Sostituire la caldaia nel 2026: quali detrazioni restano e quali no
Dal 2025 la caldaia a gas, anche a condensazione, non dà più diritto a ecobonus né bonus casa. Ecco le alternative ancora detraibili, le aliquote 2026, l’IVA e gli obblighi che restano comunque.
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Dal 2025 sostituire la vecchia caldaia con una nuova caldaia a gas, anche a condensazione, non dà più diritto né all’ecobonus né alla detrazione per il recupero edilizio. Restano detraibili, con le aliquote del 2026 del 50% sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale e del 36% negli altri casi, le soluzioni che non sono caldaie uniche a combustibili fossili: pompe di calore, sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia a condensazione, generatori a biomassa, pompe di calore ad assorbimento a gas e microcogeneratori.
Per tutti resta l’IVA ridotta al 10% sui lavori in casa, con la regola dei beni significativi. Qui trovi cosa è cambiato, le alternative con i loro limiti, come si sceglie tra ecobonus e bonus casa e cosa devi fare comunque quando cambi la caldaia.
Perché la caldaia a gas da sola non si detrae più
Dal 2025 non sono più detraibili le spese per sostituire, o installare da zero, impianti di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Secondo l’Agenzia delle Entrate, che ha dato le istruzioni con la circolare 8/E del 19 giugno 2025, l’esclusione riguarda le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione alimentati a combustibili fossili, e vale sia per l’ecobonus sia per il bonus per il recupero del patrimonio edilizio.
Non sono detraibili nemmeno i lavori accessori e funzionali a quella caldaia, anche quando servono ad adeguare l’impianto esistente o a metterlo a norma per obbligo di legge: gli adeguamenti fatti per montare la nuova caldaia seguono la sua sorte.
La regola guarda al generatore unico a combustibile fossile. Un sistema ibrido, in cui una pompa di calore lavora insieme a una caldaia a condensazione, resta agevolabile; per l’ecobonus, però, deve essere assemblato in fabbrica ed espressamente concepito dal fabbricante per funzionare in abbinamento.
Le alternative che restano detraibili
| Soluzione | Cos’è | Limite con l’ecobonus |
|---|---|---|
| Pompa di calore | prende calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno | 30.000 euro di detrazione |
| Sistema ibrido | pompa di calore e caldaia a condensazione progettate per lavorare insieme | 30.000 euro di detrazione |
| Generatore a biomassa | caldaia o stufa a legna, pellet o cippato | 30.000 euro di detrazione |
| Pompa di calore ad assorbimento a gas | pompa di calore azionata dal calore del gas | 30.000 euro di detrazione |
| Microcogeneratore | produce insieme calore ed energia elettrica | fino a 100.000 euro di detrazione, con un risparmio di energia primaria di almeno il 20% |
| Scaldacqua a pompa di calore | sostituisce lo scaldabagno tradizionale per l’acqua calda | 30.000 euro di detrazione |
Con il bonus per il recupero edilizio le stesse soluzioni rientrano tra gli interventi di risparmio energetico, dentro il tetto di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, che vale per tutti i lavori della casa.
In pianura, prima di scegliere legna o pellet, considera anche le regole sulla qualità dell’aria. Secondo la guida della Regione, nei Comuni interamente sotto i 300 metri di quota, nelle case con più sistemi di riscaldamento, dal 1° ottobre al 31 marzo è vietato usare combustibili solidi negli apparecchi con efficienza inferiore al 75% e nei focolari aperti.
Ecobonus o bonus casa: come si sceglie per la stessa spesa
Per la stessa spesa le due detrazioni non si sommano: si sceglie una delle due e se ne rispettano gli adempimenti.
| Ecobonus | Bonus per il recupero edilizio | |
|---|---|---|
| Aliquota 2026 | 50% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi | 50% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi |
| Limite | per gli impianti di riscaldamento, 30.000 euro di detrazione | 96.000 euro di spesa per tutti i lavori della casa |
| Documenti tecnici | asseverazione di un tecnico abilitato, sostituibile dalla certificazione del produttore per le pompe di calore sotto i 100 kW elettrici | documentazione del risparmio energetico ottenuto |
| ENEA | scheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine dei lavori | comunicazione entro 90 giorni; se manca, la detrazione non si perde |
| Pagamento | bonifico bancario o postale | bonifico parlante |
Quale convenga dipende da quanti altri lavori stai facendo in casa e dalla tua situazione fiscale: decidilo con il commercialista prima di pagare, perché documenti e adempimenti cambiano. Le regole generali per bagno e impianti sono nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti.
Il calendario conta: con la legge in vigore oggi, nel 2027 le aliquote scendono al 36% sull’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Il disegno di legge di bilancio 2027 annuncia la conferma per le ristrutturazioni, ma fa fede solo il testo approvato. Per la detrazione vale la data del pagamento. Un acconto pagato nel 2026 e un saldo pagato nel 2027 seguono due percentuali diverse.
IVA e fattura quando cambi la caldaia
Anche quando la detrazione non spetta, sulla sostituzione della caldaia in un’abitazione l’IVA è ridotta al 10%, perché è un lavoro di manutenzione. La caldaia però è un bene significativo: l’aliquota ridotta la copre solo fino al valore del resto del lavoro, manodopera e altri materiali, e sulla parte che eccede si paga il 22%.
Un esempio dalla guida dell’Agenzia: se un lavoro costa 10.000 euro, di cui 4.000 di manodopera e 6.000 di beni significativi, il 10% si applica su 8.000 euro e il 22% sui restanti 2.000. La fattura deve indicare il valore della caldaia; se compri tu l’apparecchio e lo fai solo montare, sul bene l’IVA ridotta non si applica. Il meccanismo è spiegato nella guida su IVA agevolata e beni significativi.
Cosa devi fare comunque quando cambi la caldaia
Detrazione o no, la sostituzione ha i suoi obblighi:
- Un’impresa abilitata per il riscaldamento e il gas, le lettere c) ed e) del DM 37/08, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità. Chi può fare cosa è nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.
- Il libretto di impianto aggiornato con la nuova caldaia nel catasto regionale CRITER; per un impianto nuovo l’installatore ha 30 giorni dall’attivazione. Come funziona lo spieghiamo nella guida al libretto di impianto.
- Il controllo di efficienza energetica alla sostituzione del generatore, da cui ripartono le scadenze regionali del controllo dei fumi.
- Lo scarico dei fumi verificato, soprattutto in condominio: ne parliamo nella guida sulla canna fumaria condominiale con la caldaia nuova.
- Lo scarico della condensa collegato bene e protetto dal gelo, se la caldaia è a condensazione: un sifone intasato o uno scarico gelato fanno perdere acqua e mandano in blocco l’apparecchio, come spieghiamo nella pagina sulla caldaia che perde.
Quando la caldaia a condensazione è obbligatoria e cosa ammette la legge lo trovi nella guida su quando è obbligatoria la caldaia a condensazione.
Riparare o sostituire: come decidere senza contare sul bonus
Senza detrazione sulla caldaia a gas, la scelta tra riparare e sostituire va fatta sui dati del tuo impianto. Conviene parlarne con il tecnico quando:
- il rapporto del controllo dei fumi segnala un rendimento basso: se la manutenzione non lo recupera, la caldaia va sostituita entro 180 giorni dal controllo;
- i guasti si ripetono e i ricambi per quel modello diventano difficili da trovare;
- hai isolato la casa o cambiato i serramenti, e la vecchia caldaia è sovradimensionata;
- hai pannelli radianti o termosifoni ampi che lavorano a bassa temperatura, condizione che si presta a una pompa di calore o a un ibrido;
- stai rifacendo l’impianto o il bagno, e puoi coordinare i lavori.
Chiedi una valutazione scritta con le alternative possibili per la tua casa. Alcune, come la pompa di calore, richiedono spazio per un’unità esterna e possono chiedere lavori sull’impianto elettrico, da verificare con l'elettricista. Per manutenzione e guasti della caldaia c’è la nostra assistenza caldaie; per termosifoni, tubi e valvole, il servizio di idraulico.
Cosa farsi scrivere nel preventivo della caldaia nuova
- marca, modello e potenza della caldaia o del sistema proposto;
- per un ibrido, che si tratti di un sistema assemblato in fabbrica dal produttore;
- le voci separate: apparecchio, manodopera, adeguamenti dell’impianto e dello scarico dei fumi, smaltimento della vecchia caldaia;
- il valore dei beni significativi e l’IVA applicata;
- se il prezzo comprende dichiarazione di conformità, aggiornamento del libretto e controllo di efficienza energetica;
- per un intervento detraibile, quali documenti ti verranno consegnati per l’ENEA e chi li prepara.
Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
Pagine utili
Domande frequenti
Nel 2026 posso detrarre una caldaia a condensazione?
No, se è l’unico generatore dell’impianto e funziona a gas o con un altro combustibile fossile: dal 2025 non rientra né nell’ecobonus né nel bonus per il recupero edilizio. Resta detraibile se fa parte di un sistema ibrido con pompa di calore, che per l’ecobonus deve essere assemblato in fabbrica.
Posso detrarre una pompa di calore se sono in affitto?
Sì, se sostieni la spesa, hai il consenso del proprietario e un contratto registrato. Per le spese del 2026 la tua percentuale è il 36%, perché il 50% spetta al proprietario o al titolare di un diritto reale sull’abitazione principale.
Serve la comunicazione all’ENEA per la pompa di calore?
Sì, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul portale bonusfiscali.enea.it. Con l’ecobonus la scheda descrittiva è un adempimento richiesto per la detrazione; con il bonus per il recupero edilizio la comunicazione è prevista, ma secondo l’Agenzia la sua mancanza non fa perdere il beneficio.
Lo scaldacqua a pompa di calore si può detrarre?
Sì: se sostituisce uno scaldabagno tradizionale rientra nell’ecobonus, entro 30.000 euro di detrazione, purché abbia un coefficiente di prestazione, il COP, superiore a 2,6 misurato secondo la norma EN 16147. Rientra anche tra gli interventi di risparmio energetico del bonus per il recupero edilizio.
Devo cambiare la caldaia se il rendimento risulta basso?
Se il rendimento è sotto i limiti e la manutenzione non lo riporta in regola, sì: entro 180 giorni dal controllo. Puoi chiedere a tue spese una verifica all’organismo regionale, e la scadenza resta sospesa fino all’esito.
Fonti
- Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, febbraio 2026 – Agenzia delle Entrate – esclusione delle caldaie uniche a combustibili fossili dal 2025, soluzioni ancora agevolabili, aliquote 2026-2027, comunicazione all’ENEA, non cumulabilità con l’ecobonus, IVA al 10% e beni significativi con l’esempio di calcolo; consultata il 20 ottobre 2026
- Riqualificazione energetica, guida alla dichiarazione 2026 – Agenzia delle Entrate – limiti di 30.000 e 100.000 euro, sistemi ibridi assemblati in fabbrica, lavori accessori esclusi, circolare 8/E del 19 giugno 2025, asseverazione e certificazione del produttore, scheda ENEA entro 90 giorni, scaldacqua con COP superiore a 2,6; consultata il 21 ottobre 2026
- Agevolazioni per il risparmio energetico – Agenzia delle Entrate – ecobonus al 36%, elevato al 50% per l’abitazione principale, nel 2025 e 2026, e al 30% o 36% nel 2027 (legge 199/2025); consultata il 21 ottobre 2026
- Guida per l’esercizio, la manutenzione e il controllo degli impianti termici, rev. 4 del 22/11/2024 – Regione Emilia-Romagna – divieto stagionale per i combustibili solidi negli apparecchi meno efficienti sotto i 300 metri, controllo di efficienza alla sostituzione del generatore; consultata il 20 ottobre 2026
- Regolamento regionale 1/2017 del 3 aprile 2017 – Demetra, Regione Emilia-Romagna – libretto entro 30 giorni per gli impianti nuovi (art. 5), sostituzione entro 180 giorni se il rendimento non è recuperabile (art. 15); consultato il 20 ottobre 2026
- DM 22 gennaio 2008, n. 37 – Normattiva – impianti di riscaldamento e gas (art. 1, lettere c ed e) e dichiarazione di conformità (art. 7); consultato il 20 ottobre 2026
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