Reggio Emilia: impianti delle case anni '70 e quando rifarli
Una casa degli anni Settanta è nata prima delle regole di oggi su sicurezza degli impianti, isolamento e amianto. Come capire cosa rifare, cosa adeguare e in che ordine, senza rompere due volte.
- Rispondiamo 24 ore su 24
- Obiettivo: arrivo entro 1 ora
- Fattura o ricevuta per ogni lavoro
Gli impianti delle case anni '70 di Reggio Emilia vanno rifatti quando non hanno le protezioni di base o sono arrivati a fine vita: per la corrente, quando manca il filo di terra, il salvavita non c’è o protegge da solo tutta la casa, i cavi sono rovinati; per l’acqua, quando i tubi in ferro zincato danno acqua rossastra, perdono o fanno calare la pressione; per gli scarichi, quando la colonna si intasa spesso o è in fibrocemento da rimuovere. Se l’impianto elettrico raggiunge il minimo di sicurezza previsto per le case di quell’epoca, a volte basta un adeguamento. La regola d’oro è non decidere un impianto alla volta: rifare la corrente oggi e l’acqua tra due anni vuol dire aprire i muri due volte.
Molte case di Reggio, in città e nelle frazioni, hanno ormai cinquant’anni: condomini, palazzine e villette a schiera costruiti negli anni Settanta. Sono case solide, spesso ben costruite, ma con impianti pensati per un’altra vita: pochi elettrodomestici, nessuna attenzione ai consumi, materiali che oggi non si usano più. Qui trovi cosa aspettarti e come decidere.
Cosa c’era, e cosa mancava, in una casa costruita negli anni Settanta
Una casa di quegli anni è nata prima di quasi tutte le regole che oggi diamo per scontate.
| Impianto | Come si faceva allora, di solito | Cosa trovi oggi |
|---|---|---|
| Elettrico | poche linee, prese a due fori, spesso senza terra; differenziale di solito assente | quadri piccoli, un solo salvavita aggiunto dopo, cavi rigidi e sottili |
| Acqua | tubi in ferro zincato, raccordi filettati | incrostazioni, acqua rossastra al mattino, perdite ai raccordi |
| Scarichi | ghisa, fibrocemento, prime plastiche | colonne con decenni di depositi, giunti che si muovono |
| Riscaldamento | caldaia a gas in cucina o sul balcone, oppure centralizzato | apparecchi sostituiti, tubazioni originali nei muri |
| Isolamento | la prima legge sui consumi per il riscaldamento è del 1976 | muri e serramenti che disperdono, condensa negli angoli |
Tre date aiutano a leggere la storia della tua casa. Il 1976, quando la legge n. 373 ha introdotto le prime norme per contenere i consumi del riscaldamento negli edifici. Il 13 marzo 1990, quando sono entrate in vigore le regole di sicurezza degli impianti della legge n. 46, oggi sostituite dal DM 37/08, che usa ancora questa data come spartiacque. Il 1992, quando la legge n. 257 ha vietato la produzione e il commercio dell’amianto. Una casa degli anni Settanta le precede tutte e tre.
Impianto elettrico: le verifiche che decidono se rifarlo
Per le abitazioni con impianti realizzati prima del 13 marzo 1990, il DM 37/08 fissa un minimo: l’impianto si considera adeguato se ha all’origine il sezionamento e la protezione contro le sovracorrenti, la protezione contro i contatti diretti e la protezione contro i contatti indiretti, oppure in alternativa un differenziale da non più di 30 mA. Quando un impianto anni '70 è stato aggiornato con un salvavita e un quadro decente, può rientrarci.
La differenza tra adeguare e rifare la fanno tre verifiche, che l’elettricista fa con gli strumenti:
- La terra. Se mancano il filo di terra nelle prese o un impianto di terra efficiente, il salvavita lavora senza la sua metà. Come si controlla è nella pagina sulla messa a terra.
- I cavi. La misura di isolamento dice se i cavi sono ancora sani. Cavi rigidi, sbriciolati o anneriti nelle scatole sono il segnale che vanno sfilati e sostituiti.
- I tubi nei muri. Se le guaine sono integre e abbastanza larghe, i cavi nuovi si infilano senza aprire tracce; se mancano o sono schiacciate, servono lavori più invasivi.
Ci sono poi i segnali che vedi da solo: un solo salvavita per tutta la casa, prese che scaldano, il contatore che stacca quando accendi forno e lavatrice insieme. Come si lavora con la casa abitata è spiegato nella pagina sul rifacimento dell’impianto elettrico, e i criteri generali per decidere nella guida su quando rifare un impianto elettrico.
Tubi dell’acqua: quando lo zincato è arrivato a fine corsa
Il ferro zincato era il materiale normale degli impianti di quegli anni. Con il tempo la zincatura si consuma e il tubo si corrode dall’interno: il passaggio si restringe, l’acqua esce rossastra dopo una notte di fermo, i raccordi cominciano a perdere. A cinquant’anni di distanza, molti impianti sono vicini a questo punto.
Non sempre serve rifare tutto. Si valuta in base a:
- dove perde: una perdita in un raccordo a vista è diversa da perdite che tornano in più punti dei muri;
- la pressione: se cala in tutta la casa e non dipende da rete, contatore o filtri, i tubi sono il sospettato;
- i lavori in programma: se rifai bagno o cucina, è il momento di sostituire anche i tratti che li alimentano, fino al contatore.
Quando si rifà, i materiali di oggi sono il multistrato, il rame o il polipropilene, scelti caso per caso: il confronto è nella guida su multistrato, rame o PEX, e come riconoscere lo zincato in quella sui tubi in ferro zincato. Le fasi del lavoro sono descritte nella pagina sull'impianto idraulico.
Il contatore e l’allaccio alla rete non sono tuoi: nel bacino reggiano il servizio idrico è gestito da Arca, con Iren Acqua Reggio che esegue i lavori per suo conto. Se rifai l’impianto e serve spostare o sostituire il contatore, la richiesta va fatta al gestore.
Scarichi e colonne: ghisa, fibrocemento e prime plastiche
Negli anni Settanta le colonne di scarico dei condomini erano spesso in ghisa o in fibrocemento, gli allacci dei bagni in materiali diversi, a volte sostituiti a pezzi nei decenni. I problemi tipici sono le colonne che si intasano al piede, i giunti che perdono tra un piano e l’altro e gli odori dal vano scale.
Nei condomini la colonna è una parte comune: si decide con l’amministratore, come spiega la pagina sulla colonna di scarico. Prima di rifare un bagno, chiedi che venga controllato anche il tratto che va dal tuo scarico alla colonna: se è vecchio, conviene sostituirlo mentre il pavimento è aperto. Quando gli intasamenti tornano, una videoispezione dei tubi mostra lo stato della colonna senza rompere.
Riscaldamento: caldaia, teleriscaldamento o centralizzato
A Reggio molte case anni '70 hanno una caldaia autonoma, spesso sostituita più volte, ma con tubazioni originali nei muri e nei pavimenti. Altre hanno un impianto centralizzato, e una parte dei condomini della città è allacciata al teleriscaldamento, che Iren gestisce anche a Reggio Emilia: in quel caso il calore arriva da uno scambiatore condominiale, e i guasti alla rete o allo scambiatore si segnalano a chi gestisce il servizio.
Quando rifai gli impianti, il riscaldamento entra nel conto per due motivi. Il primo: le tubazioni dei termosifoni corrono negli stessi muri e pavimenti dell’acqua, e conviene decidere insieme se sostituirle. Il secondo: una casa nata prima della legge del 1976 disperde molto calore, e una caldaia nuova rende poco se il resto non cambia. Per caldaia e libretto c’è la guida sul libretto di impianto della caldaia; per smontaggi e controlli serve sempre il tecnico dell'assistenza caldaie.
Rifare a tappe senza rompere due volte: l’ordine dei lavori
Se non puoi rifare tutto insieme, l’ordine conta più della velocità.
- Sopralluogo unico di elettricista e idraulico, con un elenco di cosa è da rifare subito, cosa può aspettare e cosa si fa insieme.
- Prima la sicurezza elettrica: protezioni, terra e quadro, anche con un adeguamento provvisorio se il rifacimento completo verrà dopo.
- Poi i lavori che aprono muri e pavimenti: tubi dell’acqua, scarichi del bagno, linee elettriche nuove nelle stesse stanze, tutto nella stessa fase.
- Le parti comuni con l’amministratore: montante elettrico, colonne, allacci, che spesso condizionano quello che puoi fare in casa.
- Infine finiture e apparecchi: sanitari, placche, lampade.
Se pensi a piano a induzione, pompa di calore o auto elettrica, dillo al sopralluogo: cambiano quadro, linee e potenza del contatore. Per le voci di spesa ci sono le guide su quanto costa rifare l’impianto elettrico e sui bonus per bagno e impianti. Ti diciamo il prezzo, o almeno una forbice, prima di iniziare il lavoro.
I documenti da chiedere a fine lavori e quando compri casa
Alla fine di un rifacimento l’impresa rilascia la dichiarazione di conformità della parte rifatta, con gli allegati: per gli impianti rilasciamo la dichiarazione di conformità prevista dal DM 37/08 quando è dovuta. Conservala con lo schema del quadro e le foto dei tubi prima della chiusura delle tracce: chi interverrà dopo saprà dove passano.
Se compri una casa anni '70, chiedi al venditore quali impianti sono stati rifatti, quando e con quali documenti. Se l’impianto elettrico non ha documenti, la strada è una verifica con un tecnico, e a volte la dichiarazione di rispondenza, come spiega la pagina sulla certificazione dell’impianto elettrico. Per interventi in città trovi le pagine dell'elettricista a Reggio Emilia e dell'idraulico a Reggio Emilia, e tutti i servizi nella pagina di Reggio Emilia.
Pagine utili
Domande frequenti
Una casa anni '70 ha per forza l’impianto elettrico da rifare?
No. Se l’impianto ha almeno le protezioni minime che il DM 37/08 chiede per le case precedenti al 13 marzo 1990, ed è in buono stato, può bastare un adeguamento. Se mancano terra e salvavita o i cavi sono rovinati, il rifacimento è la strada più sicura. Lo si decide con un sopralluogo e qualche misura.
Conviene rifare acqua ed elettrico insieme?
Se devi aprire muri e pavimenti per uno dei due, quasi sempre sì: i lavori si sovrappongono nelle stesse stanze, e farli in due tempi vuol dire rompere e ripristinare due volte. Se il budget non basta, fai insieme almeno i lavori delle stanze che apri.
Come capisco se i miei tubi sono in ferro zincato?
Guarda i tubi a vista sotto lavelli, vicino al contatore o in cantina: lo zincato è grigio, rigido, con raccordi filettati. Acqua rossastra al mattino, pressione in calo e perdite ai raccordi sono i segnali che è a fine vita.
Nella mia palazzina c’è il teleriscaldamento: chi chiamo se manca il riscaldamento?
Se manca a tutto il palazzo, il guasto è probabilmente nello scambiatore condominiale o nella rete, e va segnalato all’amministratore e a chi gestisce il servizio. Se manca solo a te, il problema è nel tuo impianto, per esempio una valvola o un termosifone: lì interviene l’idraulico.
Il fibrocemento degli scarichi va tolto per forza?
Non sempre: se è integro e non va toccato, la decisione si prende con l’amministratore e un tecnico. Se invece rifai il bagno o la colonna e quel tratto va rimosso, la rimozione spetta a imprese con requisiti specifici. Non forarlo e non romperlo mai da solo.
Fonti
- Legge 30 marzo 1976, n. 373 – Normattiva – norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici, poi abrogata dalla legge 10/1991. Consultata il 25 ottobre 2026.
- Legge 5 marzo 1990, n. 46 – Normattiva – norme per la sicurezza degli impianti, in vigore dal 13 marzo 1990, in gran parte sostituite dal DM 37/08. Consultata il 25 ottobre 2026.
- DM 22 gennaio 2008, n. 37, art. 6 – Normattiva – requisiti minimi degli impianti elettrici delle abitazioni realizzati prima del 13 marzo 1990. Consultato il 25 ottobre 2026.
- Legge 27 marzo 1992, n. 257 – Normattiva – divieto di estrazione, importazione, commercio e produzione di amianto. Consultata il 25 ottobre 2026.
- PNRR servizio idrico, il depuratore di Mancasale – ATERSIR – Arca S.r.l. gestore del servizio idrico nel bacino reggiano, Iren Acqua Reggio soggetto realizzatore per suo conto (27 luglio 2026). Consultato il 25 ottobre 2026.
- Teleriscaldamento – Gruppo Iren – reti di teleriscaldamento gestite da Iren anche a Reggio Emilia, Parma e Piacenza. Consultato il 25 ottobre 2026.
Leggi anche

Dopo una frana o un’alluvione in Appennino: verificare impianti e scarichi prima di tornare a vivere in casa
Dopo una frana o una piena in collina i danni agli impianti non sempre si vedono: allacci tirati dal terreno, fango nelle scatole elettriche e nelle fosse biologiche. L’ordine giusto dei controlli.

Furti in casa in Emilia-Romagna: come rendere più sicura la porta, partendo dai dati
In Emilia-Romagna i furti sono i reati più denunciati e quelli in abitazione ne sono la parte più grande. Come controllare la tua porta pezzo per pezzo e in che ordine migliorarla.

Corti e case coloniche della Bassa: gli impianti da rifare quando si ristruttura
In una colonica restaurata gli impianti si rifanno quasi sempre da capo: volumi grandi, edifici separati, pozzi, fosse e temporali di pianura. Cosa decidere prima di chiudere i muri.

Bonus ristrutturazione in Emilia-Romagna nel 2026: cosa copre per bagno e impianti
In Emilia-Romagna vale la detrazione nazionale: per le spese del 2026, 50% sull’abitazione principale del proprietario e 36% negli altri casi. Cosa rientra per bagno e impianti e come pagare.

Ti serve un tecnico?
Rispondiamo giorno e notte: ti diciamo tempi e prezzo prima di partire.


