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Sostituire la caldaia nel 2026: quali detrazioni restano e quali no

Dal 2025 la caldaia a gas, anche a condensazione, non dà più diritto a ecobonus né bonus casa. Ecco le alternative ancora detraibili, le aliquote 2026, l’IVA e gli obblighi che restano comunque.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Dal 2025 sostituire la vecchia caldaia con una nuova caldaia a gas, anche a condensazione, non dà più diritto né all’ecobonus né alla detrazione per il recupero edilizio. Restano detraibili, con le aliquote del 2026 del 50% sull’abitazione principale del proprietario o del titolare di un diritto reale e del 36% negli altri casi, le soluzioni che non sono caldaie uniche a combustibili fossili: pompe di calore, sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia a condensazione, generatori a biomassa, pompe di calore ad assorbimento a gas e microcogeneratori.

Per tutti resta l’IVA ridotta al 10% sui lavori in casa, con la regola dei beni significativi. Qui trovi cosa è cambiato, le alternative con i loro limiti, come si sceglie tra ecobonus e bonus casa e cosa devi fare comunque quando cambi la caldaia.

Perché la caldaia a gas da sola non si detrae più

Dal 2025 non sono più detraibili le spese per sostituire, o installare da zero, impianti di riscaldamento con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili. Secondo l’Agenzia delle Entrate, che ha dato le istruzioni con la circolare 8/E del 19 giugno 2025, l’esclusione riguarda le caldaie a condensazione e i generatori d’aria calda a condensazione alimentati a combustibili fossili, e vale sia per l’ecobonus sia per il bonus per il recupero del patrimonio edilizio.

Non sono detraibili nemmeno i lavori accessori e funzionali a quella caldaia, anche quando servono ad adeguare l’impianto esistente o a metterlo a norma per obbligo di legge: gli adeguamenti fatti per montare la nuova caldaia seguono la sua sorte.

La regola guarda al generatore unico a combustibile fossile. Un sistema ibrido, in cui una pompa di calore lavora insieme a una caldaia a condensazione, resta agevolabile; per l’ecobonus, però, deve essere assemblato in fabbrica ed espressamente concepito dal fabbricante per funzionare in abbinamento.

Le alternative che restano detraibili

SoluzioneCos’èLimite con l’ecobonus
Pompa di caloreprende calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno30.000 euro di detrazione
Sistema ibridopompa di calore e caldaia a condensazione progettate per lavorare insieme30.000 euro di detrazione
Generatore a biomassacaldaia o stufa a legna, pellet o cippato30.000 euro di detrazione
Pompa di calore ad assorbimento a gaspompa di calore azionata dal calore del gas30.000 euro di detrazione
Microcogeneratoreproduce insieme calore ed energia elettricafino a 100.000 euro di detrazione, con un risparmio di energia primaria di almeno il 20%
Scaldacqua a pompa di caloresostituisce lo scaldabagno tradizionale per l’acqua calda30.000 euro di detrazione

Con il bonus per il recupero edilizio le stesse soluzioni rientrano tra gli interventi di risparmio energetico, dentro il tetto di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare, che vale per tutti i lavori della casa.

In pianura, prima di scegliere legna o pellet, considera anche le regole sulla qualità dell’aria. Secondo la guida della Regione, nei Comuni interamente sotto i 300 metri di quota, nelle case con più sistemi di riscaldamento, dal 1° ottobre al 31 marzo è vietato usare combustibili solidi negli apparecchi con efficienza inferiore al 75% e nei focolari aperti.

Ecobonus o bonus casa: come si sceglie per la stessa spesa

Per la stessa spesa le due detrazioni non si sommano: si sceglie una delle due e se ne rispettano gli adempimenti.

EcobonusBonus per il recupero edilizio
Aliquota 202650% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi50% sull’abitazione principale del proprietario, 36% negli altri casi
Limiteper gli impianti di riscaldamento, 30.000 euro di detrazione96.000 euro di spesa per tutti i lavori della casa
Documenti tecniciasseverazione di un tecnico abilitato, sostituibile dalla certificazione del produttore per le pompe di calore sotto i 100 kW elettricidocumentazione del risparmio energetico ottenuto
ENEAscheda descrittiva entro 90 giorni dalla fine dei lavoricomunicazione entro 90 giorni; se manca, la detrazione non si perde
Pagamentobonifico bancario o postalebonifico parlante

Quale convenga dipende da quanti altri lavori stai facendo in casa e dalla tua situazione fiscale: decidilo con il commercialista prima di pagare, perché documenti e adempimenti cambiano. Le regole generali per bagno e impianti sono nella guida al bonus ristrutturazione per bagno e impianti.

Il calendario conta: con la legge in vigore oggi, nel 2027 le aliquote scendono al 36% sull’abitazione principale e al 30% negli altri casi. Il disegno di legge di bilancio 2027 annuncia la conferma per le ristrutturazioni, ma fa fede solo il testo approvato. Per la detrazione vale la data del pagamento. Un acconto pagato nel 2026 e un saldo pagato nel 2027 seguono due percentuali diverse.

IVA e fattura quando cambi la caldaia

Anche quando la detrazione non spetta, sulla sostituzione della caldaia in un’abitazione l’IVA è ridotta al 10%, perché è un lavoro di manutenzione. La caldaia però è un bene significativo: l’aliquota ridotta la copre solo fino al valore del resto del lavoro, manodopera e altri materiali, e sulla parte che eccede si paga il 22%.

Un esempio dalla guida dell’Agenzia: se un lavoro costa 10.000 euro, di cui 4.000 di manodopera e 6.000 di beni significativi, il 10% si applica su 8.000 euro e il 22% sui restanti 2.000. La fattura deve indicare il valore della caldaia; se compri tu l’apparecchio e lo fai solo montare, sul bene l’IVA ridotta non si applica. Il meccanismo è spiegato nella guida su IVA agevolata e beni significativi.

Cosa devi fare comunque quando cambi la caldaia

Detrazione o no, la sostituzione ha i suoi obblighi:

  1. Un’impresa abilitata per il riscaldamento e il gas, le lettere c) ed e) del DM 37/08, che a fine lavori rilascia la dichiarazione di conformità. Chi può fare cosa è nella guida al DM 37/08 spiegato semplice.
  2. Il libretto di impianto aggiornato con la nuova caldaia nel catasto regionale CRITER; per un impianto nuovo l’installatore ha 30 giorni dall’attivazione. Come funziona lo spieghiamo nella guida al libretto di impianto.
  3. Il controllo di efficienza energetica alla sostituzione del generatore, da cui ripartono le scadenze regionali del controllo dei fumi.
  4. Lo scarico dei fumi verificato, soprattutto in condominio: ne parliamo nella guida sulla canna fumaria condominiale con la caldaia nuova.
  5. Lo scarico della condensa collegato bene e protetto dal gelo, se la caldaia è a condensazione: un sifone intasato o uno scarico gelato fanno perdere acqua e mandano in blocco l’apparecchio, come spieghiamo nella pagina sulla caldaia che perde.

Quando la caldaia a condensazione è obbligatoria e cosa ammette la legge lo trovi nella guida su quando è obbligatoria la caldaia a condensazione.

Riparare o sostituire: come decidere senza contare sul bonus

Senza detrazione sulla caldaia a gas, la scelta tra riparare e sostituire va fatta sui dati del tuo impianto. Conviene parlarne con il tecnico quando:

  • il rapporto del controllo dei fumi segnala un rendimento basso: se la manutenzione non lo recupera, la caldaia va sostituita entro 180 giorni dal controllo;
  • i guasti si ripetono e i ricambi per quel modello diventano difficili da trovare;
  • hai isolato la casa o cambiato i serramenti, e la vecchia caldaia è sovradimensionata;
  • hai pannelli radianti o termosifoni ampi che lavorano a bassa temperatura, condizione che si presta a una pompa di calore o a un ibrido;
  • stai rifacendo l’impianto o il bagno, e puoi coordinare i lavori.

Chiedi una valutazione scritta con le alternative possibili per la tua casa. Alcune, come la pompa di calore, richiedono spazio per un’unità esterna e possono chiedere lavori sull’impianto elettrico, da verificare con l'elettricista. Per manutenzione e guasti della caldaia c’è la nostra assistenza caldaie; per termosifoni, tubi e valvole, il servizio di idraulico.

Cosa farsi scrivere nel preventivo della caldaia nuova

  • marca, modello e potenza della caldaia o del sistema proposto;
  • per un ibrido, che si tratti di un sistema assemblato in fabbrica dal produttore;
  • le voci separate: apparecchio, manodopera, adeguamenti dell’impianto e dello scarico dei fumi, smaltimento della vecchia caldaia;
  • il valore dei beni significativi e l’IVA applicata;
  • se il prezzo comprende dichiarazione di conformità, aggiornamento del libretto e controllo di efficienza energetica;
  • per un intervento detraibile, quali documenti ti verranno consegnati per l’ENEA e chi li prepara.

Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.

Pagine utili

Domande frequenti

Nel 2026 posso detrarre una caldaia a condensazione?

No, se è l’unico generatore dell’impianto e funziona a gas o con un altro combustibile fossile: dal 2025 non rientra né nell’ecobonus né nel bonus per il recupero edilizio. Resta detraibile se fa parte di un sistema ibrido con pompa di calore, che per l’ecobonus deve essere assemblato in fabbrica.

Posso detrarre una pompa di calore se sono in affitto?

Sì, se sostieni la spesa, hai il consenso del proprietario e un contratto registrato. Per le spese del 2026 la tua percentuale è il 36%, perché il 50% spetta al proprietario o al titolare di un diritto reale sull’abitazione principale.

Serve la comunicazione all’ENEA per la pompa di calore?

Sì, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, sul portale bonusfiscali.enea.it. Con l’ecobonus la scheda descrittiva è un adempimento richiesto per la detrazione; con il bonus per il recupero edilizio la comunicazione è prevista, ma secondo l’Agenzia la sua mancanza non fa perdere il beneficio.

Lo scaldacqua a pompa di calore si può detrarre?

Sì: se sostituisce uno scaldabagno tradizionale rientra nell’ecobonus, entro 30.000 euro di detrazione, purché abbia un coefficiente di prestazione, il COP, superiore a 2,6 misurato secondo la norma EN 16147. Rientra anche tra gli interventi di risparmio energetico del bonus per il recupero edilizio.

Devo cambiare la caldaia se il rendimento risulta basso?

Se il rendimento è sotto i limiti e la manutenzione non lo riporta in regola, sì: entro 180 giorni dal controllo. Puoi chiedere a tue spese una verifica all’organismo regionale, e la scadenza resta sospesa fino all’esito.

Fonti

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