Libretto di impianto della caldaia: cos’è, chi lo compila e come si registra
Il libretto è la carta d’identità dell’impianto di riscaldamento. Ecco chi lo compila, cosa contiene, come controlli la registrazione nel catasto regionale CRITER e quando va aggiornato.
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Il libretto di impianto della caldaia è la carta d’identità dell’impianto di riscaldamento: lo compila l’impresa installatrice quando mette in servizio un impianto nuovo, lo aggiorna il manutentore negli interventi successivi, e tu, come responsabile dell’impianto, fornisci i dati che ti spettano e lo conservi. In Emilia-Romagna il libretto va anche registrato nel catasto regionale degli impianti termici, il CRITER, che gli assegna un codice chiamato targa impianto.
L’obbligo viene dal DPR 74/2013, che chiede a ogni impianto termico un «libretto di impianto per la climatizzazione». Il modello nazionale è quello del decreto ministeriale 10 febbraio 2014; la Regione ha approvato i propri modelli con la delibera di Giunta n. 614 del 2017 e ha fissato le regole nel regolamento regionale 1/2017, del 3 aprile 2017. Qui trovi cosa contiene il libretto, chi fa cosa e come controllare che sia tutto in regola.
Quali impianti devono avere il libretto
Il libretto riguarda gli impianti termici, cioè quelli che scaldano o raffrescano gli ambienti. La guida della Regione per i cittadini elenca quelli soggetti alle regole regionali:
- caldaie a gas naturale, GPL, gasolio e altri combustibili fossili;
- caldaie e stufe a legna, pellet o cippato;
- pompe di calore e solare termico per il riscaldamento o per l’acqua calda centralizzata, oltre i 12 kW complessivi;
- condizionatori e gruppi frigoriferi oltre i 12 kW;
- sottostazioni del teleriscaldamento, cogeneratori e trigeneratori;
- impianti centralizzati di acqua calda al servizio di più utenze;
- stufe, caminetti chiusi e apparecchi a energia radiante installati in modo fisso, quando nella stessa unità immobiliare arrivano insieme ad almeno 5 kW.
Restano fuori, tra gli altri, gli scaldabagni che producono solo acqua calda per un singolo appartamento, le cucine economiche, i caminetti aperti e gli apparecchi mobili. Non avere il libretto non vuol dire non avere obblighi: per il DM 37/08 il proprietario deve comunque mantenere in sicurezza ogni impianto, seguendo le istruzioni dell’installatore e del fabbricante.
Cosa c’è scritto nel libretto
Il libretto è fatto a schede: si compilano solo quelle che riguardano il tuo impianto, e quando l’impianto cambia si aggiornano le schede interessate. In sintesi contiene:
- i dati dell’impianto e dell’edificio, con indirizzo, riferimenti catastali e codici delle forniture;
- il nome del responsabile dell’impianto ed eventualmente del terzo responsabile;
- le caratteristiche del generatore di calore, cioè la caldaia o la pompa di calore, e degli altri componenti: regolazione, distribuzione, termosifoni o pannelli, accumuli, trattamento dell’acqua;
- i risultati della prima verifica dell’installatore e dei controlli successivi;
- gli interventi e le sostituzioni di componenti fatti nel tempo;
- i consumi di combustibile, quando l’impianto ha un contatore dedicato.
I vecchi «libretti di centrale» e «libretti di impianto» compilati con i modelli del 2003 non si buttano: vanno allegati al libretto attuale. Il libretto può essere tenuto anche in formato elettronico, e in Emilia-Romagna, grazie alla registrazione nel CRITER, puoi consultarlo e scaricarlo online.
Chi compila il libretto: installatore, manutentore e responsabile
Le regole regionali dividono i compiti così:
- Impianto nuovo. L’impresa installatrice predispone il libretto alla messa in servizio dell’impianto e lo registra nel CRITER entro 30 giorni dall’attivazione. Alla prima accensione fa anche il primo controllo di efficienza energetica.
- Impianto esistente. Il libretto lo predispone l’impresa di manutenzione al primo controllo utile. Il termine regionale per mettere in regola gli impianti esistenti è scaduto da anni: se il tuo non risulta registrato, va sistemato al più presto.
- Responsabile dell’impianto. Deve chiedere all’installatore o al manutentore di registrare il libretto e fornire i dati di sua competenza: i riferimenti catastali dell’immobile, il codice PDR della fornitura del gas e il codice POD di quella elettrica, che trovi in bolletta, e i consumi se c’è un contatore dedicato. I dati catastali sono nel rogito o nel contratto d’affitto, oppure si chiedono all’Agenzia delle Entrate.
A ogni libretto registrato il CRITER associa la targa impianto, un codice che da quel momento compare su tutti i documenti dell’impianto. Secondo la Regione, per le pratiche di registrazione del libretto il manutentore può chiederti un importo una tantum, che varia con il tipo di impianto.
Installatore e manutentore devono essere imprese abilitate secondo il DM 37/08 per quel tipo di impianto: chi può fare cosa lo spieghiamo nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.
Chi è il responsabile dell’impianto
Il libretto porta sempre un nome: quello del responsabile dell’impianto, che risponde di conduzione, manutenzione e controlli. Secondo la guida regionale è:
- il proprietario, per una casa o un appartamento non affittati;
- l’occupante a qualsiasi titolo, per esempio l’inquilino, nelle singole unità abitative;
- l’amministratore, per gli impianti centralizzati in condominio;
- il proprietario o il legale rappresentante, per gli edifici di società ed enti.
Il responsabile può affidare i propri compiti a un terzo responsabile, di solito un’impresa specializzata con i requisiti del DM 37/08, che ne risponde anche davanti alla legge. Nelle singole abitazioni, però, la delega non è ammessa se la caldaia non sta in un locale dedicato solo a lei. Quando cambiano l’inquilino o il proprietario, la modifica del responsabile va comunicata alla Regione attraverso il CRITER, direttamente o tramite il manutentore con una delega.
Come controllare il tuo libretto nel CRITER
Per vedere il tuo libretto serve un’identità digitale SPID. Dal portale CRITER della Regione puoi:
- verificare che l’impianto sia registrato con te come responsabile;
- consultare e scaricare il libretto con la targa;
- aggiungere i dati di tua competenza, come POD, PDR e riferimenti catastali, se installatore o manutentore non li hanno inseriti;
- vedere i rapporti di controllo registrati dal manutentore;
- comunicare la dismissione o la riattivazione dell’impianto.
Se non trovi il tuo impianto, o i dati sono sbagliati, chiedi al manutentore di sistemarli. Il libretto aiuta anche quando c’è un guasto: se la caldaia perde acqua o la pressione scende, il tecnico vede subito cosa è già stato sostituito. Le cause più comuni sono nella pagina sulla caldaia che perde.
Quando il libretto va aggiornato
- Caldaia sostituita. Si aggiornano le schede del generatore e si fa un nuovo controllo di efficienza energetica. Cosa resta detraibile lo spieghiamo nella guida su sostituire la caldaia.
- Componenti aggiunti. Per un accumulo, un sistema di regolazione o un trattamento dell’acqua si compilano solo le schede che li riguardano.
- Cambio di responsabile. Nuovo inquilino o nuovo proprietario: la modifica va comunicata.
- Vendita della casa. Il libretto, aggiornato e con i suoi allegati, va consegnato a chi compra.
- Impianto dismesso. Si comunica la dismissione; le schede dei componenti tolti senza sostituzione si conservano per almeno cinque anni.
Rapporti di manutenzione e di efficienza: cosa allegare
Il libretto non è l’unico documento. Dopo ogni intervento il manutentore ti lascia un rapporto, da firmare per presa visione e da allegare al libretto:
| Documento | Quando si fa | Va alla Regione? |
|---|---|---|
| Rapporto di controllo funzionale e manutenzione | a ogni manutenzione, con la cadenza che il manutentore deve indicarti per iscritto | no, salvo i casi di anomalie o pericolo previsti dal regolamento |
| Rapporto di controllo di efficienza energetica | alle scadenze regionali, con il pagamento del bollino calore pulito | sì, il manutentore lo registra nel CRITER |
Ogni quanto si fa il controllo dei fumi, e quanto costa il bollino, lo spieghiamo nella guida al controllo dei fumi della caldaia in Emilia-Romagna. Per il lato acqua dell’impianto, come termosifoni, valvole e tubi, c’è il nostro servizio di idraulico; per la caldaia, l'assistenza caldaie.
Sanzioni e ispezioni se il libretto manca
Il regolamento regionale prevede una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro se il libretto non c’è o non è stato registrato nei termini: la paga il responsabile, oppure l’installatore o il manutentore che non ha fatto la registrazione. La stessa forbice vale per chi non fa fare i controlli di efficienza energetica.
Le ispezioni le organizza l’organismo regionale di accreditamento e ispezione, affidato alla società ART-ER, con un preavviso di almeno quindici giorni. Anche proprietario, acquirente o inquilino possono chiederne una: è a pagamento, e se emergono anomalie il costo passa al responsabile dell’impianto.
Pagine utili
Domande frequenti
Ho perso il libretto della caldaia: cosa faccio?
Se l’impianto è registrato nel CRITER, puoi scaricare il libretto dal portale con lo SPID. Se non risulta registrato, chiedi al manutentore di predisporlo al primo controllo e di registrarlo: per gli impianti esistenti tocca a lui, con i dati che gli fornisci tu.
Sono in affitto: chi è il responsabile dell’impianto?
Per le regole regionali, nelle singole unità abitative il responsabile è chi le occupa, quindi l’inquilino. Chi paga cosa tra inquilino e proprietario lo stabiliscono il contratto e la legge: chiariscilo con il proprietario o con un’associazione degli inquilini.
Posso compilare io il libretto?
Solo le parti che ti spettano, come i dati catastali e i codici delle forniture, che puoi inserire anche dal portale CRITER. Le schede tecniche e i risultati delle verifiche li compilano installatore e manutentore, ciascuno per il proprio intervento.
La caldaia nuova ha già il libretto?
La caldaia esce dalla fabbrica con il manuale del costruttore, che non è il libretto di impianto. Il libretto lo predispone l’impresa che installa e mette in servizio l’impianto, entro 30 giorni dall’attivazione, insieme al primo controllo di efficienza energetica e alla dichiarazione di conformità.
Lo scaldabagno a gas deve avere il libretto?
Se produce solo acqua calda per il tuo appartamento, per le regole regionali non è un impianto termico e non ha il libretto. Resta però un apparecchio a gas: va installato da un’impresa abilitata e mantenuto in sicurezza secondo le istruzioni del fabbricante.
Fonti
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 7 – Normattiva – manutenzione da parte di ditte abilitate, libretto di impianto per la climatizzazione e sua consegna all’avente causa in caso di trasferimento; consultato il 20 ottobre 2026
- Decreto ministeriale 10 febbraio 2014 – MIMIT – modelli di libretto di impianto e di rapporto di efficienza energetica, Gazzetta Ufficiale del 7 marzo 2014; consultato il 20 ottobre 2026
- Testo del DM 10 febbraio 2014 – ENEA – schede pertinenti scelte dal responsabile, aggiornamento delle sole schede interessate, conservazione per 5 anni dopo la dismissione, formato elettronico, vecchi libretti da allegare; consultato il 20 ottobre 2026
- Guida per l’esercizio, la manutenzione e il controllo degli impianti termici, rev. 4 del 22/11/2024 – Regione Emilia-Romagna – impianti soggetti, responsabile e terzo responsabile, registrazione del libretto entro 30 giorni, dati del responsabile, sanzione da 500 a 3.000 euro; consultata il 20 ottobre 2026
- CRITER, catasto regionale degli impianti termici – Regione Emilia-Romagna – registrazione obbligatoria, targa impianto, organismo regionale affidato ad ART-ER; consultato il 20 ottobre 2026
- CRITER, cittadini responsabili di impianto – Regione Emilia-Romagna – accesso con SPID, consultazione del libretto, dati POD e PDR, dismissione e riattivazione; consultato il 20 ottobre 2026
- Operazione calore pulito – Regione Emilia-Romagna – libretto come passaporto dell’impianto, codice di targatura, importo una tantum per la registrazione; pagina aggiornata l'8 ottobre 2026, consultata il 20 ottobre 2026
- Regolamento regionale 1/2017 del 3 aprile 2017 – Demetra, Regione Emilia-Romagna – libretto e consegna all’acquirente (art. 5), rapporti di manutenzione (art. 14), ispezioni con preavviso e su richiesta (artt. 18-19), sanzioni (art. 24); consultato il 20 ottobre 2026
- Normativa regionale sugli impianti termici – Regione Emilia-Romagna – delibera di Giunta n. 614 del 15 maggio 2017 sui modelli di libretto, rapporto di controllo e rapporto di ispezione; consultata il 20 ottobre 2026
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – obbligo del proprietario di mantenere la sicurezza degli impianti (art. 8); consultato il 20 ottobre 2026
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