Come sfiatare i termosifoni, e quando serve davvero farlo
Lo sfiato serve quando un termosifone è freddo in alto o gorgoglia. Con una chiavetta, un panno e il riscaldamento spento si fa in pochi minuti; alla fine va ricontrollata la pressione della caldaia.
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Per sfiatare un termosifone spegni il riscaldamento, metti un panno sotto la valvolina di sfiato in alto e aprila piano con la chiavetta o con un cacciavite: quando, dopo il soffio dell’aria, esce un filo d’acqua senza bolle, richiudila. Serve davvero solo se il termosifone è freddo in alto e caldo in basso, se gorgoglia o se scalda meno degli altri. Alla fine controlla sempre la pressione della caldaia, perché insieme all’aria esce anche un po’ d’acqua.
Lo sfiato è una delle poche operazioni sull’impianto di riscaldamento che puoi fare da solo, insieme alla lettura del manometro e alla ricarica della pressione quando il libretto la prevede. Rientra nei controlli periodici che descriviamo nella pagina sulla manutenzione dell’impianto idraulico.
Aria o altro? I segnali da riconoscere prima
L’aria nei termosifoni si raccoglie sempre in alto, perché è più leggera dell’acqua. Per questo dà un difetto preciso, diverso da quello di fanghi, valvole chiuse o caldaia ferma. Fai la prova con la mano dopo un’ora di riscaldamento acceso.
| Cosa noti | Cosa significa di solito | Serve lo sfiato? |
|---|---|---|
| Freddo in alto, caldo in basso | Aria raccolta in cima | Sì |
| Gorgoglii o rumore d’acqua che scorre | Bolle d’aria che girano nel circuito | Sì, a partire dai termosifoni più rumorosi |
| Caldo in alto, freddo in basso | Fanghi depositati sul fondo | No: leggi la guida sul termosifone freddo in basso |
| Tutto freddo | Valvola chiusa, testa termostatica bloccata o caldaia ferma | Prima controlla valvola e caldaia |
| Caldo vicino ai tubi, freddo all’estremità opposta | Poca acqua che circola in quel termosifone | Di solito no: è una questione di circolazione |
| Tiepidi tutti i termosifoni dei piani alti | Pressione bassa o aria nell’impianto | Prima guarda il manometro |
Un termosifone sano è caldo in modo uniforme, appena più tiepido in basso, dove l’acqua esce dopo aver ceduto calore alla stanza.
Chiavetta, cacciavite o valvola automatica: cosa trovi sul termosifone
La valvolina di sfiato è un piccolo tappo di ottone o di plastica in uno degli angoli in alto del termosifone. Ne esistono quattro tipi:
- a chiavetta: al centro c’è un perno quadrato che si gira con l’apposita chiavetta per termosifoni, in vendita in ferramenta;
- a cacciavite: una fessura per un cacciavite piatto;
- a rotella: una piccola manopola zigrinata che si gira con le dita;
- automatica: un cilindretto con un cappuccio, che fa uscire l’aria da solo. Non va aperta come le altre: se il termosifone resta freddo in alto anche con la valvola automatica, può essere bloccata dal calcare o dallo sporco.
Prepara anche un panno vecchio, un bicchiere o una piccola bacinella, un paio di guanti e una torcia se la valvolina è in un angolo buio. L’acqua dell’impianto è spesso scura e macchia muri, tende e pavimenti chiari: proteggili prima di cominciare.
Lo sfiato passo per passo, a riscaldamento spento
- Spegni il riscaldamento e aspetta che i termosifoni si intiepidiscano. Con la pompa ferma l’aria sale in cima e l’acqua che esce non scotta.
- Proteggi muro e pavimento: panno sotto la valvolina, bicchiere pronto.
- Apri piano, di mezzo giro al massimo, girando in senso antiorario. Non svitare tutto: la valvolina deve restare al suo posto.
- Ascolta il soffio. È l’aria che esce: può durare pochi secondi o qualche minuto.
- Aspetta l’acqua. Prima arrivano schizzi misti ad aria, poi un filo continuo. Quando non ci sono più bolle, quel termosifone ha finito.
- Richiudi con delicatezza, finché la valvolina si ferma. Niente forza: la sede è piccola e si rovina.
- Asciuga e passa al termosifone successivo.
- Controlla la pressione sul manometro della caldaia solo quando hai finito tutti i termosifoni. Se è scesa sotto il valore del libretto, riportala al suo posto: i passaggi sono nella guida su come ricaricare l’impianto della caldaia.
- Riaccendi e, dopo un’ora, tocca di nuovo i termosifoni che hai sfiatato.
Se vuoi capire quali termosifoni hanno aria, toccali prima con il riscaldamento acceso e prendi nota; poi spegni e sfiata solo quelli.
Una casa su più piani: da dove cominciare
L’aria sale. In una casa su due o tre piani conviene quindi cominciare dai termosifoni del piano più basso e salire, lasciando per ultimi quelli più in alto, dove l’aria tende a raccogliersi. Sullo stesso piano l’ordine conta poco: l’importante è passarli tutti e controllare la pressione solo alla fine.
Nelle mansarde e nei sottotetti l’aria torna più spesso, perché sono il punto più alto dell’impianto: lì conviene guardare a ogni inizio di stagione, quando dopo l’estate i tubi sono rimasti fermi per mesi. Il giro completo dei controlli prima dell’accensione è nella guida su riaccendere il riscaldamento in autunno.
In condominio con riscaldamento centralizzato puoi sfiatare i termosifoni del tuo appartamento, ma la pressione dell’impianto la gestisce la centrale termica: non hai niente da ricaricare. Se resta freddo un appartamento intero o una colonna di termosifoni, avvisa l’amministratore, perché il problema è nell’impianto comune. Se sui termosifoni ci sono i ripartitori di calore, i piccoli apparecchi che contano i consumi, non toccarli: cosa puoi fare lo spiega la guida sui termosifoni con ripartitori di calore.
Quando lo sfiato non basta
- Il termosifone resta freddo anche dopo lo sfiato. Guarda la valvola. Le teste termostatiche, i pomelli con i numeri, dopo l’estate possono restare bloccate: girala dal minimo al massimo un paio di volte. Se il termosifone non riparte, la valvola va sbloccata o sostituita da un idraulico.
- L’aria torna dopo pochi giorni. Da qualche parte entra. Le cause tipiche sono una perdita che costringe a ricaricare spesso, una valvola automatica che non lavora o un problema di circolazione: ne parliamo nella guida sulla pressione della caldaia che scende.
- Dalla valvolina esce acqua nera. È il segno di fanghi e ruggine nell’impianto. Lo sfiato non li toglie: serve un lavaggio, valutato da un tecnico.
- La caldaia va in blocco dopo lo sfiato. La pressione è scesa sotto il minimo: ricaricala e sblocca una volta, come spiega la guida sulla caldaia in blocco.
- Senti fischi o colpi dalla caldaia, non dai termosifoni. Non è aria da sfiatare in casa: può essere calcare nello scambiatore o poca acqua nel circuito, e va controllato dal tecnico della nostra assistenza caldaie.
Gli errori che rovinano la valvolina
- Svitarla fino in fondo. La valvolina esce dalla sua sede e l’acqua spruzza fuori, a volte ancora calda. Se succede, rimettila subito in posizione e avvitala, poi chiudi valvola e detentore del termosifone.
- Usare pinze o chiavi grandi. La testa quadrata si spana e poi non si apre più.
- Sfiatare con il riscaldamento al massimo. L’acqua scotta e la pompa continua a far girare l’aria nel circuito.
- Lasciarla socchiusa. Gocciola, macchia il muro e intanto la pressione scende.
- Dimenticare il manometro alla fine. Con più termosifoni sfiatati la pressione può scendere abbastanza da fermare la caldaia.
- Fare luce con accendini o candele. Serve una torcia: vicino a un impianto non si usano fiamme.
- Aprire le valvoline del collettore del pavimento radiante. Lì serve chi conosce l’impianto.
Il DM 37/08 chiede al proprietario di conservare la sicurezza dell’impianto seguendo le istruzioni d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti. Se il libretto della caldaia o dei termosifoni dice qualcosa di diverso da questa guida, vale il libretto.
Scaldasalviette, ghisa e pavimento radiante
- Scaldasalviette ad acqua. La valvolina è in alto, spesso nel tappo di uno dei due montanti. Si sfiata come un termosifone.
- Scaldasalviette elettrico, quello collegato alla corrente e senza tubi dell’impianto. È pieno di un liquido sigillato: non c’è niente da sfiatare e non va aperto.
- Scaldasalviette misto, ad acqua ma con una resistenza elettrica. Stacca la corrente prima di sfiatare e tieni l’acqua lontana dal cavo e dalla scatola dei collegamenti.
- Termosifoni in ghisa. La valvolina è nel tappo in alto dell’ultimo elemento. Nei modelli vecchi può essere dura o corrosa: se non si muove con una forza normale, lasciala all’idraulico.
- Pavimento radiante. Non ha termosifoni da sfiatare: le valvole di sfogo sono sul collettore, e l’eventuale aria si toglie con la procedura indicata dall’installatore.
Quando lo sfiato non risolve, o la valvolina perde, il nostro servizio di idraulico sostituisce valvoline, valvole e detentori e controlla la circolazione dell’impianto. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
Pagine utili
Domande frequenti
Sfiatare i termosifoni fa risparmiare sul riscaldamento?
Un termosifone con l’aria in alto scalda meno la stanza, e viene la tentazione di alzare il termostato per compensare. Sfiatarlo restituisce la superficie calda che mancava, quindi la stanza arriva prima alla temperatura impostata. Sulla bolletta contano di più la temperatura scelta e una caldaia con la manutenzione in regola.
Posso sfiatare con il riscaldamento acceso?
Si può, ma è meglio di no: l’acqua che esce è calda, la pompa continua a far girare l’aria e la lettura del manometro a caldo inganna. Usa il riscaldamento acceso solo per capire quali termosifoni hanno aria, poi spegni, aspetta che si intiepidiscano e sfiata.
La valvolina gocciola anche da chiusa: cosa faccio?
Richiudila con delicatezza, senza forzare: a volte basta un granello di sporco sulla sede, che se ne va aprendo e richiudendo una volta. Se continua, metti un panno e chiudi valvola e detentore del termosifone, come spiega la guida sul termosifone che perde acqua. La valvolina si sostituisce in poco tempo.
I termosifoni con valvola automatica vanno sfiatati lo stesso?
Di solito no, perché la valvola fa uscire l’aria da sola. Se però il termosifone resta freddo in alto, può essere bloccata dal calcare o dallo sporco: non smontarla, segnalalo all’idraulico. Alcuni modelli funzionano solo con il cappuccio leggermente svitato: lo indica il produttore.
Fonti
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, art. 8 – Normattiva – consultato il 25 ottobre 2026: il proprietario adotta le misure per conservare la sicurezza dell’impianto seguendo i manuali d’uso e manutenzione dell’installatore e dei fabbricanti.
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