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Riaccendere il riscaldamento in autunno: la lista dei controlli prima e dopo la prima accensione

Prima di riaccendere il riscaldamento controlla manutenzione, pressione, valvole e termostato; poi osserva l’impianto per un’ora. Con le date e le temperature valide quest’anno in pianura e in montagna.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

Prima di riaccendere il riscaldamento in autunno controlla quattro cose: che la caldaia abbia fatto la manutenzione, che la pressione dell’impianto sia nel campo indicato dal libretto, che i termosifoni siano aperti e senza aria e che il termostato funzioni. Poi accendi e osserva l’impianto per la prima ora: rumori, gocce o una pressione che scende sono segnali da prendere sul serio subito, non a gennaio.

C’è anche una domanda che viene prima: da quando si può accendere. Quest’anno in Emilia la risposta cambia tra pianura e montagna.

Da quando si accende: pianura e montagna nel 2026-2027

La regola nazionale è nel DPR 74/2013, che divide i comuni in zone climatiche. Per la zona E il riscaldamento può funzionare dal 15 ottobre al 15 aprile, per un massimo di 14 ore al giorno, tra le 5 e le 23; per la zona F non ci sono limiti di periodo né di orario. La temperatura media della casa non deve superare i 20 gradi, con 2 gradi di tolleranza.

Per la stagione 2026-2027, però, nei comuni di pianura e nell’agglomerato di Bologna valgono le misure antismog della Regione Emilia-Romagna, riassunte da Arpae:

  • accensione di tutti gli impianti di riscaldamento dal 1° novembre;
  • temperatura massima di 19 gradi nelle abitazioni e di 17 nelle industrie;
  • stufe e caminetti a legna o pellet fino a tre stelle vietati dove c’è un altro riscaldamento, e pellet certificato in classe A1 obbligatorio in tutta la regione.

Nei comuni di collina e di montagna si seguono le regole della propria zona climatica. In ogni caso il sindaco può allungare o ridurre periodi e orari con un’ordinanza, quindi l’ultima parola è quella del tuo Comune. Fuori dal periodo consentito l’accensione è ammessa solo se il clima lo giustifica, e per non più di metà delle ore ordinarie.

Le settimane che precedono l’accensione sono il momento giusto per i controlli che seguono.

Manutenzione e libretto prima della prima accensione

La caldaia va controllata da una ditta abilitata con la periodicità indicata dall’installatore o, se mancano le sue istruzioni, dal fabbricante. Per gli impianti sopra i 10 kilowatt, cioè quasi tutte le caldaie di casa, alle scadenze previste il tecnico abbina alla manutenzione anche il controllo di efficienza energetica, quello che molti chiamano «prova fumi», e ti lascia una copia del rapporto.

In Emilia-Romagna libretto di impianto e rapporti finiscono nel catasto regionale degli impianti termici, il CRITER. Con lo SPID puoi entrare nella sezione per i cittadini e controllare che il tuo impianto sia registrato, scaricare il libretto e vedere i rapporti caricati dal manutentore.

Prenota il controllo prima che inizi la stagione: a novembre i tecnici sono pieni di chiamate per caldaie in blocco. Se abiti in affitto, chiedi al proprietario chi segue la manutenzione e dove sono libretto e rapporti. Per il controllo della caldaia c’è la nostra assistenza caldaie; le regole sulla prova fumi in regione sono nella guida al controllo fumi della caldaia in Emilia-Romagna.

La pressione dell’impianto: leggila a freddo

Sul frontale della caldaia c’è un manometro, a lancetta o digitale, che indica la pressione dell’acqua nel circuito dei termosifoni. Va letto a impianto freddo, prima di accendere, e confrontato con il valore scritto nel libretto: molti manometri hanno una zona colorata che indica il campo giusto.

  • Pressione troppo bassa: la caldaia può andare in blocco o i termosifoni dei piani alti restano tiepidi. Se il libretto lo prevede, puoi riportarla al valore giusto con il rubinetto di carico, come spieghiamo in come ricaricare l’impianto della caldaia.
  • Pressione che cala di nuovo nel giro di giorni: c’è una perdita nell’impianto o un problema al vaso di espansione. Ricaricare di continuo non risolve, e l’acqua nuova porta calcare e ossigeno nel circuito. Le cause tipiche sono nella guida alla pressione della caldaia che scende.
  • Pressione troppo alta: con il caldo l’acqua si dilata e la valvola di sicurezza può scaricare. Non toccare la valvola: chiama il tecnico.

Termosifoni aperti e senza aria

Durante l’estate le valvole dei termosifoni restano spesso chiuse, e nei tubi si raccoglie aria. Prima della prima accensione:

  1. apri le valvole: le teste termostatiche si portano al numero più alto, le manopole tradizionali si aprono del tutto; il detentore, cioè la valvola dall’altra parte del termosifone, di solito non si tocca, perché serve a bilanciare l’impianto;
  2. libera i termosifoni da copritermosifoni pieni di polvere, tende lunghe e mobili appoggiati davanti, che trattengono il calore;
  3. sfiata l’aria dopo la prima ora di funzionamento, se un termosifone è caldo in basso e freddo in alto o se senti gorgoglii. Come si fa, con la chiavetta e uno straccio, è nella guida su come sfiatare i termosifoni;
  4. ricontrolla la pressione dopo lo sfiato: l’aria uscita lascia un vuoto che può abbassarla.

Se un termosifone è caldo in alto e freddo in basso, l’aria non c’entra: di solito sono fanghi depositati sul fondo, e il rimedio è un lavaggio dell’impianto. Lo spieghiamo in termosifone freddo in basso. Con un impianto a pavimento, la prima accensione va fatta in modo graduale, come indica l’installatore.

Termostato e cronotermostato: batterie, orari e 19 gradi

Un cronotermostato con le batterie scariche può lasciare la caldaia spenta, o accesa senza controllo. Prima della stagione:

  • cambia le batterie, anche se il display sembra acceso;
  • controlla data e ora, che dopo un’estate o un cambio dell’ora possono essere sbagliate;
  • imposta le fasce orarie dentro i limiti di legge e la temperatura di comfort su 19 gradi, se abiti in un comune di pianura, o comunque entro i 20 con la tolleranza;
  • abbassa la temperatura di notte e quando sei fuori, invece di spegnere e riaccendere tutto.

Se il termostato non comanda più la caldaia o vuoi sostituirlo con un modello programmabile, la pagina sul cronotermostato spiega cosa cambia nei collegamenti. Come impostare bene le fasce lo trovi in come programmare il cronotermostato.

La prima accensione e la prima ora

  1. Accendi con tutte le valvole aperte e lascia lavorare l’impianto per almeno mezz’ora.
  2. Passa i termosifoni uno per uno: devono scaldarsi in modo uniforme, dall’alto in basso.
  3. Ascolta: gorgoglii vuol dire aria; colpi o fischi dalla caldaia possono indicare calcare nello scambiatore o poca acqua nel circuito.
  4. Guarda il manometro: con l’acqua calda la pressione sale un poco, ed è normale; se sale molto o la valvola di sicurezza gocciola, spegni e chiama.
  5. Controlla sotto la caldaia e ai raccordi dei termosifoni: una goccia che a freddo non c’era è il primo segno di una guarnizione da cambiare.
  6. Guarda lo scarico della condensa, se la caldaia è a condensazione: un tubetto intasato dopo l’estate, o che d’inverno gela perché passa all’esterno, può mandare la caldaia in blocco.

Se la caldaia va in blocco al primo avvio, prova una sola volta il tasto di sblocco indicato nel libretto. Se si blocca di nuovo, non insistere: i passi sono nella guida alla caldaia in blocco.

Segnali da non ignorare dopo l’accensione

Cosa notiCausa probabileCosa fai
Gocce dal tubetto della valvola di sicurezzapressione troppo alta o vaso di espansione scaricospegni e chiama il tecnico
Acqua sotto la caldaiaraccordo, guarnizione, condensa o scambiatoreasciuga, osserva da dove arriva, chiama
Pressione che scende in pochi giorniperdita nell’impianto o nel vaso di espansionenon ricaricare di continuo, fai cercare la perdita
Termosifone freddo in altoariasfiato
Termosifone freddo in bassofanghi sul fondolavaggio dell’impianto
Fiamma gialla, aloni scuri, mal di testa in casacombustione cattiva, possibile monossidospegni, apri le finestre, esci e chiama

Le perdite della caldaia, dalla valvola di sicurezza allo scambiatore, sono spiegate nella pagina sulla caldaia che perde acqua. Cosa fare se sospetti il monossido di carbonio è nella guida ai segnali del monossido.

In condominio, con il riscaldamento centralizzato

Nei condomini con la caldaia comune l’accensione la decide l’amministratore, dentro le date e gli orari consentiti. Il tuo lavoro è sui termosifoni di casa: apri le valvole, sfiata quelli freddi in alto e segnala all’amministratore se resta freddo un intero appartamento o una colonna di termosifoni, perché il problema è nell’impianto comune.

Nei condomini con riscaldamento centralizzato la legge chiede di misurare il calore di ogni appartamento: se non si possono montare contatori di calore per ogni casa, si installano valvole termostatiche e ripartitori su ogni termosifone. Cosa puoi regolare e cosa no lo spieghiamo in termosifoni con ripartitori di calore. Prima dell’inverno conviene anche il giro di controlli della guida per preparare la casa all’inverno, che riguarda tubi esposti, contatore e scarichi esterni. Per perdite su tubi e termosifoni, il nostro servizio di idraulico interviene sulla parte idraulica dell’impianto.

Pagine utili

Domande frequenti

Posso accendere il riscaldamento prima del 1° novembre?

Nei comuni di pianura e nell’agglomerato di Bologna le misure antismog 2026-2027 fissano l’accensione dal 1° novembre, salvo deroghe previste dalle ordinanze. Il DPR 74/2013 ammette accensioni fuori periodo solo se il clima lo giustifica e per metà delle ore ordinarie, ma conta quello che dice l’ordinanza del tuo Comune: controllala prima di accendere.

Quanto deve segnare il manometro della caldaia?

Il valore giusto è scritto nel libretto della caldaia e spesso è indicato da una zona colorata sul manometro. Va letto a impianto freddo. Se la pressione scende ancora dopo averla riportata al valore corretto, c’è una perdita o un problema al vaso di espansione da far controllare.

Devo sfiatare i termosifoni ogni anno?

Solo se serve: quando un termosifone è freddo in alto, gorgoglia o scalda meno degli altri. Dopo l’estate succede spesso, perché nei tubi si raccoglie aria. Dopo lo sfiato controlla sempre la pressione della caldaia.

Chi fa la prova fumi e ogni quanto?

Il controllo di efficienza energetica lo fa la ditta abilitata durante la manutenzione, con le scadenze previste per il tuo tipo di impianto; alla fine ti lascia una copia del rapporto. In Emilia-Romagna i rapporti sono registrati nel catasto CRITER, che puoi consultare con lo SPID.

Se la caldaia gocciola dopo la prima accensione è grave?

Non sempre, ma non va ignorata. La goccia dal tubetto della valvola di sicurezza indica di solito una pressione troppo alta o un vaso di espansione da ricaricare; l’acqua dai raccordi una guarnizione stanca. Spegni, asciuga, guarda da dove arriva e chiama il tecnico: la caldaia non si apre da soli.

Fonti

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