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Controllo dei fumi della caldaia in Emilia-Romagna: ogni quanto si fa e cosa prevede

In regione la caldaia a gas di casa fa il controllo di efficienza ogni due anni, il primo dopo quattro. Ecco la tabella completa, il bollino, cosa fa il tecnico e cosa succede se il rendimento è basso.

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Pubblicato il 2 novembre 2026.

In Emilia-Romagna il controllo dei fumi di una caldaia a gas domestica, cioè il controllo di efficienza energetica con l’analisi della combustione, va fatto ogni due anni se la caldaia ha meno di 35 kW, con il primo controllo dopo quattro anni dall’installazione. Dai 35 kW in su la cadenza diventa annuale, con il primo controllo dopo due anni, e ogni anno si controllano anche i generatori a gasolio e a combustibile solido.

Per l’Emilia-Romagna le cadenze le fissa il regolamento regionale 1/2017 sugli impianti termici, che attua le regole nazionali del DPR 74/2013. Valgono allo stesso modo in tutta la regione: chi abita a Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna o Piacenza segue la stessa tabella. Qui sotto la trovi completa, insieme al bollino calore pulito, a cosa fa il tecnico e a cosa succede se il rendimento non basta.

Manutenzione e controllo dei fumi: due appuntamenti diversi

Quando si parla di «controllo dei fumi» si mescolano spesso due interventi che le regole tengono distinti:

  • controllo funzionale e manutenzione: serve a mantenere sicurezza, funzionamento e consumi. Si fa con la cadenza indicata nelle istruzioni dell’installatore o, se mancano, del fabbricante o delle norme UNI e CEI, e installatore e manutentore devono dirti per iscritto quali operazioni servono e ogni quanto. Alla fine ricevi un rapporto da firmare, che non va alla Regione e non richiede il bollino;
  • controllo di efficienza energetica: è il controllo dei fumi vero e proprio, con la prova di combustione. Segue le cadenze regionali della tabella qui sotto, si chiude con il rapporto di controllo di efficienza energetica e richiede il bollino calore pulito.

Di norma il controllo di efficienza si fa durante una manutenzione, ma le due scadenze non coincidono per forza: la manutenzione può essere più frequente. Per sapere quando tocca a te, guarda l’ultimo rapporto del manutentore, che deve indicare la data del prossimo intervento.

Ogni quanto: la tabella dell’Emilia-Romagna

Il controllo di efficienza energetica è obbligatorio per gli impianti di riscaldamento oltre i 10 kW, per quelli di raffrescamento oltre i 12 kW e per gli impianti centralizzati di acqua calda di qualunque potenza. Le cadenze, secondo la guida della Regione per i cittadini:

Tipo di generatorePotenza utileOgni quanto
Caldaia a gas, metano o GPLmeno di 35 kWogni 2 anni, il primo dopo 4 anni dall’installazione
Caldaia a gas, metano o GPLda 35 kW in suogni anno, il primo dopo 2 anni dall’installazione
Generatore a combustibile liquido o solidoda 10 kW in suogni anno
Pompa di calore elettrica o ad assorbimento a fiamma direttameno di 100 kWogni 4 anni
Pompa di calore elettrica o ad assorbimento a fiamma direttada 100 kW in suogni 2 anni
Sottostazione del teleriscaldamentoda 10 kW in suogni 4 anni
Microcogeneratoremeno di 50 kW elettriciogni 4 anni

Le caldaie degli impianti ibridi seguono le righe dei generatori a fiamma. Oltre alle scadenze, il controllo va fatto alla prima messa in servizio, a cura dell’installatore, quando si sostituisce il generatore e dopo interventi che possono cambiarne l’efficienza: da quella data ripartono le cadenze della tabella.

In quale riga ricade la tua caldaia

Conta la potenza termica utile nominale, scritta sulla targhetta dati della caldaia, nel manuale e nel libretto di impianto. Se più generatori servono lo stesso impianto, le potenze si sommano. Per il primo controllo conta la data di installazione, che trovi nel libretto o nella dichiarazione di conformità dell’impianto.

Il libretto ti dice anche quando è stato fatto l’ultimo controllo. Se non lo trovi, in Emilia-Romagna puoi consultarlo con lo SPID nel catasto regionale CRITER: come funziona lo spieghiamo nella guida al libretto di impianto della caldaia.

Un caso a parte sono pellet e legna. La tabella mette i generatori a combustibile solido nella riga del controllo annuale, ma per gli apparecchi a biomassa legnosa la Regione non chiede il bollino, in attesa delle norme tecniche sulla misura del rendimento sul posto. Chiedi al tuo manutentore quali controlli e quali rapporti servono per la tua stufa o caldaia.

Cosa fa il tecnico durante il controllo dei fumi

Il controllo riguarda il sottosistema di generazione, cioè la caldaia con i suoi accessori, e la verifica di presenza e funzionamento di:

  • regolazione della temperatura, centrale e nei singoli locali;
  • trattamento dell’acqua, dove previsto;
  • termoregolazione e contabilizzazione del calore, dove sono obbligatorie per legge, come in molti impianti centralizzati.

Il cuore è la prova di combustione: il tecnico misura il rendimento alla massima potenza effettiva in normale funzionamento, secondo le norme UNI, e lo confronta con i valori minimi di legge. Il rapporto è valido solo se riporta i valori della prova. Una copia la ricevi tu e la alleghi al libretto; il manutentore registra il rapporto nel CRITER.

Per il giorno del controllo tieni a portata di mano il libretto e l’ultimo rapporto, lascia libero l’accesso alla caldaia e leggi il rapporto prima di firmarlo. Se qualcosa non ti è chiaro, fatti spiegare i valori: è il modo più semplice per capire come sta la tua caldaia.

Il bollino calore pulito: quanto costa e chi lo paga

Il bollino calore pulito è il contributo regionale che il responsabile dell’impianto paga a ogni controllo di efficienza energetica obbligatorio, attraverso il manutentore. È virtuale, legato al rapporto registrato nel CRITER, e senza il versamento il rapporto non è valido. I proventi coprono la gestione del catasto, l’informazione e le ispezioni. Gli importi ridotti in vigore dal 1° ottobre 2022, secondo la guida regionale; la riduzione è prevista fino al 31 dicembre 2026, quindi per i controlli successivi chiedi al manutentore l’importo aggiornato:

Generatori a fiamma, esclusa la biomassaContributo
meno di 35 kW1,75 euro
da 35 a meno di 100 kW7,00 euro
da 100 a meno di 300 kW14,00 euro
da 300 kW in su24,50 euro
cogeneratori oltre 10 kW14,00 euro

Per ora non pagano il bollino gli impianti con apparecchi a biomassa legnosa, le pompe di calore e le sottostazioni del teleriscaldamento. Il bollino è separato dal compenso del manutentore per il controllo, che concordi con lui.

Se il rendimento è basso: 180 giorni per rimediare

Se il rendimento di combustione di una caldaia a gas o a gasolio risulta sotto i limiti e la manutenzione non basta a recuperarlo, la caldaia va sostituita entro 180 giorni solari dal controllo. Il responsabile può chiedere, a proprie spese, una verifica all’organismo regionale: in quel caso la scadenza resta sospesa fino all’esito. Se invece la caldaia torna in regola con la manutenzione, si rifà il controllo di efficienza con un nuovo rapporto.

Quando il manutentore trova carenze di grave e immediato pericolo, interrompe il funzionamento dell’impianto, che si riaccende solo dopo le riparazioni. Per le anomalie senza pericolo immediato ti indica gli interventi necessari e i tempi massimi per farli. Cosa conviene fare quando la caldaia va cambiata, anche per le detrazioni, lo spieghiamo nella guida su sostituire la caldaia.

Ispezioni e sanzioni in regione

Accanto ai controlli del manutentore ci sono le ispezioni pubbliche, organizzate con un programma annuale dall’organismo regionale di accreditamento e ispezione, affidato ad ART-ER, che dà priorità, tra l’altro, agli impianti con generatori di oltre 15 anni. L’ispezione va comunicata con almeno quindici giorni di anticipo; se salta per colpa del responsabile si paga un costo, e dopo una seconda visita a vuoto viene informato il Comune.

Le sanzioni del regolamento regionale vanno da 500 a 3.000 euro per il responsabile che non fa fare il controllo di efficienza o non ha il libretto registrato, e da 1.000 a 6.000 euro per l’installatore o il manutentore che non redige o non invia correttamente il rapporto. Chi riceve il verbale può pagare in misura ridotta entro 60 giorni.

Seconde case e montagna: quando programmare il controllo

Le regole sono le stesse dalla pianura all’Appennino, ma cambia il calendario del riscaldamento. In regione prevalgono le zone climatiche D, E ed F: in zona E l’impianto si può accendere dal 15 ottobre al 15 aprile per 14 ore al giorno, in zona D dal 1° novembre al 15 aprile per 12 ore, mentre in zona F non ci sono limiti. Le ore di accensione vanno comprese tra le 5 e le 23, salvo che in zona F.

Conviene fissare manutenzione e controllo prima dell’accensione, soprattutto nelle seconde case chiuse per mesi. Scegli un’impresa abilitata: la Regione pubblica l’elenco delle imprese manutentrici accreditate al CRITER. Per caldaia, fumi e combustione c’è la nostra assistenza caldaie; per termosifoni, valvole e tubi, il servizio di idraulico.

Pagine utili

Domande frequenti

La mia caldaia è nuova: quando faccio il primo controllo dei fumi?

L’installatore fa un primo controllo di efficienza alla messa in servizio. Poi, per una caldaia a gas sotto i 35 kW, il primo controllo periodico arriva dopo quattro anni dall’installazione e i successivi ogni due anni. La manutenzione segue invece le istruzioni dell’installatore e del fabbricante, e può essere più frequente.

Chi deve chiamare il tecnico, il proprietario o l’inquilino?

Il responsabile dell’impianto: in un appartamento affittato è l’inquilino, in una casa non affittata il proprietario, nei condomini con impianto centralizzato l’amministratore. Chi paga cosa tra inquilino e proprietario lo stabiliscono il contratto e la legge.

La caldaia a condensazione ha le stesse scadenze?

Sì: è un generatore a gas e segue la stessa tabella, con prova di combustione e bollino. In manutenzione va curato anche lo scarico della condensa, perché se il sifone si intasa la caldaia può andare in blocco o perdere acqua, come spieghiamo nella pagina sulla caldaia che perde.

La pompa di calore paga il bollino?

No: per ora le pompe di calore non pagano il bollino calore pulito. Il controllo di efficienza però resta, se l’impianto rientra tra quelli soggetti: ogni quattro anni sotto i 100 kW, ogni due anni da 100 kW in su.

Cosa rischio se salto il controllo?

Per il regolamento regionale la sanzione va da 500 a 3.000 euro. Il rischio più concreto, però, è un altro: una caldaia che brucia male consuma di più e può diventare pericolosa.

Fonti

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