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Libretto di impianto della caldaia: cos’è, chi lo compila e come si registra

Il libretto è la carta d’identità dell’impianto di riscaldamento. Ecco chi lo compila, cosa contiene, come controlli la registrazione nel catasto regionale CRITER e quando va aggiornato.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Il libretto di impianto della caldaia è la carta d’identità dell’impianto di riscaldamento: lo compila l’impresa installatrice quando mette in servizio un impianto nuovo, lo aggiorna il manutentore negli interventi successivi, e tu, come responsabile dell’impianto, fornisci i dati che ti spettano e lo conservi. In Emilia-Romagna il libretto va anche registrato nel catasto regionale degli impianti termici, il CRITER, che gli assegna un codice chiamato targa impianto.

L’obbligo viene dal DPR 74/2013, che chiede a ogni impianto termico un «libretto di impianto per la climatizzazione». Il modello nazionale è quello del decreto ministeriale 10 febbraio 2014; la Regione ha approvato i propri modelli con la delibera di Giunta n. 614 del 2017 e ha fissato le regole nel regolamento regionale 1/2017, del 3 aprile 2017. Qui trovi cosa contiene il libretto, chi fa cosa e come controllare che sia tutto in regola.

Quali impianti devono avere il libretto

Il libretto riguarda gli impianti termici, cioè quelli che scaldano o raffrescano gli ambienti. La guida della Regione per i cittadini elenca quelli soggetti alle regole regionali:

  • caldaie a gas naturale, GPL, gasolio e altri combustibili fossili;
  • caldaie e stufe a legna, pellet o cippato;
  • pompe di calore e solare termico per il riscaldamento o per l’acqua calda centralizzata, oltre i 12 kW complessivi;
  • condizionatori e gruppi frigoriferi oltre i 12 kW;
  • sottostazioni del teleriscaldamento, cogeneratori e trigeneratori;
  • impianti centralizzati di acqua calda al servizio di più utenze;
  • stufe, caminetti chiusi e apparecchi a energia radiante installati in modo fisso, quando nella stessa unità immobiliare arrivano insieme ad almeno 5 kW.

Restano fuori, tra gli altri, gli scaldabagni che producono solo acqua calda per un singolo appartamento, le cucine economiche, i caminetti aperti e gli apparecchi mobili. Non avere il libretto non vuol dire non avere obblighi: per il DM 37/08 il proprietario deve comunque mantenere in sicurezza ogni impianto, seguendo le istruzioni dell’installatore e del fabbricante.

Cosa c’è scritto nel libretto

Il libretto è fatto a schede: si compilano solo quelle che riguardano il tuo impianto, e quando l’impianto cambia si aggiornano le schede interessate. In sintesi contiene:

  • i dati dell’impianto e dell’edificio, con indirizzo, riferimenti catastali e codici delle forniture;
  • il nome del responsabile dell’impianto ed eventualmente del terzo responsabile;
  • le caratteristiche del generatore di calore, cioè la caldaia o la pompa di calore, e degli altri componenti: regolazione, distribuzione, termosifoni o pannelli, accumuli, trattamento dell’acqua;
  • i risultati della prima verifica dell’installatore e dei controlli successivi;
  • gli interventi e le sostituzioni di componenti fatti nel tempo;
  • i consumi di combustibile, quando l’impianto ha un contatore dedicato.

I vecchi «libretti di centrale» e «libretti di impianto» compilati con i modelli del 2003 non si buttano: vanno allegati al libretto attuale. Il libretto può essere tenuto anche in formato elettronico, e in Emilia-Romagna, grazie alla registrazione nel CRITER, puoi consultarlo e scaricarlo online.

Chi compila il libretto: installatore, manutentore e responsabile

Le regole regionali dividono i compiti così:

  1. Impianto nuovo. L’impresa installatrice predispone il libretto alla messa in servizio dell’impianto e lo registra nel CRITER entro 30 giorni dall’attivazione. Alla prima accensione fa anche il primo controllo di efficienza energetica.
  2. Impianto esistente. Il libretto lo predispone l’impresa di manutenzione al primo controllo utile. Il termine regionale per mettere in regola gli impianti esistenti è scaduto da anni: se il tuo non risulta registrato, va sistemato al più presto.
  3. Responsabile dell’impianto. Deve chiedere all’installatore o al manutentore di registrare il libretto e fornire i dati di sua competenza: i riferimenti catastali dell’immobile, il codice PDR della fornitura del gas e il codice POD di quella elettrica, che trovi in bolletta, e i consumi se c’è un contatore dedicato. I dati catastali sono nel rogito o nel contratto d’affitto, oppure si chiedono all’Agenzia delle Entrate.

A ogni libretto registrato il CRITER associa la targa impianto, un codice che da quel momento compare su tutti i documenti dell’impianto. Secondo la Regione, per le pratiche di registrazione del libretto il manutentore può chiederti un importo una tantum, che varia con il tipo di impianto.

Installatore e manutentore devono essere imprese abilitate secondo il DM 37/08 per quel tipo di impianto: chi può fare cosa lo spieghiamo nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.

Chi è il responsabile dell’impianto

Il libretto porta sempre un nome: quello del responsabile dell’impianto, che risponde di conduzione, manutenzione e controlli. Secondo la guida regionale è:

  • il proprietario, per una casa o un appartamento non affittati;
  • l’occupante a qualsiasi titolo, per esempio l’inquilino, nelle singole unità abitative;
  • l’amministratore, per gli impianti centralizzati in condominio;
  • il proprietario o il legale rappresentante, per gli edifici di società ed enti.

Il responsabile può affidare i propri compiti a un terzo responsabile, di solito un’impresa specializzata con i requisiti del DM 37/08, che ne risponde anche davanti alla legge. Nelle singole abitazioni, però, la delega non è ammessa se la caldaia non sta in un locale dedicato solo a lei. Quando cambiano l’inquilino o il proprietario, la modifica del responsabile va comunicata alla Regione attraverso il CRITER, direttamente o tramite il manutentore con una delega.

Come controllare il tuo libretto nel CRITER

Per vedere il tuo libretto serve un’identità digitale SPID. Dal portale CRITER della Regione puoi:

  • verificare che l’impianto sia registrato con te come responsabile;
  • consultare e scaricare il libretto con la targa;
  • aggiungere i dati di tua competenza, come POD, PDR e riferimenti catastali, se installatore o manutentore non li hanno inseriti;
  • vedere i rapporti di controllo registrati dal manutentore;
  • comunicare la dismissione o la riattivazione dell’impianto.

Se non trovi il tuo impianto, o i dati sono sbagliati, chiedi al manutentore di sistemarli. Il libretto aiuta anche quando c’è un guasto: se la caldaia perde acqua o la pressione scende, il tecnico vede subito cosa è già stato sostituito. Le cause più comuni sono nella pagina sulla caldaia che perde.

Quando il libretto va aggiornato

  • Caldaia sostituita. Si aggiornano le schede del generatore e si fa un nuovo controllo di efficienza energetica. Cosa resta detraibile lo spieghiamo nella guida su sostituire la caldaia.
  • Componenti aggiunti. Per un accumulo, un sistema di regolazione o un trattamento dell’acqua si compilano solo le schede che li riguardano.
  • Cambio di responsabile. Nuovo inquilino o nuovo proprietario: la modifica va comunicata.
  • Vendita della casa. Il libretto, aggiornato e con i suoi allegati, va consegnato a chi compra.
  • Impianto dismesso. Si comunica la dismissione; le schede dei componenti tolti senza sostituzione si conservano per almeno cinque anni.

Rapporti di manutenzione e di efficienza: cosa allegare

Il libretto non è l’unico documento. Dopo ogni intervento il manutentore ti lascia un rapporto, da firmare per presa visione e da allegare al libretto:

DocumentoQuando si faVa alla Regione?
Rapporto di controllo funzionale e manutenzionea ogni manutenzione, con la cadenza che il manutentore deve indicarti per iscrittono, salvo i casi di anomalie o pericolo previsti dal regolamento
Rapporto di controllo di efficienza energeticaalle scadenze regionali, con il pagamento del bollino calore pulitosì, il manutentore lo registra nel CRITER

Ogni quanto si fa il controllo dei fumi, e quanto costa il bollino, lo spieghiamo nella guida al controllo dei fumi della caldaia in Emilia-Romagna. Per il lato acqua dell’impianto, come termosifoni, valvole e tubi, c’è il nostro servizio di idraulico; per la caldaia, l'assistenza caldaie.

Sanzioni e ispezioni se il libretto manca

Il regolamento regionale prevede una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro se il libretto non c’è o non è stato registrato nei termini: la paga il responsabile, oppure l’installatore o il manutentore che non ha fatto la registrazione. La stessa forbice vale per chi non fa fare i controlli di efficienza energetica.

Le ispezioni le organizza l’organismo regionale di accreditamento e ispezione, affidato alla società ART-ER, con un preavviso di almeno quindici giorni. Anche proprietario, acquirente o inquilino possono chiederne una: è a pagamento, e se emergono anomalie il costo passa al responsabile dell’impianto.

Pagine utili

Domande frequenti

Ho perso il libretto della caldaia: cosa faccio?

Se l’impianto è registrato nel CRITER, puoi scaricare il libretto dal portale con lo SPID. Se non risulta registrato, chiedi al manutentore di predisporlo al primo controllo e di registrarlo: per gli impianti esistenti tocca a lui, con i dati che gli fornisci tu.

Sono in affitto: chi è il responsabile dell’impianto?

Per le regole regionali, nelle singole unità abitative il responsabile è chi le occupa, quindi l’inquilino. Chi paga cosa tra inquilino e proprietario lo stabiliscono il contratto e la legge: chiariscilo con il proprietario o con un’associazione degli inquilini.

Posso compilare io il libretto?

Solo le parti che ti spettano, come i dati catastali e i codici delle forniture, che puoi inserire anche dal portale CRITER. Le schede tecniche e i risultati delle verifiche li compilano installatore e manutentore, ciascuno per il proprio intervento.

La caldaia nuova ha già il libretto?

La caldaia esce dalla fabbrica con il manuale del costruttore, che non è il libretto di impianto. Il libretto lo predispone l’impresa che installa e mette in servizio l’impianto, entro 30 giorni dall’attivazione, insieme al primo controllo di efficienza energetica e alla dichiarazione di conformità.

Lo scaldabagno a gas deve avere il libretto?

Se produce solo acqua calda per il tuo appartamento, per le regole regionali non è un impianto termico e non ha il libretto. Resta però un apparecchio a gas: va installato da un’impresa abilitata e mantenuto in sicurezza secondo le istruzioni del fabbricante.

Fonti

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