Durezza dell’acqua a Bologna: cosa dicono i dati e cosa significa per casa e caldaia
Secondo i dati Hera del 2024 l’acqua distribuita in provincia di Bologna ha una durezza media di 29 gradi francesi. Cosa vuol dire, come leggere il valore in bolletta e come proteggere caldaia e boiler.
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L’acqua di Bologna è ricca di calcare: secondo il report In buone acque di Hera, con i dati del 2024, la durezza media dell’acqua distribuita in provincia di Bologna è di 29 gradi francesi nelle analisi del gestore e di 27 in quelle degli enti pubblici di controllo. Per la salute non è un problema, ma per casa sì: il calcare si deposita dove l’acqua si scalda o ristagna, cioè nello scambiatore della caldaia, nel boiler, nei rompigetti e nei soffioni, e con gli anni riduce l’acqua calda e consuma i componenti.
Qui vediamo da dove arriva l’acqua della città, come trovare il valore esatto di casa tua e quali difese hanno senso, dalla pulizia dei rubinetti al trattamento dell’acqua della caldaia.
Durezza dell’acqua a Bologna: i dati Hera del 2024
La durezza misura quanti sali di calcio e magnesio sono sciolti nell’acqua. Hera, che gestisce l’acquedotto di Bologna, pubblica ogni anno i valori medi del suo territorio, divisi per provincia. Per la provincia di Bologna, nel 2024:
| Parametro | Analisi di Hera | Analisi degli enti di controllo |
|---|---|---|
| Durezza totale | 29 °F | 27 °F |
| Calcio | 88 mg/l | 79 mg/l |
| Magnesio | 18 mg/l | non riportato qui |
Sono medie ponderate sui volumi distribuiti: rappresentano l’acqua della rete nel suo insieme, non il rubinetto di una via precisa. Hera sottolinea anche che il calcio, più alto a Bologna, Modena e Pesaro-Urbino che negli altri territori serviti, è un componente utile di una dieta equilibrata, e che la legge sull’acqua potabile, il D.Lgs. 18/2023, non fissa un limite per la durezza totale.
Per confronto, nello stesso report la provincia di Modena ha una media di 35 gradi francesi e quella di Ferrara di 21: Bologna sta nel mezzo, ma abbastanza in alto da lasciare il segno negli apparecchi che scaldano l’acqua. Per Modena e Reggio Emilia c’è una guida dedicata, acqua calcarea a Modena e Reggio.
Da dove arriva l’acqua della città
Secondo un articolo dei tecnici di Hera pubblicato nel 2014 su Ecoscienza, la rivista di Arpae, il sistema bolognese usa insieme acque di superficie e di falda, collegate da una grande condotta ad anello attorno alla città:
- torrente Setta e fiume Reno alimentano il centro di potabilizzazione Val di Setta, il principale impianto del sistema, che copre in media più della metà del fabbisogno annuo;
- pozzi profondi, tra 200 e 450 metri, nei campi pozzi di Borgo Panigale, Tiro a segno, Fossolo, San Vitale e Mirandola, scavati nelle conoidi del Reno e dei torrenti Savena e Idice;
- il cunicolo romano, un acquedotto di epoca romana lungo circa venti chilometri, ancora in servizio tra Sasso Marconi e la parte sud della rete.
Acque di origine diversa si mescolano nella rete e nei serbatoi di Casalecchio e San Lazzaro. Per questo la composizione dell’acqua che arriva al tuo rubinetto può non coincidere con la media provinciale: il dato che conta per casa tua è quello del tuo comune.
Come trovare il valore di casa tua
Hera pubblica i dati medi di ogni comune servito, aggiornati ogni sei mesi, e li riporta anche in bolletta nell’etichetta dell’acqua. Puoi trovarli in tre modi:
- in bolletta, nella sezione sulla qualità dell’acqua: cerca la voce «durezza totale» in gradi francesi;
- sul sito di Hera, nella pagina con i dati di qualità dell’acqua, scegliendo il comune;
- con l’app Acquologo di Hera, che raccoglie i dati di qualità e gli avvisi.
Se in casa hai già un addolcitore o un filtro, il valore che arriva ai rubinetti non è più quello della rete: si misura con le strisce reattive che si trovano in ferramenta, o te lo misura il tecnico durante la manutenzione. Fallo prima di scegliere qualsiasi trattamento: un apparecchio regolato su un numero sbagliato lavora male.
Gradi francesi e milligrammi: come si legge il numero
La durezza in Italia si esprime in gradi francesi, °F. Un grado francese corrisponde a 10 milligrammi di carbonato di calcio per litro. Con 29 gradi, quindi, ogni litro contiene l’equivalente di circa 290 milligrammi di carbonato di calcio, e ogni mille litri circa 290 grammi.
Non tutto si deposita, ma una parte sì, e sempre negli stessi posti:
- dove l’acqua si scalda: scambiatore della caldaia, serbatoio e resistenza del boiler, bollitori, lavatrice e lavastoviglie;
- dove l’acqua rallenta o evapora: rompigetti, soffioni, cartucce dei miscelatori, filtri e riduttori di pressione;
- dove l’acqua resta ferma: tratti di tubo poco usati e valvole che non si manovrano mai.
Per questo due case con la stessa acqua possono avere problemi molto diversi: conta quanto acqua calda si usa, a che temperatura e con quali apparecchi.
Caldaia, boiler e rubinetti: i segnali del calcare
Nelle case bolognesi la caldaia murale che fa anche l’acqua calda è il punto più delicato. Il calcare si deposita nello scambiatore dell’acqua sanitaria e dà segnali precisi:
- acqua calda a singhiozzo o che arriva tiepida, mentre i termosifoni funzionano;
- portata che cala con il passare dei mesi, soprattutto in doccia;
- rumori e fischi dalla caldaia mentre scalda l’acqua;
- temperatura che oscilla anche senza toccare il miscelatore.
Nel boiler elettrico il calcare si accumula sul fondo e sulla resistenza: il boiler scalda più lentamente, consuma di più e a volte fa rumore. L’anodo di magnesio, che protegge il serbatoio dalla corrosione, si consuma e va controllato: lo spieghiamo in anodo di magnesio del boiler.
Nei palazzi del centro e nei condomini più vecchi il calcare si somma a tubi in ferro zincato che si incrostano dall’interno: pressione bassa e acqua rossastra dopo qualche giorno di assenza sono il segnale. Se invece la caldaia perde acqua o gocciola dalla valvola di sicurezza, il calcare può essere solo una parte del problema: le cause e cosa fare sono nella pagina sulla caldaia che perde.
Le difese, dalla più semplice alla più impegnativa
| Difesa | Dove agisce | Quando ha senso | Da sapere |
|---|---|---|---|
| Pulizia di rompigetti e soffioni | rubinetti e doccia | sempre, ogni pochi mesi | aceto o anticalcare per sanitari, poi risciacquo |
| Temperatura dell’acqua calda più bassa | caldaia e boiler | sempre | il calcare si deposita di più ad alta temperatura |
| Dosatore anticalcare prima della caldaia | scambiatore della caldaia | caldaie combinate con molta acqua calda | la ricarica va cambiata alle scadenze del produttore |
| Filtro di sicurezza all’ingresso | tutto l’impianto | sempre utile contro sabbia e residui | non toglie la durezza, trattiene le particelle |
| Addolcitore | tutta l’acqua di casa | molta acqua calda, impianti nuovi, case grandi | sale, rigenerazioni e sanificazione vanno seguiti |
| Pulizia dello scambiatore | caldaia | quando l’acqua calda cala nonostante il resto | la fa il tecnico della caldaia |
Prima di comprare un apparecchio, chiedi se serve davvero e come andrà mantenuto: lo discutiamo in addolcitore, serve davvero? e in filtro anticalcare per caldaia e lavatrice. Per la pulizia di boiler e rubinetti c’è la guida su come decalcificare boiler e rubinetti.
Anche la lavatrice risente della durezza: le confezioni di detersivo indicano dosi diverse per acqua dolce, media e dura, e il valore della tua bolletta ti dice quale usare.
Caldaie nuove, controlli periodici e quando chiamare
Quando si installa una caldaia nuova o si rifà l’impianto, il trattamento dell’acqua fa parte del progetto: le regole valide in Emilia-Romagna sono spiegate nella guida all'acqua calcarea a Modena e Reggio. Durante il controllo di efficienza energetica, per legge, il tecnico verifica anche la presenza e il funzionamento dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti: chiedi che il rapporto lo riporti.
Chiama l’idraulico quando:
- il rubinetto generale o le valvoline non chiudono più per il calcare;
- la pressione cala in tutta la casa e i filtri sono puliti;
- il boiler fa rumore, scalda poco o gocciola dalla valvola;
- vuoi montare un dosatore, un filtro o un addolcitore e serve il collegamento con il bypass.
Per la caldaia, invece, il riferimento è l'assistenza caldaie. In città trovi il nostro servizio nella pagina dell'idraulico a Bologna; gli altri lavori di impianto sono nel servizio di idraulico, e per il resto della provincia c’è la pagina di Bologna e provincia.
Pagine utili
Domande frequenti
L’acqua del rubinetto di Bologna si può bere?
Sì. È controllata dal gestore e dalle Aziende sanitarie, e la durezza non è un parametro di rischio per la salute: il D.Lgs. 18/2023 non le assegna un limite. Il calcio e il magnesio che la rendono dura sono gli stessi che si trovano nelle acque minerali.
Perché il valore della mia bolletta è diverso da quello dell’articolo?
Perché qui riportiamo la media del 2024 per tutta la provincia, mentre in bolletta trovi la media del tuo comune nell’ultimo semestre. Nella rete si mescolano acque di provenienza diversa e i valori possono variare un po’ da un periodo all’altro.
Serve un addolcitore per una caldaia nuova?
Dipende dalla durezza, dal tipo di impianto e dalle regole per i nuovi impianti termici. Chi installa la caldaia deve indicarti il trattamento dell’acqua necessario. Un addolcitore è utile soprattutto con molta acqua calda e impianti nuovi, ma va mantenuto, altrimenti diventa esso stesso un problema.
Ogni quanto si pulisce lo scambiatore della caldaia?
Non c’è una scadenza uguale per tutti: dipende da quanta acqua calda usi, a che temperatura e dalla durezza. Il tecnico lo valuta durante la manutenzione. Se l’acqua calda cala, arriva a singhiozzo o la caldaia fischia mentre scalda, chiedi un controllo senza aspettare.
Fonti
- In buone acque, dati sulla qualità dell’acqua 2024 – Gruppo Hera – 17a edizione del report, consultata il 21 ottobre 2026: provincia di Bologna con durezza totale media di 29 °F (analisi Hera) e 27 °F (enti pubblici di controllo), calcio 88 e 79 mg/l; nessun limite di legge per la durezza; calcio più alto a Modena, Bologna e Pesaro-Urbino.
- In buone acque 2024, sintesi – Gruppo Hera – dati medi di 16 parametri per ogni comune servito, aggiornati ogni sei mesi e riportati in bolletta.
- Autocontrollo, il piano del Gruppo Hera – Ecoscienza n. 3/2014, Arpae – fonti dell’acquedotto bolognese: torrente Setta e fiume Reno al centro Val di Setta, oltre metà del fabbisogno annuo; pozzi di Borgo Panigale, Tiro a segno, Fossolo, San Vitale e Mirandola; cunicolo romano ancora in servizio.
- DPR 16 aprile 2013, n. 74, art. 8 – Normattiva – il controllo di efficienza energetica comprende la verifica dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti.
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