Vai al contenuto
Rispondiamo 24 ore su 24, festivi compresiParma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Piacenza e provincePrezzo detto prima di iniziare
TecnicoGianluca 378 003 1410

Termosifoni con ripartitori di calore: cosa puoi fare da solo

Con i ripartitori regoli il calore stanza per stanza e paghi in base a quello che usi. Ecco cosa puoi fare da solo, cosa non devi toccare, come si legge il prospetto delle spese e cosa chiedere se i conti non tornano.

  • Rispondiamo 24 ore su 24
  • Obiettivo: arrivo entro 1 ora
  • Fattura o ricevuta per ogni lavoro

Pubblicato il 2 novembre 2026.

Con i ripartitori di calore sui termosifoni puoi fare da solo parecchio: regolare le valvole termostatiche stanza per stanza, sfiatare i termosifoni, leggere il display e tenere d’occhio i tuoi consumi. Non devi invece staccare, spostare o coprire il ripartitore, né cambiare un termosifone senza avvisare chi gestisce la contabilizzazione, perché la tua quota di spesa dipende da quella lettura.

Qui trovi come funziona il ripartitore, come usare bene le valvole, cosa evitare e come leggere il prospetto che ti manda l’amministratore. I controlli sul resto dell’impianto, dalla pressione allo sfiato, sono nella pagina sulla manutenzione dell’impianto idraulico; per perdite e riparazioni c’è la pagina dell'idraulico. Criteri di ripartizione e delibere variano da palazzo a palazzo: per i casi dubbi senti l’amministratore.

Che cosa conta davvero il ripartitore

Nei condomini con riscaldamento centralizzato la legge chiede di misurare il calore usato da ogni appartamento. Dove non si può montare un contatore di calore per ogni casa, si installano su ogni termosifone un sistema di termoregolazione, cioè la valvola termostatica, e un sistema di contabilizzazione, cioè il ripartitore.

Il ripartitore è la scatoletta con il display fissata al termosifone. Non è un contatore: con i suoi sensori stima quanto calore emette il radiatore, in base alla sua temperatura e per quanto tempo resta caldo. Per i ripartitori esiste una norma tecnica europea, la UNI EN 834. Due cose da sapere:

  • il numero sul display non è in kWh: sono unità di ripartizione, che diventano una quota di spesa solo dopo i calcoli della ditta, che tengono conto della potenza e del tipo di ogni termosifone;
  • i numeri di termosifoni diversi non si confrontano a occhio: un radiatore grande e uno piccolo possono segnare valori simili e aver emesso calore molto diverso.

Il display di solito alterna più valori, come la lettura della stagione in corso e quella chiusa alla data di fine periodo. Il libretto della ditta di contabilizzazione, o la sua pagina internet, spiega cosa significa ogni schermata.

Valvole termostatiche: la leva che hai in mano

La valvola termostatica apre e chiude da sola il passaggio dell’acqua calda per tenere la stanza alla temperatura scelta. È il modo con cui decidi quanto consumare. Per usarla bene:

  1. impara la scala della tua testa termostatica: i numeri corrispondono a temperature indicative, diverse da marca a marca, e il simbolo dell’asterisco o del fiocco è la posizione antigelo. Le corrispondenze sono nel libretto o sulla testa stessa;
  2. scegli il numero e lascialo lavorare: aprire tutto per scaldare prima non serve, perché la valvola chiude comunque quando la stanza è calda;
  3. lascia la testa libera: tende, mobili o copritermosifoni davanti alla valvola le fanno leggere una temperatura falsa;
  4. abbassa nelle stanze che usi poco, ma senza chiuderle del tutto per lunghi periodi: una stanza fredda accanto a stanze calde favorisce condensa e muffa;
  5. quando arieggi, apri le finestre per pochi minuti invece di lasciarle socchiuse a lungo con il termosifone che lavora sotto.

Gli orari di accensione della caldaia comune li decide il condominio, entro i limiti di legge: la valvola lavora solo quando l’impianto è acceso. Per la stagione in corso date e temperature massime sono riassunte nella guida su come riaccendere il riscaldamento in autunno. Se vuoi sostituire le teste manuali con teste programmabili o smart, verifica prima la compatibilità con la valvola e chiedi all’amministratore se ci sono indicazioni: le soluzioni sono nella pagina sul cronotermostato.

Coperture, mensole e manomissioni: cosa non fare

Il ripartitore lavora bene solo se il termosifone resta come era quando è stato installato. Evita di:

  • coprire il termosifone con copritermosifoni, mensole sporgenti, tende pesanti o panni stesi a lungo: cambia il modo in cui scalda e può falsare la lettura;
  • staccare, aprire o spostare il ripartitore, anche per pulire o verniciare il termosifone: è fissato in un punto preciso e sigillato;
  • verniciarlo o incollarci sopra qualcosa;
  • scaldarlo o raffreddarlo apposta, per esempio con un phon o un panno bagnato: i ripartitori elettronici possono registrare le anomalie, e la ditta può segnalarle all’amministratore.

Se un ripartitore si stacca da solo o si rompe, non rimetterlo al suo posto con la colla: avvisa l’amministratore o la ditta, indicando la stanza e la data. Ricorda anche che l’obbligo di avere termoregolazione e contabilizzazione su ogni termosifone, dove è previsto, ricade sul proprietario dell’appartamento: la legge prevede per chi non li installa una sanzione da 500 a 2.500 euro per unità immobiliare, salvo i casi esclusi da una relazione tecnica.

Sfiatare, riparare o cambiare un termosifone con il ripartitore

Molti lavori sul termosifone li puoi fare, o far fare, senza problemi, purché il ripartitore non venga toccato:

  • lo sfiato dell’aria dalla valvolina in alto si fa come su qualsiasi termosifone, come spiegato nella guida su come sfiatare i termosifoni. Con l’impianto centralizzato la pressione la gestisce la centrale termica: se dopo lo sfiato il termosifone resta freddo, o se lo devi sfiatare spesso, segnalalo all’amministratore;
  • una goccia dalla valvola o dal detentore si affronta come spiegato nella guida sul termosifone che perde acqua, lasciando il ripartitore al suo posto;
  • cambiare, spostare o aggiungere un termosifone è diverso: il ripartitore è programmato per quel radiatore, con la sua potenza e il suo modo di scaldare. Prima dei lavori avvisa l’amministratore e la ditta di contabilizzazione, che dovrà rimuovere il ripartitore, montarlo sul nuovo termosifone e reimpostarlo.

Togliere un termosifone o cambiarne la potenza può influire anche sull’equilibrio dell’impianto comune. Per questo, in un appartamento con riscaldamento centralizzato, conviene concordare i lavori con l’amministratore prima di comprare il radiatore nuovo.

Come si legge il prospetto di ripartizione

A fine stagione l’amministratore ti manda la ripartizione delle spese di riscaldamento, preparata di solito da una ditta specializzata. Per legge, nei condomini con riscaldamento centralizzato, almeno il 50 per cento della spesa va attribuito ai prelievi volontari di calore, cioè a quello che misurano i tuoi ripartitori. Il resto, che copre per esempio il calore disperso dai tubi comuni, si divide con altri criteri, come i millesimi, i metri quadri o le potenze installate. La norma tecnica di riferimento per la ripartizione è la UNI 10200.

Nel prospetto cerca:

  • le unità lette su ogni tuo termosifone e il loro totale;
  • il costo di ogni unità, ottenuto dividendo la spesa volontaria per le unità di tutto il palazzo;
  • la quota fissa o involontaria e il criterio usato per dividerla;
  • le eventuali stime, se qualche ripartitore non è stato letto o era guasto.

Nella prima stagione dopo l’installazione la legge consente di dividere la spesa in base ai soli millesimi di proprietà. Le informazioni sui tuoi consumi devono essere affidabili, basate sulle letture effettive, e devi potervi accedere gratuitamente; la ripartizione dei costi va fatta senza scopo di lucro, e i costi del servizio possono essere addebitati solo se ragionevoli.

Ultimo piano, angoli e appartamenti vuoti: le differenze di consumo

Il ripartitore misura il calore che usi, non la temperatura che ottieni. Chi abita all’ultimo piano, sopra i garage o in un appartamento d’angolo con molte pareti esterne ha bisogno di più calore per stare a 19 o 20 gradi, e lo paga. Chi tiene la casa molto fredda, al contrario, riceve comunque un po’ di calore dai vicini attraverso muri e solai.

Su questo ci sono due cose da sapere. La legge si occupa espressamente dei casi in cui una relazione tecnica asseverata dimostra differenze di fabbisogno di calore per metro quadro superiori al 50 per cento tra le unità del palazzo: se pensi di essere in quella situazione, è un tema da portare in assemblea con un tecnico. E anche chiudendo tutti i termosifoni la quota involontaria resta da pagare, perché i tubi comuni scaldano e disperdono calore per tutti.

Per ridurre il consumo senza rinunciare al comfort, le leve sono le solite: finestre che chiudono bene, cassonetti delle tapparelle isolati, valvole regolate stanza per stanza. Se le finestre lasciano passare aria, la guida sugli spifferi dalle finestre mostra le soluzioni possibili.

Display spento o lettura strana: cosa fare

Un ripartitore funziona a batteria per molti anni, ma può guastarsi. Ecco cosa fare nei casi più comuni:

Cosa notiCosa fare
Display spento o con un messaggio di errorefoto del display, poi segnalazione all’amministratore o alla ditta
Ripartitore staccato o rottonon riattaccarlo: segnalazione con stanza e data
Lettura molto alta su un termosifone che usi pococontrolla che la valvola chiuda davvero; se il termosifone resta caldo anche al minimo, la valvola può essere bloccata
Prospetto con stime al posto delle letturechiedi quali ripartitori non sono stati letti e perché
Numero di termosifoni nel prospetto diverso da quelli che haichiedi alla ditta di ricontrollare l’elenco

Entro il 1° gennaio 2027 tutti i sistemi di contabilizzazione devono essere leggibili da remoto: se nel tuo palazzo qualcuno passa ancora casa per casa a leggere i ripartitori, chiedi all’amministratore come il condominio si sta adeguando. Se il problema non è il ripartitore ma il termosifone che scalda poco, la parte idraulica la può verificare un idraulico: valvole bloccate, aria, fanghi nel circuito.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso chiudere tutti i termosifoni e non pagare niente?

No. Pagherai poco della quota volontaria, ma la quota involontaria, che copre il calore disperso dalla rete comune, resta da pagare. Inoltre una casa lasciata fredda per settimane rischia condensa e muffa: se sei via a lungo, meglio la posizione antigelo della valvola.

Posso staccarmi dal riscaldamento centralizzato?

Il codice civile lo consente se dal distacco non derivano notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini, e di solito lo si dimostra con una relazione tecnica. Anche dopo il distacco resti tenuto a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto, la sua conservazione e la messa a norma. Prima di muoverti senti l’amministratore e, se ci sono contrasti, un avvocato.

Chi cambia la batteria del ripartitore?

La ditta di contabilizzazione, o chi indica l’amministratore: il ripartitore è sigillato e non va aperto. Se il display si spegne, fotografalo e segnalalo, così la lettura mancante si potrà ricostruire con i criteri previsti.

Posso montare le teste termostatiche smart al posto di quelle manuali?

Di solito sì, se sono compatibili con il corpo valvola che hai e se il condominio non ha dato indicazioni diverse. Chiedi all’amministratore prima di comprarle. Cambiare la testa non tocca il ripartitore, che resta dov’è.

Fonti

  • D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, art. 9 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026, testo in vigore dal 19 aprile 2026: comma 5, lettere c) e d), termoregolazione e contabilizzazione su ogni corpo scaldante, almeno il 50 per cento ai prelievi volontari, prima stagione a millesimi; comma 5-bis, lettura da remoto entro il 1° gennaio 2027; comma 5-quater, differenze di fabbisogno superiori al 50 per cento; commi 8-bis, 8-ter e 8-quater, informazioni su consumi e fatturazione.
  • D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, art. 16 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: comma 7, sanzione da 500 a 2.500 euro per unità immobiliare al proprietario che non installa termoregolazione e contabilizzazione, salvo relazione tecnica che ne escluda l’efficienza in termini di costi.
  • Codice civile, art. 1118 (Normattiva) – consultato il 25 ottobre 2026: distacco dall’impianto centralizzato senza notevoli squilibri o aggravi di spesa; restano le spese di manutenzione straordinaria, conservazione e messa a norma.
  • UNI 10200:2018 (UNI Store) – consultata il 25 ottobre 2026: criteri di ripartizione delle spese di riscaldamento, raffrescamento e acqua calda negli impianti centralizzati, distinguendo i consumi volontari; in vigore dall'11 ottobre 2018.
  • UNI EN 834:2013 (UNI Store) – consultata il 25 ottobre 2026: ripartitori dei costi di riscaldamento, dispositivi che stimano in proporzione il calore emesso dai radiatori nelle singole unità; in vigore dal 26 settembre 2013.

Leggi anche

Ti serve un tecnico?

Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.

Chiama ora 378 003 1410WhatsApp