’è sempre: regolare l’acqua calda sanitaria alla temperatura che ti serve davvero, perché il calcare si deposita di più ad alta temperatura. Se la caldaia ha già i sintomi del calcare, la pulizia dello scambiatore la fa il tecnico della nostra assistenza caldaie, non si smonta da soli.
Il circuito dei termosifoni ha un altro nemico
L’acqua dei termosifoni non si rinnova ogni giorno: è un circuito chiuso, e il calcare che contiene si deposita una volta sola. Il problema lì sono la corrosione e i fanghi, che si formano soprattutto quando entra spesso acqua nuova per una perdita. Le difese sono diverse:
- filtro defangatore, spesso magnetico, sul tubo che torna alla caldaia;
- lavaggio dell’impianto, quando i termosifoni sono freddi in basso, come spieghiamo nella guida sul termosifone freddo in basso;
- trattamento chimico dell’acqua del circuito: in Emilia-Romagna l’atto regionale sui requisiti energetici degli edifici prevede un trattamento di condizionamento chimico quando si installa un impianto nuovo, lo si ristruttura o si sostituisce la caldaia, ferma restando la norma tecnica UNI 8065.
Lo stesso atto regionale precisa che un eventuale trattamento chimico dell’acqua calda dei rubinetti è ammesso solo se l’acqua resta di qualità adatta al consumo nei punti d’uso, con reagenti e materiali conformi alle regole sull’acqua potabile. È un motivo in più per scegliere prodotti e apparecchi pensati per l’acqua sanitaria. L’argomento è approfondito nella guida sul trattamento dell’acqua dell’impianto termico.
Lavatrice e lavastoviglie: prima le impostazioni, poi i filtri
Lavastoviglie. Molte hanno un addolcitore interno che si rigenera con il sale apposito. Funziona bene solo se nel menu imposti il livello di durezza della tua acqua, come spiega il libretto, e se il contenitore del sale non resta vuoto. Spesso basta questo per eliminare gli aloni bianchi sui bicchieri.
Lavatrice. Non ha un addolcitore interno. Le confezioni di detersivo indicano dosi diverse per acqua dolce, media e dura: usa quella giusta per il valore della tua bolletta. Il libretto indica anche se e come fare i cicli di manutenzione della macchina.
Dosatori per la lavatrice. Esistono piccoli dosatori da montare sul tubo di carico. Se l’acqua trattata va solo all’elettrodomestico, il DM 25/2012 non si applica, perché il decreto esclude l’acqua destinata soltanto a impianti tecnologici o elettrodomestici. Restano da verificare la compatibilità con la macchina e quanto prevede il produttore della lavatrice. Un addolcitore per tutta la casa protegge anche gli elettrodomestici, ma è una scelta più impegnativa: la valutiamo nella guida addolcitore d’acqua: serve davvero?.
Dove si monta ogni apparecchio, dal contatore alla caldaia
Un ordine tipico, che l’installatore adatta alla casa, è questo:
- contatore e rubinetto generale;
- filtro di sicurezza, per fermare sabbia e ruggine prima di tutto il resto;
- riduttore di pressione, se serve, protetto dal filtro che gli sta davanti;
- addolcitore, se c’è, con le sue valvole di bypass;
- distribuzione verso bagni, cucina ed elettrodomestici;
- dosatore di polifosfati sul tubo che entra nella caldaia o nel boiler.
Ogni apparecchio dovrebbe avere valvole che permettono di escluderlo per la manutenzione senza lasciare la casa senz’acqua. Per gli apparecchi montati in linea sull’impianto dell’acqua potabile il DM 25/2012 chiede proprio le valvole di bypass, e l’installazione nel rispetto del DM 37/08 dove pertinente. Il montaggio è un lavoro del nostro servizio di idraulico, che rientra nella manutenzione dell’impianto idraulico di casa.
Ricariche, cartucce e lavaggi: il calendario da tenere
| Apparecchio | Cosa si fa | Quando |
|---|---|---|
| Dosatore di polifosfati | Sostituzione della ricarica | Quando il prodotto è finito o alla scadenza indicata dal produttore |
| Filtro di sicurezza | Lavaggio della rete o cambio della cartuccia | Quando si scurisce o la pressione cala, e comunque come da manuale |
| Filtro autopulente | Apertura della valvolina di scarico | Con la frequenza indicata dal produttore |
| Addolcitore | Sale, sanificazione delle resine, controllo della durezza in uscita | Come da manuale e contratto di assistenza |
| Lavastoviglie | Sale, pulizia del filtro | Quando si accende la spia e come da libretto |
Scrivi su un foglietto attaccato all’apparecchio la data dell’ultimo intervento. Un dosatore esaurito non protegge, e un filtro intasato fa calare la pressione in tutta la casa: se i rubinetti hanno poca acqua anche con i rompigetto puliti, controlla il filtro prima di tutto, come spieghiamo nella pagina sulla pressione dell’acqua bassa.
Gli errori che annullano la protezione
- Dosatore montato al contrario. La freccia sul corpo indica il senso dell’acqua: se è girato, il prodotto non si scioglie come dovrebbe.
- Dosatore sul tubo sbagliato. Va sull’acqua fredda che entra nella caldaia o nel boiler, non sull’uscita dell’acqua calda: il manuale indica anche la temperatura massima che sopporta.
- Ricarica esaurita da mesi. Il bicchiere vuoto non protegge niente, ma nessuno se ne accorge finché l’acqua calda non comincia ad andare e venire.
- Prodotti nel circuito dei termosifoni. I dosatori per l’acqua sanitaria non servono al riscaldamento, che ha un trattamento suo, deciso dal tecnico.
- Filtro di sicurezza mai lavato. Una rete piena di sabbia fa calare la pressione in tutta la casa e, se si rompe, lascia passare tutto.
- Apparecchi senza valvole per escluderli. Per cambiare una cartuccia si finisce per chiudere il generale e lasciare la casa senz’acqua.
- Contare sul filtro per il calcare. Il filtro di sicurezza ferma le particelle, non la durezza: per quella servono altri apparecchi.
Pagine utili
Domande frequenti
Il dosatore di polifosfati rende l’acqua non potabile?
Il DM 25/2012 chiede che gli apparecchi per l’acqua potabile rispettino i requisiti di legge sull’acqua destinata al consumo e che il manuale spieghi uso e manutenzione per mantenerne le prestazioni. Per questo conta scegliere un dosatore dichiarato per acqua potabile, cambiare la ricarica quando serve e non usare prodotti diversi da quelli previsti. Nel dubbio, chiedi all’installatore la documentazione.
Il filtro di sicurezza toglie il calcare?
No. Trattiene sabbia, ruggine e piccoli detriti che arrivano dalla rete o dai tubi vecchi, e così protegge valvole, cartucce e riduttore. Il calcare è sciolto nell’acqua e passa attraverso la rete: per quello servono un dosatore o un addolcitore.
Posso montare da solo il dosatore sotto la caldaia?
Meglio di no. Bisogna chiudere l’acqua, staccare il raccordo dell’acqua fredda e rimontarlo a tenuta, a pochi centimetri dal tubo del gas e dai collegamenti della caldaia. Un raccordo rimontato male gocciola per settimane: è un lavoro breve per un idraulico.
Ogni quanto si cambia la ricarica del dosatore?
Dipende da quanta acqua calda consumi e dal modello: la scadenza è indicata dal produttore, e nei modelli con il bicchiere trasparente vedi quando il prodotto sta finendo. Annota la data del cambio, così non te ne dimentichi.
Fonti
- DM 7 febbraio 2012, n. 25, art. 2 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: il decreto non si applica quando l’acqua trattata è destinata esclusivamente a impianti tecnologici o elettrodomestici, o a una rete indipendente da quella per uso potabile.
- DM 7 febbraio 2012, n. 25, art. 7 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: installazione in ambienti idonei, nel rispetto del DM 37/2008 dove pertinente, con valvole di bypass per gli apparecchi in linea.
- DM 7 febbraio 2012, n. 25, art. 8 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: vietata la denominazione generica «depuratore d’acqua»; le prestazioni dichiarate devono riguardare parametri testati sperimentalmente o essere documentate da fonti riconosciute, come norme o linee guida OMS.
- Bollettino ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 145 del 5 giugno 2026, parte seconda – consultato il 25 ottobre 2026: atto regionale sui requisiti minimi di prestazione energetica, allegato 2, sezione A.3: condizionamento chimico dell’acqua per nuovi impianti, ristrutturazioni e sostituzione del generatore, ferma restando la UNI 8065; trattamento chimico dell’acqua calda sanitaria subordinato alla qualità dell’acqua nei punti d’uso e ai requisiti del D.Lgs. 23 febbraio 2023, n. 18.
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