Multistrato, rame o PEX: quale tubo scegliere per l’impianto
Non esiste il tubo perfetto: esiste quello giusto per il percorso, lo spazio e il tipo di lavoro. Come si comportano multistrato, rame e PEX, dove conviene ciascuno e perché i raccordi contano più del tubo.
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Per l’impianto idraulico di casa il multistrato è pratico nelle ristrutturazioni perché si piega, non si incrosta e si giunta a pressione senza fiamme; il rame resta il più robusto al calore e agli urti e si sceglie volentieri dove i tubi restano a vista o vicino a fonti di calore; il PEX è il più flessibile e si usa soprattutto con il collettore e nei pavimenti radianti. La scelta giusta dipende da dove passano i tubi, da quanto spazio c’è nei muri e nei massetti e da chi li posa, più che dal materiale in sé.
Qui confrontiamo i tre tubi voce per voce e situazione per situazione. Come si progetta e si rifà un impianto, dalle fasi al collaudo, è spiegato nella pagina sull'impianto idraulico.
Com’è fatto ogni tubo
- Multistrato. Tre strati incollati tra loro: plastica all’interno, alluminio in mezzo, plastica all’esterno. L’alluminio gli dà forma, perché il tubo piegato a mano o con una molla resta dove lo metti, limita la dilatazione con il calore e fa da barriera all’ossigeno. Si giunta con raccordi a pressare, chiusi con una pinza che schiaccia una bussola intorno al tubo, oppure con raccordi a stringere.
- Rame. Tubo metallico, in barre rigide o in rotoli di rame ricotto, più morbido, che si curva. Si giunta con la brasatura, cioè una saldatura con una lega che fonde alla fiamma, oppure con raccordi a pressare o a compressione. Per acqua e riscaldamento si usano tubi conformi alla norma di prodotto UNI EN 1057.
- PEX. È il polietilene reticolato, una plastica trattata per resistere a calore e pressione. Molto flessibile, si vende in rotoli e si giunta con raccordi a pressare, a compressione o a scorrimento, a seconda del sistema. Spesso si posa dentro una guaina corrugata, il cosiddetto tubo in tubo.
C’è anche un quarto materiale che si incontra spesso, il polipropilene (PP-R): è rigido e si giunta per polifusione, cioè scaldando tubo e raccordo e fondendoli insieme. Ha pochi raccordi meccanici, ma pareti spesse, quindi a parità di passaggio interno ingombra di più.
Pregi e limiti, voce per voce
| Voce | Multistrato | Rame | PEX |
|---|---|---|---|
| Giunzioni | A pressare con pinza dedicata, o a stringere | Brasatura con fiamma, oppure a pressare | A pressare, a compressione o a scorrimento |
| Curvatura | Si piega e resta in forma | Rigido in barre, curvabile in rotoli | Molto flessibile, va fissato bene |
| Dilatazione con il calore | Contenuta, grazie all’alluminio | Contenuta | Più alta: servono fissaggi e spazi di dilatazione |
| Calore | Adatto ad acqua calda e riscaldamento, nei limiti del produttore | Il più resistente, anche vicino a caldaie e stufe | Adatto ad acqua calda e riscaldamento, nei limiti del produttore |
| Luce del sole | Da proteggere se resta all’esterno | Nessun problema | Da proteggere: i raggi ultravioletti lo rovinano |
| Rumore | Attutisce lo scorrere dell’acqua | Trasmette di più i colpi nei tubi | Attutisce lo scorrere dell’acqua |
| Nel massetto | Con guaina o isolamento | Va protetto con guaina o rivestimento dal contatto con il cemento | Spesso in guaina corrugata, a volte sfilabile |
| Punto debole | Pressatura da fare con misure e attrezzi precisi | Lavoro con fiamma e posa più lunga | Raccordi e fissaggi da curare |
Quale tubo in base a dove passa
| Situazione | Tubo che conviene | Perché |
|---|---|---|
| Ristrutturazione con tracce nei muri e massetti sottili | Multistrato | Si piega, ingombra poco, niente fiamme in casa |
| Tratti a vista in cantina, garage o locale caldaia | Rame, o multistrato ben protetto | Resiste a urti e calore e invecchia bene a vista |
| Collegamenti vicino a caldaia, stufe o camini | Rame | Regge le temperature più alte |
| Distribuzione a collettore, un tubo per ogni sanitario | Multistrato o PEX | Lunghi tratti senza giunzioni sotto il pavimento |
| Riscaldamento a pavimento | PEX con barriera all’ossigeno, o multistrato | Flessibili per le serpentine; la barriera protegge l’impianto dall’ossigeno |
| Tratti interrati in giardino o cortile | Polietilene ad alta densità | È il tubo pensato per l’interramento, con raccordi a compressione |
| Seconde case in Appennino o locali freddi | Qualsiasi, purché isolato e svuotabile | Nessun tubo è a prova di gelo |
Spesso la soluzione migliore è un impianto misto: rame nel locale caldaia e nei tratti a vista, multistrato o PEX nella distribuzione dentro casa. L’importante è che i passaggi da un materiale all’altro siano fatti con i raccordi giusti.
Le giunzioni contano più del tubo
Un tubo di qualità posato male perde, un tubo comune posato bene dura. È nei raccordi che un impianto nuovo può tradire, per questo vale la pena sapere cosa chiede ogni sistema:
- raccordi a pressare: il tubo va tagliato a squadra, sbavato, calibrato e infilato fino in fondo, poi pressato con la pinza e il profilo previsti per quel raccordo. Tubi e raccordi dovrebbero essere dello stesso sistema, come indica il produttore;
- raccordi a stringere o a compressione: comodi e smontabili, ma con i cicli di caldo e freddo possono allentarsi. Meglio tenerli in punti raggiungibili, non annegati nel massetto, salvo diversa indicazione del produttore;
- brasatura del rame: richiede mano esperta e attenzione alla fiamma in casa; i residui del disossidante vanno lavati via facendo scorrere l’acqua;
- polifusione: tubo e raccordo diventano un pezzo solo, ma servono temperatura e tempi giusti.
Due dettagli tecnici da conoscere. I raccordi del multistrato restringono un po’ il passaggio interno, quindi nei tratti lunghi l’idraulico sceglie un diametro più grande. E il collettore, mandando un tubo intero a ogni sanitario, toglie dal pavimento quasi tutte le giunzioni nascoste. Prima di chiudere tracce e massetti, l’impianto va sempre provato in pressione.
Calcare, ossigeno e acqua potabile: cosa cambia nella pratica
- Acqua dura. Nelle zone di pianura, dove l’acqua è ricca di calcare, i depositi si formano soprattutto dove l’acqua si scalda: caldaia, boiler, miscelatori. I tubi lisci di plastica e multistrato trattengono meno depositi, ma la protezione vera è il trattamento dell’acqua, di cui parliamo nella guida sull'acqua calcarea a Modena e Reggio.
- Ossigeno nel riscaldamento. Nei circuiti dei termosifoni e dei pavimenti radianti un tubo di plastica senza barriera lascia entrare ossigeno, che corrode caldaia e radiatori. Per questi usi si scelgono tubi con barriera: il multistrato ce l’ha grazie all’alluminio, il PEX deve avere uno strato apposito.
- Acqua da bere. Tubi e raccordi devono essere idonei al contatto con l’acqua potabile, come dichiara il produttore nella documentazione del sistema. Sui tubi di qualità sono stampati marca, diametro, spessore e norma di riferimento: UNI EN 1057 per il rame, la serie UNI EN ISO 21003 per i sistemi multistrato.
- Metalli diversi. Se il nuovo impianto si collega a vecchi tubi in ferro zincato, tra rame e zincato serve un giunto dielettrico: le regole sono nella guida ai tubi in ferro zincato.
Quando rifai solo una parte dell’impianto
Capita spesso di cambiare i tubi di un bagno o di una cucina e lasciare il resto. In questi casi la scelta del tubo nuovo deve tenere conto di quello vecchio: un filtro se a monte c’è ferro zincato che porta ruggine, un giunto dielettrico tra metalli diversi, un riduttore se la pressione è alta e mette sotto sforzo i raccordi nuovi.
Gli impianti idrici rientrano nel DM 37/08: trasformazioni e rifacimenti vanno affidati a un’impresa abilitata, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità con la relazione sui materiali usati. Se rifai solo una parte, la dichiarazione riguarda quella parte e indica la compatibilità con l’impianto che resta: è anche il documento in cui ritrovare, tra qualche anno, che tubi hai in casa.
Le domande da fare all’idraulico prima di scegliere
- Quale tubo propone per ogni tratto della casa, e perché?
- Che sistema di raccordi usa, e sono dello stesso produttore dei tubi?
- Dove resteranno i raccordi: nel massetto o in punti raggiungibili?
- È previsto un collettore, con una valvola per ogni linea?
- I tubi dell’acqua calda e fredda saranno isolati, per non disperdere calore e non fare condensa?
- Farà la prova di tenuta prima di chiudere le tracce, lasciandomi foto e risultato?
- Nella dichiarazione di conformità saranno indicati i materiali?
Se stai pensando di rifare l’impianto, trovi gli altri lavori che facciamo nella pagina dell'idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
Il multistrato dura quanto il rame?
Non ci sono numeri affidabili validi per tutti: entrambi durano a lungo se scelti per l’uso giusto e posati bene. Nel multistrato contano soprattutto la qualità dei raccordi e della pressatura, nel rame la protezione dove tocca il cemento e la qualità delle brasature. Più del materiale, conta chi lo posa.
Si può collegare il multistrato ai vecchi tubi di rame o zincati?
Sì, con raccordi di transizione adatti, filettati o a pressare. Con lo zincato conviene aggiungere un filtro, perché le scaglie di ruggine arrivano anche nei tubi nuovi; tra rame e zincato, invece, serve un giunto dielettrico.
Il PEX va bene per l’acqua da bere?
Sì, se il sistema è idoneo all’acqua potabile: lo dichiara il produttore e lo trovi sulle marcature del tubo e nella documentazione. Lo stesso vale per il multistrato. Chiedi all’idraulico la scheda tecnica del sistema che usa.
Perché alcuni idraulici preferiscono ancora il rame?
Perché è robusto, regge le alte temperature, sta bene a vista, si ripara facilmente e non teme la luce del sole. In cantine e garage, dove i tubi possono prendere colpi, e vicino a caldaie e stufe, è spesso la scelta più tranquilla. Costa di più e richiede più tempo di posa.
Quale tubo si usa per un tratto interrato in giardino?
Di solito il polietilene ad alta densità, pensato per l’interramento, con raccordi a compressione. Va posato abbastanza in profondità da stare al riparo dal gelo e lontano dalle radici, e conviene fotografarne il percorso prima di richiudere lo scavo, per ritrovarlo in caso di perdita.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 (Gazzetta Ufficiale) – art. 7 (dichiarazione di conformità con la relazione sulla tipologia dei materiali; nel rifacimento parziale riguarda la sola parte rifatta e indica la compatibilità con l’impianto esistente) e art. 8 (installazione, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria affidati a imprese abilitate).
- UNI EN 1057:2010 (catalogo UNI) – tubi di rame senza saldatura per reti di acqua calda e fredda, riscaldamento, gas e scarichi.
- UNI EN ISO 21003-1:2009 (catalogo UNI) – sistemi di tubazioni multistrato per installazioni di acqua calda e fredda all’interno degli edifici.
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