Impianto di irrigazione del giardino: come avviarlo in primavera senza perdite e sprechi
Prima di riaprire l’acqua cerca i danni del gelo, poi rimetti in ordine centralina e filtri, apri una zona alla volta e controlla il contatore. Ecco i passi e quando serve l’idraulico.
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Per avviare l’impianto di irrigazione in primavera aspetta che siano finite le gelate notturne, controlla che l’inverno non abbia spaccato tubi, raccordi ed elettrovalvole, rimetti in ordine centralina e filtri e riapri l’acqua piano, una zona alla volta, facendo scorrere qualche minuto le linee prima di montare gli ugelli. Poi chiudi tutto e guarda il contatore: se gira, c’è una perdita da trovare prima di programmare l’estate.
Qui trovi i passi nell’ordine giusto, la pulizia di irrigatori e gocciolatori, la prova delle perdite, il dispositivo che protegge l’acqua di casa e come programmare l’impianto senza sprecare. Come lo si chiude in autunno lo spieghiamo in preparare casa all’inverno e, per il rubinetto da cui spesso parte tutto, in rubinetto esterno del giardino d’inverno.
Prima di aprire l’acqua: i danni che l’inverno può aver lasciato
Un impianto di irrigazione è fatto di pezzi che passano l’inverno all’aperto o appena sotto terra: la tubazione principale, le elettrovalvole, cioè le valvole comandate dalla centralina che aprono una zona alla volta, i pozzetti che le contengono, gli irrigatori a scomparsa e le ali gocciolanti, i tubi neri con i fori per l’irrigazione a goccia. Se in autunno qualcosa è rimasto pieno d’acqua, il gelo può averlo crepato.
Prima di riaprire, fai il giro del giardino:
- apri i pozzetti delle elettrovalvole e guarda se ci sono corpi valvola crepati, raccordi spostati, fango o acqua ferma sul fondo;
- controlla i tratti a vista: tubi lungo i muri, raccordi vicino al rubinetto, il programmatore a batteria se è avvitato al rubinetto;
- cerca irrigatori rotti o storti, calpestati in inverno o tagliati dal tosaerba;
- guarda il terreno sopra le tubazioni: un tratto che cede o resta fradicio anche con l’impianto chiuso può nascondere un tubo rotto.
Se trovi un pezzo spaccato, sostituiscilo prima di mettere in pressione l’impianto: un raccordo crepato può reggere qualche minuto e poi aprirsi di colpo.
Centralina e programmatore: pile, orologio, stagione
La centralina è il cervello dell’impianto. Prima di affidarle il giardino:
- cambia la pila tampone o quelle del programmatore, se il modello ne ha, così un blackout non cancella i programmi;
- controlla data e ora, soprattutto dopo il cambio dell’ora di fine marzo: un orologio sbagliato di un’ora sposta tutte le irrigazioni;
- rileggi i programmi dell’anno scorso: durata delle zone, giorni e orari vanno adattati alla primavera, quando il giardino chiede meno acqua che in luglio;
- controlla il sensore di pioggia, se c’è: pulito e collegato, evita di irrigare sotto un temporale.
La centralina di solito è in garage o sotto una tettoia, collegata a una presa o a una linea elettrica, mentre le elettrovalvole lavorano a bassa tensione. Non aprire scatole e trasformatori e non giuntare fili nei pozzetti: se manca la corrente alla centralina o una zona non risponde per un problema elettrico, serve un elettricista. Per le prese del giardino vale quanto spieghiamo in prese esterne e grado IP.
La prima apertura, zona per zona
Il primo giorno di funzionamento non è automatico: si fa a mano, guardando.
- Chiudi tutte le zone dalla centralina o dalle valvole manuali.
- Apri piano la valvola che alimenta l’impianto, girando lentamente: un’apertura brusca manda un colpo di pressione su tubi e raccordi che hanno appena passato l’inverno.
- Togli l’ultimo ugello o il tappo in fondo a ogni linea, dove si può, e fai scorrere l’acqua qualche minuto: escono terra, sabbia e residui entrati durante l’inverno, che altrimenti tapperebbero gli ugelli.
- Rimonta ugelli e tappi e avvia a mano una zona alla volta, restando a guardare.
- Segna cosa non va: irrigatori che non si alzano, getti deboli, zampilli da un raccordo, acqua che esce dal pozzetto.
Lasciare scorrere l’acqua nelle linee ha anche un motivo igienico. L’AUSL di Bologna ricorda che il ristagno d’acqua nei tubi per l’irrigazione, con temperature sopra i 20 gradi, può favorire la legionella, il batterio che si respira con le goccioline nebulizzate, e consiglia anche negli orti e nei giardini di far scorrere l’acqua qualche minuto prima dell’uso. Durante il lavaggio delle linee tieniti lontano dagli spruzzi.
Irrigatori, gocciolatori e filtri: pulire e regolare
Molti problemi della prima accensione si risolvono con la pulizia:
- il filtro principale, una cartuccia a rete o a dischi subito dopo la valvola d’ingresso, si svita, si sciacqua e si rimonta con la sua guarnizione: un filtro sporco abbassa la pressione di tutto l’impianto;
- gli irrigatori a scomparsa hanno un filtrino sotto l’ugello: se non si alzano o spruzzano poco, svita la testina e sciacqualo;
- i gocciolatori si chiudono con terra e calcare, soprattutto dove l’acqua è dura: si puliscono, o si sostituiscono quando restano bloccati;
- la direzione e l’arco dei getti si regolano con la chiavetta dell’irrigatore, in modo da bagnare il prato e non i muri, le finestre o il marciapiede.
Se una zona intera parte debole anche con filtri e ugelli puliti, il problema può essere la pressione di tutta la casa: un riduttore regolato basso, un filtro all’ingresso intasato, una perdita. Le cause sono nella pagina sulla pressione dell’acqua bassa. Al contrario, se gli irrigatori nebulizzano troppo e i raccordi saltano, la pressione può essere troppo alta: ne parliamo in riduttore di pressione dell’acqua.
Perdite nascoste e pressione: la prova con il contatore
Un impianto di irrigazione ha decine di raccordi sotto terra, e una perdita lì non si vede: si scopre in bolletta. Per questo, a primo avvio fatto, conviene la prova del contatore:
- chiudi tutti i rubinetti di casa e tutte le zone dell’irrigazione, lasciando aperta la valvola che la alimenta;
- leggi il contatore e aspetta un’ora senza usare acqua;
- se è andato avanti, chiudi la valvola dell’irrigazione e ripeti: se ora resta fermo, la perdita è nell’impianto del giardino.
Come leggere il contatore e cosa vuol dire se gira lo spieghiamo in contatore che gira con i rubinetti chiusi. Una perdita sotto il prato si cerca senza scavare a caso, con gli strumenti della ricerca perdite: si apre solo dove serve.
La valvola che protegge l’acqua di casa dal ritorno del giardino
Quando l’irrigazione è collegata all’acquedotto, l’acqua del giardino non deve poter tornare indietro nei tubi dell’acqua potabile: se la pressione cala all’improvviso, ad esempio per un guasto in strada, l’acqua ferma nei tubi e negli irrigatori, con terra e concimi, potrebbe essere risucchiata nell’impianto di casa. Per impedirlo si monta un dispositivo antiriflusso, scelto in base al rischio.
Il riferimento tecnico è la norma europea UNI EN 1717, che dà il metodo per proteggere l’acqua potabile dal riflusso di acqua non potabile, dentro e fuori gli edifici, e le indicazioni su dispositivi e installazione. Se non sai se il tuo impianto ne ha uno, o se è stato collegato al rubinetto del giardino senza protezioni, fallo verificare: è un lavoro sull'impianto idraulico di casa, non sul giardino. Se l’acqua dell’irrigazione arriva da un pozzo, pozzo e acquedotto devono restare due reti separate, come spieghiamo in pozzo e autoclave nelle case di campagna.
Programmare senza sprecare: orari, goccia e ordinanze estive
Un impianto ben regolato bagna il giardino con meno acqua. Le indicazioni della Regione Emilia-Romagna per il risparmio idrico in giardino vanno in questa direzione: irrigare verso sera, quando il sole è calato e l’acqua evapora più lentamente, usare la pacciamatura, cioè uno strato di corteccia o altro materiale sul terreno, raccogliere l’acqua piovana, preferire l’irrigazione a goccia programmata con il timer e scegliere piante che chiedono meno acqua.
In pratica:
- dividi le zone per tipo di pianta: prato, siepi e orto non bevono allo stesso modo;
- accorcia i tempi in primavera e allungali gradualmente con il caldo;
- usa il sensore di pioggia o sospendi il programma nei giorni di pioggia;
- controlla le ordinanze del tuo Comune: nelle estati secche alcuni Comuni limitano l’uso dell’acqua dell’acquedotto per irrigare. Nell’estate 2026, ad esempio, il Comune di Lesignano de’ Bagni, in provincia di Parma, ha consentito l’irrigazione di orti e giardini solo tra le 21 e le 6.
Se parti per le vacanze lasciando l’irrigazione accesa, falla controllare prima: cosa chiudere e cosa lasciare aperto è in in ferie conviene chiudere acqua e gas. Per tutti gli altri lavori sull’acqua di casa e del giardino c’è il nostro servizio di idraulico.
Pagine utili
Domande frequenti
Quando conviene riavviare l’irrigazione?
Quando le gelate notturne sono finite e il giardino comincia a chiedere acqua: in pianura di solito in primavera, in collina e in montagna più tardi. Riaprire troppo presto vuol dire rischiare che una notte fredda geli di nuovo tubi pieni d’acqua.
Gli irrigatori non si alzano: cosa può essere?
Spesso è il filtrino sotto l’ugello tappato dalla terra dell’inverno, o una zona aperta solo in parte. Se si alzano poco tutti insieme, controlla il filtro principale e la pressione; se uno solo resta giù, può essere rotto o pieno di terra. Una perdita sulla stessa linea abbassa la pressione e tiene giù gli irrigatori più lontani.
Posso collegare l’irrigazione al rubinetto del giardino?
Per un piccolo impianto con programmatore a batteria sì, ma il rubinetto deve avere una protezione contro il ritorno dell’acqua e va svuotato prima dell’inverno. Per un impianto con più zone conviene un attacco dedicato, con la sua valvola, il filtro e il dispositivo antiriflusso, fatto da un idraulico.
Chi si occupa dell’impianto: giardiniere, idraulico o elettricista?
Il disegno delle zone e la posa in giardino li fa di solito chi installa impianti di irrigazione. Il collegamento all’impianto di casa, il filtro, il riduttore e il dispositivo antiriflusso sono lavoro da idraulico; la linea elettrica della centralina e le prese esterne da elettricista.
Fonti
- UNI EN 1717:2026 – UNI – in vigore dal 30 luglio 2026, consultato il 25 ottobre 2026: metodo per proteggere l’acqua potabile dall’inquinamento per riflusso di acqua non potabile, dentro e fuori gli edifici, con indicazioni su dispositivi antiriflusso e installazione.
- Legionella: come ridurre il rischio – AUSL di Bologna – opuscolo del 2024 consultato il 25 ottobre 2026: anche negli orti e nei giardini lasciar scorrere l’acqua per qualche minuto; il ristagno nei tubi per l’irrigazione e le temperature oltre i 20 gradi possono favorire la legionella.
- Il risparmio dell’acqua in giardino e nelle aree verdi – Regione Emilia-Romagna – quaderno della Direzione generale Ambiente pubblicato da Arpae, consultato il 25 ottobre 2026: innaffiare verso sera, pacciamatura, raccolta dell’acqua piovana, piante poco esigenti, irrigazione a goccia programmabile con timer.
- Ordinanza n. 44 del 12 agosto 2026 – Comune di Lesignano de’ Bagni – consultata il 25 ottobre 2026: modifica l’ordinanza n. 39 del 23 luglio 2026 sulla limitazione dell’acqua potabile, consentendo l’irrigazione di orti e giardini domestici solo tra le 21 e le 6, fino al 20 settembre 2026.
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